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Zeolite

Smog: per chi vive nella pianura Padana 3 anni di vita in meno
(Creato il 02 dicembre 2011 da Giosalus. Fonte: http://it.paperblog.com)

A causa dello smog chi abita nella pianura Padana vive tre anni in meno dei suoi connazionali. Ogni anno in Europa lo smog uccide 310 mila persone, di cui 50 mila in Italia. A rivelarlo è l'ultimo rapporto redatto dall’Agenzia Europea dell’Ambiente di Copenaghen: “Air Quality in Europe 2011”.

Le regioni più esposte all’inquinamento sono la pianura Padana e il Benelux, regione situata tra il Belgio ed il Lussemburgo. Il rapporto ha poi evidenziato che oltre un quinto della popolazione europea vive in zone altamente inquinate, con rischi seri per la salute. Lo smog causa un aumento di morti per patologie cardiache, respiratorie e tumori.
Uno studio tedesco pubblicato su Environmental Health Perspective ha rilevato che al crescere di ogni 2,5 microgrammi su metro cubo di particolato fine, il PM 2,5, in media la pressione minima sale di 1,4 mmHg e la massima di 0,9 mmHg. Maggiore l’aumento dei millimetri di mercurio in chi vive vicino a strade molto trafficate.
Francesco Forastiere, del Dipartimento di epidemiologia della Regione Lazio, ha dichiarato che “la ricerca, eseguita dalle università di Colonia, Essen e Dusserldorf, è un altro tassello a sostegno dell’ipotesi che il particolato ultrafine, penetrando negli alveoli polmonari e da lì passando nel sangue, produca uno stato infiammatorio generalizzato in grado di produrre placche aterosclerotiche”.

E intanto in Italia, dopo l'ennesimo superamento dei limiti di polveri sottili nell'atmosfera, sono scattate a Roma, Milano e Firenze le misure anti-smog. Secondo Legambiente, sono ben 46 i centri urbani che hanno superato il limite giornaliero di 50 microgrammi/m3 di polveri sottili oltre i 35 giorni consentiti dalla legge. In testa c'è Torino che ben 124 volte ha superato la soglia giornaliera oltre la quale l'inquinamento diventa pericoloso per la salute, insieme ad altre due città del nord, Milano e Verona (entrambe con 107 sforamenti).

Già da un anno l'Italia è stata deferita alla Corte di giustizia Europea per non aver rispettato la Direttiva Ue sulla qualità dell’aria.



Non è migliore, purtroppo, la composizione dell'acqua e del cibo utilizzati:

è quanto emerge dall'articolo pubblicato su
http://it.paperblog.com/users/michelotto/

I metalli pesanti nell' ambiente e nel cibo più diffusi di quanto si creda
Creato il 19 aprile 2012 da Michelotto

Alcune più o meno recenti notizie di cronaca che mi è capitato di trovare in rete hanno riproposto drammaticamente il tema dell' inquinamento ambientale.

Una riguarda la Coca-Cola, condannata in India ad un mega-risarcimento per danni ambientali; un' altra la presenza di metalli pesanti (notoriamente tossici) provenienti dagli inceneritori e riscontrati in molti comuni prodotti alimentari (di cui è fornito un elenco nella pagina cui si accede cliccando sul link precedente), grazie ad una indagine da parte di due scienziati di Modena; infine dei gravi episodi di contaminazione da piombo avvenuti in Cina che, nella sua forsennata corsa verso l' emancipazione, spesso si trova a subire spiacevoli contraccolpi, come la cronaca ci ha abituato a constatare.

Prendendo spunto dal fatto che in tutti i casi di cui si parla sono implicati metalli pesanti, voglio soffermarmi su una particolarità ad essi legata di cui forse si parla poco, e che invece ci fa capire meglio il pericolo in tutta la sua dimensione, perchè se le sostanze tossiche ambientali di tipo organico (cioè tutti quei composti a base di carbonio che derivano da organismi viventi) sono tutte, almeno in linea di principio, biodegradabili (cioè scindibili in molecole più semplici ed innocue),
i metalli rimangono inalterati e, a meno che non si faccia qualcosa per eliminarli attivamente da un organismo che ne sia intossicato, col tempo possono solo accumularvisi, dato che questo non dispone di mezzi naturali per espellerli.

Questa caratteristica ha come corollario un fenomeno chiamato
biomagnificazione, che sta a indicare il progressivo aumento di concentrazione che una data sostanza subisce man mano che si procede da una specie animale all' altra nelle varie tappe di una catena alimentare.

L'esempio tipico ci viene da un pesce che si nutre di plancton in cui sia presente un inquinante in una determinata concentrazione, ma che nel pesce considerato tenderà ad aumentare, dato che la sostanza non verrà rimossa.

Il pesce a sua volta viene mangiato da un pesce più grande, che per lo stesso motivo vedrà incrementare ulteriormente la concentrazione, e così via fino all' uomo, che in questo caso rappresenta l' ultimo anello della catena, e perciò il più esposto a contaminazione.

Un altro motivo importante di pericolo è rappresentato dalla capacità da parte di tutti i metalli pesanti di attraversare la placenta, e quindi di interessare il feto, per via di possibili malformazioni o anche aborto.

Tra i metalli più diffusi e tossici ci sono
piombo, mercurio e cadmio, la cui pericolosità, come dice il dr. Henry Schroeder, massimo esperto mondiale nella fisiologia dei metalli pesanti, è dovuta soprattutto al fatto che essi tendono a sostituirsi ad altri metalli che svolgono un preciso ruolo nell' organismo nell' attivare determinati enzimi, ossia catalizzatori fondamentali nella fisiologia cellulare.

In altri casi questi finiscono col fissarsi in certi tessuti, provocando irritazione e determinandone il malfunzionamento.


Inoltre è risaputo che tutti i metalli tossici producono radicali liberi, ormai riconosciuti universalmente come agenti di malattie degenerative e invecchiamento.

Recentemente è stato anche accertato che, almeno in qualche sua forma, alla base del morbo di Alzheimer ci sarebbe un accumulo di alluminio nel tessuto nervoso.

Veniamo adesso a una breve rassegna di questi:

Mercurio
E' molto diffuso in ogni habitat, potendo provenire dalle più disparate fonti. Esso si ritrova infatti nell' uso industriale, nei fertilizzanti, in vari strumenti professionali, come manometri, termometri (ormai divenuti obsoleti) e barometri, nell' impiantistica elettrica ed elettronica (computer, telefonini), in elettrodomestici, nelle lampadine a fluorescenza, nel materiale per amalgame dentali. Inoltre è prodotto dalla combustione dei rifiuti (termovalorizzatori), dalle centrali a carbone e dall' estrazione mineraria di oro e argento.

Quello immesso nell' atmosfera (che può essere trasportato dal vento anche molto lontano dal luogo di provenienza, il che ne fa un ulteriore motivo di allarme) ricade facilmente sul suolo, dove viene trasformato da alcuni microrganismi acquatici in metilmercurio, la forma organica più tossica di questo elemento, che entra facilmente nella catena alimentare.

Per un motivo che non mi è mai stato chiaro, tende a concentrarsi particolarmente nei pesci, ma, contrariamente a quanto si pensi comunemente, sono soprattutto i pesci di acque dolci, dove vanno a finire direttamente gli scarichi industriali, i più colpiti.

Per questo, per i motivi appena detti, a scopo cautelativo è consigliabile dare la preferenza a pesci di piccola taglia, se non vogliamo privarci di questo alimento.

Il mercurio si concentra in reni, fegato e sistema nervoso, dove può produrre vari disturbi, fra cui l' autismo e danni alla vista e all' udito
.

A tal proposito basta ricordare che tra il '700 e l' '800, quando si usava il nitrato di mercurio per la manifattura di cappelli di feltro, si verificarono parecchi casi di avvelenamento presso i fabbricanti di cappelli, che accusavano tremori, instabilità emotiva, insonnia, demenza e allucinazioni.

E il personaggio del Cappellaio Matto nella nota favola di "Alice nel paese delle meraviglie" si ispira proprio a questi episodi.

Piombo
Il piombo è molto conosciuto e usato fin dalla remota antichità (già nel 3800 a. C. se ne hanno notizie) per la facilità di lavorazione dovuta alla sua malleabilità.

I Romani ne facevano largo uso per le tubature degli acquedotti, per i rivestimenti di vasellame e stoviglie e recipienti per la cottura di alimenti. Veniva a volte persino aggiunto in forma di composto come additivo per migliorare il gusto di certi vini scadenti (evidentemente non del tutto coscienti della sua pericolosità).

Non sorprende dunque che nei loro scheletri si sia spesso riscontrata una concentrazione elevatissima di questo metallo.

Qualcuno persino ipotizza che l' eccentrico comportamento di alcuni imperatori romani fosse dovuto a disturbi mentali causati proprio dal saturnismo (come si definisce l' intossicazione cronica da piombo), come pure lo stesso declino dell' Impero Romano.

Questo tipo di intossicazione, il più noto e studiato fra quelli attribuibili a metalli, colpisce infatti, oltre ai globuli rossi e ai reni, causando anemia e danni renali, le ossa, il fegato, il midollo osseo e il sistema nervoso.
I disturbi variano però a seconda se l' intossicazione è acuta oppure cronica. Nel primo caso si possono verificare vertigini, insonnia, irritabilità, crisi convulsive e coma.

C'è da dire anche che i bambini rischiano molto di più. Essi possono riportare danni molto seri al loro sistema nervoso ancora in via di sviluppo, come ritardo mentale, essendo le conseguenze dell' avvelenamento da piombo irreversibili.

I suoi effetti nocivi si possono far ricondurre principalmente alla sua affinità col calcio. Per questo tende a sostituirsi ad esso nelle ossa, e a interferire nella trasmissione nervosa, nella cui fisiologia è implicato appunto il calcio.


Le fonti di inquinamento sono anche in questo caso molteplici e variegate, quasi tutte antropiche (dovute alla mano dell' uomo), e annoverano benzina al piombo (ormai in disuso, per fortuna), scarichi industriali, vernici, pesticidi, inchiostri, tubature, contenitori o imballaggi per alimenti, ma temo che la lista non sia completa.


Cina: si lotta per contenere l'inquinamento da... di euronews-it


Cadmio
Questo elemento interferisce con lo zinco, un metallo fondamentale utilizzato dal nostro corpo in più di duecento reazioni enzimatiche, causando ipertensione, arteriosclerosi, cancro polmonare, oltre a disturbi gastrointestinali e all' apparato riproduttivo, coinvolgendo fegato, reni e arterie di cui provoca l' indurimento.

Si trova nell' aria come prodotto degli inceneritori o di fabbriche di batterie e semiconduttori e come scarto della lavorazione industriale dello zinco. Anche le sigarette possono contribuire all' intossicazione, come pure tè e caffè.

Ma anche l' acqua può costituire un veicolo, in quanto nelle zone contraddistinte da acque "morbide", queste possono corrodere le tubature dell' acquedotto facendo rilasciare il cadmio eventualmente presente come prodotto della lavorazione dei materiali di cui sono fatte.

Il cadmio però presenta una particolarità, di cui non si fa quasi mai menzione, che esemplifica forse meglio che negli altri casi appena trattati il rischio legato alla manipolazione degli alimenti.

Infatti la notevole affinità strutturale del cadmio con lo zinco fa sì che nelle cellule che li utilizzano si inneschi un meccanismo competitivo, per cui se il rapporto standard zinco/cadmio si sposta a favore di quest' ultimo, la cellula (che non sa distinguere fra i due l' elemento "sano") tenderà a preferirlo utilizzandolo al posto dello zinco .

Naturalmente l' affinità tra i due metalli non implica che il cadmio abbia la stessa valenza biologica dello zinco, che in effetti non potrà essere sostituito nelle funzioni che è chiamato a svolgere nel nostro organismo.

Tutto questo ha delle implicazioni molto interessanti, considerando gli alimenti come possibile fonte di contaminazione (e nella fattispecie i chicchi dei cereali) in quanto, essendo il cadmio concentrato nell' endosperma (la parte più interna del chicco) e nel germe, contrariamente allo zinco, distribuito soprattutto nella buccia e nel germe, con la raffinazione (in cui, come sappiamo, viene asportata la crusca, cioè la parte più esterna) lo zinco viene in massima parte eliminato, mentre il cadmio ci rimane praticamente tutto.

Così l' alterazione del rapporto fra i due elementi a favore del cadmio che ne consegue non fa che favorire l' assorbimento di quello indesiderabile, a scapito di quello utile.

Questo esempio, oltre ad essere un motivo ulteriore per convincerci dell'
opportunità di preferire gli alimenti integrali a quelli raffinati, dimostra anche l' importanza di una buona nutrizione, in cui cioè siano presenti, in congrue quantità, tutti i nutrienti, ma con particolare considerazione per i minerali-traccia, vitamine e antiossidanti, tutti elementi, com' è noto, decisamente carenti nell' alimentazione moderna di massa.

Se minerali come lo zinco del nostro esempio (ma anche magnesio, cromo, selenio ed altri) sono presenti in buona quantità, per i motivi che abbiamo visto potranno porsi in posizione vantaggiosa nella competizione con i metalli tossici, riducendone al minimo i danni.

Del resto è risaputo che chi si nutre bene e gode di migliore salute è in grado di difendersi meglio da qualsiasi attacco esterno.

Insomma, se dopo questo non approfondito excursus sull' onnipresente inquinamento ambientale da metalli pesanti non c'è affatto da stare allegri, possiamo in compenso sapere che abbiamo la possibilità di proteggerci più di quanto si immagini per mezzo soprattutto di una oculata e appropriata nutrizione.

Per saperne di più sull' importanza di una alimentazione davvero sana, in che consiste e come assicurarci che ciò che mangiamo sia davvero ricco di sostanze utili e il più possibile privo di veleni, consiglio vivamente l' ebook "L' Inganno del Cibo" di Amos Boilini.




Ecco dove l'inquinamento ambientale UCCIDE di più...
L'Italia ammalata dalle industrie e dalle discariche. Ecco dove si muore di più.

Nel cerchio rosso alcune delle aree soggette a maggiore inquinamento ambientale industriale.


Il ministero della salute ha finanziato un progetto davvero ambizioso, volto a comprendere la situazione sanitaria di 44 luoghi altamente inquinati, sparsi per tutta la penisola e le isole maggiori, in cui le condizioni ambientali fanno ammalare e morire la popolazione più della media nazionale. Si parla ovviamente Porto Marghera, di Gela, ma anche di Porto Torres, dove il livello di contaminazione dei suoli e delle falde è risultato davvero pesante, come pesanti sono risultate le conseguenze per la salute e la vita di chi ci abita.

In questi siti si dovrebbe bonificare, ma lo si è fatto? Lo si farà? Nella maggior parte dei casi non si è affatto ancora nulla.

I dati di mortalità diffusi riguardano il periodo 1995-2002.

Le morti osservate in questi siti sono tutti superiori a quelle che ci si potrebbe mediamente aspettare, ed ecco i numeri: 3.508 in otto anni: questo il surplus di mortalità nelle aree a forte esposizione industriale. Su 403.000 morti complessivi però il dubbio c'è su almeno 10,000 decessi.

Ci sono insomma 5,5 milioni di abitanti, 298 comuni in cui si muore di più per cancro o gravi malattie rispetto al resto d'Italia e questo non dipende solo da redditi e scolarizzazione più bassa, che ad esempio ti può portare a compiere azioni sbagliate o ad alimentarti in modo poco corretto, ma perchè l'ambiente in cui queste persone vivono è pregno di veleni.

Tutto questo è figlio dell'inquinamento industriale degli anni del boom economico sino alla fine degli anni 70, quando tutto è stato contaminato in modo pesante.

Sarebbero ben 416 i morti in eccesso per tumore alla pleura nei siti contaminati da amianto, per la presenza di cave di estrazione del minerale o di impianti di lavorazione (Balangero, Casale Monferrato, Broni, i dintorni dello stabilimento Fibronit di Bari, Biancavilla, Massa Carrara, Priolo, Pitelli e alcuni comuni lungo il litorale vesuviano).

Che dire poi delle raffinerie di Porto Torres e Gela, delle acciaierie di Taranto, delle miniere del Sulcis-Iglesiente e della chimica di Porto Marghera: qui sono numerosi i casi di tumore al polmone e quelli di malattie respiratorie anche gravi.

Cosa dire dei decessi supplementari per insufficienza renale e altre malattie del sistema urinario causati dalle emissioni di metalli pesanti, composti alogenati e idrocarburi degli stabilimenti di Piombino, Massa Carrara, Orbetello o la bassa valle del fiume Chienti.

Potremmo andare avanti per molto: ci fermiamo alla Laguna di Grado-Marano e nella zona Nord di Trento (sede di impianti di produzione del piombo tetraetile fino alla fine degli anni settanta) dove sono stati segnalati incrementi di malattie neurologiche come il morbo di Parkinson, probabilente dovuto alle emissioni di piombo, mercurio e solventi organoalogenati.

Cosa aggiungere: chi è causa del suo male pianga se stesso.

Report di Alessio Grosso in meteolive.leonardo.it


La zeolite clinoptilite, già usata a Chernobyl, per ridurre danni all'ambiente e alle persone può rappresentare un concreto aiuto in caso di radioattività.

Nube radioattiva. L'origine di questa informazione è assolutamente ufficiale ed è iniziata da Meteo France e dalla diffusione di un video che ha mostrato chiaramente l'entità del problema:
http://www.irsn.fr/FR/popup/Pages/irsn-meteo-france_19mars.aspx

diffusione nuvola radioattiva CESIO 137



Giappone fuori controllo,
anche l'Italia è a rischio
Pubblicato da salute.pourfemme.it
Mercoledì, 13 Aprile 2011

Il Giappone è fuori controllo, e il disastro nucleare avrà un impatto anche sulla salute della popolazione italiana.

Come sappiamo, infatti, la nube radioattiva ha raggiunto anche l'Europa, e il pericolo legato al cibo globalizzato rischia di diventare realtà, soprattutto dopo che le autorità giapponesi hanno alzato il livello di gravità del disastro nucleare di Fukushima a 7.

La classificazione dell'incidente nucleare, inevitabilmente, ci riporta in dietro con la mente alla tragedia di Cernobyl, per la quale fu stabilito lo stesso grado di gravità.

Sergio Ulgiati, professore di Chimica dell'Università Parthenope di Napoli, e membro del Comitato scientifico di Wwf Italia, ha dichiarato che:

L'ipotesi peggiore da scongiurare è un'esplosione di idrogeno con l'immissione di forti quantitativi nell'atmosfera, che comporterebbe elevati rischi di contaminazione della catena alimentare. Pericolo legato soprattutto al commercio globalizzato del cibo.

La contaminazione degli alimenti, infatti, passa prima di tutto per il rilascio di radiazioni di media a lunga durata nell'atmosfera e nell'acqua, con il rischio di compromette gravemente la catena alimentare. Chiaramente, il pericolo riguarda in primis le aree geografiche limitrofe, come Cina e Corea, ma noi non ne siamo esenti, considerando il commercio globalizzato del cibo.

Secondo Ulgiati, infatti, gli effetti del disastro nucleare di Fukushima, si manifesteranno anche nel nostro Paese, sebbene la portata dell'incidente non sia ancora incalcolabile. Legambiente ha dichiarato che la situazione è come quella di Cernobyl e punta il dito contro le reticenze e la disinformazione. Lo stesso presidente Vittorio Cogliati Dezza prevede un futuro cupo per il Giappone e per la salute globale dopo la catastrofe di Fukushima, minacciata da una crescita esponenziale delle patologie legate alla contaminazione, destinate ad aumentare con il passare dei decenni.

Gli effetti delle radiazioni
La terra possiede una radioattività naturale dovuta alle radiazioni che si sprigionano dalle rocce della crosta terrestre e dalle radiazioni che provengono dallo spazio.

Negli ultimi decenni, le esplosioni nucleari,le radiazioni sfuggite alle atomiche e aquelle prodotte dalle apparechiature mediche e industriali hanno contribuito ad
aumentare la radioattività naturale portandola a livelli pericolosi per i viventi e per l'ambiente.



Le cellule e i tessuti esposti a radiazioni ionizzantii subiscono lesioni che possono essere temporanee o permanenti a seconda della dose, della via di esposizione -irraggiamento esterno, inalazione, ingestione- della radiazione assorbita, e della sensibilità del tessuto irradiato. L’esposizione a dosi di radiazioni insufficienti a causare la distruzione immediata delle cellule può comunque portare lesioni rilevabili dopo alcuni anni. I tessuti più sensibili alle radiazioni sono quelli ad elevato ricambio cellulare come il midollo osseo,la pelle, le mucose, gli spermatozoi. I danni più gravi derivano dall’interazione delle radiazioni ionizzanti con i cromosomi del DNA.

L’esposizione protratta, a parità di dose di radiazioni ionizzanti,è meglio tollerata dai tessuti rispetto alla stessa dose assorbita in tempi brevi. Alcuni danni, infatti, possono essere riparati mentre l’esposizione è ancora in corso, tuttavia se la dose di radiazioni assorbita è sufficiente a provocare gravi lesioni, i meccanismi di riparazione diventano insufficienti.

Gli effetti provocati da radiazioni ionizzanti possono essere somatici e genetici. I primi interessano i diversi tessuti dell’organismo, i secondi colpiscono le cellule deputate alla riproduzione causando alterazioni genetiche nei discendenti dell’individuo irradiato.
I danni possono verificarsi in conseguenza a irradiazioni acute o a effetti cronici derivanti da esposizioni continuate.
L’irradiazione acuta corrisponde a dosi elevate di radiazioni in conseguenza di eventi eccezionali come catastrofi ecologiche o esplosioni nucleari. Le radiazioni sono estese a tutto il corpo e provocano lesioni e quadri clinici caratteristici.

L’unità di misura utilizzata per quantificare la dose di radiazioni assorbita è il gray (Gy).

Per dosi
superiori a 5-6 Gy la sopravvivenza è impossibile, la morte interviene nel 100% dei casi nel giro di pochi giorni, per diarrea emorragica grave e disidratazione o perché viene colpito in maniera rilevante il sistema nervoso centrale.

Tra i
2 e i 4,5 Gy la mortalità rimane elevata. Si manifestano gravi danni alle cellule del sangue al livello del midollo osseo che le produce, causando emorragie, infezioni, anemia, danni all'apparato gastrointestinale con vomito e diarrea, perdita di peso, lesioni alla pelle e ad altri tessuti, sterilità, danni fetali.

Tra
1 e 2 Gy i sintomi sono attenuati e la mortalità è bassa, mentre per dosi inferiori a 1 Gy i disturbi acuti sono reversibili e la mortalità quasi nulla. L'assorbimento di radiazioni da parte di piccole parti del corpo provoca un danno localizzato ai tessuti. E’ colpita soprattutto la pelle, con lesioni di diversa gravità fino a ulcerazioni a lenta guarigione.

Gli effetti cronici sono tardivi e provocati da un' esposizione continua e permanente di piccole dosi di radiazioni ionizzanti con elevato accumulo delle stesse. Comportano un accorciamento dell’aspettativa di vita e un' alta probabilità di ammalarsi di tumori soprattutto del sangue (leucemie) e delle ossa (osteosarcoma) che possono manifestarsi già a due anni dall’esposizione.

Statisticamente frequenti sono i tumori alla mammella, alla tiroide, al polmone e alla pelle, che insorgono dopo un periodo di latenza più lungo, superiore ai 5 anni. Non è stata dimostrata ad oggi un’evidenza che le radiazioni ionizzanti possano indurre leucemia linfatica cronica, linfoma di Hodgkin e carcinoma del collo uterino. Si possono avere anche danni cronici localizzati che colpiscono la pelle (radiodermite) o l’occhio (cataratta)
( fonte ARPAV Veneto).


Le
zeoliti clinoptiloliti attivate sono caratterizzate da numerose cariche negative presenti nei canali che son neutralizzate da altrettanti cationi come calcio, magnesio, potassio e sodio e quindi sono in grado di svolgere un duplice funzione: quella di legare nei canali molecole organiche di varia natura, ad esempio tossine, (funzione di setaccio molecolare) e quella di rilasciare i cationi in esse presenti legando al loro posto i metalli pesanti tossici (scambiatori di cationi).

Queste due funzioni principali della zeolite clinoptiloliti hanno dato prova di un loro possibile utilizzo a largo spettro nell'organismo umano (ed animale).

Numerosi studi scientifici hanno messo in evidenza aspetti applicativi molto interessanti:

  • un'elevata attività antiossidante derivante dalla neutralizzazione dei radicali liberi,
  • un'azione adiuvante in numerose patologie, comprese quelle tumorali,
  • una capacità di ridurre gli effetti secondari della chemioterapia e della radioterapia,
  • una riduzione della produzione di acido lattico ed infine un'elevata capacità di legare metalli pesanti tossine.


La Clinoptilolite potrebbe rappresentare quindi una nuova frontiera nella lotta ai radicali liberi presenti in molte patologie, nel contrastare la tossicità dei metalli pesanti allontanandoli dall'organismo, nell'adiuvare i trattamenti terapeutici e nel trattamento di alcune patologie dermatologiche con importanti vantaggi rispetto alle sostanze naturali o di sintesi: non è tossica per l'organismo ed attraversa il tratto gastro-intestinale senza essere assorbita.

Le sue caratteristiche strutturali le consentono di esplicare alcune attività utili per l'organismo come legare mediante scambio cationico i metalli pesanti eliminandoli, adsorbire tossine inattivandole ed infine salvaguardare l'organismo dai danni dei radicali liberi attraverso la sua capacità antiossidante.

E' associabile ad altri composti in quanto non sono state rilevate interazioni con altri prodotti o farmaci. Infatti la sua utilizzazione come additivo alimentare, ampiamente sperimentata sugli animali, ha dimostrato i notevoli benefici effetti sulla salute, in assenza di tossicità o reazioni avverse anche in associazione con altre sostanze.
Non necessita di particolari condizioni per la conservazione e la sua stabilità risulta estremamente lunga.

Per la prima volta ci troviamo di fronte ad una sostanza in grado di svolgere le funzioni antiossidante e detossicante oltre e a quella adsorbente, in grado di esplicare la sua attività
nel tratto intestinale per essere poi eliminata con le feci.

Recenti studi sull'utilizzazione della zeolite clinoptilolite attivata in abbinamento alle terapie standard hanno evidenziato la azione
positiva sul sistema circolatorio, sulla pressione arteriosa, sul recupero dopo l'infarto o ancora sul sistema digestivo, sull'iperacidità gastrica e sulle ulcere duodenali.
L'azione della zeolite è stata anche studiata sui reumatismi, sulla cura delle infezioni renali e anche sul trattamento delle patologie dermatologiche presenti nei pazienti affetti da diabete, mentre altre osservazioni riguardavano l'applicazione diretta della polvere e numerose affezioni della pelle.
Secondo gli studi clinici, la zeolite consentirebbe di migliorare l'efficacia delle terapie standard e di ridurre il periodo di recupero. Ciò ha portato all'uso della zeolite come coadiuvante nella cura delle patologie gravi.

A chi può essere utile
Sportivi: Le zeoiliti clinoptiloliti attivate, anche in sinergia con altri principi attivi, vengono usate per ridurre l'acidosi lattica e aumentare resistenza e recupero.

Manager di ogni età e sesso, lavoratori, imprenditori, studenti:
le zeoiliti aiutano ad aumentare concentrazione (attraverso la riduzione di ammonia nel corpo) ed a ridurre stress ossidativo e stanchezza.

Anziani,
convalescenti e persone sottoposte a stress: Le zeoiliti possono favorire la riduzione di stress e stanchezza aiutando a superare affaticamento e debolezza con risorse proprie e naturali

Stress ossidativo:
la riduzione dello stress ossidativo provocata dall'assunzione di zeolite clinoptilolite aiuta inoltre a ridurre l'insorgenza di molte patologie (prevenzione) e migliora la qualità della vita, (minore uso degli organi).




PANACEO è una giovane azienda austriaca che rende unici i dispositivi medici the-counter. Il componente principale di tutti i prodotti è la zeolite PANACEO attivata. Impatto e la qualità scientificamente provati secondo la direttiva 93/42 CEE sui dispositivi medici.

PANACEO, un preparato naturale al 100 per cento a base di minerali attivi, prodotto nella località austriaca di Villach-Gödersdorf, sta riscontrando un eco incredibilmente positivo: infatti, le ricerche scientifiche pluriennali, effettuate da rinomati istituti internazionali, sono il miglior garante della singolare qualità premium di PANACEO.
I prodotti offerti sono certificati come dispositivo medico, questo ad avallare ulteriormente la loro qualità.

Nella nostra vita quotidiana, siamo esposti a varie forme di stress dannosi. La seguente lista contiene alcuni dei fattori principali che portano ad un'aumentata produzione di radicali liberi che possono causare danni ossidativi:

  • Sostanze nocive per l'ambiente
  • Il consumo di sostanze come tabacco e alcol
  • Radiazioni UV
  • una cattiva alimentazione
  • Eccessivo sforzo fisico


Questi fattori determinano una maggiore produzione di
radicali liberi, lattato e sostanze tossiche. Il loro impatto sul nostro corpo è il danno cellulare, un rapido processo di invecchiamento e diminuzione della resistenza la resistenza. Anche l' eccessivo sforzo fisico durante l'attività fisica può essere dannoso e, in casi estremi, causare acidosi lattica. I sintomi includono mal di testa, vertigini, nausea, vomito o persino collasso circolatorio. PANACEO aiuta ad evitare questi effetti negativi.

Sempre più persone si fidano di PANACEO e ne sono letteralmente entusiaste, semplicemente perché PANACEO possiede numerosissime proprietà eccezionali:

  • Riduce i radicali liberi
  • Neutralizza e/o elimina le sostanze nocive
  • Abbassa i tassi di lattato
  • Migliora l’assimilazione di ossigeno nei muscoli e nei tessuti
  • Stimola la rigenerazione cutanea
  • Potenzia i principi attivi delle sostanze additive (magnesio, calcio, ecc.)
  • Rinforza il sistema immunitario
  • Dona più vitalità e benessere
  • Ritempra le energie
  • Le diverse formule dei prodotti PANACEO comportano una serie di effetti aggiuntivi estremamente favorevoli.


L’inventore di PANACEO è il carinziano Jakob Hraschan che ha investito tanti anni nella ricerca approfondita finché aveva trovato la composizione ideale della sua “panacea”. D’altronde esistono numerosi studi scientifici che attestano l’efficacia senza eguali di PANACEO (originariamente, nome dato dai Greci a varie piante usate per la cura di malattie).

La componente principale di PANACEO è la
zeolite, un preziosissimo minerale vulcanico che per i suoi svariati effetti positivi era apprezzata sin dall’antichità. Tutti i prodotti PANACEO sono basati su una procedura brevettata ed unica a livello mondiale: infatti, l’attivazione della zeolite con elevate energie cinetiche consente di moltiplicare notevolmente i potenziali naturali del minerale zeolite.
Il laboratorio antidoping accreditato CIO di Seibersdorf in Austria sottopone i prodotti PANACEO a controlli periodici in vista di sostanze sospettose di doping (per i risultati delle prove vedere il sito www.antidoping.at).

PANACEO è quindi un contributo prezioso alla salute, non solo per atleti campioni, ma per chiunque desideri fare del bene al proprio corpo sotto il profilo della medicina preventiva.

Recenti studi sull'utilizzazione della zeolite clinoptilolite attivata in abbinamento alle terapie standard, hanno evidenziato la sua azione positiva sul sistema circolatorio, sulla pressione arteriosa, sul recupero dopo l'infarto o ancora sul sistema digestivo, sull'iperacidità gastrica e sulle ulcere duodenali.

L'azione della zeolite è stata anche studiata sui reumatismi, sulla cura delle infezioni renali e sul trattamento delle patologie dermatologiche presenti nei pazienti affetti da diabete, mentre altre osservazioni riguardavano l'applicazione diretta della polvere e numerose affezioni della pelle.
Secondo gli studi clinici: la zeolite consentirebbe di migliorare l'efficacia delle terapie standard e di ridurre il periodo di recupero.

La
Zeolite clinoptilolotite rappresenta quindi una nuova frontiera nella lotta ai radicali liberi presenti in molte patologie, nel contrastare la tossicità dei metalli pesanti allontanandoli dall'organismo, nell'adiuvare i trattamenti terapeutici e nel trattamento di alcune patologie dermatologiche, con importanti vantaggi rispetto alle sostanze naturali o di sintesi: non è tossica per l'organismo ed attraversa il tratto gastro-intestinale senza essere assorbita.

Le sue caratteristiche strutturali le consentono di esplicare alcune attività utili per l'organismo:

- ridurre l'ammoniaca nell'organismo
- legare, mediante scambio cationico, i metalli pesanti eliminandoli;
- adsorbire tossine inattivandole;
- salvaguardare l'organismo dai danni dei radicali liberi attraverso la sua capacità antiossidante.

E' associabile ad altri composti in quanto non sono state rilevate interazioni con altri prodotti o farmaci.

Cronobiologicamente, per l'assunzione, consigliabili queste fasce orarie:
dalle 6 alle 8
dalle 13.00 alle 15.00
dalle 18.00 alle 20.00
alle 22 per la notte

Prima di tutto bene molta acqua durante il giorno!
Assumere ad almeno 30 minuti di distanza dai pasti.

La regolarità dell'assunzione (ora del giorno e durata) aumenta l'effetto.


PRODOTTI DISPONIBILI


PANACEO med CAPSULE
Dispositivo medico antiossidante e anti-radicali liberi.

80 capsule
PREZZO: € 30,00

180 capsule PREZZO: € 61,50

Ingredienti: Zeolite attivata (varietà Clinoptilolite), in capsule di cellulosa vegetale.
Ingredienti per capsula: Zeolite 410 mg. Capsula 100% in cellulosa vegetale 90 mg

Indicazioni: dispositivo medico antiossidante e anti-radicali liberi utile nel contenere il danneggiamento delle strutture biologiche. Può essere utile nel superare situazioni di stress fisico come la convalescenza dopo lunghe malattie e dopo trattamenti medicinali come chemioterapia e radioterapia.

Avvertenze: consultare il medico in caso di gravidanza e allattamento e in caso di patologie in atto o di assunzione di medicinali. Sopsendere in caso di effetti indesiderati. In caso di costipazione cronica, tenere conto dell'effetto costipante del prodotto. Non superare l'assunzione di 12 cps senza consultare il medico. Chiudere il barattolo dopo l'uso e tenere fuori dalla portata dei bembini sotto i 6 anni. Consevare in luogo asciutto e a tempertura ambinte.

Modo d'uso: assumere due capsule due volte al giorno. Nel caso di chemioterapia e radioterapia e di elevato stress fisico assumere nelle prime 3 settimane 9-12 capsule al giorno. Ridurre poi 6-9 capsule al giorno e poi sospendere un giorno prima della chemioterapia o della radioterapia e riprendere due giorni dopo.

ABBINABILE CON OGNI TIPO DI CURA FITOTERAPICA E CON OGNI TIPO DI PRINCIPIO ATTIVO


Panaceo Med Polvere Uso Orale ZEOLITE ATTIVATA
Dispositivo Medico anti-ossidante, anti-radicali liberi


Confezione: polvere
100g
Prezzo: € 48,00


Confezione: polvere
400g
Prezzo: € 99,00


Dipspositivo Medico che può risultare utile per aiutare a superare situazioni di stress fisico, come ad esempio, durante la convalescenza dopo lunghe malattie e dopo trattamenti con medicinali (chemioterapia e radioterapia).
Ingredienti per 100 g. di polvere: Zeolite (Clinoptilolite) 100 g.

MODO D'USO:
assumere tre volte al giorno un cucchiaino (3 grammi) disciolto con poca acqua ai pasti principali.Nel caso di chemioterapia e radioterapia sopsendere l'assunzione un giorno prima della terapia e riprendere due giorni dopo.





PANACEO Med polvere USO TOPICO

Dispositivo medico in polvere
Contenuto: polvere 30 g
Prezzo: € 20,50

Ingredienti: pura Zeolite attivata (varietà Clinoptilolite).




Indicazioni: favorisce la guarigione di piccole ferite e accelera l'effetto antiemorragico grazie ad un meccanismo fisico, dovuto alla struttura microporosa del minerale cristallino vulcanico utilizzato. Utile per piaghe da decubito, assorbimento di essudati, psoriasi anche secca e altre patologie della cute come dermatiti, acne..in associazione Panaceo Basic.

Avvertenze: in caso di ferite aperte o profonde il prodotto non sostituisce l'intervento medico. In caso di dubbio consultare un medico prima dell'applicazione. Nell'eventualità di utilizzo concomitante di altri prodotti, verificare le interazioni. Non inalare e applicare sugli occhi. Chiudere il barattolo dopo l'uso e tenere fuori dalla portata dei bambini sotto i 6 anni. Conservare in luogo asciutto e a temperatura ambiente.

Utilizzi della polvere
Distribuire un lieve strato di Panaceo Med Polvere uso topico sull’area di interesse, nel caso di ferite pulire in precedenza con soluzione fisiologica e lasciare asciugare. Massaggiare lievemente quando possibile. Coprire con garze traspiranti.
Nel caso di ferite umide fare attenzione a non creare spessori mantenendo la polvere ad un lieve strato. La polvere svolge la sua azione in ca 20/ 30 minuti. Ripetere il trattamento sino a 5 volte al di quando non si tratta di una applicazione permanente coperta da garza o film, in questo caso rigenerare il trattamento almeno due volte al di.

Utilizzi della polvere in sospensione

E’ possibile miscelare la polvere con acqua, olio di mandorle, olio di argan o simili. Mescolare la polvere ottenendo la densità desiderata. Creare sempre una miscela omogenea e distribuirla sulla parte interessata. Lasciare riposare 20 minuti. Quando possibile avvolgere la parte con film/pellicola trasparente sia traspirante che non traspirante (la pellicola non traspirante va rigenerata più volte durante la giornata). Data la nota capacita di sottrarre tossicita, il Panaceo med polvere uso topico puo essere usato per rigenerare la cute ed aiutare tutte le patologie nelle quali sono presenti come concausa i
TRAM (Tossine, Radicali liberi, Ammonio (ione), Metalli pesanti). Inoltre rende difficile la progressione o l’attecchimento di eventuali infezioni, favorendo al cicatrizzazione del tessuto leso. Se vengono trattate dermatiti da contatto (ad esempio pannolini) ha una notevole azione lenitiva contribuendo a migliorare lo stato di infiammazione superficiale.
L’effetto e rinforzato dall’uso orale di Panaceo Basic. (2/4 capsule al di aperte in - litro di acqua).

La sottrazione di
TRAM (Tossine, Radicali liberi, Ammonio (ione) risulta adiuvante nei seguenti casi:
Dermatiti da contatto, Eczemi, Ematomi, Piaghe e Ulcere da decubito, Ulcere diabetiche, Ulcere varicose, Assorbimento di essudati, Afte, Cellulite, Lesioni da radioterapia, Micosi (piede d’atleta, dermatiti da candida, etc.), Foruncolosi, Acne(volgare e rosacea), Erisipela, Psoriasi, Eritema solare, Orticaria Penfigo, Prurito, Manifestazioni cutanee da malattie esantematiche Eritema nodoso, engiviti, Fistole/ragadi, Glossiti, Herpes Simplex e Zoster, Piccole ustioni.




PANACEO BASIC 80 capsule

Dispositivo medico antiossidante e anti-radicali liberi,
con calcio e magnesio
Prezzo: € 25,50


Ingredienti: Zeolite attivata (varietà Clinoptilolite), in capsule di cellulosa vegetale arricchita con calcio e magnesio.

Indicazioni: dispositivo medico la cui azione antiossidante è basata sulla sua particolare caratteristica di ridurre in modo fisico la formazione di radicali liberi e quindi contenere il danneggiamento di strutture biologiche. Utile nelle situazioni di stress fisico. La zeolite aiuta a ridurre tossine e metalli pesanti in maniera prettamente fisica.

Avvertenze: consultare il medico in caso di gravidanza e allattamento e in caso di patologie in atto o di assunzione di medicinali. Sospendere in caso di effetti indesiderati. In caso di costipazione cronica, tenere conto dell'effetto costipante del prodotto. Non superare l'assunzione di 12 cps senza consultare il medico. Chiudere il barattolo dopo l'uso e tenere fuori dalla portata dei bambini sotto i 6 anni. Conservare in luogo asciutto e a temperatura ambiente.

Modo d'uso: assumere due caspule due volte al giorno. Nel caso di elevato stress fisico, assumere nelle prime 3 settimane 9-12 capsule al giorno e poi ridurre poi 6-9 capsule al giorno.



Le informazioni riportate in questa pagina sono solo a scopo informativo, tratte da un'ampia sitografia presente in internet. L'unica finalità è quella di mantenere il valore e la natura della rete: la facile reperibilità di informazione.
Le informazioni sui principi attivi dei singoli componenti dei prodotti e sui prodotti stessi, desunte tutte da un'ampia sitografia presente in rete, e dai siti delle ditte fornitrici, non intendono trattare, curare alcuna malattia o patologia. Queste potrebbero, inoltre, riportare errori e/o omissioni. Pertanto ogni utilizzo improprio è a proprio rischio e pericolo. Si ricorda, altresì, che gli integratori alimentari non sono prodotti curativi e pertanto non possono vantare alcuna proprietà terapeutica. Le indicazioni, presenti sul sito, fanno riferimento all'impiego per il sostegno dell'organismo in periodi particolarmente difficili.


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