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Glicemia

Il numero degli adulti con diabete è raddoppiato dal 1980, secondo uno studio pubblicato sulla rivista medica britannica The Lancet.
Alcuni ricercatori inglesi hanno analizzato 2.700 mila campioni di sangue umano provenienti da tutto il mondo. E' emerso che nel mondo, ora, ci sono circa
350 milioni di persone ammalate di diabete, mentre 30 anni fa erano 153 milioni. Ogni anno tre milioni di persone muoiono a causa di questa malattia.
Il numero dei diabetici è aumentato soprattutto nei paesi del Pacifico, secondo lo studio, mentre non è molto aumentato nei paesi dell'Europa occidentale. Secondo i ricercatori, l'aumento del numero di diabetici è dovuto all'allungamento della vita e all'obesità.



La glicemia può essere definita banalmente come la concentrazione di glucosio nel sangue. È di fondamentale importanza che la glicemia rimanga entro i limiti dell'intervallo di normalità (65-110 mg/dl) ed è sicuramente auspicabile mantenere i livelli glicemici verso la parte bassa di detto intervallo perché avere una glicemia normale, ma tendente a valori medio-alti aumenta il rischio di molte patologie, non ultime i tumori.

La glicemia è regolata da un complesso di meccanismi neurormonali e metabolici che ne impediscono forti oscillazioni in difetto o in eccesso. Aumenta nei soggetti diabetici e si abbassa nel digiuno prolungato.

Se l'apporto di glucosio con le scorte è insufficiente, la glicemia si abbassa (ipoglicemia) e inizia a manifestarsi la sofferenza cerebrale con capogiri e senso di spossatezza. Se il glucosio scarseggia e non c'è sufficiente apporto di carboidrati, il fegato sintetizza glucosio da proteine e da lipidi con un processo denominato
gluconeogenesi.

Tale processo provoca però un eccesso di urea (con sovraccarico renale) e un accumulo di corpi chetonici (scorie provenienti dall'utilizzo degli acidi grassi) con conseguente acidosi.


La variazione della glicemia susseguente all'assunzione di carboidrati dipende dal loro indice glicemico, cioè dalla velocità con cui aumenta la glicemia in seguito all'assunzione di 50 g del carboidrato sotto esame. L'indice è espresso in termini percentuali, rapportandolo alla velocità di aumento con la stessa quantità di glucosio (indice pari a 100): un indice glicemico di 50 vuol dire che l'alimento innalza la glicemia con una velocità che è la metà di quella del glucosio.

Il meccanismo che regola il livello del glucosio nel sangue è controllato da due ormoni antagonisti secreti dal pancreas: l'insulina e il glucagone. L'azione dell'insulina è ipoglicemizzante (il livello di glicemia si abbassa) mentre quella del glucagone è, al contrario, iperglicemizzante (il livello di glicemia si alza).

L'immagine (dal sito www.cardiologiapertutti.org) mostra il meccanismo di regolazione del livello ematico di glucosio.

L'insulina viene prodotta dalle cellule beta del pancreas; la sua secrezione avviene nel momento in cui c'è un aumento della concentrazione ematica di glucosio al fine di riequilibrare la situazione; nel momento in cui la glicemia si abbassa si riduce anche la produzione dell'ormone.

L'insulina agisce sulle cellule muscolari, sugli adipociti e sugli eritrociti che, assumendo glucosio dal sangue, provocano una diminuzione del livello glicemico.
Il picco insulinico è tanto maggiore quanto più alto è il carico glicemico dei carboidrati assunti.


Il glucagone
viene prodotto dalle cellule alfa del pancreas; la sua secrezione avviene nel momento in cui la concentrazione ematica di glucosio si abbassa. Il principale organo-bersaglio del glucagone è il fegato; il glucagone agisce facendo rilasciare il glucosio immagazzinato nel fegato innalzando conseguentemente la glicemia.
Un'altra importante azione del glucagone è quella di indurre le cellule epatiche e quelle muscolari a ottenere il glucosio dalle proteine.

Glicemia e alimentazione
Le variazioni glicemiche dipendono da svariati fattori. Uno dei più importanti è sicuramente l'alimentazione. Un regime alimentare equilibrato è sicuramente un'arma fondamentale nella prevenzione e/o nella cura della iperglicemia.

Il primo passo da compiere è assicurare al nostro organismo la corretta ripartizione giornaliera dei macronutrienti che per la dieta italiana è la seguente:

carboidrati: minimo 45%,
proteine: minimo 15%,
grassi: minimo 25%.

Il restante 15% deve essere personalizzato in base al grado di sedentarietà del soggetto.

Sono sicuramente sconsigliati i cibi con zucchero aggiunto che abbiano un'alternativa senza zucchero (per esempio trovare marmellate senza zuccheri aggiunti -sia zucchero bianco, sia di canna, sia succo d'uva o di mela - è praticamente impossibile, basta che la marmellata non ne abbia troppo, cioè abbia un contenuto calorico inferiore alle 150 kcal/100 g).

È importante inoltre includere nella dieta tutti quegli alimenti che hanno un alto indice di sazietà come per esempio la frutta e la verdura. Sono decisamente da evitare le abbuffate; la raccomandazione principale è quindi quella di consumare piccoli pasti ripartendoli correttamente durante la giornata senza saltarli e senza anticiparli o ritardarli in modo eccessivo.
(fonte: www.albanesi.it)

Il diabete è una malattia cronica caratterizzata dalla presenza di elevati livelli di glucosio nel sangue (iperglicemia) e dovuta a un’alterata quantità o funzione dell’insulina.

Diabete tipo 1

Riguarda circa il 10% delle persone con diabete e in genere insorge nell’infanzia o nell’adolescenza. Nel diabete tipo 1, il pancreas non produce insulina a causa della distruzione delle cellule ß che producono questo ormone: è quindi necessario che essa venga iniettata ogni giorno e per tutta la vita. La velocità di distruzione delle ß-cellule è, comunque, piuttosto variabile, per cui l’insorgenza della malattia può avvenire rapidamente in alcune persone, solitamente nei bambini e negli adolescenti, e più lentamente negli adulti (in questi rari casi si parla di una forma particolare, detta LADA: Late Autommune Diabetes in Adults).


La causa del diabete tipo 1 è sconosciuta, ma caratteristica è la presenza nel sangue di anticorpi diretti contro antigeni presenti a livello delle cellule che producono insulina, detti ICA, GAD, IA-2, IA-2ß. Questo danno, che il sistema immunitario induce nei confronti delle cellule che producono insulina, potrebbe essere legato a fattori ambientali (tra i quali, sono stati chiamati in causa fattori dietetici) oppure a fattori genetici, individuati in una generica predisposizione a reagire contro fenomeni esterni, tra cui virus e batteri.

Per questo motivo, il diabete di tipo 1 viene classificato tra le malattie cosiddette “autoimmuni”, cioè dovute a una reazione immunitaria diretta contro l’organismo stesso.


Diabete tipo 2
È la forma più comune di diabete e rappresenta circa il
90% dei casi di questa malattia. La causa è ancora ignota, anche se è certo che il pancreas è in grado di produrre insulina, ma le cellule dell’organismo non riescono poi a utilizzarla. In genere, la malattia si manifesta dopo i 30-40 anni e numerosi fattori di rischio sono stati riconosciuti associarsi alla sua insorgenza. Tra questi: la familiarità per diabete, lo scarso esercizio fisico, il sovrappeso e l’appartenenza ad alcune etnie.

Il diabete tipo 2 in genere non viene diagnosticato per molti anni in quanto l’iperglicemia si sviluppa gradualmente e inizialmente non è di grado severo al punto da dare i classici sintomi del diabete. Solitamente la diagnosi avviene casualmente o in concomitanza con una situazione di stress fisico, quale infezioni o interventi chirurgici.

Il rischio di sviluppare la malattia aumenta con l’età, con la presenza di obesità e con la mancanza di attività fisica: questa osservazione consente di prevedere strategie di prevenzione “primaria”, cioè interventi in grado di prevenire l’insorgenza della malattia e che hanno il loro cardine nell’applicazione di uno stile di vita adeguato, che comprenda gli aspetti nutrizionali e l’esercizio fisico.


6 REGOLE D'ORO PER CONTROLLARE LA GLICEMIA ED IL PESO CORPOREO

  • Limitare la quantità di carboidrati, soprattutto - ma non esclusivamente - quelli semplici (zucchero, dolci, cereali e derivati da farine raffinate).
  • Limitare il consumo di snack, prodotti dolciari e bevande zuccherate
  • Non eccedere con il consumo di carboidrati a medio indice e ad alto carico glicemico (pasta,pane, patate, cereali ecc.).
  • Preferire alimenti integrali ricchi di fibre, come la frutta, la verdura ed i cereali integrali.
  • Ripartire uniformemente i nutrienti nei vari pasti evitando i pasti a base di soli carboidrati (per esempio 100 grammi di pasta in bianco aumentano di più la glicemia rispetto a 80 grammi di pasta al tonno e pomodoro e sono anche meno sazianti)
  • non fare pasti troppo abbondanti, ma suddividere l'apporto calorico in almeno quattro/cinque pasti giornalieri; ricordiamo infatti che per tenere sotto controllo la glicemia è molto importante non solo la qualità ma anche la quantità dei nutrienti assunti con la dieta (com'è logico pensare un cucchiaino di zucchero, pur avendo un indice glicemico alto, causa un incremento glicemico inferiore rispetto a 100 g di pasta integrale)
  • leggere sempre le etichette ed i valori nutrizionali, moderare l'utilizzo di cibi che contengonosciroppo di glucosio e/o sciroppo di fruttosio e/o amido di mais.



Piante medicinali e diabete a cura del Dott. Vittorio Trotta in www.my-personaltrainer.it

Il diabete necessita di un trattamento farmacologico tradizionale, ma accanto a questa terapia può risultare utile l'impiego di piante medicinali attive sul metabolismo glucidico: infatti, nei casi di lieveiperglicemia, un corretto regime alimentare - associato ad un corretto stile di vita, e all'utilizzo di tisane appropriate - può bastare, mentre nei casi più gravi (quando il diabete è conclamato) ai farmaci di sintesi - che sono indispensabili - si possono affiancare alcune tipologie di tisane antidiabetiche, facendo sempre attenzione a non incorrere in effetti indesiderati o in interazioni non volute.
Di seguito sono riportate in sintesi alcune piante che trovano spesso applicazione nel trattamento del diabete, come tinture, tisane o componenti di capsule.

Eucalipto foglie (Eucaliptus globulus): l'eucalipto sembra agire come ipoglicemizzante per la presenza, tra i suoi componenti chimici, di polifenoli con effetto antiossidante, e di tannini capaci di impedire la digestione delle sostanze amilacee e ridurre la glicogenolisi nei tessuti.

Mirto (Myrtus communis): il mirto va ad agire come inibitore dell'alfa-glucosidasi; inibisce quindi l'azione dell'enzima intestinale che - trasformando gli zuccheri da complessi a semplici - permette l'assorbimento intestinale del glucosio.

Sambuco (Sambucus nigra): il sambuco è usato per le sue infiorescenze che, contenendo terpenoidi e fitosteroli (beta-sitosterolo), sembrano possedere un'azione insulino-stimolante.

Galega officinalis: la galega è una pianta conosciuta principalmente per la sua attività galattogena, ma anche ipoglicemizzante; quest'ultima deriverebbe dal potenziamento degli effetti dell'insulina, dalla riduzione della sintesi di glucosio epatico e dal rafforzamento della captazione periferica di glucosio da parte del muscolo. Della galega si usano come droga terapeutica i semi, che contengono il principio attivo galegina, un derivato guanidinico dotato della vera attività ipoglicemizzante; la galegina, alcaloide ipoglicemizzante, ha le stesse attività dei biguanidi di sintesi e presenta gli stessi effetti collaterali ma una maggiore tollerabilità: agisce a livello delle cellule alfa del pancreas inibendo la produzione di glucagone ed aumentando la sensibilità dei tessuti periferici all'insulina. Occorre sottolineare che la galega va usata sotto stretto controllo medico e che allo stato fresco può risultare tossica.

Opunzia (Opuntia streptacantha): l'opuntia è una pianta grassa originaria del Messico; si trova comunemente negli Stati Uniti ed è utilizzata in fitoterapia per i suoi cladodi, che nei loro tessuti spugnosi contengono lipidi, protidi, ma soprattutto polisaccaridi ad alto peso molecolare (pectine,cellulosa, xilosio ed acido galatturonico). E' appunto alla frazione polisaccaridica, opuntia mannano, che si ascrivono le proprietà terapeutiche sfruttabili nella patologia diabetica: infatti i polisaccaridi adsorbono nutrienti, zuccheri e colesterolo nel lume intestinale; così facendo ne bloccano l'assorbimento.

Gimnema (Gymnema silvestre): pianta rampicante originaria dell'India e dell'Africa; la droga terapeutica è data dalle sue foglie, che contengono acidi gimnemici (acidi glicosidici), aminoacidi, colina, betaina, adenina ed ossido di trimetilamina. L'azione ipoglicemizzante è da ascrivere agli acidi gimnemici, che riducono l'assorbimento intestinale di glucosio e stimolano l'attività delle cellule beta pancreatiche nella produzione di insulina.

Ginseng americano (Panax quinquefolius): attenzione a non confonderlo con il Ginseng coreano,sebbene entrambe le tipologie contengano ginsenosidi e vengano usate in fitoterapia per le loro radici, o rizomi. Il ginseng americano, per la presenza di polisaccaridi e ginsenosidi, riduce l'assorbimento dei carboidrati, favorisce il rilascio di insulina ed aumenta la captazione tissutale del glucosio (un'ipotesi sembra essere quella di un aumento del numero di recettori per l'insulina).



I
funghi hanno un ruolo essenziale nell’equilibrio del mondo in cui viviamo. Studi scientifici nel campo della micologia hanno attribuito notevoli capacità terapeutiche ai funghi inaugurando un nuovo ambito di ricerca nella medicina naturale: la Micoterapia, orientata all'utilizzo a scopo terapeutico dei funghi.

La
Micoterapia è rivolta a ristabilire la salute recuperando l’omeostasi, cioè equilibrio di diverse “economie” all’interno dell’organismo, dei minerali, microelementi, microorganismi, enzimi, ormoni, dell’acqua, degli elettroliti, delle cellule immunitarie. E’ possibile così comprendere gli effetti molteplici dei funghi sull’appetito, digestione, sulla psiche, colesterolo, diabete, angiopatie, allergie..

I funghi sono “superalimenti” naturali, la loro azione è mirata al ripristino dell’ equilibrio dell’organismo: in quest’ottica sono considerati adattogeni, ossia sostanze che non provocano stress aggiuntivo all’organismo, e non causano la comparsa di effetti collaterali indesiderati.

L’aumento delle malattie croniche che prevedono il costante utilizzo di farmaci con notevoli effetti collaterali che, a volte, perdono di efficacia (es. antinfiammatori). sta aumentando l’orientamento delle persone verso i metodi naturali.

I funghi contengono vitamine, minerali e molecole farmacologicamente bioattive, sono ricchi dal punto di vista nutrizionale, ma hanno un contenuto calorico basso: la ricchezza nutrizionale e “farmacologica” grazie alla naturale sinergia dei vari composti fa si che questi alimenti assunti in toto possano esprimere il loro straordinario potenziale.

I funghi, per loro natura, hanno la capacità di "digerire" tramite complessi processi enzimatici quanto ricavano da sostanze in decomposizione assorbendo tali sostanze e rendendole nuovamente biodisponibili.
Essi costituiscono una sorta di connessione tra il mondo minerale inanimato ed il mondo vivente.

Ogni tipo di fungo serve a funzioni specifiche, però possiamo affermare che generalmente tutti intervengono su:

1) Metabolismo glucidico e lipidico;
2) Chelazione di metalli pesanti;
3) Riequilibrio del Sistema Immunitario;
4) Antagonizzazione delle spinte anomale di crescita cellulare;


Il
sistema immunitario riceve continuamente innumerevoli input ai quali risponde in modo sia specifico che aspecifico e sia con reazioni acute che croniche.
Tra le sue reazioni, spiccano però, per frequenza e importanza, le risposte TH1 e TH2 e quella infiammatoria.

Esistono due tipi di risposta immunitaria linfocitaria: la risposta TH1 e quella TH2.




La risposta TH1 è orientata in senso citotossico nei confronti di virus e batteri.






La risposta TH2 è orientata in senso anticorpale ed è tipica delle malattie allergiche.





La risposta TH1
è sostenuta dall’IFN-GAMMA (che attiva la produzione di radicali liberi, NO soprattutto, da parte dei macrofagi e inibisce la risposta TH2) e dall’IL-12 (che stimola le cellule NK a produrre IFN-GAMMA).
È una risposta carente nei Paesi industrializzati ove prevale la risposta TH2.
La risposta TH2 è sostenuta dall’IL-4 (che attiva i linfociti B e la produzione di Ig E), dall’IL-5 (che recluta eosinofili in presenza di parassiti), dall’IL-13 e dall’IL-10 (che è una citochina antinfiammatoria, blocca l’IL-3, l’IL-5, l’IL-12, la produzione di IFN-GAMMA e la risposta TH1, ma è proinfiammatoria nei confronti dei processi allergici).
La natura dell’antigene seleziona il tipo di risposta. In ogni caso non tutti i virus inducono una potente risposta TH1. Il virus dell’influenza e del morbillo, ad esempio, sopprimono la risposta TH1 e vaccinando contro il morbillo i bambini di pochi mesi, con sistema immunitario ancora immaturo, è possibile squilibrarli in senso TH2 con conseguente iperattività allergica.



L’attuale stile di vita porta allo sviluppo di
“malattie del benessere” quali diabete, ipercolesterolemia, iperlipidemia, gotta, sovrappeso e obesità, ipertensione ecc. grazie alle loro caratteristiche i funghi forniscono anche in questo caso un ottimo contributo al riequilibrio metabolico.


COPRINUS e MAITAKE offrono buone possibilità di influenzare il metabolismo dei carboidrati.

COPRINUS ha un effetto simile a quello dei più largamente impiegati sulfamidici.

MAITAKE permette di diminuire gli zuccheri attraverso un differente meccanismo. La sensibilità delle cellule destinate all’insulina viene innalzata.

Questo è spesso il problema nel diabete di tipo II, dove non si tratta necessariamente di una mancanza di insulina ma dell’incapacità delle cellule di reagire all’insulina presente.

Se nel diabete di tipo I sta alla base una disfunzione nei meccanismi di autodifesa, si può integrare con
ABM che ha effetti immunuregolatori.




Il REISHI abbassa la glicemia con modalità dose dipendente e non ha effetto sul contenuto di insulina delle isole di Langerhans






Mico-Coprin
Tropismo del fungo: Pancreas, Sistema endocrino
Confezione da 93 capsule
Prezzo: € 65,00


Miscela di estratti puri standardizzati di Coprinus comatus. Maitake privo di malto destrine, polvere in toto Coprinus comatus, Maitake e Agaricus blazei Murrill, Glucomannano, Nopal e Cromo.

MICOSALUD presenta MICO-COPRIN, miscela di estratti puri standardizzati di Coprinus comatus. Maitake di produzione biologica privo di malto destrine, polvere in toto Coprinus comatus, Maitake e Agaricus blazei Murrill di produzione controllata biologica Europea; la potente attività biologica di questa miscela è potenziata da fibra di Glucomannano, Nopal e Cromo. Ouesta formula nasce dall’esigenza di soddisfare la richiesta medica e paramedica di tenere sotto controllo la predisposizione a sviluppare patologie noetaboliche quali Sovrappeso e Diabete, sempre piè diffuse, anche nella fascia pediatrica, nei paesi occidentali. L’ingrediente principale di questo prodotto è il Coprinus comatus, un fungo saprofita commestibile comune in tutto il mondo che, con l’invecchiamento assume un colore bluastro ed è per questo chiamato il “fungo dell’inchiostro".


MICO-COPRIN è un ottimo complemento nel trattamento del Diabete di tipo I e II. Esso agisce come un vero ipoglicemizzante orale senza gli effetti collaterali tipici dei farmaci ipoglicemizzanti, risulta molto utile nel sovrappeso androide, quando c’è l’accumulo adiposo è localizzato all’area addominale, tale accumulo adiposo viscerale è associato ad alterazioni metaboliche (sindrome metabolica: ipertensione, iperlipidemia, ipercolesterolemia, ecc.) e ad un aumentato rischio di sviluppare patologie metaboliche (es. diabete, steatosi epatica) e cardiovascolari.

Il grasso viscerale ha caratteristiche diverse rispetto a quello sottocutaneo; esso influenza l’equilibrio endocrino-metaholico dell’organismo, si comporta come un vero e proprio organo endocrino rilasciando adipochine pro-infiammatorie, dotate di effetti locali, ma anche centrali e periferici (effetto endocrino). Il rilascio di adipochine da parte del tessuto adiposo influenza l’appetito, il bilancio energetico, la sensibilità periferica all’insulina, il metabolismo lipidico e sposta l’equilibrio del sistema immunitario attivando una fase di infiammazione cronica.


Il MICO-COPRIN esercita la sua azione regolando il rilascio di insulina, aumentandone la sensibilità periferica e modulando contestualmente il sistema immunitario, riducendo così l’infiammazione; in questo senso diventa un valido strumento nel controllo del peso, in associazione a MICO-MAI in presenza di sindrome metabolica o a MICO-POLYPOR in presenza di ristagno linfatico e ritenzione di liquidi.


Coprinus comatus è un fungo ricco in vanadio
(CCRV = Coprinus comatus ricco in Vanadio); studi su Coprinus e la sua azione sul metabolismo glucidico hanno evidenziato effetti positivi sui livelli glicemici, sulla regolazione della gliceinnia e sui livelli di emoglobina glicata. Studi sperimentali hanno dimostrato un effetto revitalizzante e rigenerativo sulle cellule B pancreatiche. La presenza del Vanadio spiega la sua azione insulino-mimetica, attraverso un meccanismo di inibizione di una tirosin-chinasi intracellulare responsabile della regolazione negativa della via di segnalazione che induce il fenomeno di resistenza periferica all’insulina.



Maitake estratto
è utile sia per la modulazione immunitaria sia per il controllo della sintomatologia legata all’evoluzione della sindrome metabolica.




Agaricus blazei Murrill
effettua una modulazione importante del sistema immunitario, un’azione preventiva della degenerazione cellulare ed un controllo immunitario in particolare nel diabete di tipo I autoimmune. Studi scientifici hanno dimostrato la sua azione benefica nel controllo del metabolismo lipidico ed un’azione epatoprotettiva.



Nopal (Opuntia ficus indica) è correntemente utilizzato dalla popolazione messicana per il controllo di diabete, aterosclerosi e iperplasia prostatica benigna. Numerosi studi hanno dimostrato che gli estratti di Nopal possono migliorare del 17,8% la tolleranza al glucosio e diminuire i livelli glicemici del 18%.

La fibra di glucomannano ottenuta dalla pianta Amorphophallus Konjac, usata nella tradizione dietetica giapponese viene utilizzata nelle diete dimagranti per la sua caratteristica capacità di ridurre la fame attraverso la riduzione della produzione dell’ormone grelina; studi scientifici hanno dimostrato la sua capacità di diminuire i livelli sierici di colesterolo e di LDL attraverso l’aumento dell’escrezione fecale di steroli e acidi biliari. E stato dimostrato che è anche in grado di ridurre l’assorbimento intestinale degli zuccheri, sia per un transito accelerato del bolo alimentare che per un diminuito assorbimento da parte della mucosa intestinale. La sua assunzione porta infatti ad un netto appiattimento dei picchi glicemico e insulinemico postprandiali.

Il cromo è un oligoelemento indispensabile per la vita, coinvolto nel metabolismo degli zuccheri e dei grassi; è il componente essenziale del fattore di tolleranza al glucosio e quindi regolarizza i livelli glicemici e potenzia l’azione dell’insulina. Controlla i livelli ematici di grassi e contribuisce a riequilibrare il profilo lipidico. Favorisce l’azione anabolica dell’insulina e quindi la sintesi proteica e l’anabolismo muscolare favorendo l’entrata degli aminoacidi nelle cellule muscolari, riduce inoltre il senso di fame e la “voglia di dolci.
La supplementazione di cromo è essenziale in particolare per i diabetici che hanno alterato metabolismo del cromo.


Nota: per i trattamenti di conrollo del peso, si consiglia l’uso di MICO-COPRIN in combinazione con MICO MAI (per il controllo metabolico) o MlCO-POLYPOR (in caso di ritenzione di liquidi).

Importante: poiché i componenti di questa formulazione possono migliorare il metabolismo glucidico, il suo utilizzo in presenza di diabete conclamato in terapia convenzionale, prevede il regolare controllo dei livelli di glucosio nel sangue e il conseguente adattamento dei dosaggi di farmaci ipoglicemizzanti o di insulina.

MICO-COPRIN di MICOSALUD contiene:
86,81 mg Coprinus comatus estratto standardizzato libero da malto destrine
36,95 mg Grifola frondosa estratto standardizzato libero da malto destrine
49,50mg Coprinus comatus fungo intero in polvere!
37,31 mg Grifola frondosa fungo intero in polvero
36,95 mg Agaricus blazei Murrill fungo intero in polvere
49,50 mg Glucomannano
49,50 mg Nopal
0,01mg Cromo


LINEA TEDESCA


UTILIZZO: FASE ACUTA e SUBACUTA

FORMULAZIONE: FUNGHI IN TOTO

Linea molto efficace, sicura e bilanciata (con effetto sinergico dovuto all´utilizzo di tutte le parti del fungo).
Per l´utilizzo delle formulazioni Mix si consiglia l´uso in abbinato ad altri funghi.

Fungo intero
Gli effetti benefici si ottengono soprattutto con l’utilizzo del fungo intero grazie alla sinergia di sostanze in esso presenti che lavorano insieme alle giuste concentrazioni e senza effetti collaterali.
Il nostro sistema immunitario è costituito da cellule di diverso tipo con funzioni diverse; il numero e l’attività di queste cellule sono importantissimi e devono essere in equilibrio per ottenere un buon funzionamento. Uno squilibrio o un indebolimento delle difese può portare all' evoluzione di malattie anche degenerative e per questo la modulazione del sistema immunitario diventa particolarmente importante.

Come funzionano i funghi
Un organismo sovraccarico di tossine ambientali e alimentari, stressato e affaticato avrà un sistema immunitario più lento e meno efficace. Studi scientifici su pazienti oncologici hanno dimostrato che l’utilizzo del fungo intero permette la riattivazione cellulare e il potenziamento del sistema immunitario e stimola la reazione dell’organismo nei confronti della malattia. La modulazione del sistema immunitario da parte dei funghi avviene quando c’è squilibrio, mentre un sistema immunitario perfettamente funzionante non viene stimolato. L'attività del fungo e dei suoi componenti è quindi un’attività adattogena e di regolazione e non uno stimolo aspecifico. Le proprietà chelanti dei funghi permettono di legare le sostanze tossiche presenti nei tessuti e di eliminarle potenziando ulteriormente l’organismo e conseguentemente anche il sistema immunitario.

Errori nei singoli approcci
I funghi contengono numerosissime molecole bioattive; la scienza ne conosce solo una minima parte e tende ad isolarle e a studiarle separatamente. Se anche dal punto di vista scientifico questo tipo di approccio serve a spiegarne i meccanismi d’azione, si perde la sinergia di tutte le sostanze in essi contenute che si completano e si potenziano osi modulano reciprocamente.
Se anche gli estratti oi singoli composti isolati dal fungo sono risultati efficaci nel trattamento di alcune patologie e sono utilizzati in numerosi studi scientifici, il loro utilizzo ha spesso portato alla comparsa di effetti collaterali, cosa che non succede con l’utilizzo del fungo intero. L’utilizzo del fungo intero è sicuro: dosi fino a I5g per somministrazione non hanno evidenziato effetti collaterali.

L’azione adattogena e detossificante è ottenuta solo con l’utilizzo del fungo intero
Gli estratti contengono solo una piccola parte delle molteplici sostanze contenunte nel corpo fruttifero del fungo. Per questo motivo gli estratti non hanno un effetto adattogeno. Quando il nostro sistema immunitario è sbilanciato il fungo intero agisce riequilibrandolo. Lutilizzo degli estratti può in qualche caso aggravare lo squilibrio. Inoltre gli estratti, a differenza del fungo intero, non svolgono una vera e propria funzione detossificante e non prowedono. dunque, alla naturale eliminazione della tossicità.

Fungo intero e micelio contengono una diversa sinergia di sostanze bioattive
Nel micelio manca quella parte di sostanze nutritive che viene prodotta nelle lamelle del corpo fruttifero e che va a formare le spore, ossia tutta la parte rigenerativa del fungo. La parte rigenerativa in particolare del Reishi contiene la maggior parte delle sostanze antiinfiammatorie (triterpeni). Gli estratti e il micelio non contengono queste sostanze. D’altra parte il micelio contiene invece molti enzimi e sostanze antiossidanti e il suo utilizzo sarà diverso da quello del fungo intero. Inoltre la produzione del micelio viene effettuata su cereali per cui circa il 50% della polvere è costituita da cereali. Per questo motivo il dosaggio utilizzato per il micelio deve essere superiore a quello previsto per il fungo intero e la sua azione è relativamente più lenta.
Fungo intero e micelio sono in generale da preferire rispetto all’utilizzo degli estratti, ma la loro destinazione d’uso deve essere comunque diversa.

PER AUMENTARE LA BIODISPONIBILITA' NELL'ASSUNZIONE DEI FUNGHI SI SUGGERISCE DI ASSUMERE CONTEMPORANEAMENTE ASCORBATO DI POTASSIO (MICO-COMPLEX)



MICO-COMPLEX

CAMELLIA SINENSIS
titolata al 40% in EGCG


ASCORBATO DI POTASSIO


VITIS VINIFERA titolata all’80% in polifenoli
e al 55% in proantocianidine
90 compresse da 400 mg
Prezzo: € 20,00


Dosaggio consigliato
1-6 cps/die suddivise nella giornata corrispondente a 300-1800 mg di ascorbato di potassio
Controindicazioni
L’alto dosaggio di ascorbato di potassio può portare ad iperkaliemia, se si raggiungono i 18.000 mg al giorno.
Nota: l’utilizzo di questo prodotto non è da considerarsi una alternativa ai protocolli terapeutici convenzionali. Questo composto interviene sui meccanismi metabolici di base a livello cellulare, e pertanto non interagisce negativamente con i programmi terapeutici convenzionali.

Indicazioni:

MICO-COMPLEX è indicato in tutti i casi in cui vi sia un elevato stress ossidativo dell’organismo, come ad esempio in presenza di:

  • vita o lavoro in ambienti inquinati
  • alimentazione non equilibrata e ricca di cibi raffinati
  • elevato consumo di alcool e caffè
  • abitudine al fumo
  • eccessiva esposizione a radiazioni solari
  • intensa pratica sportiva
  • intensa attività mentale
  • condizioni di stress psico-fisico




PER AUMENTARE LA BIODISPONIBILITA' NELL'ASSUNZIONE DEI FUNGHI SI SUGGERISCE DI ASSUMERE CONTEMPORANEAMENTE ASCORBATO DI POTASSIO (MICO-COMPLEX)

Coprinus Freeland
Confezione da 100 capsule
Prezzo: € 65,00


Dimensioni. 3-6 cm, di forma ovale su un gambo alto e slanciato. Comune fungo commestibile che cresce a gruppi nei giardini, prati e boschi. Inizialmente bianco e successivamente più scuro: dal bordo si arrotola come una campana.


Il diabete tipo 2 o dell’adulto: Coprinus è il rimedio naturale principale, che può ridurre la glicemia alta e stabilizzarla.


Si consiglia l'assunzione di 1 capsula x 3/6 die.

È ricco in Vanadio, un minerale con effetto antidiabetico. L’effetto antidiabetico del fungo intero si esplica a più livelli: sensibilizzazione delle cellule all’azione dell’insulina, effetto ipoglicemizzante e protezione e rivitalizzazione delle cellule B-pancreatiche parte del corpo umano. Per questo motivo può essere utile sia nel diabete di tipo I che nel diabete di tipo Il.
Agisce come un vero e proprio antidiabetico orale, senza gli effetti collaterali degli ipoglicemizzanti farmacologici. In Medicina Tradizionale Cinese è stato ed è utilizzato per favorire la digestione e nel trattamento delle emorroidi. È utile anche nella stipsi e nel trattamento delle infezioni intestinali e nella gestione dello stress.

È ricco in vitamine e minerali, contiene tutti gli aminoacidi essenziali ed una elevata percentuale di proteine. Studi in vitro hanno evidenziato attività citotossica nei confronti di carcinomi e sarcomi.

Nel diabete a insorgenza nell’adulto (di tipo 2, non insulino- dipendente) il problema non è la scarsità di insulina, ma l’incapacità delle cellule di rispondervi. Perciò viene chiamato anche diabete insulino-resistente.
In questo caso il problema sorge con la tendenza di molte persone, invecchiando, a ingrassare (comunque sia, se non si ingrassa con l’avanzare degli anni non si riscontra un accresciuto rischio di questo tipo di diabete.

Le cellule adipose diventano meno “ricettive” all’insulina, che cerca di favorire altro immagazzinamento di grasso, e assorbono meno glucosio.” Queste cellule stracolme possono persino rilasciare ormoni che spingono altre cellule adipose e i muscoli a diventare anch’essi resistenti all’insulina.

Il corpo si mette nei guai per via di tutto quel glucosio e di quegli acidi grassi in circolo che danneggiano i vasi sanguigni. Ancora una volta, la mobilitazione costante di glucosio e acidi grassi nel sangue aumenta l’aterosclerosi. Nel 1990, circa il 15% degli statunitensi sopra i sessantacinque anni aveva questo tipo di diabete, percentuale all’epoca considerata una catastrofe sanitaria. Un decennio dopo si è verificato un ulteriore aumento del 33%, anche tra gli adulti di mezza età.
Questa malattia che una volta non esisteva ora colpisce all’incirca 300 milioni di persone in tutto il mondo, e l’anno scorso ha ucciso 200.000 statunitensi.


Maitake Freeland
Confezione da 100 capsule
Prezzo: € 65,00

Il Maitake o Grifola frondosa, è un fungo commestibile originario delle regioni settentrionali del Giappone e delle regioni orientali del Nord America.

E' reperibile da agosto a novembre come parassita e saprofita, specialmente sul castagno e su alberi morti o morenti a legno duro, ma anche su altre latifoglie.
Può raggiungere la grandezza di una testa di lattuga. Lo sviluppo di questo fungo è favorito da calore e umidità: spunta dopo i primi temporali in estate e fruttifica fino ad inizio autunno. Maitake corrisponde a due parole giapponesi:
Mai, che significa danza, e Take, che significa fungo.

Il nome è forse riferito al particolare valore attribuito da sempre a questo fungo, che, anticamente in Giappone, veniva venduto a peso d'argento, per la sua prelibatezza e per le sue proprietà medicinali. Chi lo trovava, danzava di gioia. Un'altra spiegazione del nome è che i vari componenti del corpo fruttifero si interfacciano tra di loro come farfalle danzanti. A parte queste considerazioni sul nome, il Maitake è da sempre stato utilizzato nella medicina tradizionale giapponese ed è anche oggi ritenuto un prezioso ed efficace tonico ed adattogeno, utile per la sua azione a livello immunitario e metabolico in particolare.
Da circa venti anni, il Maitake è oggetto di attenti studi da parte della comunità scientifica. Il suo alto contenuto in beta glucani giustifica i suoi importanti effetti immunologici. Esso infatti è uno dei funghi più usati nella terapia delle neoplasie sia per le sue proprietà di stimolo diretto sulla funzione dei macrofagi, che per la sua azione citotossica specifica nei confronti delle cellule neoplastiche, oltre che per la straordinaria assorbibilità dei sui principi attivi.
Il fungo è ampiamente usato anche in funzione preventiva per il suo effetto anti metastatico ed esercita comunque una intensa attività antineoplastica legata tra l'altro, all'inibizione della glicosilazione, un enzima detossificante vitale per la cellula.

Il blocco di questo enzima porta all'accumulo di Metylglyoxal che agisce come tossico letale sulle cellule neoplastiche.

Il Maitake contiene:

- ergosterolo sotto forma di pro Vitamina D2;
- varie vitamine del gruppo B;
- magnesio;
- calcio;
- potassio;
- acidi grassi insaturi;
- fosfatidilserina;
- vari Fosfolipidi;
- aminoacidi;

Il Maitake non contiene Vitamina A e C.

Quest'ultima vitamina è utilmente associata nelle terapie a base di questo fungo, perché ne aumenta assorbibilità ed attività terapeutica.

I ricercatori hanno estratto varie frazioni farmacologicamente attive da questo fungo. Si tratta in particolare di molecole denominate:

1. frazione D, rappresentata dal polisaccaride beta-1.6-glucano, ad azione specificatamente anti tumorale;
2. frazione SX, anch'essa un beta glucano, ad azione specificatamente anti diabetica o meglio di regolazione dei livelli glicemici;
3. frazione ES, ad azione anti ipertensiva.

Alcuni ricercatori americani si sono concentrati sullo studio degli effetti del Maitake sulla Sindrome Metabolica ed i risultati clinici sono ad oggi incoraggianti.
Queste ricerche sono particolarmente importanti perché la Sindrome Metabolica, un'entità patologica da poco individuata, è oggetto attualmente di grande attenzione da parte della comunità scientifica.
Essa è presente in quasi la metà degli individui sopra i 55 anni ed inoltre dati recenti dimostrano che la prevalenza di tale situazione patologica sta aumentando e colpisce soggetti sempre più giovani.
Questa sindrome, nelle società più avanzate, rappresenta quindi già oggi una vera e propria emergenza sanitaria: essa è infatti la premessa delle più gravi patologie degenerative che colpiscono la nostra popolazione, dal diabete al cancro, dalla demenza all'aterosclerosi. Sinteticamente, la sindrome metabolica è caratterizzata da:

- dislipidemia;
- ipertensione arteriosa;
- insulinoresistenza/intolleranza al glucosio/iperglicemia;
- adiposità androide, viscerale;
- iperuricemia.

Questa situazione clinica, raramente si manifesta nella sua forma completa, ad esempio obesità ed ipeuricemia sono meno frequenti, rispetto agli altri aspetti della sindrome. Andrà quindi valutato il singolo paziente ed organizzata una strategia terapeutica articolata in relazione alle manifestazioni cliniche ed alle evidenze laboratoristiche. La diagnosi può essere confermata quando esista il superamento di almeno 3 di questi parametri:

- circonferenza vita: = 102 cm nei maschi, = 88 cm nelle femmine;
- glicemia a digiuno: >110 mg/dl;
- ipertensione arteriosa: = 130/85 mm Hg;
- ipertrigliceridemia: = 150 mg/dl;
- ridotto colesterolo HDL: = 40 mg/dl nei maschi; = 50 mg/dl nelle femmine.

AZIONE IPOLIPEMIZZANTE ED ANTI OBESITA'
La somministrazione di Maitake, stando a recenti lavori scientifici soprattutto giapponesi e statunitensi, antagonizza l'incremento della lipemia in risposta agli eccessi dietetici e contrasta l'accumulo di lipidi a livello epatico in particolare e viscerale in generale.
L'effetto del fungo persiste a lungo e porta ad una stabilizzazione in particolare dei livelli di HDL che normalmente tendono a decrescere in caso di dieta ricca di grassi. Anche i livelli di trigliceridi vengono favorevolmente influenzati dall'assunzione del fungo. Gli studi sull'animale ma anche sui pazienti, attribuiscono al Maitake la capacità di contrastare l'aumento di peso e l'accumulo di grasso corporeo.

AZIONE SU LIVELLI GLICEMICI IN GENERALE E SUL DIABETE SENILE IN PARTICOLARE
Per quanto riguarda un altro degli aspetti della Sindrome Metabolica, almeno due importanti studi scientifici confermano anche l'uso già tradizionale del fungo Maitake nel diabete senile. Il meccanismo d'azione della frazione X del fungo è quello di attivare i recettori cellulari per l'insulina, contrastando quindi quella iposensibilità all'ormone pancreatico che condiziona l'espressione del diabete senile stesso.Sono recentemente emerse delle ulteriori interessanti proprietà del fungo che sembra utile anche in pazienti sofferenti di ipoglicemia e stanchezza. L'assunzione di Maitake è stata correla, in questi pazienti, con aumento di energia e diminuzione del desiderio di dolci. Il fungo ha quindi un effetto di stabilizzazione generale sul metabolismo glucidico.

AZIONE ANTI IPERTENSIVA
Tutta una serie di studi sull'animale da esperimento suggeriscono un importante effetto anti ipertensivo da parte del Maitake, attribuibile alla sua frazione ES. In particolare una dieta supplementata con questo fungo ha effetto di prevenire lo sviluppo di ipertensione arteriosa nell'animale predisposto.
L'azione del fungo si manifesta anche nell'animale già affetto dalla patologia ed antagonizza gli effetti degenerativi, istologicamente documentabili, quali la necrosi della muscolatura vasale. Dati sperimentali parrebbero dimostrare un'influenza del fungo sul sistema Renina-Angiotensina.

CONCLUSIONI
Il Maitake o Grifola frondosa è indubbiamente uno dei più interessanti, studiati ed efficaci funghi terapeutici, tramandatoci dalla millenaria tradizione della medicina giapponese ma verificato, nella sua efficacia, con rigore e scientificità moderni. Si è molto, in questi anni, focalizzata l'attenzione sugli effetti anti neoplastici, anti metastatici ed anti virali, di questo fungo, forse non evidenziando sufficientemente le sue straordinarie proprietà in ambito metabolico. E' ormai appurato che questo fungo terapeutico può favorevolmente influenzare almeno quattro parametri clinici importanti per la prevenzione cardiovascolare, tutti coinvolti anche nella genesi della correlata sindrome metabolica. Tali parametri sono: il livello glicemico, il tasso di colesterolo, il peso corporeo e la pressione sistolica.
La modalità di impiego più pratica ed efficace del fungo, nella sindrome metaboliche e nelle patologie ad essa correlate, è quella delle capsule contenenti la polvere del
fungo intero, ovvero della sostanza naturale contenente tutte le frazioni biochimiche farmacologicamente attive. Il dosaggio usuale è di 300mg, ovvero 1 capsula, durante ognuno dei 3 pasti, nei casi di sindrome metabolica conclamata.

Per constatare effetti sui parametri laboratoristici, il fungo deve essere assunto per almeno tre mesi. La posologia deve essere almeno raddoppiata in caso di patologie neoplastiche e ridotta ad 1 capsula durante i pasti principali, nella prevenzione degli effetti di eccessi di libagioni (fonte: Dott. Ivo Bianchi in naturopatia.it).

RIASSUNTO DELE POSSIBILI INDICAZIONI CLINICHE secondo la MICOTERAPIA "I funghi medicinali nella pratica clinica" del Dott. Ivo Bianchi - Maitake, Grifola frondosa-

  • Sindrome metabolica
  • Diabete Tipo 2
  • Obesità
  • Ipertensione Arteriosa
  • Ipertrigliceridemia
  • Supporto Oncologico con Tendenza metastatica epatica ossea
  • Osteoporosi
  • Cistiti ricorrenti



MAITAKE GRIFOLA FRONDOSA
Confezione da 180 capsule
Prezzo: € 65,00


Maitake significa propriamente "fungo danzante" e si chiama così probabilmente per la sua forma. Maitake è il nome giapponese del fungo, che in Germania ha anche il nome di "gallinella dei boschi" o scientificamente grifola frondosa. I giapponesi apprezzano l'azione medicinale del Maitake da secoli.

La somministrazione dell’estratto di Maitake ha evidenziato
effetti ipoglicemizzanti, correttivi dell’ipertensione e dell’ipertrighceridemia. E molto utile quindi nel trattamento della sindrome metabolica. Favorisce l’eliminazione degli acidi biliari e dei trigliceridi attraverso le feci.

Agisce come regolatore naturale del metabolismo lipidico evitando l’accumulo di grassi a livello epatico, per cui é molto utile nel trattamento della steatosi epatica.
Riduce I ‘ipercolesterolemia mantenendo costanti i valori di HDL. All’inizio dell’assunzione può essere notato un aumento di colesterolo e trigliceridi circolanti, effetto legato alla mobilizzazione di queste molecole. Determina una riduzione della pressione sistolica attraverso un’azione sul sistema renina-angiotensina.

Contrasta l’aumenta di peso. Ha una spiccata attività antidiabetica (diabete 2 non insulino-dipendente) che si esplica attraverso un innalzamento della sensibilità dei recettori cellulari dell’insulina; favorisce anche un aumento del numero dei recettori per l’insulina aumentando la capacità dell’organismo di riconoscere e metabolizzare il glucosio.

Conosciuto per i suoi effetti di immunostimolazione attribuiti alla frazione D-polisaccaridica, se somministrato oralmente aumenta l’attività macrofagica, il numero e l’efficacia delle cellule Natural Killer e dei linfociti T citotossici.



PER AUMENTARE LA BIODISPONIBILITA' NELL'ASSUNZIONE DEI FUNGHI SI SUGGERISCE DI ASSUMERE CONTEMPORANEAMENTE ASCORBATO DI POTASSIO (MICO-COMPLEX)


ABM (Agaricus Blazei Murril) Freeland
Confezione da 100 capsule
Prezzo: € 65,00

Fungo proveniente dalle regioni montagnose della Mata Atlantica do sul dello stato di So Paulo, nella città di Piedade (Colauto et al., 2002). Negli anni 60, epidemiologi giapponesi studiando la popolazione nativa di Piedade, notarono che il tasso di malattie in questa regione era estremamente basso e lo correlarono al consumo regolare, nella dieta, di questo fungo identificato appunto nel 1972 come Agaricus blazei Murrill.
Esperimenti di seguito condotti in Giappone sul topo verificarono che questo fungo determinava una attivazione significativa del sistema immunitario superiore a quella attribuita a Shiitake, Maitake, Reishi ed altri funghi “medicinali”.

A questo fungo sono state attribuite attività di prevenzione delle malattie neoplastiche, diabete, iperlipidemia, aterosclerosi, epatite cronica, Diabete tipo i e 2.

Agaricus Blazei Murrill si comporta come una spugna,
nel tratto intestinale assorbe elementi patogeni e cellule di scarto che elimina dal corpo per mezzo delle feci. Questo comportamento come specie di coltivazione biologica è di vitale importanza per l’alta capacità di agire come bioaccumulatore di tossine e di metalli pesanti e quindi diventa molto utile nelle terapie chelanti.

Componenti:
Gli enzimi in esso contenuti tra cui il superossidodismutasi (SOD), Glutatione per ossidasi e catalasi, contribuiscono ad aumentare l’energia, a combattere l’infiammazione e a potenziare l’effetto antiossidante. L’Agaricus Blazei Murrill ha dimostrato di possedere "
un’attività antimutagenica, battericida e antiangiogenica, e di essere un potente stimolante del sistema immunitario nel promuovere i meccanfsmi di difesa naturale per combattere un’ampia gamma di agenti contagiosi” (Dr. Takashi Mizuno).

I ß-D-glucani, polisaccaridi idrosolubili, intervengono nella stimolazione del sistema immunitario.

Vitamine: è ricco di vitamine dei gruppi B; B1, B2 ed ergosterolo (provitamina D) che partecipano a numerosi processi metabolici, specialmente in quelli connessi al metabolismo dei carboidrati e dei grassi.
Amminoacidi liberi: presenta una grande quantità di glutammina, alanina, treonina, acido aspartico, valina, lisina ed arginina.
Acidi organici: possiede un’alta concentrazione di acido malico e concentrazioni minori di acido piroglutammico, acido fumalico e acido succinico.
Altri componenti: lectina ed enzimi (cellulosa, emicellulosa, chitina, amilasi, pectinasi, fenol ossidasi, lactasi, tirosinasi e perossidasi) dei quali si sfrutta il carattere ossidante con fini germicidi e battericidi.
Composti antiangiogenici (piroglutammato di sodio A-1 e A-2).

RIASSUNTO DELE POSSIBILI INDICAZIONI CLINICHE secondo la MICOTERAPIA "I funghi medicinali nella pratica clinica" del Dott. Ivo Bianchi - Agaricus blazei Murrill, ABM-

  • Deficit immunoloqico
  • Autoimmunità
  • Supporto Oncoloqico per tumori solidi e Ascite
  • Diabeti di tipo l e ll
  • Invecchiamento prematuro o fisiologico
  • Intossicazioni da metalli pesanti
  • Allergia pollini
  • Danni cancerogeni e mutageni




Mico-Rei (Reishi)

Tropismo del fungo: Tessuto connettivo, Sistema cardiovascolare, Sistema nervoso


Confezione da 70 capsule
Prezzo: € 65,00


Il supporto ideale a partire dai 30 anni, é chiamato in Oriente “fungo dell’immortalità”, è considerato la migliore scelta per uno stimolo generale dell’organismo soprattutto come sostegno anti-aging. In TCM è utilizato come tonico per aumentare la logevità, calma la mente e tonifica il fisico. Permette una migliore gestione dello stress, dell’ansia ed è utile nei casi di insonnia. Prevenzione di allergie primaverile.
Reishi, (Ganoderma lucidum), è un fungo coltivato in modo biologico su legno. Da questo fungo si ottiene un estratto acquoso naturale mediante processi biotecnologici non snaturanti, che ne preservano le proprietà biologiche naturali.




Il Ganoderma lucidum è un fungo considerato non commestibile per il suo sapore amaro e la consistenza legnosa, di colore dal rosso al nero, dal caratteristico aspetto lucido, da cui il nome. Esistono notizie documentate del suo impiego in Cina vari secoli prima della nascita di Cristo.
E' un fungo adattogeno in grado di esercitare uno stimolo generale dell’organismo ed un sostegno
antisenescenza; è annoverato tra le 10 sostanze terapeutiche naturali più efficaci.


Componenti:

Ricchissimo di molecole bioattive: polisaccaridi, peptidoglicani ed eteropolisaccaridi Triterpeni (acidi ganoderici classificati dalla A-Z) con attività histamine-like (A, C e D), epatoprotettiva (R), antiipertensiva (B,D,F,N,K,S,Y), ipocolesterolemica (MF), ACE-inibitore (ganoderolo B) e antiaggregante (S).
Sali minerali Ferro, Zinco, Manganese, Magnesio, Potassio, Germanio, Calcio Vitamine del gruppo B (in particolare Vit. B9) 17 aminoacidi tra cui tutti gli essenziali. Steroli e sostanze cortison-like. Adenosina e guanosina con effetto antiaggregante piastrinico, miorilassante (muscolo scheletrico) e sedativo del SNC.

I triterpeni sono i principali responsabili delle proprietà adattogene del fungo, mentre il Germanio presente in elevata concentrazione nel Reishi esercita azione ossigenante, effetti antalgici e stimola la produzione di interferone.

Mico-Rei ha una
azione antiallergica, antistaminica ed antiinfiammatoria, antiaging. Data la sua azione di sedazione del SNC, il Mico-Rei sarà il fungo di prima scelta anche nei casi di ansia ed insonnia.
Il Reishi esercita unazione di
tonificazione su cuore e sistema cardiovascolare. Direttamente come ritmogeno per il cuore e come effetto ACE inibitore sull’ipertensione; indirettamente agendo come antiaggregante piastrinico e ipncolesterolemizzante.

Questo fungo ha forti proprietà
antiallergiche e antiinfiammatorie grazie alla modulazione del sistema inimunitario ed alla presenza di sostanze con azione cortisonica ed antistaminica. L‘assunzione di Reishi determina un netto aumento della risposta immune in pazienti imnunodepressi e neoplastici e una migliore gestione degli effetti collaterali di chemio e radioterapia, lavora molto bene in prevenzione, in particolare per le infezioni virali ed esercita una spiccata azione antiossidante proteggendo le strutture cellulari dai danni ossidativi.

Effetti collaterali:
inizialmente si può presentare uno scompenso nei livelli di glucosio, che generalmente si normalizza dopo una settimana (vedere precauzioni).
Precauzioni: quando è prescritto a pazienti con diabete, il medico dovrà controllare la glicemia per regolare, se necessario, la dosi di insulina o degli antidiabetici orali. In caso di perdite di sangue non soninninistrare Mico-Rei poichè agisce come antiaggregante piastrinico.

Aspetti tecnici:
le capsule Mico-Rei di MICOSALUD contengono 390 mg di estratto puro di Ganoderma lucido al 30% da coltivazione Biologica e 60 mg di Vitamina C (80% CDR) Triterpeni: 2,5%
Valore energetico: 0,12 Kcal Proteine: 23,0% - Grassi: 2,1% - Polisaccaridi: 33,0% dei guali ß-D- glucani: 24,6% Fibre: 7,2%

RIASSUNTO DELE POSSIBILI INDICAZIONI CLINICHE secondo la MICOTERAPIA
"I funghi medicinali nella pratica clinica" del Dott. Ivo Bianchi - Reishi, Ganoderma Iucidum -

  • Potente Sostegno Immunomodulante
  • Iperuricemia
  • Riequilibratore Organico
  • Affezioni respiratorie in genere
  • Bronchiti
  • Aritmie cardiache
  • Asma
  • Artrosi
  • Artrite reumatoide
  • Autoimmunità
  • Allergie
  • Tiroiditi
  • Supporto oncoloqico Carcinoma Prostatico -Polmonare - Leucemia mieloide acuta
  • Lupus eritametoso sistemico
  • Insonnia
  • Stanchezza
  • Invecchiamento prematuro
  • Mononucleosi infettiva
  • Vertigini
  • Epatite A,B
  • Fibromalgie



Reishi Freeland
Confezione da 100 capsule
Prezzo: € 65,00


Lo splendido poliporo laccato (Ganoderma lucidum) cresce spontaneamente anche in Germania. In Cina è chiamato Ling Zhi e in Giappone Reishi. La storia di questo affascinante fungo risale a circa 4.000 anni fa!
Sono soprattutto 2 gruppi di sostanze presenti nel reishi che lo rendono così straordinariamente interessante. Si tratta di polisaccaridi, come il
triterpene, per i quali sono stati riscontrati numerosissimi meccanismi d’effetto estremamente positivi. Inoltre, nel reishi vi è anche una densità di sostanze bioattive elevata e ottimale per l’organismo umano: calcio, zinco, manganese, ferro, rame e germanio sono presenti in abbondanti quantità!

E’ considerato una tra le 10 sostanze dal punto di vista terapeutico tra le più efficaci, in oriente viene considerato il Fungo dell’immortalità, il suo uso è antichissimo in oriente, è un grande stimolante e valido antinvecchiamento.

Viene coltivato e poi utilizzato in polvere, in capsule, in estratti, decotti e agisce come regolatore dell’organismo, previene patologie epatiche, ipertensione, problemi vascolari, trombosi, allergie e molto altro.

Le proprietà curative del fungo sono collegate alla presenza di polisaccaridi e glicoproteine che hanno un’importante azione immunomodulante, ed alla prevenzione messa in atto da enzimi che combattono lo stress ossidativo e la detossicazione cellulare (SOD, laccasi).

Efficace, con risultati di guarigione in 2 settimane, sul 90 % di pazienti affetti da bronchite cronica. Risolve rapidamente sintomatologie allergiche grazie alla sua azione mediatrice sulla produzione di istamina ed alla modulazione del sistema immunitario.
Ha un’azione antiipertensiva grazie all’attivazione di un meccanismo ACE inibitore che, peraltro, non ha gli effetti collaterali dei farmaci chimici.
Esplica una
fortissima attività epatoprotettrice che lo rende adatto ad associare la chemioterapia come supporto disintossicante.
La sua azione diviene importante per curare:
Stanchezza, Invecchiamento precoce, Problemi cardiovascolari, Allergie, Problemi del sistema respiratorio, Statosi epatica, Tossicosi, ecc.

Proprietà medicinali:
Antiinfiammatoria, antitumorale, antivirale (es. anti-HIV), antibatterica, regolatore della pressione sanguigna, cardiotonico, immunomodulatore, antidiabetico, tonico per i reni, neurotonico, epatoprottettore, efficace nella cura della bronchite cronica e nell’insonnia.
Per secoli questo fungo è stato riportato da libri di medicina cinese e giapponese come fungo che rinvigorisce la salute e aumenta la longevità. Le guide dell’ Himalaia utilizzavano questo fungo per combattere la sindrome dell’ altitudine e gli indiani Maya preparavano gli infusi di corpo fruttifero di questo fungo per combattere le malattie infettive.






...le foreste forniscono i rimedi che ci guariscono,

le piante secernono delle sostanze che il nostro corpo riconosce,

le nostre cellule parlano la stessa lingua,

apparteniamo alla stessa famiglia....


DIACARE

Confezione da 60 compresse.
Prezzo: € 19.00


Per un controllo naturale del diabete di tipo alimentare sono indispensabili una corretta attività fisica ed una adeguata alimentazione.
Il prodotto
Diacare aiuta a migliorare il metabolismo influendo positivamente sulla glicemia. Può agire come ipoglicemizzante intervenendo nei processi di ossidazione del metabolismo del glucosio e può rallentare la glicolisi.

La
Gymnema slivestre, tradizionalmente conosciuta in India come “madhuvardhini” o “distruttrice dello zucchero”, aiuta a diminuire la bramosia di zucchero limitandone l’assunzione.
L’Eugenia jamboiana ha proprietà diuretiche ipoglicemizzanti e contribuisce a diminuire la quantità di zuccheri nelle urine.

Pterocarpus marsupium favorisce la funzione deile cellule Beta ed aiuta a regolare il livello di zucchero nel sangue.
Le erbe di questo composto svolgono un’azione protettiva su vene e capillari.
Diacare aiuta a controllare l’iperglicemia e protegge gli organi vitali senza alcun effetto collaterale.

Istruzioni per l’uso: si consiglia di assumere 2 capsule due volte al giorno preferibilmente a stomaco vuoto.

Precauzioni:
come per molti altri prodotti, nei quali sono presenti componenti di origine vegetale, potrebbero proporsi manifestazioni allergiche assolutamente soggettive, al comparire delle quali è evidentemente necessario sospendere l’assunzione del prodotto.


Ingredienti: Amalaki (Phyllantus emblica), gelatina alimentare, Eugenia (Eugenia chequen), Gimnema (Gymnema silvestre), Momordica charantia, gomma arabica (Acacia arabica), curcuma (Curcuma longa), Pterocarpus marsupium, fico (Ficus carica), Fieno greco (Trigoneiiafoenum-graecum).

Vedi anche la pagina Ayurveda




NOPAL Succo di Nopal 1000ml
Prezzo: € 58,00

Il
Nopal è una varietà di cactus, chiamato anche cactus da fichi, che in Europa è ancora poco conosciuto. Appartiene alla famiglia delle Opuntie e si trova in un’area che va dal Canada all’Argentina attraverso il Messico, la terra che ne conosce la più grande varietà.

DOSAGGIO CONSIGLIATO 1 cucchiaio o tappino 3 volte al giorno prima dei pasti

Per l’impiego terapeutico naturale, si distinguono soprattutto l’Opuntia Streptacantha e l’Opuntia Ficus Indica. Già gli
Aztechi si erano serviti del potere curativo del Nopal e negli ultimi anni molteplici studi ne hanno analizzato i principi attivi e indagato le proprietà terapeutiche.

In Messico il Nopal viene impiegato addirittura come verdura da insalata, oltre che come alimento di natura medicinale.

Il Nopal contiene in grandi quantità potassio e calcio, magnesio e silicio, ma anche ferro, sodio, arginina, istidina, lisina e manganese.

La parte costituita da carboidrati è di circa il 10% e si compone sia di mono che di polisaccaridi.
Il Nopal è ricco anche di fibre e contiene pochi grassi. Notevole è anche il contenuto di vitamine: A, Bl, B2, B3 e soprattutto C.

La sua ricchezza nutrizionale gli consente un raggio d’azione è molto ampio. Sostiene la terapia nelle malattie delle vie respiratorie dissolvendo il muco e lenendo le infiammazioni, protegge la mucosa gastrica, favorisce la digestione e sostiene l’organismo durante le diete ipocaloriche.

Coadiuva la riduzione del peso e la normalizzazione del profilo lipidico (colesterolo e trigliceridi) e della pressione sanguigna.

L’alto contenuto di vitamina C rinforza le difese dell’organismo e previene le malattie cardiache e coronariche. La sua azione di regolarizzazione e di
stabilizzazione della glicemia, grazie al contenuto di fibre, vitamina C, pectina e Glucosio 6-P deidrogenasi, sostiene le terapie di supporto del diabete di tipo I e II, dove coadiuva l’attivazione delle funzioni ghiandolari.

La regolare assunzione dei fiori del Nopal influisce positivamente sulla funzione della vescica e della prostata grazie all’elevato contenuto di flavonoidi e beta-sitosterina. Risulta quindi utile la sua assunzione nell’ipertrofia prostatica benigna dove studi clinici hanno dimostrato una notevole riduzione della sintomatologia.


BIBLIOGRAFIA

1. AC Frati, BE Gordillo, P Altamirano, CR Ariza, R Cortes-Franco, A Chavez-Negrete, and 5 Islas-Andrade Influence of nopal intake upon fasting g]ycemia in type Il diabetics and healthy subjects. Arch lnvest Med (Mex), Jan 1991; 220): 51-6.
2. AC Frati-Munari, JA Fernandez-Harp, 1-I de la Riva, R Ariza-Andraca, and M del Carmen Torres. Effects ofnopal (Opuntia sp.) on serum lipids, glycernia and body weight. Arch lnvest Mcd (Mcx), Apr 1983; 14(2): 117-25
3. AC Frati-Munari, JA Femandez-Harp, M Banales-Ham, and CR Ariza-Andraca. Decreased blood glucose and insulin by nopal (Opuntia sp). Arch Invest Med (Mcx), Jan 1983; 14(3): 269-74.
4. Laura Shane-McWhorter. Biological Complementary Therapies: A Focus on Botanica! Products in Diabetes. Diabetes Spectr, Oct 2001; 14: 199.
5. Gloria Y. Yeh, David M. Eisenberg, Ted J. Kaptchuk, and Russell 5. Phillips. Systematic Review of Herbs and Dietary Supplements for Glycernic Contro! in Diabetes. Diabetes Care, Apr 2003; 26: 1277.






OLIFE è uno dei pochi integratori alimentari che può indicare in etichetta le caratteristiche curative delle foglie d’olivo: “Metabolismo dei lipidi e dei carboidrati. Normale circolazione del sangue. Regolarità della pressione arteriosa. “Antiossidante” perché nella Farmacopea ufficiale Italiana, l’olivo Foglie fa parte dell’Elenco delle Piante Ammesse del Ministero della Salute.


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NATURAL VITA D3 è un recente lancio di Solgar Italia Multinutrient SpA.

E' un un integratore che fornisce
10 mcg di vitamina D3 naturale (400UI), ottenuta a partire da olio di fegato di pesce.
Un dosaggio adatto a tutte le età, per il benessere dell'organismo dal bambino all'anziano.

Difficilmente si soddisfa il fabbisogno di vitamina D: i soggetti non esposti a luce solare in modo sufficiente, ad esempio per ragioni geografiche o perché permangono in ambienti chiusi per lunghi periodi di tempo, o che utilizzano creme solari ad elevato fattore protettivo, hanno bisogno di ricevere un'integrazione alimentare di vitamina D. Tra le diverse forme biochimiche di vitamina D presenti sul mercato, la vitamina D3 è la forma maggiormente attiva e perciò quella da preferire per integrare questo prezioso nutriente.

La vitamina D è nota come la "vitamina del sole" in quanto direttamente sintetizzata dalla pelle in seguito ad esposizione solare. Questa vitamina è necessaria per l'assorbimento e l'utilizzazione di fosforo e calcio: tale suo ruolo fisiologico la rende fondamentale per la crescita , lo sviluppo e il mantenimento delle ossa e dei denti nei bambini e negli adulti.

Carenze di vitamina D determinano infatti un maggior rischio di problematiche ossee e articolari: l'assunzione di vitamina D ha evidenziato in numerosi studi scientifici la capacità di contrastare la degradazione della cartilagine. Nell'anziano è frequente la carenza di vitamina D perché la produzione cutanea si riduce con l'età.

La vitamina D è inoltre un ottimo supporto per le difese immunitarie e recentemente sono stati pubblicati numerosi studi che mettono in rilievo una serie di favorevoli risultati nelle
allergie e nelle patologie atopiche.

Vitamina D e diabete
Un incremento dell'apporto di vitamina D contrasta il rischio di insorgenza del diabete di tipo 2 secondo i risultati uno studio prospettico effettuato dai ricercatori dell'University Hospital Carlos Haya di Malaga. Lo studio ha coinvolto 1226 persone, 961 delle quali hanno terminato il percorso. E' stato misurato il livello sanguigno della vitamina D e la tolleranza al glucosio all'inizio (1996-1998), durante (2002-2004) e al termine (2005-2007) dello studio.

I soggetti coinvolti appartenevano a una popolazione del sud Europa, con dieta mediterranea e particolarmente esposti al beneficio dell'irraggiamento solare, importante per la sintesi di vitamina D.

Il rischio di sviluppare diabete è risultato significativamente inferiore nei soggetti con livelli maggiori di vitamina D (tassi ematici > 18,5 ng/ml di hydroxyvitamin D): 12.4% vs 4.7% nei soggetti con tassi di hydroxyvitamin D >18.5 ng/mL. Non è stato registrato alcun caso di diabete nei soggetti che avevano tassi ematici > 30 ng/ml di hydroxyvitamin D.

Oltre a contrastare l'insorgenza del diabete, un adeguato apporto di vitamina D influenza anche la funzione delle cellule beta del pancreas, deputate al controllo e produzione dell'insulina.

Bibliografia: González-Molero I et al. 'Vitamin D and incidence of diabetes: A prospective cohort study' Clin Nutr. 2011 Dec 26.



Natural Vita D3 - Solgar - 100 perle
Vitamina D naturale da olio di fegato di pesce
400 UI (10 mcg) per perla.
Prezzo: € 12,00

Integratore alimentare a base di vitamina D naturale (vitamina D3 estratta da olio di fegato di pesce.

La vitamina D è necessaria per la crescita, lo sviluppo e il mantenimento delle ossa e dei denti nei bambini e negli adulti. Nella sua forma più attiva la vitamina D agisce in sinergia con il calcio per il controllo della formazione dell'osso.
La vitamina D è importante anche come supporto alla cartilagine.
Studi volti a determinare il ruolo della vitamina D nell'osteoartrite hanno evidenziato che essa contrasta la degradazione della cartilagine.

La vitamina D è un potente immunostimolante. Evidenze preliminari indicano che la carenza di vitamina D possa essere correlata ad un incremento dell'incidenza di influenza.

Modo d'utilizzo:
Deglutire 1 perla al giorno, con acqua, preferibilmente al pasto.
Cautele d'utilizzo:
La vitamina D non dovrebbe essere assunta in associazione alla digitale (per il rischio di aritmia), a diuretici tiazidici (per il rischio di ipercalcemia) o calcitonina (la vitamina D potrebbe ridurre l’effetto del farmaco).





RES AGE LONG LIFE
Da RE.NA.CO. un integratore con
resveratrolo* clinicamente testato
30 cps Prezzo € 27,00

Res Age di RE.NA.CO è un innovativo integratore alimentare a base di resveratrolo clinicamente testato per la prevenzione dei disturbi legati all’invecchiamento.

La sorgente principale del resveratrolo è la Vitis vinifera, la vite comune, che ne può contenere dai 0.6 ai 0.8mg/ml. Tuttavia il resveratrolo si può trovare anche in arachidi, eucalipto e more (frutti di bosco in generale).

Componenti:
Vitis Vinifera 120 mg
Resveratrolo* 100 mg (25% glucosio-3-cyanidina)
Riso Nero 20 mg

I suoi campi di utilizzo sono molteplici.
La molecola si rivela infatti valida nel sostenere la memoria, contribuire a mantenere il peso corporeo ottimale e contrastare il senso di fatica che il processo di invecchiamento comporta.
ResAge è stato formulato con un dosaggio di resveratrolo clinicamente significativo in una formulazione che ne mantiene e valorizza le proprietà.


Il resveratrolo è un polifenolo, una molecola con funzioni antiossidanti presente nell'uva e nel vino rosso, bevanda non a caso “osannata” più volte per i suoi effetti positivi sulla salute se bevuta in modiche quantità. La sostanza deve la sua fama proprio agli studi di Sinclair, il quale lo ha scoperto dotato di poteri “allunga-vita” nei topi e in altri animali. Ma il resveratrolo potrebbe fare di più che "semplicemente" spostare il nostro “calendario”, potrebbe infatti aiutare ad invecchiare in salute proteggendo dalle malattie.

Proprio Sinclair in uno dei suoi tanti studi pubblicato sulla rivista Nature lo scorso anno aveva dimostrato che la molecola protegge dai rischi per la salute legati all' obesità: pur non aiutando a perdere peso, il resveratrolo è risultato capace di contrastare le conseguenze dell'obesità in topolini ipernutriti con una dieta ricca di grassi. Di fatto rende la fisiologia del corpo dei topolini grassi molto simile a quella di topolini di peso normale, insomma il resveratrolo protegge gli animali dalle disastrose conseguenze del sovrappeso.

Il nuovo studio pubblicato da Sinclair insieme con Rafael de Cabo dell'Istituto Federale di Ricerca sull'Invecchiamento (National Institute on Aging) mostra altri poteri protettivi del resveratrolo. Gli scienziati hanno osservato a lungo lo stato di salute di topolini di mezza età (con un'età comparabile ai nostri 40 anni) nutrendoli o con una dieta eccessivamente calorica o con una dieta sana. Ad alcuni dei topolini gli scienziati hanno aggiunto una dose giornaliera di resveratrolo. E' emerso intanto che i topolini ipernutriti che assumono resveratrolo riescono a vivere più a lungo dei 'compagni' ipernutriti cui non è somministrata la molecola. Poi Sinclair ha visto che, indipendentemente da eventuali effetti 'allunga-vita', i topolini che prendevano resveratrolo erano protetti da molte malattie legate all'età: dalla cataratta alle malattie cardiovascolari, inoltre il resveratrolo riduce il colesterolo, protegge la salute delle arterie, rafforza le ossa e preserva equilibrio e coordinazione motoria.

Insomma, anche se tutti questi effetti benefici sono stati riscontrati finora solo su topolini, il resveratrolo potrebbe davvero divenire la base per un farmaco che ci permetta di invecchiare in salute al riparo dalle malattie che tipicamente insorgono con gli anni, soprattutto se non si osservano stili di vita corretti o si è in sovrappeso.

Resveratrolo migliora la sensibilità all’insulina

I ricercatori del dipartimento di medicina dell'Università di Pécs, in Ungheria hanno valutato se Resveratrolo possa migliorare la sensibilità all'insulina. La ricerca ha analizzato se l'utilizzo di integratori a base di Resveratrolo, conosciuto per le sue proprietà antiossidanti e protettive sul sistema cardiovascolare, possa risultare utile nella regolarizzazione glicemica nei soggetti diabetici.

Lo studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, ha coinvolto 19 pazienti con diabete di tipo 2, che sono stati trattati per 4 settimane con 5 mg di Resveratrolo 2 volte al giorno o con placebo. La seconda e la quarta settimana sono stati misurati la resistenza/sensibilità all'insulina e lo stress ossidativo.
Al termine dello studio si è potuto evidenziare come nei pazienti trattati con Resveratrolo sia diminuita significativamente l'insulino-resistenza e lo stress ossidativo.

Questo innovativo studio ha dimostrato per la prima volta che il Resveratrolo migliora la sensibilità all'insulina nell'uomo, probabilmente grazie alla riduzione dello stress ossidativo che migliora l'efficienza del segnale insulinico.

Bibliografia: Wittmann I. et al, Resveratrol improves insulin sensitivity, reduces oxidative stress and activates the Akt pathway in type 2 diabetic patients. Br J Nutr. 2011 Aug;106(3):383-9

RESVERATROLO, PATRIMONIO GENETICO, LONGEVITA' E QUALITA' DELLA VITA


Negli ultimi decenni sono state fatte tre importanti scoperte sui fattori che regolano la durata della nostra vita:
1) la restrizione calorica ha un effetto antinvecchiamento sull'uomo e sugli animali: gli animali obesi tendono a vivere meno mentre quelli mantenuti a dieta ipocalorica tendono a vivere più di quanto dovrebbero;
2) il nostro metabolismo oltre a produrre energia produce delle "scorie" sotto forma di radicali liberi che finiscono con il danneggiare la cellula e le sue strutture;
3) nell'ultimo decennio gli scienziati hanno individuato una serie di geni le cui mutazioni possono prolungare la vita.


In particolare recentemente Leonard Guarente al MIT di Boston ha individuato un
gruppo di geni denominati "SIR", attivati da un regime di restrizione calorica, che provocano un prolungamento della vita. Nel 2003 David Sinclair uno scienziato dell'Harvard University ha scoperto che tali geni possono essere attivati anche dal resveratrolo, una molecole normalmente contenuta nel vino rosso e negli acini d'uva. La scoperta di questo nuovo meccanismo d'azione ha aumentato in maniera rilevante l'importanza del resveratrolo ( e di conseguenza di altri polifenoli) fino ad oggi considerati dei semplici antiossidanti come molte altre molecole naturali.

Nel 1933, Mc Cay e collaboratori, scoprirono come la restrizione calorica ha l'effetto di prolungare la vita degli animali da esperimento.
Solo nel 2003 però Leonard Guarente e Jana Koubova (2003) prima e David Sinclair (2005) dopo fecero chiarezza sul meccanismo fisiologico alla base di un tale effetto.
La restrizione calorica attiverebbe una gruppo di geni denominati SIR, che regolerebbero la durata della vita in diverse specie di animali.
I geni SIR, presenti in molte specie viventi, regolerebbero la produzione di particolari enzimi denominati SIRT 1 e SIRT 2. E' dimostrato che i geni SIRT 2 una volta attivati ritardano l'apoptosi e favoriscono i meccanismi di riparazione cellulare nei lieviti mentre gli enzimi SIRT 1, presenti nei mammiferi, inibiscono l'aterosclerosi, l'insorgere di neoplasie e la neurodegenrazione e ritardano l'apoptosi e quindi la morte cellulare. La restrizione calorica, cioè la scarsità di cibo, provocherebbe una aumentata espressione degli enzimi SIRT 1, che influenzano direttamente l'immagazzinamento dei grassi e il metabolismo dei glucidi. L'attivazione degli enzimi SIRT 1 implica un aumento della biogenesi dei mitocondri cui corrisponde un aumento del metabolismo energetico.

La presenza di questi geni nel nostro corredo genetico solleva un problema molto chiaro:
quale è la loro funzione?
Da questa premessa nasce la cosiddetta ipotesi dell' "ormesi". La restrizione calorica, condizione sperimentata più volte nella storia dell'umanità in epoca di carestie, soprattutto prima dell'avvento dell'agricoltura, è una condizione stressante che provoca una risposta di sopravvivenza per superare le avversità: il metabolismo viene alterato e le difese dell'organismo vengono aumentate. Il comportamento sessuale viene ridotto in quanto in epoca di carestia la sopravvivenza dei nuovi nati è più precaria mentre grazie all'attivazione degli enzimi SIRT 1 viene prolungata la vita dell'individuo.

Grazie alla stimolazione degli enzimi SIRT 1 il nostro organismo diventa più resistente alla restrizione di nitrogeno e di amminoacidi, di glucosio, allo stress osmotico e allo stress da caldo (Sinclair 2005). A livello cellulare viene migliorata la stabilità del DNA, aumentano i meccanismi di riparazione e difesa, il coordinamento della risposta allo stress, l'aumento di produzione di energia e in generale il prolungamento della sopravvivenza delle cellule.
In epoca di carestia però anche gli organismi vegetali subiscono uno stress dovuto al maggior attacco di insetti e altri animali per difendersi dai quali generalmente producono maggiori metabolici secondari (come il resveratrolo ad esempio).

L'attività SIRT 1 è aumentata nelle cellule grasse dopo una limitazione di cibo provocando la mobilizzazione delle riserve di grasso dalle cellule al flusso sanguigno per la loro conversione in energia negli altri tessuti. Se ad un animale viene somministrato un attivatore degli enzimi SIRT egli non aumenterà di peso dopo una dieta ad alto contenuto in grassi. Tra oltre 20.000 sostanze testate come attivatore degli enzimi SIRT il resveratrolo e 18 altri polifenoli dell'uva sono risultati i più attivi.

Queste sostanze sono risultate:

  • Le prime sostanze in grado di estendere la lunghezza della vita in diverse specie;
  • In grado di proteggere le cellule dell'organismo dallo stress ossidativo e dalle radiazioni gamma;
  • Capaci di sopprimere i fattori infiammatori N FK-B, COX-1 e -2, PI3 chinasi;
  • Esercitare un'azione neuroprotettiva contro i ROS;
  • Aumentare il metabolismo del glucosio e l'utilizzazione dell'insulina.


RESVERATROLO


Il resveratrolo è una piccola molecola presente nel vino rosso e ottenuta da una varietà di piante sotto stress.

La
somministrazione di 100mg e 400mg di resveratrolo al giorno è chiaramente in grado di allungare la vita dei ratti da esperimento se paragonata a un gruppo controllo che assumeva solo placebo. Mentre i ratti alimentati con questa sostanza presentavano un allungamento della vita del 59%, una attività fisica alla 90 settimana quattro volte maggiore ed un cervello più giovane con una memoria più grande (Valenzano etal 2006)


Il resveratrolo riduce il peso ed il grasso nei modelli animali (ratti) con obesità indotta da una dieta ricca in grassi saturi: se paragoniamo il fegato di ratti alimentati con una dieta a basso contenuto di grassi per 18 mesi con quello di ratti alimentati con una tipica dieta occidentale e quella di ratti che assumono la dieta occidentale + resveratrolo possiamo osservare come il fegato di quest'ultimi sia paragonabile a quello dei ratti che seguivano una dieta povera in grassi nonostante assumessero grassi in abbondanza nella loro dieta (Sinclair 2005).

Non solo ma anche la muscolatura dei ratti alimentati con resveratrolo è diversa da quella dei ratti che assumono solo sostanza placebo: maggior consumo di energia, aumentata resistenza e un metabolismo prevalentemente ossidativo sotto sforzo rispetto a quello glicolitico dei ratti senza resveratrolo.
Infine la memoria dei ratti che assumono resveratrolo risulta decisamente migliore di quella dei ratti che non l'assumono.

Vanno infine citate le importanti proprietà antinfiammatorie del resveratrolo dimostrate in modelli di osteoartrite (EElmali et coll. 2005) e di colite (Ramon Marti net al 2006) nei ratti. L'importanza del resveratrolo sembra risiedere nel fatto che agisce a differenza degli antinfiammatori non steroidei (NSAID) su molteplici target del processo infiammatorio. I NSAID agiscono infatti sul sistema delle COX mentre il resveratrolo oltre ad agire sul sistema COX, esercita un importante effetto farmacologico sui sistema NF-kB.

POLIFENOLI DELL'UVA (VITIS VINIFERA)

Migliaia di polifenoli naturali (oltre 100.000) si trovano nelle piante: essi sono probabilmente i più abbondanti antiossidanti nella nostra dieta, le sostanze che ci proteggono dallo stress ossidativi. I polifenoli possono prevenire tutte le malattie associate con lo stress ossidativo, come le malattie cardiovascolari, il cancro e le malattie infiammatorie.

Il più abbondante tipo di polifenoli presenti nella dieta sono i flavonoidi: flavoni, flavonli, isoflavonoli, antocianine, flavoni, porantocianidine e flavanoni.

Le fitoalexine, come il resveratrolo contenuto nell'uva, sono molecole polifenoliche che proteggono l'ambiente da vari stress ambientali: se l'uva è sotto stress (attacchi da funghi, altri microbi, secchezza, eccessivi raggi UV, etc ) produce una più alta concentrazione di fitoalexine nella buccia degli acini, I ricercatori hanno identificato nella buccia degli acini dell'uva i geni specifici responsabili per la biosintesi delle fitoalexine.

Nel 1991 esplose il caso del "Paradosso Francese": una ricerca epidemiologica evidenziò come i francesi che consumano circa il 40% in più di grassi di origine animale al giorno, quattro volte la quantità di burro, il 60% in più di formaggi e 3 volte più di carne di maiale degli americani, hanno un tasso di mortalità dovuto ad attacchi di cuore e a patologie delle arterie che è solo la metà di quella degli americani. La spiegazione venne trovata in un maggior consumo divino rosso, ricco di polifenoli e antiossidanti (oltre ovviamente all'alcool che comunque ha un effetto vasodilatore).

Successivamente le stesse proprietà vennero evidenziate anche nel succo di uva rossa (privo di alcool) e imputate quindi essenzialmente ai polifenoli e al resveratrolo in particolare.



In realtà il resveratrolo da solo non può essere responsabile di tutte le proprietà dell'uva rossa:
- in quanto è presente in piccolissime quantità;
- una volta assorbito va incontro rapidamente a processi di sul fonazione e di glicosilazione;
- studi metabolici hanno evidenziato come i livelli di resveratrolo dopo assunzione allo stato puro sia a livello palsmatico molto bassi;
- esiste però un aumentato assorbimento e un effetto sinergico quando il resveratrolo viene assunto con altri polifenoli del vino rosso.

I benefici del vino rosso sono quindi imputabili non al solo resveratrolo ma a un effetto sinergico di questo con gli altri polifenoli. E' infatti dimostrato che:

  • i polifenoli del vino rosso sono reperibili a livello plasmatici dopo consumo di soli 100ml divino rosso;
  • la loro concentrazione nel plasma dopo consumo di 200ml è compresa tra 1-10 mg/ml;
  • una loro miscela ha un effetto inibitorio sulla proliferazione delle cellule muscolari liscie riducendo in questa maniera il rischio cardiovascolare (Toba etal 2000);
  • i polifenoli dell'uva hanno un effetto antiossidante inibendo l'ossidazione del colesterolo LDL.


Tra tutte le qualità di vino quella che sembra produrre la maggior quantità di polifenoli è una varietà di Pinot Nero che proviene dall'Australia dove lo stress dovuto all'attacco di infezioni fungine e radiazioni UV determina un'alta concentrazione di queste sostanze. L'azione degli estratti di questa uva australiana è in grado di prolungare la vita dei lieviti in maniera analoga a quanto esercitato dal resveratrolo.

RESAGE: RESVERATROLO E POLIFENOLI, UNA SINERGIA INDISPENSABILE
Come abbiamo detto il resveratrolo è presente in quantità abbastanza basse nella buccia dell'uva nera. Per ottenere una quantità farmacologicamente significativa esso va estratto da una pianta cinese: il Polygonum cuspidatum (Hu Zhang) attraverso un processo tecnologicamente sofisticato.

L'importanza dell'associazione tra il resveratrolo da Polygomun cuspidatum e l'estratto di uva deriva dal fatto che negli estratti di uva spesso il resveratrolo non arriva a dosaggi farmacologicamente significativi, ma l'utilizzo del solo resveratrolo non garantisce che questo possa arrivare nella giusta concentrazione nel sangue. Ogni volta che apriamo una bottiglia di vino infatti il resveratrolo va incontro a un rapido processo di ossidazione (Prokop et al 2006).

lI resveratrolo esiste infatti in due forme, cis- e trans-. La forma trans- è quella biologicamente più attiva. La conversione da trans- a cis- avviene con l'esposizione alla luce e all'ossigeno (Canto set al 2000). II resveratrolo trans- è ben assorbito a livello intestinale. La dose minima per cui il suo dosaggio sia apprezzabile a livello ematico è di 100 mg.

La biodisponibilità è comunque bassa dovuta al rapido metabolismo e conversione nei metaboliti trans-resveratrol-3-o- glucuronide e trans-resveratrol-3-solfato. Gli studi fino ad oggi realizzati hanno utilizzato dosi molte alte di resvetarolo, molto più alte di quella degli estratti di uva (Bauret al 2006; Lagouge et al 2006).

Sulla base di questi studi e poiché è dimostrato che la quercitina come altri polifenoli dell'uva inibiscono i processi metabolici di glucoronizzazione e di sulfazione il resveratrolo in ResAge è stato associato a un estratto di vino australiano ricco in polifenoli. In questa maniera la biodisponibiltà del resveratrolo risulta aumentata fino ad ottenere una concentrazione ematica farmacologicamente significativa.

Studio Clinico (Dott. Antonio Bianchi)
Lo studio clinico eseguito su ResAge è stato realizzato su 90 soggetti adulti sedentari divisi in due gruppi: un gruppo ha ricevuto ogni giorno per 90 giorni una capsula di ResAge corrispondente a 100 mg di resveratrolo. L'altro gruppo ha ricevuto una sostanza placebo. I soggetti avevano 30-65 anni di età e sono stati sottoposti a test da sforzo con cicloergometro e a test computerizzato sulla memoria all'inizio e alla fine dello studio. Il test con cicloergimetro consisteva in un test effettuato partendo da una resistenza inziale di 50W che veniva incrementata di 25W ogni 3 minuti fino a quando il soggetto richiedeva di fermarsi. Il test sulla memoria è un noto test elaborato dall'università di Pittsburg, USA,denominato ImPACT®.

I risultati evidenziati dallo studio dimostravano che a parità di sforzo fisico i soggetti che assumevano ResAge manifestavano una minor tachicardia, segno di un minor sforzo fisico mentre il test sulla memoria evidenziava un miglioramento molto marcato dei processi mnemonici. Questo dato è particolarmente importante considerando la potenziale azione preventiva del resveratrolo sull'Alzheimer (Anekonda 2006).

ResAge è una formulazione ottimale di resveratrolo che ne preserva e valorizza tutte le proprietà: si tratta di un prodotto clinicamente testato che migliora la qualità della vita di chi lo consuma attraverso un'azione antinvecchiamento a livello delle cellule dei differenti organi e sistemi anatomici .

Bibliografia
- Anekonda TS (2006). Resveratrol- a boon for treatingAlzheimer's disease? Srain Res Rev., 52(2), 316-326.
- BauriA, Pearson KJ, Price NL, iamieson HA, Lerin C, Kaira A, Parbhu VV and Ailard G. Resveratrol improves heaith and survivai of mice on a high-calorie diet Nature 444, 337-342.
- Cantos E, Garda Viguera C, De Pascua Teresa 5, Tomas Barberan FA (2000). Effect of postharvest ultravioiet irradiation on resveratrol abd other phenoiics of cv. Napoieon tabie grapes. i Agric. Food Chem, 48(10), 4606-4612, 158-162
- Elniali N, Esenkaya I, Harma A, Ertena K, Turkoz Y and Mizrak 8. (2005). Effect of resveratroi in experimental osteoarthritis in rabbist. lnfiamm Res., 54
- Koubova i and Guarente L (2003). How does calorie restrinction work?. Perspective Genes and Development, voi 17, pp 3131-321-Meziane I-I, Lerin C, daussir Messadeq N, Milne i, Lambert P and Elliott P. Resveratrol improves mitochondrial function and protects against metabolic disease by activating SIRTi and PGC-ialpha. Celi 127(6),1109-1122
- Lagouge Al, Argmann C, Gerhardt
- Mc Cay et al (1935). The affect of retarded growth upon the lengh of life span and upon the ultimate body size. i Nutr., 10, 63-79
- Prokop i, Abram P, Seligson AL and Sovak Al (2006). Resveratrol and its glycon piceid are stable polyphenols. iournal of Medicinal Food, 9(l), 11-14
- Ramon martin A, Viilegas I, Sanchez-Hildago M and Aiarcon de la Lastra C (2006). The effects of resveratroG a phytoalexins derived froni red wine, on chronic inflammation model induced in an experimentaily induced colitis model. Br. iournal Of Pharmacology, 147,873-885
- Sinclair D (2005). Toward a unified theory of caloric restrinction and longevity regulation. Mechanism ogAgeing and development, 126 (e), 987-1002
- Toba 1<, injima K, Yoshizumi Al, Hashimoto Al, Kim 5, Eto Al, Mw i, Liang YQ, Sudoh N, Hosoda 1<, nakahara X and Ouchi Y (2000). Red Wine Polyphenols lnhibit Proliferation of VascuiarSmooth Aluscle Cells and Downregulate Expression ofCyclin A Cene. Circulation, ioi, 805-Bn
- Valenzano DR, Terzibasi E, Genade T, Cattaneo A, Domenici Le Cellerino A, Resveratrol prolongs lifespan and retards the onset of Age-related markers in a short -iived vertebrate. Current Biology, i6, 296-300

Le informazioni riportate in questa pagina sono solo a scopo informativo. L'unica finalità è quella di mantenere il valore e la natura della rete: la facile reperibilità di informazione.
Le informazioni sui principi attivi dei singoli componenti dei prodotti e sui prodotti stessi, desunte tutte da un'ampia sitografia presente in rete, e dai siti delle ditte fornitrici, non intendono trattare, curare alcuna malattia o patologia. Queste potrebbero, inoltre, riportare errori e/o omissioni. Pertanto ogni utilizzo improprio è a proprio rischio e pericolo. Si ricorda, altresì, che gli integratori alimentari non sono prodotti curativi e pertanto non possono vantare alcuna proprietà terapeutica. Le indicazioni, presenti sul sito, fanno riferimento all'impiego per il sostegno dell'organismo in periodi particolarmente difficili.

Tutte le informazioni sull'utilizzo dei funghi sono tratte dal libro del Dott. Ivo Bianchi, MICOTERAPIA, i funghi medicinali nella pratica clinica, Palermo, Nuova Ipsa Editore, 2008, e dal sito dell' IMI (Istituto Micoterapico Internazionale), sia italiano che spagnolo: www.imispain.com


Il contenuto della sezione MICOTERAPIA, come pure tutti i contenuti presenti sul sito dell'erboristeria arcobaleno sono solo scopo informativo e non sono da utilizzare come mezzo per curare malattie. Sia l´editore che l´autore si astengono dal dispensare consigli medici, direttamente o indirettamente, nonchè dal prescrivere qualsiasi cura e non si assumono alcuna responsabilità nei confronti di coloro che scelgono di curarsi da soli senza il consenso del proprio medico.

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