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Infiammazione

Per infiammazione o flogosi si intende l'insieme delle modificazioni che si verificano in un distretto dell'organismo colpito da un danno di intensità tale da non incidere sulla vitalità di tutte le cellule di quel distretto. Il danno è provocato da: agenti fisici (traumi, calore), agenti chimici (acidi ecc.), agenti tossici e da agenti di natura biologica (batteri, virus ecc.). La risposta al danno è data dalle cellule che sono sopravvissute all'azione di esso. L'infiammazione è una reazione prevalentemente locale.



Definita come la risposta dell'organismo ad uno stimolo lesivo è caratterizzata da due eventi fondamentali: aumento della permeabilità vascolare che precede e prepara la successiva migrazione leucocitaria. Entrambi i fenomeni concorrono alla comparsa de
i caratteristici segni clinici dell'infiammazione ancora oggi indicati con i termini rubor (rossore), calor (calore), tumor (gonfiore), dolor (dolore) e functio lesa (compromissione della funzione).



L'infiammazione è un processo reattivo verso agenti patogeni di qualsiasi natura attraverso cui l'organismo si difende, innescando i processi del sistema immunitario . L'ultimo obiettivo del processo infiammatorio è di liberare l'organismo da ogni entità che generi danno cellulare (ad esempio i microorganismi, le tossine, ecc.) o dagli effetti del danno stesso (ad esempio le cellule morte ed i tessuti necrotici). L'infiammazione distrugge, diluisce o contiene l'agente nocivo ed allo stesso tempo innesca una serie di eventi che riparano e ricostituiscono il tessuto danneggiato.

Una funzione critica dell'infiammazione è il reclutamento, nel sito danneggiato, delle cellule del sistema immunitario, i leucociti. Questo fenomeno, chiamato chemiotassi, si verifica tramite l'incremento locale del flusso ematico e attraverso mutamenti strutturali dei microvasi. I leucociti ingeriscono gli agenti tossici, uccidono i microorganismi, degradano il tessuto necrotico e gli antigeni estranei. Liberando enzimi, mediatori chimici e radicali dell'ossigeno o dell'azoto, i leucociti sostengono l'infiammazione e, oltre a ricoprire un ruolo effettore protettivo possono, in alcuni casi, indurre danni nei tessuti circostanti.

Infatti, nel caso in cui, a causa di un alterato meccanismo regolatorio,
lo stato infiammatorio si prolunghi, l'infiammazione può diventare nociva e risultare implicata nella patogenesi di numerose malattie.

Più in dettaglio, l'infiammazione può essere definita di tipo acuto o cronico.

L'infiammazione acuta
rappresenta la risposta immediata ad un agente dannoso, è di durata relativamente breve (va da minuti ad alcuni giorni) ed è principalmente caratterizzata dalla formazione dell'edema e dalla migrazione dei leucociti, in prevalenza granulociti neutrofili.

L'infiammazione cronica,
che è generalmente il risultato di stimoli persistenti, è di durata più lunga ed è caratterizzata, dal punto di vista istologico, dalla presenza di altri tipi di cellule leucocitarie (linfociti e macrofagi), dalla proliferazione dei vasi sanguigni e dalla fibrosi o dalla necrosi del tessuto.

In alcuni casi l'infiammazione cronica può essere preceduta da una fase iniziale di infiammazione acuta, altre volte inizia in maniera asintomatica e con un'intensità ridotta. L'infiammazione cronica può verificarsi in seguito ad infezioni persistenti dovute a microorganismi che riescono a sfuggire al controllo del sistema immune, come ad esempio il Mycobacterium tuberculosis (agente eziologico della tubercolosi) o il Treponema pallidum (che causa la sifilide); in seguito all'esposizione prolungata ad agenti potenzialmente tossici di origine esogena o endogena, oppure a causa di fenomeni di autoimmunità.

Le cellule coinvolte nell'infiammazione cronica vengono reclutate nel sito dell'infiammazione, si attivano e rilasciano innumerevoli fattori solubili che mediano il danno e la fibrosi del tessuto.

Tali molecole svolgono un ruolo chiave nell'inizio e nell'esecuzione della risposta infiammatoria e tra le loro funzioni principali vi è l'induzione della dilatazione dei vasi, la chemiotassi, l'adesione e l'attivazione dei leucociti, la tossicità diretta nei confronti del microrganismo invasore, la proliferazione dei fibroblasti, la deposizione del collagene e l'angiogenesi.

Di grande rilevanza fra questi mediatori sono le citochine, molecole di natura proteica, che agiscono anche a bassissime concentrazioni, interagendo mediante legami ad alta affinità con recettori specifici espressi sulle cellule bersaglio. Le citochine mediano la comunicazione intercellulare intervenendo nell'indirizzo, nella regolazione e nella terminazione dei processi infiammatori.

Col termine
citochine (dal greco kutos, cellula e kinesis, movimento) ci si riferisce ad un numeroso gruppo di peptidi che mettono in comunicazione i diversi reparti del sistema immunitario tra loro e con gli altri tessuti e sistemi del nostro organismo. Secondo la definizione di Francis Smith del 1984, le citochine appartengono alla famiglia delle sostanze informazionali, ovvero “tutte le molecole atte a portare messaggi e […] i loro recettori che svolgono il compito di collegare fra loro cervello, corpo e comportamento”, “ossia tutti i leganti che attivano i recettori dando inizio a una cascata di processi e cambiamenti a livello cellulare. ”

Esse costituiscono una trama complessa di relazioni e, dalla loro reciproca regolazione, dipende l'esito finale dei processi biologici che vengono regolati.
Un aspetto importante è legato alle quantità di mediatori solubili che vengono prodotti in risposta ad uno stimolo. Ad esempio, il rilascio extracellulare di bassi livelli di una citochina proinfiammatoria, può aumentare l'espressione di altre citochine e delle molecole di adesione per i leucociti, tutti fattori che amplificano la cascata infiammatoria; al contrario, livelli elevati di essa, possono danneggiare cellule o tessuti.



Per finire, poiché le
citochine rappresentano degli strumenti estremamente efficaci nelle risposte immunitarie, che possono rivelarsi anche armi pericolose, esiste in natura un complesso sistema atto a regolarne finemente l'attività. Le citochine ad esempio, possono essere prodotte in una forma immatura che viene attivata tramite il taglio operato da specifici enzimi rilasciati solo in determinate condizioni; possono esistere dei recettori solubili, oppure delle proteine dalla funzione analoga, che legandosi alla citochina bersaglio, ne neutralizzano l'azione impedendo che si leghi ai recettori di membrana; inoltre possono esistere delle molecole con la funzione di antagonisti recettoriali che, legandosi al recettore specifico, impediscono il legame della citochina e l'innesco degli eventi biologici che essa influenza. Queste e molte altre forme di controllo dell'attività di una citochina rappresentano un sistema di sicurezza attraverso il quale l'organismo si tutela dalla possibile azione nociva di queste molecole.

Processi infiammatori nell'invecchiamento e nelle patologie ad esso associate

L'intero sistema immunitario dell'anziano è soggetto ad un complessivo declino caratterizzato sia da una deregolazione dei processi infiammatori, sia da una ridotta capacità della risposta immunitaria nel discriminare tra molecole estranee e molecole proprie dell'organismo. Nell'anziano infatti, oltre alla diminuita capacità di resistere alle infezioni o ai tumori, si osserva anche una tendenza a produrre più autoanticorpi. Quindi la perdita di funzionalità cellulare, tipica dell'età avanzata, potrebbe essere imputabile, almeno in parte, proprio agli attacchi del sistema immunitario contro i tessuti nativi dell'organismo stesso. Infatti artrite, psoriasi ed alcune altre patologie autoimmunitarie, sono maggiormente presenti in età avanzata.

Altra evidenza che sottolinea la relazione esistente tra immunità e invecchiamento è l'osservazione che l'esposizione durante la vita ad agenti infettivi di varia natura, riduce la longevità mediante meccanismi di accelerata immunosenescenza e di infiammazione cronica .

Per quanto riguarda l'alterazione della regolazione dei processi infiammatori, con l'invecchiamento aumentano i livelli di citochine proinfiammatorie e, indipendentemente dalla presenza di patologie, molti studi hanno documentato concentrazioni di citochine aumentate nel siero di individui anziani rispetto agli individui giovani. Tuttavia, l'aumento delle molecole infiammatorie è ben lontano dai livelli che si osservano durante l'infiammazione acuta, indicando che l'invecchiamento è associato ad una risposta infiammatoria cronica, ma di intensità ridotta.
Inoltre, come già indicato, i radicali liberi, i cui livelli sono innalzati negli anziani, potrebbero contribuire alla perpetuazione di questa forma infiammatoria.

Poiché
l'infiammazione cronica è uno dei fattori implicati nell'aterosclerosi, nell'artrite, nell'AD, nei tumori, nella sindromi metaboliche quali il diabete di tipo 2 ed in numerose altre patologie multifattoriali che affliggono gli anziani, questo fenomeno rappresenta un evento importante in grado di contribuire al danno e alla degenerazione caratteristica dell'invecchiamento.


Benché in tutti questi casi la causalità dell'infiammazione non sia chiaramente definita nell'ambito dei meccanismi patogenetici, rimane un dato inconfutabile che molte manifestazioni dell'infiammazione cronica, come ad esempio l'infiltrazione dei macrofagi o gli aumentati livelli circolanti dei mediatori chimici pro-infiammatori, siano comuni, anche se sotto diverse forme, alle patologie appena elencate. Ad esempio, in pazienti con AD è spesso evidenziabile la presenza, a livello delle placche senili o del tessuto che le circonda, di cellule della microglia attivate .


Infine,
le citochine proinfiammatorie, che si riscontrano generalmente più espresse nei pazienti con patologie neurodegenerative e cardiocircolatorie, svolgono un ruolo patogenetico anche in altre patologie, come ad esempio l'osteoporosi e l'artrite, la cui incidenza aumenta con l'avanzare dell'età.



Relativamente alle malattie cardiovascolari, in seguito allo studio di un gruppo di 130 individui di età superiore agli 80 anni è stato dimostrato, in associazione ad eventi aterosclerotici, un incremento significativo dei livelli plasmatici di alcune citochine proinfiammatorie in grado di favorire lo sviluppo delle lesioni aterosclerotiche e la vulnerabilità della placca, svolgendo quindi un ruolo cruciale nell'innesco dell'aterosclerosi.


Inoltre, l'incremento dei livelli serici di queste molecole è stato riscontrato anche in pazienti con malattie polmonari ostruttive croniche, dove è stato documentato che anche certe molecole ad attività chemotattica svolgono un ruolo importante nella patogenesi di queste malattie.

In maniera del tutto analoga, diverse molecole infiammatorie, tra cui le citochine stesse, sono ritenute responsabili di malattie reumatoidi croniche a base infiammatoria, quali l'osteoartrite e l'artrite reumatoide.


L'invecchiamento è caratterizzato da uno stato di infiammazione cronica lieve che è legato sia alla genetica che alla storia antigenica di ogni individuo. Questo tipo di processo infiammatorio può condurre, alla lunga, alla compromissione di organi e apparati quindi alla riduzione della longevità, incrementando la sensibilità ad alcuni fattori rischio. Le malattie correlate all'età, come l'AD, il PD, l'aterosclerosi, il diabete di tipo 2, l'osteoporosi, possono iniziare a manifestarsi o essere amplificate dall'infiammazione (fonte: www.fitoprostata.net)

Il sistema immunitario difende l’organismo in collaborazione con il sistema endocrino e quello nervoso.

Il suo obbiettivo è discriminare tra ciò che è sé (self), da ciò che è diverso dal sé (non self), distinguere quindi tutte le proprie cellule, da quelle estranee (antigeni) sia microrganismi o cellule tumorali, diventate non self. Infatti per effetto della degenerazione hanno perso gli elementi distintivi propri delle cellule normali, cioè cellule self.
Opera con sistemi integrati, l’immunità naturale e l’immunità specifica, che collaborano.

L’immunità naturale è costituita da alcuni globuli bianchi, i granulociti neutrofili ed i monociti, che difendono l’organismo da tutto ciò che gli è estraneo, cioè il non-self. Sono le cellule che causano il rigetto nel caso dei trapianti d’organo.
Quando la risposta immunitaria naturale ha bisogno di rinforzi cioè di un’azione più specifica chiama i componenti dell’Immunità specifica.

L’Immunità specifica usa o gli anticorpi o cellule nell’eliminazione di virus, miceti ed alcune specie di batteri e di cellule neoplastiche.

I linfociti B sono le cellule difensive più importanti dell’immunità acquisita, che producono gli anticorpi.

I Linfociti T sono costituiti da una sottopopolazione di linfociti T helper, che sono alla base di tante allergie perchè sono il crocevia della risposta immunitaria.

Infatti se sono più attivi i linfociti helper
Th1 stimolano altri linfociti T citotossici (CTL) e macrofagi dell’immunità naturale, che non producono anticorpi e allergie.
Se invece sono sbilanciati in senso linfociti helper
Th2 allora viene stimolata la produzione di anticorpi.
Questo è lo squilibrio
Th1 Th2 che causa tante allergie, mentre se questo rapporto è in equilibrio ci possiamo difendere co cellule o anticorpi e siamo ben protetti.

I linfociti T citotossici CD8 sono più efficaci contro le cellule infettate da virus o le cellule trasormate i senso neoplastico, mentre i linfociti T citotossici CD4, sono in grado di eliminare i batteri, inglobandoli, attraverso il meccanismo della fagocitosi.
Quiesta ultima classe di cellule difensive è importante soprattutto nelle gravi Sindromi da Immunodeficienza (HIV), perchè queste cellule sono colpite.

Autoimmunità
E’ un altro fenomeno in aumento nel quale si verifica un tradimento delle difese, cioè gli anticorpi anzichè aggredire batteri o altro aggrediscono elememnti dell’organismo, ad es. si formano autoanticorpi che aggrediscono la tireoglobulina, che si chiamano autoanticorpi anti-tireoglobulina.
La tireoglobulina è una componente della tiroide necessaria alla produzione degli ormoni tiroidei T3 (triiodotironina) e T4 (tiroxina), che vengono immessi in circolo per raggiungeranno così gli organi bersaglio dove esprimono l’azione ormonale.
Nella Tiroidite di Hashimoto originano gli autoanticorpi anti-tireoglobulina (anti-TG), che riducono gli ormoni T3 e T4, frequente evoluzione verso l’ipotiroidismo.
La Tiroidite di Hashimoto è una malattia autoimmune, caratterizzata dalla presenza per l’aggressione immunologica contro il tessuto tiroideo.

Il sistema immunitario riceve continuamente innumerevoli input ai quali risponde in modo sia specifico che aspecifico e sia con reazioni acute che croniche.
Tra le sue reazioni, spiccano però, per frequenza e importanza, le risposte TH1 e TH2 e quella infiammatoria.

RISPOSTA TH1 E TH2
Esistono due tipi di risposta immunitaria linfocitaria:
la risposta TH1 e quella TH2.

La risposta TH1
è orientata in senso citotossico nei confronti di virus e batteri. È sostenuta dall’IFN-Gamma (che attiva la produzione di radicali liberi, NO soprattutto, da parte dei macrofagi e inibisce la risposta TH2) e dall’IL-12 (che stimola le cellule NK a produrre IFN-Gamma). È una risposta carente nei Paesi industrializzati ove prevale la risposta TH2.


La risposta TH2
è orientata in senso anticorpale ed è tipica delle malattie allergiche. È sostenuta dall’IL-4 (che attiva i linfociti B e la produzione di Ig E), dall’IL-5 (che recluta eosinofili in presenza di parassiti), dall’IL-13 e dall’IL-10 (che è una citochina antinfiammatoria, blocca l’IL-3, l’IL-5, l’IL-12, la produzione di IFN-Gamma e la risposta TH1, ma è proinfiammatoria nei confronti dei processi allergici).

La natura dell’antigene seleziona il tipo di risposta. In ogni caso non tutti i virus inducono una potente risposta TH1. Il virus dell’influenza e del morbillo, ad esempio, sopprimono la risposta TH1 e vaccinando contro il morbillo i bambini di pochi mesi, con sistema immunitario ancora immaturo, è possibile squilibrarli in senso TH2 con conseguente iperattività allergica.


Esistono due tipi di risposta immunitaria linfocitaria: la risposta TH1 e quella TH2.



La risposta TH1 è orientata in senso citotossico nei confronti di virus e batteri.





La risposta TH2 è orientata in senso anticorpale ed è tipica delle malattie allergiche.








Numerose osservazioni, in corso di malattie infettive umane e in modelli sperimentali, hanno consentito di definire, nell'ambito della generale complessità delle risposte immuni, il contributo specifico che l'attivazione preferenziale di ciascuno dei due meccanismi di risposta (rispettivamente Th1 eTh2) sembra offrire nei confronti di un'ampia serie di agenti patogeni.

(fonte: Stefania Cazzavillan,
Funghi Madicinali, Nuova Ipsa 2011, pag.121)



FUNGHI E COMPLEMENTO: AZIONE DEI POLISACCARIDI
(fonte: Stefania Cazzavillan, Funghi Madicinali, Nuova Ipsa 2011,)

Molti funghi medicinali contengono terpenoidi con azione anti-infettiva. I terpenoidi aiutano il sistema immunitario e i processi di guarigione in vari modi. In generale, sono efficaci nell'uccisione di batteri e virus. Alcuni terpenoidi proteggono le arterie cardiache e molti di loro hanno azione anti infiammatoria. Ciò significa che prevengono una iperreazione del sistema immunitario.

Il termine terpenoide ha la stessa radice di "turp" in "turpentine", una resina ottenuta dal pino che è stata utilizzata come antisettico dal tempo degli antichi Greci. I terpenoidi si trovano dappertutto in natura, e molte piante o sostanze che li contengono rilasciano un odore leggermente amaro.

Il ruolo anti-infiammatorio dei terpenoidi è particolarmente utile nel processo di guarigione. Per capire come, basta pensare a cosa succede quando si prende un raffreddore, Il virus del raffreddore determina un rigonfiamento delle mucose, e la comparsa di rossore attorno al naso e alle narici. Il gonfiore e il rossore sono caratteristici del processo infiammatorio legato alla risposta immunitaria da parte dell'organismo. Il sistema immunitario invia i globuli bianchi ad attaccare l'infezione, e maggiore è il numero di globuli bianchi che arriva, maggiore è il gonfiore nell'area dell'infezione.

A volte, tuttavia, il gonfiore è talmente accentuato che si innesca una reazione infiammatoria. Nel caso del raffreddore, il processo infiammatorio porta a costrizione di naso e gola fino a causare difficoltà respiratorie.

Una reazione infiammatoria a livello delle arterie ha conseguenze molto più gravi. In questo caso la parete dell'arteria può rigonfiarsi e impedire il flusso sanguigno. Molti medici ritengono che le malattie cardiovascolari siano inizialmente innescate da un processo infiammatorio a livello delle arterie e questo è il motivo per cui viene prescritta l'aspirina a pazienti con rischio cardiovascolare.

L'aspirina, come i terpenoidi, ha azione antiinfiammatoria. L'infiammazione che accompagna l'infezione è benefica tino a che è sotto controllo. Per controllare l'infiammazione, se necessario, vengono utilizzate sostanze anti-infiammatorie, ma molte di esse bloccano l'azione benefica del sistema immunitario. Il cortisone, ad esempio, previene l'infiammazione, ma permette ai microrganismi di proliferare.

Il lato positivo dei terpenoidi è che sono in grado di modulare la risposta del sistema immunitario alle infezioni riducendo l'infiammazione, senza però impedire al sistema immunitario di svolgere il suo compito nel controllo dell'infezione. I terpenoidi stimolano le difese immunitarie dell'organismo, uccidono i microrganismi, prevengono l'infiammazione e riducono a sintomatologia. Peraltro i terpenoidi sono tra le "medicine" più antiche. Per curare il comune raffreddore, infatti, in passato le popolazioni inalavano la resina fresca dei pini e delle foglie di eucalipto, entrambi rimedi contenenti terpenoidi.

I FUNGHI COME "ADATTOGENI"

Il termine adattogeni fu adottato nel 1940 da un ricerca-tore della vecchia Unione Sovietica chiamato Dr. Nicolai Lazerev. Nei suoi studi sul Ginseng siberiano selvatico egli aveva notato che la pianta aveva la capacità di calmare il sistema nervoso e di ridurre gli effetti dello stress dell'organismo.

Il Dr. Lazarev utilizzò il termine adattogeno per descrivere piante come il ginseng che aiutavano l'organismo ad adattarsi nei periodi di stress. Due colleghi del Dr. Lazarev, I. I. Brekhman e I. V. Dardymov, affinarono la definizione di adattogeno come segue:

"deve essere innocuo e causare alterazioni minime nelle funzioni fisiologiche dell'organismo, deve avere un'azione non specifica e una azione di normalizzazione aspecifica indipendentemente dalla direzione dello stato patologico".

In medicina tradizionale cinese, le piante adattogene sono generalmente chiamate tonici. Una pianta tonica è una pianta che rende l'organismo più resistente e rinforza le naturali difese dell'organismo.
Attualmente gli scienziati stanno scoprendo sempre di più che lo stress coinvolge diverse aree del corpo: il sistema nervoso, il sistema cardiovascolare, la produzione ormonale e molte altre.

Il problema, ritengono molti ricercatori, è che mentre la risposta dell'organismo allo stress era condizionata nella preistoria dallo stress a breve termine, legato al pericolo di vita, oggi dobbiamo affrontare lo stress prolungato caratterizzato da stati di ansia. Quando l'organismo sperimenta lo stress, le ghiandole surrenali secernono ormoni, il sistema simpatico viene attivato, il cuore batte più veloce, la pressione sanguigna sale e aumenta la glicemia.

Alcuni ricercatori ritengono che spesso l'organismo reagisce allo stress in modo eccessivo. Periodi di stress sostenuti possono affaticare il sistema nervoso e cardio vascolare e alterare la produzione ormonale. Lo stress a lungo termine può portare a malattie cardiovascolari, stanchezza e depressione. L'effetto cumulativo di tutto ciò può avere come risultato l'indebolimento del sistema immunitario. Ad esempio, per aiutare a gestire lo stress, le surrenali producono aumentati livelli di cortisolo. L'aumento di cortisolo è normale quando si deve gestire una situazione di pericolo per la vita: le surrenal! secernono alti livelli di cortisolo per ridurre l'infiammazione non necessaria e dolorosa e quindi per guarire le ferite. Tuttavia, livelli elevati di cortisolo per lungo tempo possono causare diabete e affaticamento e indebolire sistema immunitario.

Gli adattogeni permettono alle surrenali di ricaricarsi, di stabilizzare la produzione ormonale e di tenere sotto controllo i livelli ematici di zucchero. Molte piante hanno proprietà adattogene, tra cui varie specie di ginseng, l'astragalo e la radice di liquirizia.
Tre funghi: il maitake, lo Shiitake e il Reishi, sono considerati adattogeni.


INFIAMMAZIONE CRONICA
IL KILLER SILENZIOSO DELLA NOSTRA SALUTE (fonte: www.osteopata.it)

Da alcuni anni i ricercatori riconoscono un altro tipo di infiammazione, la cosiddetta Infiammazione Silenziosa. Questo tipo di infiammazione interna ha una natura insidiosa ed è responsabile di molti disturbi cronici. Tali disturbi sono causati principalmente da un inadeguato stile di vita e da inquinanti ambientali, portando ad uno squilibrio ormonale, che causerà l'Infiammazione Killer, infiammazione che agisce a livello sistemico.

L’Infiammazione Cronica è dovuta principalmente al nostro stile di vita Occidentale, ed è giustamente definita dai ricercatori come il “Killer Silenzioso”. Il Killer Silenzioso è associato ad un costante aumento delle sostanze biochimiche pro-infiammatorie nel nostro organismo. Perfino il Time Magazine se ne è interessato, pubblicando un articolo il 23 Febbraio 2004.

L’Infiammazione Killer richiede al sistema di difesa dell’organismo un cronico e continuo intervento di basso livello infiammatorio, che, nel tempo, porta ad un vero e proprio esaurimento del sistema immunitario. Nell’Infiammazione Killer non vi è la corretta progressione biochimica a cascata come avviene nell’infiammazione fisiologica, bensì ci sono reazioni caotiche che si ostacolano vicendevolmente.

Perfino i tessuti stessi perdono la loro capacità di riconoscere le loro stesse cellule da quelle che non lo sono, identificandole come invasori e attaccandoli. Se questo processo perdura nel tempo, può causare grandi danni ad organi, vasi sanguigni e tessuti. Questo non fa altro che innescare in continuazione la risposta immunitaria, predisponendo così, nel tempo, anche il terreno per
malattie autoimmuni.

Un fattore importante nella formazione dell’
Infiammazione Silente Sistemica nei tessuti è un’alta presenza di Radicali Liberi. Questa condizione di squilibrio è chiamata Stress Ossidativo. La presenza di Stress Ossidativo nei tessuti miofasciali può facilmente generare una risposta infiammatoria, ad es. nei muscoli e nelle articolazioni.
La risposta infiammatoria, a sua volta, farà rilasciare nuovi Radicali Liberi nei tessuti coinvolti, innescando nuovamente il processo infiammatorio, e creando così un circolo vizioso.

Si è riscontrato che una dieta povera di nutrienti, l’inquinamento dell’aria, acqua dal ph acido, pesticidi, erbicidi etc. sono pieni di Radicali Liberi.

Stress Ossidativo e Infiammazione vanno di pari passo. Questa coppia è implicata in vari disturbi: cardiaci (aterosclerosi, ipertensione, scompenso cardiaco), polmonari (asma, malattia ostruttiva cronica polmonare, trauma polmonare acuto), sanguigni, del sonno (insonnia,apnea notturna, etc.).

Quello che è importante capire sul dolore cronico, come quello muscolare ed articolare, è che si sviluppa principalmente da un’infiammazione gestita impropriamente e dallo stress ossidativo nei tessuti, entrambi causati da una dieta errata e da uno stile di vita scorretto.

Probabilmente, il più grande errore che può portare ad una cattiva gestione dell’infiammazione è l’assunzione – anch’essa cronica – di FANS, cioè gli antinfiammatori non steroidei, che, dopo gli psicofarmaci, sono i farmaci più consumati dalle persone.

Nonostante l’Infiammazione Cronica possa causare una moltitudine di disturbi, difficilmente ci si rende conto dei segni di avvertimento, o di quale sia il miglior modo per trattarla.

Di seguito, riportiamo una serie di fattori predisponenti, se avete almeno tre di questi fattori, avete una buona possibilità di essere nello stato d'Infiammazione Cronica:

1. Sovrappeso.
2. Uso di medicinali tipo statine e/o farmaci antipertensivi.
3. Senso di intontimento al risveglio.
4. Desiderio di carboidrati.
5. Senso di affaticamento costante.
6. Unghie fragili.

Ecco le principali conseguenze croniche dell’Infiammazione Killer, a livello dei vari sistemi:



Cervello e Sistema Nervoso Centrale
:
morbo di Alzheimer,
Depressione etc.

Sistema Immunitario:

Cancro, Fibromialgia,
Sindrome da Stanchezza Cronica etc.

Organismo in generale:

Diabete,
Sindrome Metabolica,
Dismetabolismo etc.

Pelle:

Rughe,
Cellulite etc.

Apparato genitale:

Impotenza,
Disfunzioni Organiche etc.

Sistema osseo:

Osteoartrite,
Osteopenia,
Osteoporosi etc.

Apparato Cardio-Circolatorio:

Infarto del miocardio,
Aterosclerosi,
Arteriosclerosi etc.

Vari esami, tra cui quello della Lipoproteina A, Omocisteina, Proteina C Reattiva (PCR) etc., possono indicarci lo stato dell’Infiammazione Cronica.
Tra l’altro, alcuni di questi esami sono gli stessi che si utilizzano per diagnosticare malattie croniche come: artrite, malattia cronica delle arterie coronariche, morbo di Alzheimer, morbo di Parkinson e perfino il cancro.

Anche da ciò si è dedotto il legame tra malattie croniche e Infiammazione Silente.

L’Infiammazione Silente è associata con una costante ed elevata quantità di ormoni pro-infiammatori: Cortisolo, Insulina, Eicosanoidi.

CORTISOLO è un importante ormone prodotto dalle ghiandole surrenali. E' il cortisone endogeno, le cui principali funzioni sono:

• Adeguato metabolismo del glucosio
• Regolazione pressione arteriosa
• Risposta infiammatoria
• Funzione anti-immunitaria
• Rilascio dell’insulina per mantenere i livelli di zucchero nel sangue

Il Cortisolo viene definito come l’ormone dello stress perché viene secreto dall’organismo ad alti dosaggi durante la fase acuta di un evento stressante “attacca o fuggi” e, di conseguenza, è il responsabile di numerosi cambiamenti nel corpo legati allo stress. Piccole dosi di Cortisolo hanno i loro benefici effetti tipo: aumentare l’immunità, alzare la soglia del dolore etc.

Mentre il cortisolo è un’importante ed utile parte della risposta del corpo allo stress, altrettanto importante è che il corpo abbia la capacità di attivare la risposta di rilassamento, in modo tale che le funzioni del corpo possano ritornare ad un regime normale dopo l’evento stressante.

Purtroppo, la nostra civiltà super stressante ed il ritmo frenetico della vita moderna fanno in modo che il nostro organismo sia continuamente sollecitato a rispondere a degli stress, quindi è sempre sotto la fase reattiva, senza poter ritornare alla fase di recupero, portando ad uno stato di stress cronico.

Inoltre, elevati e prolungati livelli di cortisolo nel circolo sanguigno, come quelli associati allo stress cronico, hanno dimostrato avere effetti negati come:

• performance cognitiva alterata
• funzione tiroidea alterata
• squilibrio dei livelli di zucchero nel sangue (iperglicemia)
• diminuita densità ossea (osteopenia, osteoporosi)
• diminuito tessuto muscolare
• ipertensione arteriosa
• abbassamento delle difese immunitarie, alterata risposta infiammatoria, rallentamento della cicatrizzazione delle ferite etc.
• aumentato grasso addominale, sovrappeso e obesità, difficoltà nel dimagrire.

EICOSANOIDI, definiti anche “super ormoni”, sono i primi ormoni che l’organismo produce. Gli Eicosanoidi sono agenti biologici che governano la sintesi di tutti gli altri ormoni nel corpo, controllano il sistema immunitario, il cervello, il cuore.

Gli Eicosanoidi sono controllati dal regime alimentare dei grassi e dell’insulina, ergo possono essere controllati tramite l’alimentazione (omega 3, omega 6), regolando il rapporto tra insulina e glucagone.

Vi sono due tipi di Eicosanoidi: i pro-infiammatori e gli anti-infiammatori, che devono essere tenuti in equilibrio se si vuole vivere in salute ed evitare malattie croniche. Uno squilibrio degli Eicosanoidi, ossia una maggiore produzione di pro-infiammatori, è responsabile dell’Infiammazione Cronica che è la causa di molti disturbi: allergie, asma, artrite, attacco cardiaco, ictus, ipertensione arteriosa, cancro, depressione, infezioni croniche, morbo di Alzheimer etc.

INSULINA è l’ormone che guida i nutrienti nelle cellule. Esso è vitale per la sopravvivenza, in quanto permette alle cellule di immagazzinare i nutrienti o di utilizzarli per ottenere energia. Senza un adeguato livello di insulina, le cellule morirebbero.

In realtà, questo problema è molto raro, è molto più facile incontrare persone con il problema opposto, ossia, che producono troppa insulina, e questo non fa altro che creare sovrappeso od obesità e la quasi impossibilità di perdere peso in eccesso.

Man mano che invecchiamo, le nostre cellule diventano meno reattive all’insulina, e così il pancreas si trova a dover produrre sempre più insulina; l’aumento di insulina, a sua volta, stimola il trasporto e l’utilizzazione del glucosio e degli aminoacidi da parte dei tessuti periferici (in particolar modo il fegato ed i muscoli scheletrici).

Questa è l’
insulino-resistenza, cioè una condizione caratterizzata da una diminuzione degli effetti biologici dell’insulina; in altri termini, è una condizione nella quale le quantità fisiologiche di insulina producono una risposta biologica ridotta, specie a livello dell’omeostasi glicemica.



L’iperglicemia persistente stimola il pancreas a secernere quantità maggiori di insulina, determinando così iperinsulinemia, che aumenta a sua volta l’Infiammazione Cronica. Una iperinsulinemia aumenta la produzione di acido arachidonico, la base di tutti gli eicosanoidi pro-infiammatori.


Più massa grassa vi è nel nostro organismo, più insulino-resistenza è presente, e di conseguenza più Infiammazione Killer è in atto con tutta l’ampia gamma di rischi di malattie croniche.

E se questo non fosse abbastanza, le ultime ricerche hanno portato alla luce che l’insulina induce l’infiammazione aumentando la produzione di Interleuchina-6, una citochina pro-infiammatoria, che causa la formazione della Proteina C Reattiva, uno dei marker dell’Infiammazione Killer.




L’ALIMENTAZIONE: il primo alleato per abbassare l'infiammazione killer

Il primo metodo da applicare per far fronte all’Infiammazione Cronica è gestendo la propria l’alimentazione, che tutti possono applicare con del buon senso e costanza.
Brevi digiuni a solo acqua di 3 giorni sono un ottimo inizio per ridurre le tossine nell’organismo.

Fermando l’assunzione del cibo, il corpo si concentrerà nel pulire sangue e linfa, ancor meglio sostituendo l’acqua con una ottima tisana depurativa. Un breve digiuno aumenta, inoltre, il potere dei leucociti per distruggere i batteri che causano malattie.

Degli studi hanno dimostrato che livelli alti di glucosio ed insulina danneggiano il mitocondrio cellulare; digiunare, invece, riduce lo stress ossidativo nel mitocondrio. Da sempre il digiuno è stato usato per stimolare l’abilità del fegato di rigenerarsi e ripulirsi dai rifiuti metabolici nel flusso sanguigno.

Il digiuno, inoltre, permette al fegato di ridurre la presenza dei messaggeri biochimici riciclati, tipo l’adrenalina e gli altri ormoni dello stress. Il diminuito apporto calorico sembra avere anche un certo beneficio sul sistema immunitario, facendo riposare l’intestino ed il fegato, entrambi organi chiave delle funzioni immunitarie. E’ risaputo che oltre il 60% del sistema immunitario è nel nostro intestino.

CONSIGLI ALIMENTARI PER RIDURRE L'INFIAMMAZIONE KILLER

- Alimentarsi con cibo fresco e della zona di dove vivete, in modo tale che non abbia viaggiato in convogli su e giù per il paese. Evitare quindi il cibo industriale, con conservanti, coloranti, aromatizzanti etc. Possibilmente, usare più cibo crudo o comunque cucinato in maniera molto veloce e non ad alta temperatura, ad es. a vapore.

- La colazione deve essere fatta con granaglie, noci, frutta fresca, frutti di bosco, yogurt, oatmeal etc.

- Spuntino di frutta, noci, semi oleaginosi e vegetali crudi.

- Evitare la carne e mangiare preferibilmente pesce fresco.

- Evitare i fritti e gli zuccheri.

- Alimentarsi con vegetali di colore verde, arancione, giallo di stagione.

- Bere se possibile acqua di sorgente, tisane depurative, tè verde e succhi di frutta fatti in casa di sola frutta, senza zucchero o latte aggiunto etc.



Per il sostegno dell'organismo in periodi particolarmente difficili può essere utile integrare la dieta con i seguenti prodotti:

OLIFE è uno dei pochi integratori alimentari che può indicare in etichetta le caratteristiche curative delle foglie d’olivo: “Metabolismo dei lipidi e dei carboidrati. Normale circolazione del sangue. Regolarità della pressione arteriosa. “Antiossidante” perché nella Farmacopea ufficiale Italiana, l’olivo Foglie fa parte dell’Elenco delle Piante Ammesse del Ministero della Salute.


Finalmente è apparso all'orizzonte un
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Olife 1000 ml contiene 93% di OLIVUM®, l' esclusivo infuso di foglie di olivo ricco di Oleuropeina, Acido Elenolico, Rutina e del potentissimo antiossidante Idrossitirosolo.

E' stato scientificamente provato che queste molecole hanno una funzione antiossidante, anti radicali liberi, regolatrice della pressione arteriosa, fluidificante del sangue, vasodilatatrice, energizzante, ipoglicemizzante, ipocolesterolizzante, regolatrice del metabolismo di lipidi e carboidrati.

Olife contiene anche Calendula Officinali
s che ha un'azione emolliente e lenitiva, contrasta i disturbi del ciclo mestruale e migliora la funzionalità del sistema digerente.

Si consiglia di consumare mezzo bicchiere al giorno (pari a 70ml) di infuso puro o diluito in acqua minerale;
il trattamento quotidiano prolungato nel tempo rappresenta una salutare abitudine.

Dopo l'apertura conservare in frigorifero e consumare entro 15 giorni.


Olife è un prodotto certificato Vegan Ok




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ASTAXANTINA: miracolo antiossidante della natura



20 Volte Più forte dell'A. Sintetica
50 Volte Più forte della Carotina beta
60 Volte Più forte della Vitamina C
550 Volte Più forte della Vitamina E



E’ un antiossidante della famiglia dei carotenoidi (ne sono stati identificati più di 600)
il più potente che la scienza abbia fino ad oggi scoperto, molto di più di quelli conosciuti normalmente: licopene, luteina, beta carotene etc. (la sua efficacia è il doppio del beta carotene e della zeaxantina e da 100 a 500 volte superiore all’attività promossa dalla Vitamina E, nel prevenire la perossidazione degli acidi grassi).



L’attività di “spazzino dei radicali liberi” dell’Astaxantina protegge i lipidi dalla perossidazione e riduce il danno ossidativo del colesterolo LDL (riducendo la formazione di placche nelle arterie), delle cellule, delle membrane cellulari e delle membrane mitocondriali. L’Astaxantina aumenta la forza e la resistenza, rinforza il sistema immunitario aumentando il numero di cellule che producono anticorpi, le cellule T e le cellule T-helper.


L’
ASTAXANTINA naturale viene estratta dalla microscopica alga Haematococcus Algae che può contenere fino a 40gr. per kilo di alga secca. Questa alga fa parte della alimentazione di vari animali, tra cui pesci, granchi, aragoste e non solo, ed è la responsabile del loro colore rosso.



Le principali prerogative dell’Astaxantina rispetto gli altri carotenoidi sono:


• Attraversare la barriera ematoencefalica, apportando così antiossidanti ed una protezione anti-infiammatoria al cervello ed al SNC.
• Attraversare la barriera ematoretinica, apportando antiossidanti ed una protezione anti-infiammatoria agli occhi.
• Viaggia realmente attraverso tutto l’organismo, apportando una azione antiossidante ed anti-infiammatoria in tutti gli organi e tessuti.
• Potenzia la membrana cellulare
• Si lega al tessuto muscolare
• Funziona come un super-antiossidante, che rapidamente elimina i Radicali Liberi e neutralizza la riorganizzazione elettronica dell’ossigeno.

Un questionario svolto tra 247 persone, che assumono Astaxantina, ha dimostrato che “oltre l’80% di loro, che soffriva di mal di schiena, dall’osteoartrite all’artrite reumatoide, ha riportato un miglioramento. L’Astaxantina ha dimostrato di essere benefica, anche, nel migliorare i sintomi dell’asma e dell’ipertrofia prostatica. Tutte queste condizioni hanno l’infiammazione come componente, che è strettamente legata al danno ossidativo”. (Guerin, et al, 2002)

Tutti gli studi hanno dimostrato che solo quella naturale, estratto dall’alga Haematococcus, ha effetti benefici alla salute senza alcun effetto negativo.

Il Fitocomplesso è sempre vincente rispetto a qualsiasi molecola di sintesi. Nel fitocomplesso ritroviamo non solo il principio attivo, bensì un’orchestra di tanti altri principi che la natura intelligentemente ha custodito in quel fitocomplesso, armonizzandolo al meglio.


Sono state condotte sperimentazioni per chiarire il ruolo della Astaxantina nelle neoplasie e i dati in modelli animali mostrano esiti convincenti e stabiliscono che l’Astaxantina non solo è in grado di modulare la progressione della malattia ma ne è essa stessa un fattore preventivo e di protezione contro l’insorgenza.
(Nishino, H. (1998) Cancer prevention by carotenoids. Mutat. Res., 402:159-163).

Disturbi che possono beneficiare dell'integrazione con l' astaxantina naturale (fonte www.osteopata.it):

• Degenerazione della macula: causa principale della
cecità negli anziani.
• Morbo di Alzheimer e Parkinson: due delle più
importanti malattie degenerative.

• Ipercolesterolemia.
• Malattie infiammatorie, virali croniche ed autoimmuni.
• Dispepsia.
• Miglioramento della fertilità maschile.
• Miglioramento delle funzioni muscolari.
• Protezione da scottature da raggi UV.
• Normalizzazione del ritmo cardiaco.
• Agente antidepressivo.
• Adattogeno.
• Iperplasia prostatica benigna.
• Ictus: ripara i danni causati dalla mancanza d’ossigeno.
• Infiammazione killer e Proteina C reattiva.
• Tendiniti.
• Sindrome del tunnel carpale.

L’ASTAXANTINA migliora la performance sportiva perché:

- Aumenta la potenza muscolare.
- Migliora la resistenza allo sforzo fisico.
- Fa recuperare più rapidamente dalla prestazione sportiva.
- Previene i dolori articolari e muscolari dopo l’attività fisica.

In uno studio a doppio cieco, condotto dal Dr. Chew ed il suo team (vedi sotto), ha dimostrato che l’Astaxantina è un potente stimolatore del sistema immunitario. Lo studio ha portato alla luce che l’Astaxantina:

• Stimola la proliferazione dei linfociti.
• Aumenta il numero totale di anticorpi produttori dei linfociti B.
• Aumenta il numero dei linfociti T.
• Amplifica l’attività citotossica delle cellule natural killer (NK).
• Aumenta la risposta di ipersensibilità ritardata (DTH),
• Diminuisce sostanzialmente il danno del DNA.



ASTAXANTINA

La nuova frontiera...per la lotta anti-invecchiamento!
Di beneficio per occhi, fertilità maschile e sistema cardiovascolare.
Prezzo: € 29,90

Integratore a base di astaxantina, carotenoide derivato da Haematococcus pluvialis, una microalga della famiglia delle Chlamydomonadeae, fonte naturale particolarmente concentrata di astaxantina. Data la sua peculiare struttura chimica, l'astaxantina riesce ad assumere un posizionamento ben saldo nelle membrane cellulari tanto da essere considerata un ottimo antiossidante liposolubile.

Attraversa la barriera emato-encefalica ed emato-retinica, esercitando i suoi effetti anche a livello oculare, cerebrale e del sistema nervoso. Date le sue caratteristiche può risultare perciò di supporto per il fisiologico controllo dello stress ossidativo a livello oculare.

Inoltre risulta importante per il benessere cardiovascolare poiché contrasta l'ossidazione delle LDL e HDL e per la motilità e funzionalità degli spermatozoi andando ad ostacolare l'ossidazione degli acidi grassi polinsaturi, particolarmente concentrati negli spermatozoi.


Modo d'utilizzo: deglutire 1 perla al giorno, con acqua, preferibilmente al pasto. Confezionato in bottigliette da 30 perle-softgels.

Attenzione: non superare la dose consigliata. Tenere fuori dalla portata dei bambini al di sotto dei 3 anni. Gli integratori non vanno intesi come sostituto di una dieta variata, equilibrata e di un sano stile di vita.

Gli antiossidanti sono sostanze che hanno elettroni in eccesso, e li cedono per ridurre l'effetto nocivo dei radicali liberi.

Astaxantina e demenza

Uno studio clinico Giapponese randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo ha ora evidenziato che la somministrazione giornaliera di Astaxantina può ridurre l'accumulo anormale di composti associati alla demenza. L'integrazione con Astaxantina è risultata associata a riduzioni significative rispetto al placebo dei fosfolipidi perossidi che si accumulano in modo anormale negli eritrociti di soggetti con demenza.

Questo studio ha utilizzato l'Astaxantina derivata da Haematococcus pluvialis, una microalga della famiglia delle Chlamydomonadeae, una fonte particolarmente concentrata di Astaxantina.

35 soggetti di età compresa tra i 50 e i 69 anni sono stati randomizzati per ricevere il trattamento con placebo o con 6 mg o 12 mg di Astaxantina/die per 12 settimane.


Nel British Journal of Nutrition, i ricercatori guidati da K. Nakagawa dell'Università di Tohoku, riportano che poiché l'Astaxantina viene incorporata negli eritrociti, come si è visto per la Luteina, essa può contribuire alla prevenzione della demenza.
Dopo 12 settimane di trattamento, le concentrazioni di Astaxantina negli eritrociti erano più elevate nel gruppo trattato con 6 mg e 12 mg di Astaxantina rispetto al placebo. Nel plasma sono stati evidenziati livelli più bassi di PLOOH negli eritrociti in seguito al trattamento con Astaxantina rispetto al placebo. Lo studio di K. Nakagawa ha dimostrato che quando i soggetti ingeriscono Astaxantina, essa viene assorbita, distribuita e accumulata negli eritrociti, nei quali manifesta effetti antiossidanti inibendo la perossidazione lipidica. L'effetto antiossidante nello studio è risultato evidente in un periodo di tempo relativamente breve (12 settimane).

Questi risultati suggeriscono che l'integrazione con Astaxantina agisca come antiossidante sugli eritrociti riducendo i livelli di PLOOH e possa perciò contribuire alla prevenzione della demenza.

Bibliografia
Kiyotaka Nakagawa et al. "Antioxidant effect of astaxanthin on phospholipid peroxidation in human erythrocytes" British Journal of Nutrition DOI: 10.1017/S0007114510005398 Published online: 31 Jan 2011

Per le difese immunitarie: l’astaxantina!

In uno studio americano condotto su 42 giovani donne sane, di un'età media di 21 anni, si è visto che l'assunzione giornaliera di astaxantina potrebbe contrastare il danneggiamento del DNA e supportare le difese immunitarie.

I ricercatori hanno suddiviso casualmente i partecipanti in tre gruppi: due di questi hanno ricevuto una dose giornaliera di 2 gr o di 8 gr del carotenoide, il terzo invece del placebo.

Dopo 8 settimane di integrazione sono aumentati i livelli ematici di astaxantina nei primi due gruppi e non nel gruppo placebo. Inoltre nei primi due gruppi sono diminuiti del 32% e del 43% i valori di un marker di danno al DNA (8-OHdG) e quelli relativi alla proteina C reattiva (PCR), un indice di infiammazione.

A livello del sistema immunitario invece tale carotenoide da una parte ha potenziato l'attività, ma non il numero delle cellule natural killer e dall'altra ha aumentato i valori dei linfociti B e T.
I ricercatori concludono che sebbene saranno necessari ulteriori studi si può già notare che l'assunzione quotidiana di astaxantina in giovani donne sane, potrebbe essere un utile aiuto per il loro sistema immunitario e per modulare lo stato infiammatorio e ossidativo.

B.P. Chew. et al. "Astaxanthin decreased oxidative stress and inflammation and enhanced response in humans.". Nutrition & Metabolism 2010, 7:18


Approfondimento .pdf



INCREMENTA
LA FORZA VITALE!



C’è una precisa qualità che distingue le cose viventi da quelle non viventi.

Questa qualità, che può essere definita
“forza vitale”, fluisce da organo ad organo nel nostro corpo integrandone le funzioni in un unico “vedere”, respirare, in una persona viva.
Lesistenza di una forza vitale è stata riconosciuta per secoli dalla medicina orientale e più recentemente in occidente attraverso il lavoro di coraggiosi pionieri come Nordenstrom e Becke.


La forza vitale è elettrica.


La forza vitale fluisce attraverso i nervi ma anche attraverso i vasi sanguigni e da cellula a cellula in ogni tessuto.
L’energia vitale mantiene l’ambiente elettronico che tutte le cellule vitali hanno bisogno di avere per funzionare in armonia. Inoltre, l’energia vitale è anche chimica. L’energia vitale procura l’energia chimica che guida le circa 100.000 reazioni chimiche che il metabolismo mette in opera.

L' energia vitale è continuamente reintegrata di momento in momento dal processo di conversione elettrochimico.
Questo è il meccanismo attraverso il quale l’energia del cibo viene convertita in energia chimica della quale le cellule hanno bisogno per mantenersi vitali. E l’ossigeno che conduce questo processo di conversione elettrochimico.

L' energia vitale viene generata dall’energia contenuta negli elettroni delle molecole del cibo.

Enzimi e coenzimi catalitici lavorano in stretta collaborazione per estrarre l’energia dalle coppie di elettroni derivati dalle molecole del cibo. Quando c’è un dispendio della loro energia gli elettroni sono collocati in combinazione con ioni idrogeno ed ossigeno a formare acqua. Il processo è accelerato o rallentato in base alla quantità di ossigeno disponibile per quest’ultima tappa. Più ossigeno è disponibile più è veloce la conversione dell’energia del cibo in energia vitale.

AIDE incrementa l’azione dell’ossigeno nel generare la forza vitale attraverso meccanismi che ancora non si comprendono.
La connessione tra l’ossigenazione dei tessuti e la salute tissutale sembra completamente diretta poiché il rifornimento di ossigeno è generalmente il fattore limitante nei confronti del funzionamento e della sopravvivenza tissutale.
Attraverso la spinta sull’efficienza dell’ossigeno nel collocare gli elettroni spesi è probabile che il
Ge-132 abbia un profondo effetto energizzante potendo virtualmente rifornire energicamente (di combustibile) tutte le funzioni vitali del corpo.

Germanio Organico Ge-132
La forma nutrizionale di Germanio più conosciuta è il Ge-132 il cui nome tecnico è Bis-Beta Carboxietil Germanio o Germanio Sesquiossido. Il Ge-132 è stato sintetizzato nel 1967 dal Dr. Asai e benché successivamente siano stati fatti tentativi di preparare altri composti organici, il sesquiossido resta attualmente il più utilizzato e sperimentato. Il Germanio nella forma organica di sesquiossido è arricchito da carbonio, idrogeno e ossigeno.
La forma cristallina del composto consiste in una struttura reticolare formata da un ponte —Ge—O—Ge in cui 3 atomi di Ossigeno sono attaccati a i atomo di Germanio.

Il Germanio sesquiossido si presenta in forma di polvere bianca, parzialmente solubile in acqua
Negli ultimi anni si è diffuso rapidamente nella ricerca ed applicazione dei trattamenti medici, come energizzante e protettivo per la salute, come tonificante e regolatore. Nei paragrafi seguenti si espcrrà la farmacocineuca del Ge-132 riferendosi al composto liquido per via orale. Questa è infatti la forma di somministrazione più utilizzata, per i suoi ovvi vantaggi e non perché altre forme siano state considerate pericolose o non siano state provate.

Il Ge-132 può avere attività
antiproliferativa e antiossidante. Le ricerche effettuate in questo senso, così come L’esperienza clinica avuta in Giappone, Europa, Cina e Stati Uniti hanno dato risultati incoraggianti nel miglioramento e nella cura di diverse malattie, come l’artrite reumatoide, le allergie alimentari, l’ipercolesterolemia, la candida, le infezioni viralì ed alcuni tipi di cancro.

Dai dati risulta che il Ge-132 agisce nell’organismo umano a tre livelli:

  • come “attivatore” della risposta immunitaria normale; probabilmente questa è la funzione fondamentale del Ge-132 e può risultare molto utile in malattie come il cancro e l’AIDS.
  • come “trasportatore” di molecole di all’interno di tessuti e cellule, in alternativa alla funzione svolta dall’emoglobina.
  • come “accaparratore” e depuratore di radicali liberi i quali sembra abbiano una funzione fondamentale nei processi di invecchiamento e nelle malattie autoimmuni.


Il meccanismo della possibile azione antiproliferativa non è ancora conosciuto. Si è ipotizzato che l’attività antiproliferativa sia dovuta ad un potenziamento immunitario. Ci sono prove che il Ge-132 stimoli l’attività delle cellule natural killer (NK) e linfociti T citotossici, così come un incremento della produzione di interferone.

E' stato dimostrato che il potenziamento della risposta immunitaria negli esseri umani si attua nei modi seguenti:

a) Aumento dei livelli di interferone gamma che svolge un ruolo di immunoregolazione
La cinetica dell'interferone gamma indotto dal Ge-132, presenta un picco intorno alle 24 ore dopo la sua somministrazione orale e mostra una curva direttamente proporzionale al dosaggio usato. Quanto detto può spiegare l’effetto sinergico sulla produzione dei macrofagi. E' importante, inoltre, notare che l’interferone gamma indotto dal Ge-132 ha un’azione antivirale simile a quella normalmente prodotta dal corpo umano.

b) Attivazione delle cellule “Natural Killer”
Si ottiene una citotossicità superiore a quella delle NK normali, sia in prove in vitro che in vivo con animali da laboratorio. Ciò può spiegare l’attività antitumorale di questo composto nell’essere umano.

c) Potenziamento dell’attività e del numero dei macrofagi
Nelle prove in vivo si è dimostrata un’alta sopravvivenza di cavie (più del 50%) a cancro inoculato con cellule del tipo FM3 e con associazione di titoli alti di macrofagi attivati da Ge-132.
Prove simili a quella esposta sono state realizzate con cellule cancerogene di polmone tipo Lewis, di adenocarcinoma tipo Walker, o anche con ceppi AH 66 e AH 44.
Tutte sono state statisticamente significative ed hanno dato risultati incoraggianti, sia nell’inibizione del tumore originale come anche delle sue metastasi.
Lattività antitumorale si completa con l’ossigenazione a livello tissutale della zona e l’allontanamento dei radicali liberi. E stato anche dimostrato che il Ge-132 incrementa la produzione di anticorpi del tipo lgG - IgM.
Chiaramente, anche questa attivazione immunitaria è strettamente connessa con la risposta antitumorale.

Per quanto riguarda l’azione del Ge-132 sul
controllo e miglioramento del dolore, probabilmente essa è connessa con l’ossigenazione tissutale e con la pulizia di radicali liberi.

Il Ge-132
viene assorbito nella prima parte del duodeno, anche se piccole quantità si diffondono nei tratti inferiori del tubo digerente.La somministrazione del composto prima o dopo i pasti non ha dato variazioni misurabili dell’assorbimento. La concentrazione ematica raggiunge il picco 2-3 ore dopo la somministrazione, per scendere della metà in un periodo di 4 ore.
La
distribuzione del Ge-132 nell’organismo a 3 ore dalla somministrazione orale mostra una densità maggiore nella tiroide, dopo la 4a ora si presentano valori del composto nei reni e nella vescica. Dalle 6 alle 12 ore dalla somministrazione si trovano quantità di Ge-132 nel pancreas, nei reni, nella prostata e nei testicoli. Notiamo che ancora oggi si ignora perché questo composto abbia dei luoghi di ‘predilezione” a seconda del tempo di somministrazione.
Dopo 12 ore dalla somministrazione non si trovano residui neppure in periodi di assunzione superiori ad un anno.

L'escrezione
del Ge-132 inizia circa tre ore dopo la somministrazione e si realizza soprattutto per via renale, mentre il 15-18% si veritica attraverso le feci. Praticamente il 100% della quantità del composto viene eliminato nelle prime 24 ore successive alla somministrazione orale. Sebbene il Ge-132 puro non è stato ancora associato ad alcuna complicazione renale, ne dovrebbero evitare l’utilizzo bambini, donne incinte, mamme che allattano, persone con rischi di problemi renali oche assumono farmaci potenzialmente nefrotossici.

Non c’è una dose raccomandata; sono state usate dosi dai 10mg ogni 24 ore fino ai 100 mg per Kg di peso corporeo (in un uomo di 75 Kg = 7500mg al giorno). E' certo che la risposta immunitaria aumenta in modo direttamente proporzionale alla dose. Di solito si utilizzano da 50 a 250 mg al giorno, indipendentemente dal peso del paziente a secondo della gravità della malattia (dosaggio medio 50mg di Ge-i 32). In ogni caso sembra non ci sia alcuna ragione per somministrarne più di 500mg ai giorno, visto che l’effetto prodotto arriva ad un livello stabile nella curva dose-risposta, anche somministrando successivamente il composto.

Regolatore, sintonizzatore di energia e catalizzatore di ossigeno
È molto probabile che il Ge-132 agisca cataliticamente in modo tale che piccole quantità possano avere effetti benefici.
Il Ge-132 ha un effetto energizzante anche a dosaggi estremamente bassi.
Sebbene debbano essere fatti gli esperimenti definitivi, le evidenze suggeriscono che il Ge-132 agisce su funzioni vitali ad un livello fondamentale: quello della produzione dell’energia cellulare.
Per comprendere meglio come il Ge-i32 possa intensificare questo processo è necessario considerare il ruolo centrale giocato dall’ossigeno. L'ossigeno è la sostanza più essenziale per la sopravvivenza umana. A lungo termine l'abilità individuale di ottenere ed inviare adeguate quantità di ossigeno alle cellule dei propri tessuti ed organi è il maggiore determinante nell’aspettativa di vita.
Il Ge-132 inoltre, in aggiunta alle sue proprietà catalitiche per l’ossigeno potrebbe avere ulteriori
proprietà antiossidanti.Gli antiossidanti derivati dagli alimenti (particolarmente la vitamina C, il betacarotene, la vitamina E, il selenio, il manganese e lo zinco) rappresentano insieme i bulloni di un sistema altamente sofisticato ed adattabile di difesa nei confronti dello stress operato sul corpo.
I radicali liberi rubano elettroni dalle molecole biologiche: gli antiossidanti neutralizzano i radicali liberi donando loro elettroni. Gli agenti antiossidanti proteggono le cellule aiutando il processo di trasferimento di elettroni, antagonizzando le ben note conseguenze dello slittamento di singoli elettroni verso molecole d’ossigeno: questa dislocazione di singoli elettroni durante il trasferimento di coppie di elettroni può produrre radicali liberi di ossigeno che sono in grado di determinare considerevoli danni biologici e clinici.

In teoria per contrastare questi effetti tossici, il Ge-132 può migliorare l’efficienza del trasferimento di elettroni.


Altro argomento che suggerisce le sue proprietà catalitiche nei confronti dell’ossigeno è la proprietà di essere attivo nei confronti di malattie della
circolazione periferica.


Astuccio 20 Ampolle bevibili da 10ml
Ogni fiala contiene 50 mg di Ge-132

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NORMALMENTE:
1 ampolla bevuta al mattino appena svegli
AZIONE D’URTO: 2 ampolle bevute al mattino appena svegli.
Altre somministrazioni a discrezione dei medici.

Dalle ricerche effettuate risulta che il Ge-132 agisce nell’organismo umano a tre livelli: - come "attivatore" della risposta immunitaria normale - come "trasportatore" di molecole di O2 - come "accaparratore" e depuratore di radicali liberi.

Il prodotto Aide è puro, sicuro e non ha effetti tossici. ll Germanio organico è anche frequentemente utilizzato in Giappone per controllare il dolore.
Il Germanio sembra agire con molteplici meccanismi: si lega all’ossigeno per migliorare la respirazione cellulare. Ha una attività antivirale e antifungina propria. E’ capace di attivare i macrofagi e le cellule Killer naturali (le famose Natural Killer Cells). Permette anche, e forse soprattutto, di accrescere la produzione naturale di interferone, e dunque la proliferazione di cellule generatrici di anticorpi. La teoria prevalente presso i ricercatori è che il Germanio organico
agisce principalmente stimolando le difese naturali dell’organismo. E’ anche un prodotto sicuro che è interamente escreto dall’organismo in meno di 48 ore dopo il suo assorbimento.

E’ preferibile l’uso dietro consiglio del terapeuta in quanto la dose va stabilita in base allo stato del paziente e all’esperienza nel caso specifico. Controindicazioni: Sebbene il Ge-132 puro non è stato ancora associato ad alcuna complicazione renale, ne dovrebbero evitare l’utilizzo bambini, donne incinte, mamme che allattano, persone con rischi di problemi renali o che assumono farmaci potenzialmente nefrotossici.

Le molteplici virtù del germanio organico liquido, lo rendono utile per svariate applicazioni.
Di seguito, si segnalano solo alcuni dei casi in cui si è dimostrata l’utilità del Ge-132, con i dosaggi raccomandati.

Acufeni-Vertigini:
2Fiale/die primi 15 gg. 1Fiala/die per mese succ.
Essenziale per migliorare l’ossigenazione cerebrale

Alimentazione sportiva:
1 Fiala/die. Utile per migliorare la resistenza e apportare 02 cellulare

Arteriosclerosi-Demenza senile-Sindrome di Alzheimer:
2Fiale/die.
Importante per diminuire i livelli di colesterolo, aumentare l’ossigenazione dei tessuti e delle cellule cerebrali


Herpes zooster-Immunodeficienza-Infezioni virali-Infiammazioni:
4Fiale/die.
Utile per migliorare il sistema immunitario e attivare l’interferone



CELLFOOD SAMe gocce
Benessere psicofisico e vitalità.
Prezzo: € 45,95


CELLFDOD® SAMe gocce è dispensato al pubblico in flacone da 30 mL, sufficiente per 25 / 30 dosi giornaliere da 8 gocce 3 volte al giorno.

Modalità di somministrazione consigliate

Da 4 a 8 gocce direttamente sotto la lingua 20/30 minuti prima dei 3 pasti, avendo cura di attendere 20 - 30 secondi prima di deglutire. Agitare il flacone prima dell’utilizzo.

CELLFOOD SAMe (si pronuncia come il nome Sammy) è il nome più comunemente usato per S-Adenosin-Metionina. SAM-e si trova naturalmente in tutte le cellule viventi ed è un co-fattore in un processo detto metilazione che si verifica in più di 100 reazioni biochimiche complesse nel corpo umano. SAMe aiuta il nostro corpo a produrre e regolare gli ormoni, le membrane cellulari e i neurotrasmettitori che influenzano l’umore. SAMe promuove il “benessere emotivo” così come la “joint health”. SAMe contribuisce inoltre alla costruzione della cartilagine, ed è coinvolto nella formazione del glutatione, sostanza che il fegato utilizza per rimuovere veleni quali alcool. SAMe è un “donatore di gruppi metile”; questo significa che quando reagisce con la vitamina B12 e l’acido folico, esso fornisce (dona) unità di carbonio (un gruppo metile) alle altre molecole del corpo. Questo processo è critico nella produzione di sostanze dell’encefalo che danno “belle sensazioni”, come dopamina e serotonina.

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CELLFOOD® SAMe, al contrario delle comuni formulazioni a compresse, è rapidamente assorbito per via sublinguale e raggiunge in forma attiva gli organi bersaglio, in particolare il sistema nervoso centrale, senza “passare’ prima attraverso il fegato.

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CELLF00D® SAMe, grazie alla sua formulazione in gocce, consente di adattare La posologia alle esigenze del singolo caso. Inoltre, grazie alla via sublinguale e a Deutrosulfazyme®, che garantisce, per il basso pH, una maggiore stabilità chimica del principio attivo e, per La sua azione drenante sulla matrice extracellulare, la rapida diffusione della SAMe agli organi bersaglio, può essere somministrato a dosaggi molto più bassi di quelli delle comuni formulazioni a compresse, con enormi vantaggi in termini di efficacia, tollerabilità e compliance.

Utilità cLinica consoLidata
La ricerca scientifica effettuata sulla 5-Adenosil Metionina (SAMeI ha dimostrato di essere un valido supporto alla terapia delle sindromi depressive, dei disturbi dell’umore, deLla cefalea e delle manifestazioni infiammatorie e dolorose delle ossa, delle articolazioni e dei muscoli (osteopenie. artriti. fibromialgia). Inoltre, esso risulta molto efficace nel trattamento delle intossicazioni e dello stress ossidativo, contribuendo validamente a prevenire i fenomeni di senescenza precoce azione anti-ageing).

Massima tollerabilità

CELLF000® SAMe, alle dosi consigliate, non dà luogo ad alcun evento collaterale indesiderato o tossico,


Come può esattamente CELLFOOD® SAMe migliorare l’umore di una persona?

I ricercatori hanno identificato diverse possibilità. La normale funzione cerebrale prevede il passaggio di messaggeri chimici tra le cellule. CELLFOOD® SAMe può aumentare l’impatto dei messaggeri che mediano l’umore come serotonina, norepinefrina e dopamina, o mediante la regolazione della loro disgregazione o accelerando la produzione dei recettori cui si legano (la serotonina è il neurotrasmettitore che viene elevato da medicinali come il Prozac). CELLFOOD® SAMe può anche influenzare la produzione di recettori più sensibili. Queste molecole galleggiano nelle membrane più esterne del cervello come nuotatori sull’acqua in una piscina. Se le membrane diventano sottili e collose, a causa dell’età o altre aggressioni, i recettori perdono la loro capacità di muoversi e di cambiare in risposta ai segnali chimici. Mediante la metilazione dei grassi chiamati fosfolipidi, CELLFOOD® SAMe mantiene le membrane fluide e i recettori mobili.

CELLFOOD® SAMe
SAM-e è stato originariamente sviluppato da una ditta italiana come farmaco nei primi anni 70, ma mancava delle risorse per l’approvazione come medicinale negli Stati Uniti. SAMe è stato distribuito per più di 20 anni in 14 paesi. È stato pubblicizzato come la terapia più potente, a più ampio spettro d’azione e più anti-età mai introdotta. Finora, SAMe è stato disponibile solo in capsule. Oggi la Deutrel Industries è riuscita a preparare SAMe in una forma liquida stabilizzata, con l’aggiunta di una soluzione di CELLFOOD, creando questa unica miscela dello “star bene”. Attualmente, SAMe è utilizzato principalmente come coadiuvante in 5 condizioni:


depressione,
osteoartrite,
fibromialgia,
malattie del fegato ed emicrania






AlgoZym® Nuova Formula
€ 36,80
Confezioni da 60 tavolette (
più compatte e di facile assunzione!)


Stress ossidativi, lipoperossidazione e AFA-fi cocianine.

Al giorno d'oggi, causa l'alimentazione squilibrata, l'inquinamento alimentare e ambientale, lo stress, ecc., esiste un forte squilibrio nella bilancia ossidativa , il sistema fisiologico generale da cui dipende la salute e il cui buon funzionamento richiede che, per il totale delle molecole ossidanti assunte, ci sia un'eguale quantità (meglio ancora se maggiore) di sostanze antiossidanti.

Purtroppo, la maggior parte della popolazione moderna si ciba di alimenti sempre più poveri di nutrienti antiossidanti, pieni di sostanze dannose e ciò ha portato alla cronica presenza nella popolazione di elevati livelli ossidativi e infiammatori. Una delle forme più gravi è la lipoperossidazione o LPO, l'ossidazione delle membrane lipidiche cellulari. Poiché tale processo di ossidazione lipidica colpisce sostanzialmente tutti i comparti fisiologici (cardiovascolare, neurologico, osteoarticolare, muscolare, ecc.) la possibilità di tenere sotto controllo i livelli di LPO diventa essenziale per il mantenimento della salute generale di tutto l'organismo.
Le
ficocianine , i pigmenti tipici delle microalghe verdi-azzurre (cianobatteri) hanno un'elevata attività antiossidante e han dimostrato di inibire notevolmente la produzione di MDA, il marker che misura i livelli di LPO.

Tra tutte le ficocianine, le AFA-ficocianine hanno una struttura del tutto particolare e diversa dalle altre; il che sembra spiegare come esse siano
notevolmente più potenti.

Prodotti a base di AFA-ficocianine hanno già ripetutamente dimostrato, in 3 studi umani, di poter ridurre i livelli di MDA dell'organismo di circa il 36% in 1 o 2 mesi al massimo!

Questo significa una notevole riduzione di rischi di vario tipo per la salute, a cominciare da quello cardiovascolare ma, anche, un miglioramento generale dello stato di benessere della persona.

Infiammazione silenziosa: la madre di (quasi!) tutte le malattie!

L'accumularsi di stress ossidativi, squilibri dietetici e scorretti stili di vita, porta con il tempo allo sviluppo di quella
"infiammazione silenziosa" , ovvero, priva di manifestazioni sintomatiche o cliniche se non occasionali, considerata da molti la madre di tutte le patologie. E' ormai accertato che nella stragrande maggioranza della popolazione i livelli infiammatori siano cronicamente in eccesso. Rispetto a questa infiammazione subclinica cronicizzata diventa impossibile usare i soli farmaci, perché il loro utilizzo regolare determinerebbe la comparsa di effetti collaterali e danni organici importanti.

E qui giungono in soccorso di nuovo le AFA-ficocianine che, come e più delle altre ficocianine, sono dotate di importanti proprietà di modulazione dei processi pre e pro-infiammatori, in quanto efficaci inibitori selettivi di quegli enzimi, COX-2 e 5-lipossigenasi, che danno vita alle principali molecole infiammatorie, inibitori che però agiscono in maniera fisiologica quindi priva di qualsiasi effetto collaterale.
(Per leggere gli effetti collaterali degli inibitori COX2 di sintesi clicca qui).


Ciò significa che possono essere usate anche per lunghi periodi e in maniera regolare, per svolgere una potente azione preventiva.

Questo uso di lungo periodo ha anche il vantaggio di mettere a disposizione dell'organismo le ulteriori, importanti, azioni salutistiche delle ficocianine che, secondo gli studi più recenti,
hanno elevate proprietà neuroprotettive, cardioprotettive, cicatrizzanti e anti-ulcera.



AlgoZym® contiene AfaMax ®, l'estratto brevettato che porta la concentrazione di Afa-ficocianine ad un livello effettivamente efficace (25-30%) mantenendo e concentrando le ulteriori molecole antiossidanti e antinfiammatorie presenti nella Klamath: ben 15 caroteni , inclusi cantaxantina, luteina e zeaxantina , che raggiungono concentrazioni eccellenti (es.: luteina, quasi 1 mg/g); un'elevata dotazione di clorofilla , micosporine algali ( MAAs ); polifenoli come l'acido caffeico ; e l'AFA - fitocromo , una potente molecola propria soltanto della Klamath. Allo stesso tempo, le AFA-ficocianine e le attre molecole sinergiche dell’estratto sono estremamente efficaci anche contro l’infiammazione acuta e cronica, come dimostrato da una serie di studi clinici: su animali, dove l’infiammazione provocata dall’iniezione di capsaicina nello stomaco e nella vescica urinaria è stata inibita al 100% con l’assunzione orale dell’estratto AfaMax®; in due studi umani, uno sulla psoriasi, dove 3 tav. al dì di un prodotto a base di AfaMax® e proteasi fungine (simil AlgoZym ha risolto o radicalmente migliorato 9 casi di psoriasi su 10 trattati»; e uno sulla fibromialgia, dove la condizione sia dolorosa che generale dei pazienti coinvolti nello studio è significativamente migliorata entro 2 mesi con l’assunzione di 2 tav. al dì di prodotto.

Per questo, AlgoZym® può essere utile non solo nella prevenzione dell’invecchiamento causato dall’ossidazione cellulare, e nella prevenzione e nel controllo della infiammazione silenziosa, ma anche nella battaglia contro le patologie infiammatorie più diffuse, da quelle intestinali (coliti, morbo di Crohn, etc.) a quelle osteoarticolari (varie forme di artrite/artrosi), da quelle neurologiche a quelle muscolari. AfaMax® contiene una certa quantità utile di feniletilammina (PEA), modulatrice dell’umore e, tramite la cascata dopaminergica, della produzione di endorfine antidolorifiche.

Completano la formulazione
Algozym ®:

a) le
proteasi fungine (Protexyl®) che, una volta entrate nel torrente circolatorio, innescano importanti processi fisiologici caratterizzati da proprietà antiedemigene, antinfiammatorie, antidolorifiche e immunomodulatrici
b)
Serrazymes®, un enzima proteolitico prodotto da Aspergyllus Melleus, che ha dimostrato di avere proprietà antinfiammatorie, antidolorifiche e di sostegno cardiovascolare simili ma superiori a quelle del più noto enzima animale Serrapeptidasi;

c)
la curcuma e.s., dotata anch’essa di importanti proprietà antiossidanti e antinfiammatorie e pertanto utile contro problematiche come artrite, asma, sindrome del colon irritabile.

Algozym ® può dunque essere utile come valido coadiuvante in tutte le problematiche suddette, nonché nella battaglia contro l'invecchiamento e i problemi causati dall' ossidazione cellulare e dalla infiammazione silenziosa.


Approfondimenti:

AFAMAX® E FIBROMIALGIA


AFAMAX® E PSORIASI




DOLOFLOG COMPLEX 60 capsule vegetali.
Prezzo: € 38,00

Un freno a infiammazione e dolore – Muscoli e articolazioni.

Curcuma, amarena, zenzero, pepe nero*, quercetina e paprika.

Infiammazione è una parola che deriva dal latino "inflammatio" che significa incendio. Uno stress infiammatorio prolungato ha infatti un'azione assolutamente dannosa e distruttiva a carico delle cellule del nostro organismo. Per questo motivo l'infiammazione accelera i processi di invecchiamento e viene considerata come il comune denominatore di una serie di disturbi che ostacolano la sensazione di benessere. E' possibile constrastare gli stati infiammatori e favorire quindi una condizione di benessere modificando lo stile di vita e seguendo opportune scelte alimentari, con un'attenzione particolare al controllo del carico glicemico dei cibi e alla riduzione dell'assunzione dei grassi saturi a favore di quelli polinsaturi.

Un aiuto per contrastare l'infiammazione arriva anche dal mondo delle piante e dell'integrazione nutrizionale.

Grazie all’unicità e alla completezza della formulazione, DOLOFLOG COMPLEX può essere suggerito a tutte le persone che soffrono di infiammazioni e dolori ricorrenti a muscoli e articolazioni. Negli sportivi può essere d’aiuto anche nel favorire il recupero della funzione muscolare post-esercizio fisico e nel contrastare lo stress ossidativo.

Contiene estratti erbali (curcuma, amarena e zenzero) e nutrienti (quercetina) utili nel contrastare le infiammazioni senza riportare gli effetti collaterali tipici dei farmaci antinfiammatori.


La presenza di
Bioperine®*, estratto di pepe nero, favorisce l’assorbimento dei costituenti attivi presenti nella formulazione.

La paprika è di aiuto nel contrastare la trasmissione del dolore in caso di infiammazioni.

Modalità d'uso:
Deglutire da 1 a 2 capsule vegetali al giorno, con acqua, preferibilmente ai pasti.

Cautele d'utilizzo: sconsigliato in gravidanza e allattamento.

Attenzione: non superare la dose consigliata. Tenere fuori dalla portata dei bambini al di sotto dei 3 anni. Gli integratori non vanno intesi come sostituto di una dieta variata, equilibrata e di un sano stile di vita.



Q-DOL® 30 ml Di Leo
Prezzo: € 12,00

Q-DOL® 100 ml Di Leo
Prezzo: € 32,00

Un rimedio innovativo, prodotto secondo i principi della fisica quantistica e della medicina bioenergetica, nel quale all'azione classica si aggiunge quella energetica, data dall'armonizzazione delle vibrazioni elettromagnetiche delle molecole contenute nella formula.

INGREDIENTI:
Alcol, acqua. Estratti di Artiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens D.C) radice; Curcuma (Curcuma longa L.) rizoma; Lapacho (Tabebuja impetiginosa L.) corteccia; Verga d'oro (Solidago virga aurea L.) parte aerea ; Uncaria (Uncaria tomentosa D.C.) corteccia; Iperico (Hypericum perforatum L.) sommità fiorite; aromi naturali.


Agisce favorevolmente sul mantenimento delle condizioni fisiologiche dell`apparato osteoarticolare contribuendo ad alleviare le tensioni dolorose della testa e della schiena.

Consiglio d`uso:
la dose consigliata per una eventuale esigenza di integrazione della dieta è di 30 gocce per 3 volte al giorno, in mezzo bicchiere d`acqua, 10 minuti prima dei pasti. La dose può essere aumentata a seconda elle necessità.


Q-DOL® crema lenitiva ai fiori di bach 100 ml - Di Leo

Prezzo: € 14,00




Agisce favorevolmente sul mantenimento delle condizioni fisiologiche dell`apparato osteoarticolare contribuendo ad
alleviare le tensioni dolorose della testa e della schiena.



INGREDIENTI: acqua, Cl2-20 acid Peg-8 ester, ethilexyl palmitate, glyceril stearate, glycerin, Amica montana extract, Harpagophytum procumbens extract, cera alba, Rosmarinus officinalis essenti al oj], citric acid, Centaurium umbellatum Bach flower extract, Ceratostigma wilmottiana Bach flower extract, Gentiana amarella Bach flower extract, Mimulus guttatus Bach flower extract, Olea europaea Bach flower extract, sodium benzoate, sodium dehydroacetate, potassium sorbate.

Consiglio d`uso: si applica favorendo l'assorbimento con leggero massaggio.


La floriterapia e la fitoterapia come aiuto per lenire il dolore


I funghi che possiedono proprietà che possono migliorare la nostra salute e qualità di vita sono chiamati "funghi medicinali". Tra questi i più conosciuti e utilizzati in Italia sono: Grifola frondosa o Maitake, Ganoderma Lucidum o Reishi, Lentinus edodes o Shiitake, Cordyceps sinensis, Agaricus blazei Murril o Cogumelo del Sol, Phellinus linteus, Trametes (Coriolus) versicolor, Hericium erinaceus, Po!yporus umbellatus, Auricularia auricula judae, Coprinus cornarus e molti altri.

A oggi sono state studiate circa 270 specie di funghi con proprietà farmacologiche; più di 50 specie evidenziano attività antineoplastica "in vitro", circa 20 sono state studiate clinicamente su modelli animali o in vivo, e tutte sono ben tollerate e considerate non tossiche. I numero conosciuto di specie di funghi si aggira attorno a 14.000, ma si ipotizza che questa cifra corrisponda al 10% di tutti i funghi esistenti in natura. Assumendo che un 5% di questi funghi abbia un potenziale farmacologico, si deduce che resterebbero almeno 7000 specie sconosciute che potrebbero costituire un beneficio per l'uomo.

Dal punto di vista ponderale i funghi in generale sono ricchi di sostanze in grado di modulare e potenziare la risposta immunitaria (polisaccaridi e glicoproteine), anche se non tutti allo stesso modo, ma hanno anche tutta una serie di metaboliti secondari (molecole biologicamente attive) in grado di contrastare numerosi squilibri metabolici e organici.

Le popolazioni antiche hanno utilizzato tradizionalmente questi funghi, e attualmente sono in corso, e non solo in Oriente, molti studi scientifici e chimici che hanno l'obiettivo di indagare i meccanismi di azione delle diverse molecole per poterne spiegare gli effetti fisiologici.


Ai funghi sono state da sempre attribuite potenzialità che vanno oltre l'azione prettamente fisica; da sempre utilizzati da "sciamani" e "curanderos" per affinare le loro capacità curative, si riteneva che aumentassero i livelli di consapevolezza. In Oriente si riteneva che l'azione dei funghi si estendesse anche a livello psico-emozionale oltre che fisico: ad esempio, a uno dei funghi più antichi e più conosciuti, il Reishi (Ganoderma Lucidum), sono stati attribuiti nomi quali il "fungo dell'immortalità" o "il fungo dei 10.000 anni" o "l'erba della potenza spirituale". In Oriente, inoltre, i funghi, a seconda del loro colore o della loro signatura, sono stati associati a particolari costituzioni o "logge energetiche" e quindi utilizzati, sulla base di queste caratteristiche, a livello energetico - costituzionale oltre che sulla patologia specifica.


I funghi rientrano nella categoria degli adattogeni, insieme all'Aloe, al Ginseng, e a molte altre piante e rimedi.
La loro azione si esplica soprattutto attraverso il riequilibrio del sistema immunitario, anche se poi ognuno di loro va, a livello energetico, a riequilibrare specifici meridiani e organi. Il sistema immunitario è fondamentale per il mantenimento dell'omeostasi e quindi della salute dell'organismo.

L'azione sul sistema immunitario caratterizza tutti i funghi, dal porcino alla russola, agli imbutini, ai funghi medicinali, ed è spiegata dall'elevato contenuto in polisaccaridi.

I funghi sono in grado di rinforzare il sistema immunitario, riequilibrandolo e rendendolo più pronto a rispondere agli stimoli. In essi sono contenute numerose sostanze con attività biologica quali terpenoidi, polisaccaridi (tra cui i ß-glucani, ß-mannani, ciclo-furani e polisaccaridi con legami a-glicosidici), glicoproteine (molecole derivate dall'associazione di proteine e polisaccaridi), enzimi e tutta una serie di altre molecole semplici e complesse chiamate metaboliti secondari.

Sui
ß-glucani esistono moltissimi studi che ne dimostrano l'azione a livello del sistema immunitario; quelli derivati dai lieviti sono la fonte più semplice in quanto facilmente producibili con processi di fermentazione a basso costo, ma su di essi non esistono, in letteratura, articoli scientifici peer-reviewed che ne dimostrino la reale efficacia clinica. Ciò deriva dal fatto che i ß-glucani dei lieviti sono caratterizzati dalla presenza di molti legami crociati fra gli atomi di idrogeno che fanno loro assumere una conformazione strutturale globulare piuttosto che lineare e ciò li rende poco assorbibili dall'intestino umano e quindi poco biodisponibili.

Per questo motivo la maggior parte dei lavori scientifici e dei riferimenti bibliografici sui ß-glucani si riferiscono ai macrofunghi o alle alghe
.


Mico-Rei (Reishi) estratto

Tropismo del fungo: Tessuto connettivo, Sistema cardiovascolare, Sistema nervoso


Confezione da 70 capsule
Prezzo: € 65,00


Il supporto ideale a partire dai 30 anni, é chiamato in Oriente “fungo dell’immortalità”, è considerato la migliore scelta per uno stimolo generale dell’organismo soprattutto come sostegno anti-aging. In TCM è utilizato come tonico per aumentare la logevità, calma la mente e tonifica il fisico. Permette una migliore gestione dello stress, dell’ansia ed è utile nei casi di insonnia. Prevenzione di allergie primaverile.
Reishi, (Ganoderma lucidum), è un fungo coltivato in modo biologico su legno. Da questo fungo si ottiene un estratto acquoso naturale mediante processi biotecnologici non snaturanti, che ne preservano le proprietà biologiche naturali.




Il Ganoderma lucidum è un fungo considerato non commestibile per il suo sapore amaro e la consistenza legnosa, di colore dal rosso al nero, dal caratteristico aspetto lucido, da cui il nome. Esistono notizie documentate del suo impiego in Cina vari secoli prima della nascita di Cristo.
E' un fungo adattogeno in grado di esercitare uno stimolo generale dell’organismo ed un sostegno
antisenescenza; è annoverato tra le 10 sostanze terapeutiche naturali più efficaci.


Componenti:

Ricchissimo di molecole bioattive: polisaccaridi, peptidoglicani ed eteropolisaccaridi Triterpeni (acidi ganoderici classificati dalla A-Z) con attività histamine-like (A, C e D), epatoprotettiva (R), antiipertensiva (B,D,F,N,K,S,Y), ipocolesterolemica (MF), ACE-inibitore (ganoderolo B) e antiaggregante (S).
Sali minerali Ferro, Zinco, Manganese, Magnesio, Potassio, Germanio, Calcio Vitamine del gruppo B (in particolare Vit. B9) 17 aminoacidi tra cui tutti gli essenziali. Steroli e sostanze cortison-like. Adenosina e guanosina con effetto antiaggregante piastrinico, miorilassante (muscolo scheletrico) e sedativo del SNC.

I triterpeni sono i principali responsabili delle proprietà adattogene del fungo, mentre il Germanio presente in elevata concentrazione nel Reishi esercita azione ossigenante, effetti antalgici e stimola la produzione di interferone.

Mico-Rei ha una
azione antiallergica, antistaminica ed antiinfiammatoria, antiaging. Data la sua azione di sedazione del SNC, il Mico-Rei sarà il fungo di prima scelta anche nei casi di ansia ed insonnia.
Il Reishi esercita unazione di
tonificazione su cuore e sistema cardiovascolare. Direttamente come ritmogeno per il cuore e come effetto ACE inibitore sull’ipertensione; indirettamente agendo come antiaggregante piastrinico e ipncolesterolemizzante.

Questo fungo ha forti proprietà
antiallergiche e antiinfiammatorie grazie alla modulazione del sistema inimunitario ed alla presenza di sostanze con azione cortisonica ed antistaminica. L‘assunzione di Reishi determina un netto aumento della risposta immune in pazienti imnunodepressi e neoplastici e una migliore gestione degli effetti collaterali di chemio e radioterapia, lavora molto bene in prevenzione, in particolare per le infezioni virali ed esercita una spiccata azione antiossidante proteggendo le strutture cellulari dai danni ossidativi.
Effetti collaterali: inizialmente si può presentare uno scompenso nei livelli di glucosio, che generalmente si normalizza dopo una settimana (vedere precauzioni).
Precauzioni: quando è prescritto a pazienti con diabete, il medico dovrà controllare la glicemia per regolare, se necessario, la dosi di insulina o degli antidiabetici orali. In caso di perdite di sangue non soninninistrare Mico-Rei poichè agisce come antiaggregante piastrinico.

Aspetti tecnici:
le capsule Mico-Rei di MICOSALUD contengono 390 mg di estratto puro di Ganoderma lucido al 30% da coltivazione Biologica e 60 mg di Vitamina C (80% CDR) Triterpeni: 2,5%
Valore energetico: 0,12 Kcal Proteine: 23,0% - Grassi: 2,1% - Polisaccaridi: 33,0% dei guali ß-D- glucani: 24,6% Fibre: 7,2%

RIASSUNTO DELE POSSIBILI INDICAZIONI CLINICHE secondo la MICOTERAPIA
"I funghi medicinali nella pratica clinica" del Dott. Ivo Bianchi - Reishi, Ganoderma Iucidum -

  • Potente Sostegno Immunomodulante
  • Iperuricemia
  • Riequilibratore Organico
  • Affezioni respiratorie in genere
  • Bronchiti
  • Aritmie cardiache
  • Asma
  • Artrosi
  • Artrite reumatoide
  • Autoimmunità
  • Allergie
  • Tiroiditi
  • Supporto oncoloqico Carcinoma Prostatico -Polmonare - Leucemia mieloide acuta
  • Lupus eritametoso sistemico
  • Insonnia
  • Stanchezza
  • Invecchiamento prematuro
  • Mononucleosi infettiva
  • Vertigini
  • Epatite A,B
  • Fibromalgie





MICO-COMPLEX

CAMELLIA SINENSIS
titolata al 40% in EGCG


ASCORBATO DI POTASSIO


VITIS VINIFERA titolata all’80% in polifenoli
e al 55% in proantocianidine
90 compresse da 400 mg
Prezzo: € 20,00


Dosaggio consigliato
1-6 cps/die suddivise nella giornata corrispondente a 300-1800 mg di ascorbato di potassio
Controindicazioni
L’alto dosaggio di ascorbato di potassio può portare ad iperkaliemia, se si raggiungono i 18.000 mg al giorno.
Nota: l’utilizzo di questo prodotto non è da considerarsi una alternativa ai protocolli terapeutici convenzionali. Questo composto interviene sui meccanismi metabolici di base a livello cellulare, e pertanto non interagisce negativamente con i programmi terapeutici convenzionali.

Indicazioni:

MICO-COMPLEX è indicato in tutti i casi in cui vi sia un elevato stress ossidativo dell’organismo, come ad esempio in presenza di:

  • vita o lavoro in ambienti inquinati
  • alimentazione non equilibrata e ricca di cibi raffinati
  • elevato consumo di alcool e caffè
  • abitudine al fumo
  • eccessiva esposizione a radiazioni solari
  • intensa pratica sportiva
  • intensa attività mentale
  • condizioni di stress psico-fisico




PER AUMENTARE LA BIODISPONIBILITA' NELL'ASSUNZIONE DEI FUNGHI SI SUGGERISCE DI ASSUMERE CONTEMPORANEAMENTE ASCORBATO DI POTASSIO (MICO-COMPLEX)

Reishi Freeland frutto intero
Confezione da 100 capsule
Prezzo: € 65,00


Lo splendido poliporo laccato (Ganoderma lucidum) cresce spontaneamente anche in Germania. In Cina è chiamato Ling Zhi e in Giappone Reishi. La storia di questo affascinante fungo risale a circa 4.000 anni fa!
Sono soprattutto 2 gruppi di sostanze presenti nel reishi che lo rendono così straordinariamente interessante. Si tratta di polisaccaridi, come il
triterpene, per i quali sono stati riscontrati numerosissimi meccanismi d’effetto estremamente positivi. Inoltre, nel reishi vi è anche una densità di sostanze bioattive elevata e ottimale per l’organismo umano: calcio, zinco, manganese, ferro, rame e germanio sono presenti in abbondanti quantità!

E’ considerato una tra le 10 sostanze dal punto di vista terapeutico tra le più efficaci, in oriente viene considerato il Fungo dell’immortalità, il suo uso è antichissimo in oriente, è un grande stimolante e valido antinvecchiamento.

Viene coltivato e poi utilizzato in polvere, in capsule, in estratti, decotti e agisce come regolatore dell’organismo, previene patologie epatiche, ipertensione, problemi vascolari, trombosi, allergie e molto altro.

Le proprietà curative del fungo sono collegate alla presenza di polisaccaridi e glicoproteine che hanno un’importante azione immunomodulante, ed alla prevenzione messa in atto da enzimi che combattono lo stress ossidativo e la detossicazione cellulare (SOD, laccasi).

Efficace, con risultati di guarigione in 2 settimane, sul 90 % di pazienti affetti da bronchite cronica. Risolve rapidamente sintomatologie allergiche grazie alla sua azione mediatrice sulla produzione di istamina ed alla modulazione del sistema immunitario.
Ha un’azione antiipertensiva grazie all’attivazione di un meccanismo ACE inibitore che, peraltro, non ha gli effetti collaterali dei farmaci chimici.
Esplica una
fortissima attività epatoprotettrice che lo rende adatto ad associare la chemioterapia come supporto disintossicante.
La sua azione diviene importante per curare:
Stanchezza, Invecchiamento precoce, Problemi cardiovascolari, Allergie, Problemi del sistema respiratorio, Statosi epatica, Tossicosi, ecc.

Proprietà medicinali:
Antiinfiammatoria, antitumorale, antivirale (es. anti-HIV), antibatterica, regolatore della pressione sanguigna, cardiotonico, immunomodulatore, antidiabetico, tonico per i reni, neurotonico, epatoprottettore, efficace nella cura della bronchite cronica e nell’insonnia.
Per secoli questo fungo è stato riportato da libri di medicina cinese e giapponese come fungo che rinvigorisce la salute e aumenta la longevità. Le guide dell’ Himalaia utilizzavano questo fungo per combattere la sindrome dell’ altitudine e gli indiani Maya preparavano gli infusi di corpo fruttifero di questo fungo per combattere le malattie infettive.

RIASSUNTO DELE POSSIBILI INDICAZIONI CLINICHE secondo la MICOTERAPIA "I funghi medicinali nella pratica clinica" del Dott. Ivo Bianchi - Reishi, Ganoderma Iucidum -

  • Potente Sostegno Immunomodulante
  • Iperuricemia
  • Riequilibratore Organico
  • Affezioni respiratorie in genere
  • Bronchiti
  • Aritmie cardiache
  • Asma
  • Artrosi
  • Artrite reumatoide
  • Autoimmunità
  • Allergie
  • Tiroiditi
  • Supporto oncoloqico Carcinoma Prostatico -Polmonare - Leucemia mieloide acuta
  • Lupus eritametoso sistemico
  • Insonnia
  • Stanchezza
  • Invecchiamento prematuro
  • Mononucleosi infettiva
  • Vertigini
  • Epatite A,B
  • Fibromalgie


Vedi anche la pagina specifica: MICOTERAPIA


Silice Organica Freeland
Bottiglia da 1 litro
Prezzo: € 42,00


Il corpo umano possiede da 5 a 7 g di silicio, quantità che diminuisce nel corso degli anni, come diminuisce la capacità di assorbimento; la diminuzione di silicio è legata all'invecchiamento ed alle patologie correlate.

La presenza di silicio aiuta la fissazione del calcio, fornisce robustezza alle ossa e flessibilità a muscoli e tendini.
Partecipa alla sintesi di elastina e del collagene contribuendo così alla salute della pelle, dei capelli, delle unghie e delle pareti dei vasi.


La capacità di assorbimento diminuisce con l'aumentare dell'età, e comunque l'organismo non è in grado di trasformare il silicio minerale ingerito in silicio organico. Il silicio assunto dai vegetali (es. Equisehtm arvensis) è in forma colloidale ossia è formato da colloidi in sospensione in acqua ed è difficilmente assorbibile (3%) oltre che irritante per i reni e possibile causa di calcoli renali; per poter superare la barriera intestinale deve essere legato ad un trasportatore.
Solo il silicio organico ha una biodisponibilità che ne permette l'assimilazione. Il silicio viene metabolizzato da microrganismi che lo rendono organico ed idrosolubile. Grazie alla sua idrosolubilità e agli aminoacidi trasportatori che ad esso si legano durante la fase di predigestione il silicio organico ha un tasso di assorbimento del 70% e non affatica i reni.

La silice organica (monomethylsilanetriol) agisce in primo luogo sui processi infiammatori è un antidolorifico e la sua efficacia è percepibile dopo qualche minuto. Per questo motivo nei Caraibi è stata chiamata "pain killer".

Il silicio si concentra negli osteoblasti a livello mitocondriale, assieme alla vitamina C assicura la formazione del collagene ed è indispensabile per la formazione dei glucosaniinoglicani della cartilagine. Il suo utilizzo nelle patologie osteoarticolari ha evidenziato il recupero della mobilità e la regressione del dolore, e nell'osteoporosi una remineralizzazione delle zone decalcificate.

La parete dei vasi principali contiene il 40% di elastina, abbondanza di collagene e mucopolisaccaridi. La diminuzione del silicio nell'anziano determina diminuzione della tonicità vascolare, le lesioni ateromasiche progrediscono e si riduce la concentrazione di silicio nelle pareti arteriose.

Il silicio è importante anche per la conservazione dell'integrità del tessuto connettivo che contiene 30/40% di elastina e 2-3% di mucopolisaccaridi.
L'elastina infatti contiene da 200 a 500 mcg/g di silicio e i mucopolisaccaridi da 300 a 1250 mcg/g e la carenza di silicio dopo i 40 anni provoca secchezza cutanea e formazione di rughe, smagliature e invecchiamento cutaneo.

Può essere utilizzato come liquido o gel e assunto per via orale
(5-20 ml x 3 die) o topica.

LA SILICE ORGANICA

  • non presenta tossicità
  • è in grado di attraversare il derma diffondendosi nell'organismo
  • non interferisce con alcuna terapia
  • non provoca effetti collaterali


Effetti della Silice Organica

  • Svolge un ruolo importante nei tessuti di sostegno dell’organismo.
  • E’ indispensabile nella sintesi delle fibre elastiche e Collagene (nel processo di formazione del reticolo).
  • Ha un ruolo primario nella mineralizzazione ossea.
  • Ha azione antalgica rapida e antinfiammatoria nel processo d’artrosi, d’artrite e nei postumi da trauma.
  • Produce effetti positivi rigeneranti nei problemi d’invecchiamento della pelle e attiva la cicatrizzazione.
  • Ha il potere di lottare contro l’invecchiamento cellulare a causa della sua azione antisclerotizzante e antiossidante.
  • I suoi benefici effetti antisclerosi possono manifestarsi per la sua azione di fissazione nei tessuti al posto del Calcio.
  • Mantiene flessibili (elastiche) le pareti del sistema vascolare.
  • Attiva il metabolismo in generale e rinforza le difese dell’organismo.
  • Particolarmente Malattie cardio-vascolare e epatico, cisti, asma, bronchite, cancro, ecc…
  • Atonico e ipo-allergico senza effetti collaterali e controindicazioni, anche se abbinato ad altri trattamenti, dopo molti anni di utilizzo.
  • Ristruttura le fibre di Elastina e di Collagene.
  • Gioca un ruolo importante nel mineralizzare il metabolismo generale dell’organismo ristrutturando le ossa e la cartilagine.
  • Potente anti-infiammatorio e anti-dolorifico
  • Protegge e rinforza disintossicando il metabolismo cellulare, agendo sull’organismo interno, riequilibrando gli organi e il loro funzionamento dalle loro carenze.
  • Accelera la cicatrizzazione.
  • Ristora e rinforza il sistema immunitario e ha un’azione preponderante nel bilanciamento endocrino.
  • Può essere usato su ogni tipo di animale in numerose patologie (sugli uomini e su ogni tipo di animali).


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Le informazioni riportate in questa pagina sono solo a scopo informativo, tratte da un'ampia sitografia presente in internet. L'unica finalità è quella di mantenere il valore e la natura della rete: la facile reperibilità di informazione.
Le informazioni sui principi attivi dei singoli componenti dei prodotti e sui prodotti stessi, desunte tutte da un'ampia sitografia presente in rete, e dai siti delle ditte fornitrici, non intendono trattare, curare alcuna malattia o patologia. Queste potrebbero, inoltre, riportare errori e/o omissioni. Pertanto ogni utilizzo improprio è a proprio rischio e pericolo. Si ricorda, altresì, che gli integratori alimentari non sono prodotti curativi e pertanto non possono vantare alcuna proprietà terapeutica. Le indicazioni, presenti sul sito, fanno riferimento all'impiego per il sostegno dell'organismo in periodi particolarmente difficili.


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