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Omega 3

JAMIESON

Gli acidi grassi Omega 3 sono considerati acidi grassi e poiché non possono essere prodotti dal corpo, devono essere ottenuti da risorse esterne.


Riducono i livelli di colesterolo e trigliceridi ematici.

Prevengono l'insorgenza dell'aterosclerosi ostacolando la formazione di coaguli e l'aggregazione delle piastrine.

Aiutano a diminuire la pressione arteriosa.

Utili in caso di malattie infiammatorie ed allergiche (psoriasi, eczema) ed autoimmuni (artrite reumatoide).

Sono essenziali per lo sviluppo ed il buon mantenimento del sistema nervoso centrale (il DHA).


Il cervello è composto per il 60% di grassi. Gli acidi grassi Omega 3, infatti, sono altamente concentrati nel cervello e pare essere importante per il sistema cognitivo (prestazioni cerebrali e della memoria) e per le funzioni comportamentali. I neonati che non assumono abbastanza acidi grassi Omega 3 dalla loro madre rischiano problemi allo sviluppo visivo e nervoso.

Alcuni antropologi nutrizionisti ritengono che il cervello umano non si sarebbe sviluppato come ha fatto senza avere accesso a livelli elevati di DHA presente nel pesce e selvaggina. Basterebbero solo due generazioni alimentate con una dieta a basso contenuto di omega-6 e omega-3 per portare a profondi cambiamenti nelle dimensioni del cervello e nella sue regolari funzioni
.




Gli acidi grassi fanno parte della grande famiglia dei lipidi, anzi sono gli ingredienti costitutivi di quasi tutti i lipidi vegetali e animali. Nell’organismo ricoprono funzioni fondamentali. Sono presenti per il 90% in forma di trigliceridi, la fonte principale di energia che, a causa delle abitudini alimentari scorrette, nel mondo occidentale hanno finito per assumere un ruolo negativo. Essi sono metabolizzati a livello epatico in seguito ad un’eccessiva introduzione con la dieta di acidi grassi saturi.

La famiglia di acidi grassi più importante è quella dei polinsaturi caratterizzati da una struttura chimica più instabile e che quindi si presentano in forma liquida. Sono fondamentali nella formazione delle membrane cellulari e del sistema nervoso, ma portano alla produzione anche degli
"elcosanoidi”, dei modulatori di diverse funzioni cellulari.

Questi acidi sono i
PUFA (PolyUnsatured Fatty Acid) fanno parte della famiglia degli OMEGA3, si chiamano EPA e DHA e si ricavano dall’introduzione dell’acido linolenico, un acido grasso essenziale, cioè non ottenibile da metabolismo di altri acidi grassi ma da assumere obbligatoriamente con la dieta. E’ definito capostipite, perché da esso il nostro organismo ricava grazie al corredo enzimatico, tutti gli altri acidi grassi utili. Altro acido grasso capostipite è il linoleico della serie OMEGA6 che in larga misura si trasforma in acido arachidonico. Poiché EPA e acido arachidonico sono metabolizzati dallo stesso enzima, sono in competizione, ma se da ARA si formano sostanze ormonali di tipo pro-infiammatorio e vasocostrittore, da EPA derivano quelle di tipo vasodilatatore e anti-infiammatorio. E’ quindi importante che omega3 e omega6 siano introdotti in quantità bilanciata per non provocare effetti negativi.

Gli omega3 sono contenuti nei pesci quali i salmoni, merluzzi, sgombri, aringhe e sardine che vivono allo stato selvaggio nei mari freddi e che si cibano di fitoplancton, vero produttore di EPA e DHA. Nel mondo vegetale sono presenti nei legumi e nella frutta secca, nella soia, nella colza, nel lino e nel ravizzone. Ma l’organismo umano non metabolizza l’ALA vegetale in modo efficiente ottenendo così scarse quantità di EPA e DHA.

L’acido linoleico omega 6 è presente nella maggior parte degli oli vegetali quali soia, mais, girasole, ma in particolar modo nel lino e nella canapa. Buone fonti sono anche le noci.

Caso a parte rappresentano la
borragine, l’enotera e il ribes nigrum che contengono dosi elevate di un particolare derivato dell’acido linoleico: l’acido gamma-linoleico, che vedremo poi avere un ruolo anomalo. Il fabbisogno giornaliero stimato di acidi grassi polinsaturi per un corretto funzionamento metabolico in un adulto è l’1-2% delle calorie totali giornaliere di omega6 e dello 0,2-0,5% di omega3 e quindi in rapporto circa di 4-5 a 1.

Nella storia grazie al cambio di abitudini alimentari, col crescente impiego di oli ricchi di omega 6 in cucine e nei cibi industriali, al diminuito consumo di pesce azzurro, si è arrivati ad uno squilibrio nutrizionale Omega 6/Omega 3. Nella Tabella 1 è riassunto il cambiamento dell’alimentazione dal paleolitico ad oggi; nella Tabella 2 invece i rapporti omega6/omega3 nella storia e nelle diverse aree geografiche.


Le evidenze epidemiologiche (basso incidenza di malattie cardiovascolari sulle popolazioni nordiche) e i successivi studi cliniici, hanno portato a collegare un’alimentazione ricca di cibi contenenti EPA, ad una attività di protezione e salvaguardia del sistema cardio-circolatorio grazie alle sue attività biologiche (antiterogena, antinfiammatoria, antitrombotica). Una carenza di EPA comporta una maggiore produzione di acido arachidonico e di conseguenza, aumento di aggregazione piastrinica, formazione di trombossani, aumento di LDL, VLDL, trigliceridi e viscosità ematica.

Il DHA ha prevalentemente una funzione strutturale: è presente nei fosfolipidi cerebrali (circa il 60% del sistema nervoso è costituito da acidi grassi) nella retina e nei fosfolipidi di membrana. Ha quindi un ruolo importantissimo nello sviluppo e nella maturazione cerebrale, dell’apparato riproduttivo e del tessuto retinico.

Gli omega6 hanno anch’essi sia un ruolo strutturale e funzionale. L’acido arachidonico è il rappresentante più abbondante della famiglia ed è importante, bilanciato col DHA nello sviluppo embrionale e nell’accrescimento del bambino. Produce però le prostaglandine della serie 2 ad azione aggregante e pro-infiammatoria. Va quindi evitata l’integrazione se non per manifeste carenze che comportano steatosi epatica e ritardi nella crescita in età evolutiva.

Molto interessante è
l’acido gamma-linoleico che pur essendo della serie 6, si comporta come un omega3 agendo in competizione con l’acido arachidonico e producendo prostaglandine della serie 1 e 3 e quindi antinfiammatorie e antiaggreganti. Il suo ambito d’azione più importante è a livello della cute, e cioè nelle lesioni e nelle dermatiti specie se allergiche.


Una carenza comporta appunto lesioni cutanee, ritardata cicatrizzazione delle ferite, maggiore suscettibilità alle infezioni. Da rilevare il fatto che ci sono una serie di fattori che inibiscono il metabolismo dei PUFA, causando possibili carenze. Essi sono l’abbondante presenza nella dieta di grassi saturi e idrogenati, l’iperglicemia, l’alcool, l’invecchiamento, l’adrenalina e i glucocorticoidi, una dieta ipoproteica, virus oncogeni. E’ evidente come sia necessaria una maggiore attenzione alimentare o se questo non è possibile una correzione dei rapporti quantitativi ditali sostanze tramite integrazione.



L’attività dell’acido EPA è particolarmente evidente a beneficio del sistema cardiocircolatorio.
• A livello di endotelio, leucociti e piastrine genera fattori anti-infiammatori e anti-aggreganti.
• Influenza l’assetto lipidico ed in particolare ha dimostrato una cospicua riduzione della trigliceridemia dopo sperimentazione mediamente attestata intorno al 30%. L’effetto è dose dipendente.
• Gli omega-3 favoriscono un aumento metabolico con conseguente dispersione calorica e un inferiore immagazzinamento lipidico.
• Gli acidi grassi omega-3 sono in grado di ridurre la pressione arteriosa anche in pazienti affetti da ipertensione.
• Osservazioni epidemiologiche hanno mostrato che i PUFA hanno effetto anti-infiammatorio arrecando miglioramento in malattie come morbo di Crohn, psoriasi, dermatite atopica, asma bronchiale.
• Alcuni studi da confermare hanno dimostrato un netto miglioramento dei pazienti affetti da depressione.

L’acido docoesaenoico (DHA)
• L' Unione Europea dopo aver finanziato due progetti di studio :«Perinatal Lipid Nutrition Group» e «Early Nutrition Programming» , raccomanda l’integrazione di 200 mg/die di DHA alle madri occidentali in attesa o allattamento, poiché un livello adeguato nel sangue, porta a una riduzione di parti prematuri, un maggior peso del neonato, e a un migliore sviluppo neurologico/cognitivo e della vista.
• Studi osservazionali sui sintomi hanno messo in relazione l’eziologia e il mantenimento del Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD) e una carenza di DHA.
• I figli di donne affette da atopie, sottoposte a somministrazione di DHA hanno mostrato una risposta allergica inferiore fino al 35% in caso di eczema atopico.
• Un adeguato apporto di acidi grassi omega-3 durante la gravidanza sembra ridurre sensibilmente il rischio di obesità infantile.
• Studi prospettici hanno dimostrato come un’integrazione di DHA sia in grado di contrastare il declino delle funzioni cognitive e di diversi quadri di demenza anche in forme moderate di Alzheimer.

Ha dimostrato proprietà
anti-infiammatorie specialmente a livello di cute. Si sono registrati notevoli miglioramenti su pazienti affetti da dermatite ed eczema atopico e dermatite seborroica sottoposti a 4-6 settimane di somministrazione di GLA
Si è notata l’attività dell’acido y-linoleico nel reprimere la reattività e la produzione di anticorpi nelle malattie autoimmuni e infiammatorie, in particolare
l’artrite reumatoide.

Non si sono rilevati ne effetti collaterali ne controindicazioni se non in caso di sovradosaggio. I PUFA non vanno comunque assunti in concomitanza a terapie anticoagulanti. Il GLA non deve essere assunto assieme a farmaci anticonvulsivanti, mentre non comporta alcuna alterazione in gravidanza e nei neonati.

Per un’integrazione corretta di PUFA bisogna considerare alcuni parametri fondamentali quali la concentrazione di EPA e DHA, l’assenza di inquinanti ambientali e i livelli di ossidazione che devono essere bassi. Infine importante per la qualità dell’integratore è la biodisponibilità dei nutrienti offerta cioè il livello di assorbimento.

In natura EPA e DHA sono presenti sotto forma di oli. Alcuni vegetali come
lino o canapa, contengono quantità ridotte di omega 3, ma esse sono scarsamente assimilabili dall’organismo umano.

La dieta, al giorno d'oggi, predilige l'assunzione di alimenti ricchi di omega-6 e carente di prodotti ricchi in omega-3 (EPA+DHA) come il pesce, con conseguente squilibrio dietetico di acidi grassi a favore degli omega-6 e sbilanciamento del rapporto omega-6/omega-3 che può predisporre a una serie di patologie tra cui il cancro e disturbi di natura infiammatoria e autoimmune.

La correzione di questo squilibrio nella dieta tra omega-6 e omega-3 può essere raggiunta con la supplementazione di olio di pesce in capsule (ad alta titolazione di EPA+DHA) e con una dieta a basso contenuto di grassi omega-6 e ad alto contenuto di omega-3.


Gli acidi grassi Omega-3 e il diabete

Alcuni ricercatori riportano che un acido grasso omega-3 presente nell'olio di pesce sembra migliorare la funzione insulinica nei soggetti in soprappeso, tipicamente più esposti al diabete di tipo 2.

Secondo quanto riferito dalla Dr.ssa Yvonne Denkins, una nutrizionista del Pennington Biomedical Research Institute dell'Università della Louisiana (USA), tre mesi di supplementazione giornaliera con l'acido docosaesaenoico (DHA) hanno prodotto un miglioramento "clinicamente significativo" nella sensibilità insulinica dei partecipanti allo studio. I risultati sono stati presentati recentemente all'annual Experimental Biology 2002 conference.


Precedenti studi su popolazioni hanno evidenziato che l'olio di pesce potrebbe fornire una protezione contro il diabete. "Sono stati condotti studi epidemiologici sugli Eschimesi della Groenlandia, una popolazione che si nutre principalmente di grasso di balena", ha sottolineato la Dr.ssa Denkins. Sebbene queste persone siano in soprappeso e, quindi, dovrebbero presentare più alti tassi di diabete e malattie cardiovascolari, la realtà è diversa. I ricercatori hanno ipotizzato fattori protettivi dietetici ed hanno trovato che si trattava degli acidi omega-3.


Nel loro studio, la Dr.ssa Denkins ed i suoi colleghi hanno arruolato 12 uomini e donne in sovrappeso, fra i 40 ed i 70 anni d'età, che hanno assunto 1.8 grammi di DHA a colazione per 12 settimane. Mentre nessuno dei partecipanti era affetto da diabete, tutti presentavano insulino-resistenza.

Con la misurazione della glicemia all'inizio ed alla fine dello studio, i ricercatori hanno valutato le variazioni dell'insulino-resistenza di ogni soggetto.

La Dr.ssa Denkins ha detto:"Abbiano notato una modifica nella sensibilità insulinica dopo 12 settimane di supplementazione con DHA. Il 70% dei partecipanti allo studio ha mostrato un miglioramento nelle funzioni insulino-connesse e, nel 50% dei casi, tale variazione è stata clinicamente rilevante."

La Dr.ssa Denkins ha puntualizzato che la piccola consistenza di questo studio campione offre risultati prelimimari, e che i diabetici non dovrebbero mai sostituire la loro abituale terapia con qualsiasi supplementazione dietetica, compreso l'olio di pesce. Coloro che intendono aumentare l'introito di olio di pesce, dovrebbero consultare prima il proprio medico, soprattutto se sono in cura per malattie cardiovascolari, poiché il DHA ha un leggero effetto sulla circolazione sanguigna.


I nutrizionisti attualmente raccomandano un introito giornaliero di 0.6 grammi di acidi grassi omega-3, preferibilmente provenienti dal pesce. Secondo la Dr.ssa Denkins, ciò è possibile con il consumo di circa due porzioni a settimana di pesce d'acque fredde, come ippoglosso, aringa, sgombro o salmone.

I Grassi omega-3: indispensabili per migliorare la risposta dei neurotrasmettitori delle cellule cerebrali, e di altri messaggeri. Aiutano il processo di riparazione quando le cellule sono danneggiate.

Non è solo necessario assumere grassi omega-3, ma è altrettanto importante
abbassare l´assunzione di grassi omega-6. Se non si riduce il livello di grassi omega-6 a livelli accettabili non si ricevono molti dei meravigliosi benefici dei grassi omega-3, come la riduzione del rischio di malattie cardiache, il cancro, l´ictus, il morbo di Alzheimer, l´artrite e molte altre malattie degenerative.

Gli americani come gli europei consumano una quantità pericolosamente insufficiente di omega-3, presente solo in olio di pesce e alcuni altri alimenti. Nel frattempo, l´assunzione di omega-6, che si trovano nell´olio di mais, soia, girasole e altri oli, è troppo elevato. Il rapporto ideale di omega-6 e omega-3 dovrebbe essere 1:1, ma in pratica varia, a secondo della dieta errata, ad un rapporto da 15:1 a 50:1!

Tutti gli studi e le ricerche scientifiche dimostrano da oltre dieci anni che questa carenza di omega-3 nella nostra dieta è la ragione principale alla base di molte malattie

Altri benefici degli omega-3 presente nel pesce e olio di fegato di merluzzo:

  • Aumenta il livello di energia e capacità di concentrazione
  • Fornisce una maggiore resistenza alle malattie comuni come l´influenza e raffreddore
  • Aiuta le donne in gravidanza evitare parti prematuri, basso peso alla nascita e di altre complicazioni


Pesce, piante e oli di frutta secca sono la principale fonte dietetica di acidi grassi Omega 3, EPA e DHA nei pesci d’acqua fredda come salmone, tonno, sgombro, sardine, ecc….. ALA si trova nei semi di lino, nell’olio di semi di lino, nella colza, nell’olio di semi di colza, nella soia, nell’olio di semi di soia, nei semi di zucca, nell’olio di semi di zucca, nell’olio di semi di prilla, nelle noci e nell’olio di semi di noci. Ci sono particolari benefici per la salute associati agli acidi grassi a catena lunga, EPA’s e DHA.

Gli eschimesi consumano molto pesce ed hanno un basso tasso di malattie cardiovascolari.
Il governo canadese ha dichiarato che il DHA sostiene il normale sviluppo del cervello, degli occhi e del sistema nervoso.

I maggiori benefici per la salute provengono da EPA e DHA. Comunque alcune persone non li convertono in modo efficiente e c’è un dibattito in corso nella comunità medica se sono migliori EPA e DHA o ALA. Mentre EPA e DHA sono antinfiammatori, ALA è un infiammatorio.


I seguenti problemi, spesso, possono essere direttamente riconducibili alla carenza di omega-3

Scarsa lucidità mentale al risveglio
Depressione
Aumento di peso
Unghie fragili
Allergie
Artrite
Bassa qualità del sonno
Problemi di memoria
Capelli asciutti
Pelle secca, dermatiti, eczemi
Scarsa concentrazione
Affaticamento eccessivo




ENDOMETRIOSI ed OMEGA 3

L'endometriosi è abbastanza frequente
(colpisce circa il 10 per cento delle donne) e consiste nella crescita di piccoli pezzetti di tessuto uterino al di fuori dell'utero, ad esempio nell'addome o nelle ovaie: questi pezzettini si comportano come l'endometrio, ovvero rispondono agli ormoni del ciclo mestruale e ogni mese proliferano per poi sfaldarsi, ma sono "intrappolati" e perciò portano a infiammazione locale, dolori e anche alla sterilità.
Poco si sa delle cause, poche anche le cure (per lo più sintomatiche, quando non si deve ricorrere alla chirurgia); ora per la prima volta si sarebbe individuato un fattore di rischio modificabile che potrebbe aiutare le donne a prevenire il problema e, chissà, forse perfino a curarlo.

I dati arrivano da una ricerca davvero ampia: oltre 70 mila donne seguite dal 1989 al 2001 attraverso questionari ripetuti ogni 4 anni che, tra le altre cose, indagavano anche quantità e tipo di grassi introdotti con la dieta. Milleduecento donne si sono ammalate di endometriosi: guardandole sotto la lente gli autori, del Brigham and Women's Hospital di Boston, si sono accorti che la quantità di grassi non conta, conta piuttosto di che tipo sono.

TIPO DI GRASSI - Chi mangiava tanti omega-3 attraverso cibi come tonno, salmone o sgombro (ma stiamo parlando di donne americane, così è emerso che una grossa fonte di omega-3 è stata per loro pure la maionese) vedeva ridursi del 22 per cento il rischio di endometriosi; le donne che abbondavano coi grassi vegetali idrogenati (da cibi fritti, margarina, crackers) si ritrovavano al contrario con un 48 per cento di probabilità in più di ricevere la diagnosi.

I grassi trans non sono certo nuovi alle accuse: derivati dall'idrogenazione di grassi vegetali (un processo che avviene durante la frittura o viene indotto nell'industria alimentare per aumentare la consistenza dei grassi da aggiungere a biscotti, prodotti da forno o margarine), sono considerati dei veri killer delle arterie perché fanno crescere molto il colesterolo cattivo e riducono quello buono, aumentando di il rischio cardiovascolare tanto che anche le autorità europee alimentari hanno più volte ribadito la necessità di ridurne l'uso (e qualcosa è cambiato, visto che i contenuti in grassi trans sono in effetti scesi negli ultimi anni).

Adesso un primo indizio che sembra metterli sul banco degli imputati anche per l'endometriosi. "I nostri dati indicano che attraverso la dieta si può influenzare la probabilità di ammalarsi di endometriosi - afferma Stacey Missmer, la responsabile della ricerca -. Trattandosi della prima segnalazione, andrà ovviamente confermata;
nel frattempo, vogliamo anche capire se una dieta ricca di omega-3 e povera di grassi trans possa alleviare i sintomi delle donne che già soffrono di endometriosi", conclude la ricercatrice (fonte:http://news.google.it/nwshp?hl=it&tab=wn&q=endometriosi)


PER I DISTURBI MENTALI SI POSSONO UTILIZZARE GLI OMEGA-3

Ormai è risaputo da diverso tempo che gli acidi grassi polinsaturi omega-3 svolgono un ruolo strutturale nelle membrane cellulari e si è visto che anomalie nella composizione lipidica di membrana risultano correlate con la comparsa di disturbi cognitivi e dell'umore.

In uno studio recente è stata valutata l'azione degli omega-3 (EPA e DHA) nelle persone con disturbi mentali. Infatti l'integrazione per 12 settimane con olio di pesce ricco in EPA e DHA si è dimostrato in grado di abbassare del 22,6%, rispetto al gruppo placebo, il rischio di progressione del disturbo mentale.

Il gruppo di ricerca ha reclutato 76 persone che presentavano una forte correlazione con la progressione di psicosi, sia perché presentavano dei sintomi, che per motivi di familiarità. Questi individui hanno ricevuto casualmente del placebo (olio di noce di cocco) o un integratore che conteneva 1,2 gr di olio di pesce che fornisce 700 mg di EPA e 480 mg di DHA.

Alla fine dello studio si è registrata una progressione dei disturbi mentali del 4,9% nel gruppo di persone che avevano assunto gli omega-3 e del 27,5 nel gruppo placebo.

I ricercatori comunque affermano che gli omega-3 contenuti nell'olio di pesce, potrebbe essere tenuti in considerazione durante la fase iniziale della malattia.

G.E. Berger et al. "Long-Chain omega-3 Fatty Acids for Indicated Prevention of Psychotic Disorders: A Randomized, Placebo-Controlled Trial", Archives of General Psychiatry: 2010, Volume 67, Issue 2, Pages 146-154


L’assunzione materna di Omega-3 influenza lo sviluppo dell’intestino e la risposta immunologica

Gli acidi grassi polinsaturi Omega-3 possono supportare lo sviluppo dell’intestino nel feto e migliorare la risposta immunologica delle cellule intestinali a batteri e agenti esterni riducendo la possibilità che il bambino soffra di allergie, secondo una nuova ricerca nell’animale.

Lo studio, pubblicato nel Journal of Physiology, evidenzia che una dieta materna ad alto tenore di Omega-3, permette uno sviluppo migliore dell’intestino. Questo studio sull’animale ha confrontato infatti gli effetti dell’assunzione di Omega-3 e di placebo durante la gravidanza e l’allattamento. Dopo 14 giorni di trattamento è stato rilevato un aumento della permeabilità della parete intestinale simile nei due gruppi. Dopo 28 giorni però la permeabilità è risultata maggiore nel gruppo trattato con Omega-3 rispetto al controllo.

I ricercatori ipotizzano che gli Omega-3 modifichino la permeabilità intestinale mediante variazioni neuro-plastiche del sistema nervoso enterico del figlio. L’introduzione di Omega-3 durante la gravidanza e l’allattamento influenza la funzionalità della barriera intestinale del neonato e può quindi ridurre il rischio di allergie negli anni seguenti.
La barriera intestinale gioca infatti un ruolo fondamentale nelle reazioni immunologiche del neonato.


Studi clinici precedenti avevano suggerito che l’introduzione di Omega-3 durante la gravidanza riducesse il rischio di allergie nel neonato. Questo studio sull’animale offre ora una spiegazione del meccanismo d’azione attraverso il quale questi acidi grassi influenzano le risposte immunitarie. Lo studio evidenzia che il sistema immunitario del bambino, grazie all’Omega-3 assunto dalla madre, si sviluppa più velocemente portando ad una migliore funzionalità immunologica ed una minore probabilità di allergie.

Bibliografia: De Quelen F. et al. ‘n-3 polyunsaturated fatty acids in the maternal diet modify the postnatal development of nervous regulation of intestinal permeability in piglets’ The Journal of Physiology 2011 Sep 1; 589(Pt 17): 4341-52.


Omega 3 e tumore prostatico (fonte: www.filippo-ongaro.it)

Uno studio pubblicato sul Cancer Prevention Research Journal indica come
una dieta povera di grassi saturi ma ricca di acidi grassi omega 3 sia in grado di ridurre la velocità di crescita del tumore prostatico.

Gli autori suggeriscono che il meccanismo sia legato alla soppressione dell’infiammazione da parte degli acidi grassi. Lo studio ha coinvolto pazienti affetti da tumore alla prostata in attesa di intervento chirurgico.

Questi sono stati divisi in due gruppi di cui uno libero di mangiare una tipica dieta occidentale e l’altro vincolato ad una dieta con solo il 15% di grassi e 5 grammi di omega 3 aggiunti quotidianamente con degli integratori.

E’ stato visto che i soggetti che assumevano omega 3 avevano in effetti concentrazioni più elevate di omega 3 (acido eicosapentanoico e docosaesanoico) nelle membrane cellulari e presentavano una ridotta proliferazione cellulare prostatica. William Aronson del Jonsson Comprehensive Cancer Center di Los Angeles ha dichiarato. “Aver osservato che una dieta povera di grassi saturi ma ricca di omega 3 può ridurre la velocità di replicazione delle cellule prostatiche tumorali è importante perché é proprio la velocità di replicazione cellulare a determinare la progressione e l’aggressività del tumore. Minore è la replicazione e minore sarà il rischio che il tumore si diffonda fuori dalla prostata.

Siamo davvero quello che mangiamo e il nostro studio suggerisce che le modificazioni alimentari possono incidere sulla biologia del tumore prostatico”.


EPA+DHA (omega-3), infiammazione cronica e patologie autoimmuni

La famiglia delle patologie autoimmuni è molto vasta, ed i disturbi classificabili sotto questa categoria risultano eterogenei sia per quanto concerne la gravità della patologia che per l'area soggetta al danno organico.

Si trovano quindi nell'area autoimmune
disturbi cutanei come dermatite atopica o psoriasi, forme di dolore cronico quali artrite reumatoide, polimialgia reumatica, fibromialgia, CFS (Chronic Fatigue Syndrome, sindrome da stanchezza cronica), patologie delle vie respiratorie a carattere allergico ed infiammatorio (riniti allergiche, forme asmatiche), aterosclerosi, sclerosi multipla, congiuntiviti allergiche.

Le patologie autoimmuni, sono tutte caratterizzate dalla natura infiammatoria cronica sistemica (CIDs-chronic inflammatory diseases) associata ad un'alterazione neuroendocrina che impedisce l'estinguersi del focolaio infiammatorio.

In tutte le patologie citate, si attestano quindi incrementi nell'espressione di citochine proinfiammatorie quali IL-2, IL-6 e TNF-a e di marcatori infiammatori (come la proteina C-reattiva).

Gli studi rilevano in modo uniforme un deficit nella risposta dell'asse immunoendocrino nei soggetti affetti da queste patologie, con la conseguente difficoltà o impossibilità a ridurre l'attività infiammatoria in corso.

Le forme autoimmuni sono quindi caratterizzate, dall'inadeguatezza della reazione neuroimmunoendocrina a contenere ed eventualmente estinguere la flogosi, con la conseguenza di giungere al danno dei tessuti sani.

Per limitare il danno prodotto dall'infiammazione cronica sarà quindi fondamentale tenere in considerazione il grado di infiammazione sistemica e adottare delle strategie mediante l'integrazione con sistemi tampone (vedi “Acidosi Fissa, Volatile, Sistemi Tampone – Bbuffer” www.portaledinu.it/press) necessari a contrastare l'acidosi tipicamente associata all'infiammazione cronica sistemica.

Al fine di avere un'azione sinergica per attenuare il livello infiammatorio, oltre a stimolare il sistema immunoendocrino, è necessaria l'assunzione di acidi grassi polinsaturi omega-3 EPA e DHA sono particolarmente indicati per la soppressione dei processi infiammatori correlati alle patologie autoimmuni, prevalentemente grazie all'inibizione della sintesi degli eicosanoidi proinfiammatori derivati dall'acido arachidonico (omega-6), è infatti dimostrato da più parti l'abbassamento dei principali marcatori infiammatori (in particolare IL-6 e TNF-a) in
SUPPEMENTAZIONE COMBINATA ACIDI GRASSI ESSENZIALI EPA+DHA (OMEGA-3)

Fonte: Dario Boschiero, Laura Converso





Forme disponibili
EPA e DHA possono essere assunte sottoforma di integratori omega 3 olio di pesce in capsule.

Una capsula da 1 grammo di integratori omega 3 olio di pesce equivale a mangiare una porzione di pesce….. così in effetti le capsule sono molto più economiche.

Semi di lino, olio di semi di lino pesce e krill devono essere conservati nel frigorifero.

Accertarsi di acquistare acidi grassi intergratori Omega 3 da una compagnia ben consolidata come Jamieson che certifica che i suoi prodotti non contengono metalli pesanti come mercurio, piombo e cadmio.


Perché prenderli
Come macronutrienti, i grassi non hanno un apporto dietetico di riferimento. C’è un livello di assunzione accettabile che nel caso degli integratori Omega 3 è:

- 1,6 grammi al giorno per gli uomini,
- 1,1 grammi al giorno per le donne.

Bambini
Non c’è una dose stabilita per i bambini e dovrebbero essere assunti da loro solo dopo aver consultato il medico. I bambini dovrebbero evitare di mangiare il pesce che potrebbe avere più alte quantità di mercurio e di altri contaminanti come i pesci più grandi ( squalo, pesce spada, ecc….).

Adulti
Gli adulti non dovrebbero consumare più di 3 grammi di integratori Omega 3 al giorno a meno che il medico non consigli diversamente, perché quantità maggiori possono causare emorragie.

- Per gli adulti sani senza rischi di malattie cardiovascolari: American Heart Association (AHA)consiglia di mangiare pesce almeno 2 volte alla settimana.
- Per gli adulti con malattie cardiache coronariche AHA raccomanda 1 grammo di integratori Omega 3 EPA e DHA, ma sempre sotto il controllo medico. Non aspettatevi dei beneficiarne prima di 2-3 settimane.
- Per gli adulti con livelli di colesterolo alti AHA raccomanda 2-4 grammi al giorno di integratori Omega 3 EPA e DHA ma sotto stretto controllo medico.
- Per gli adulti con la pressione sanguigna alta gli scienziati raccomandano 3-4 grammi di integratori Omega 3 al giorno, sotto stretto controllo medico.

APPROFONDIMENTO: IL MONDO DEGLI OMEGA 3




L'olio di pesce che
Jamieson impiega per i propri prodotti viene estratto da pesci di piccole dimensioni (sardine ed acciughe). Quest'ultimi contengono una quantità molto più ridotta di contaminanti rispetto ai pesci di stazza grande. L'olio di pesce di Jamieson viene purificato attraverso un processo di distillazione molecolare così da rimuovere ogni traccia di mercurio metalli pesanti ed altri micro contaminanti.

I prodotti a base di omega-3 di Jamieson sono tutti arricchiti con vitamina E di origine naturale
, antiossidante, la quale preserva la freschezza dell'olio di pesce. Nella categoria di prodotti contenenti gli omega-3, Jamieson propone anche l'olio di lino. Quest'olio è una fonte ricca di acido alfa-linolenico (ALA), un acido grasso, essenziale della serie omega-3 di origine vegetale. L'olio di lino di Jamieson è ottenuto da spremitura a freddo di semi di lino di altissima qualità coltivati biologicamente.



Omega 3 Super Krill 100 softgel
Prezzo: € 69,00


Omega 3 Super Krill di Jamieson è un integratore di Omega 3 di ultima generazione: contiene puro Olio di Krill antartico Neptune (NKO™).

Il krill antartico (Euphausia superba) è un microscopico crostaceo marino che vive nelle profonde e fredde acque dell’Antartico. Da esso si ricava un olio particolarmente pregiato, ricco di omega 3 (EPA e DHA) nella forma di fosfolipidi altamente biodisponibili per l’organismo.
Infatti, in questa forma, l’EPA e il DHA sono prontamente impiegati dalle cellule per la costruzione delle loro membrane. Il krill contiene anche il più potente antiossidante naturale ad oggi conosciuto, l’
astaxantina in grado di proteggere cellule, tessuti ed organi dai danni indotti dai radicali liberi.

NON CONTIENE: sale (cloruro di sodio), zucchero, amido, glutine, lattosio, coloranti, aromi e conservanti.

MODO D’USO: 2 perle al giorno a stomaco pieno o prima di coricarsi.

Olio di Krill
L'olio di krill è un prodotto oleoso (quindi lipidico) di recente introduzione sul mercato degli integratori alimentari; l'olio di krill, peraltro oggi fortemente pubblicizzato, rappresenta un'ottima fonte di acidi grassi polinsaturi essenziali della famiglia omega3.

L'olio di krill, dicono certi esperti, vanta una qualità alimentare e nutrizionale superiore rispetto ad altri comuni integratori alimentari; a giustificare un'affermazione simile potremmo citare che: il krill rappresenta uno dei primi step della catena alimentare marina, pertanto, l'eventuale contaminazione di mercurio e/o diossina non viene aggravata dalla longevità della specie, che invece riguarda altre creature marine.
A certi esperti pare logico che all'aumentare delle dimensioni della creatura (ad esempio il tonno), aumentino anche i livelli di accumulo del mercurio;


L'olio di krill, a dispetto degli altri integratori od oli alimentari derivanti dai vegetali (olio di lino, di soia, vinacciolo, ecc.), contiene soprattutto omega3 Acido Eicosapentaenoico (EPA - 20:5 n-3) ed omega3 Acido Docosaesaenoico (DHA - 20:6 n-3), due molecole che, al contrario del precursore vegetale acido Alfa-Linolenico (ALA - 18:3 n-3), risultano altamente disponibili e biologicamente attive.

Inoltre, l'olio di krill garantisce la presenza di un
notevole quantitativo di antiossidanti; tra questi è possibile distinguere buone quantità di retinolo (vitamina A), tocoferoli (vitamina E) ed anstaxanthina (un particolare carotenoide, pertanto un precursore della vit A).

Il potenziale antiossidante dell'olio di krill risulta notevolmente più elevato rispetto a quello degli oli vegetali ed anche di quelli estratti dal pesce (fegato di merluzzo e salmone).

Questo incredibile potere antiossidante (stimato diverse decine di volte superiore a quello degli atri prodotti in commercio) potrebbe non possedere un'efficacia reale nel caso in cui l'alimentazione ne apporti già quantità sufficienti a coprirne il fabbisogno; tuttavia, anche in questo caso gli antiossidanti contribuiscono ad incrementare il potenziale di conservazione e stabilità del prodotto.


L'olio di Krill contiene anche ottime quantità di fosfatidilcolina, un fosfolipide legato alla colina e fortemente presente sulla superficie delle membrane cellulari; la fosfatidilcolina è il costituente principale della lecitina, una molecola IPOcolesterolemizzante (contenuta anche nel tuorlo d'uovo, nella soia, nei legumi in genere ecc.) che nell'industria alimentare rappresenta un comune additivo emulsionante (E322).


Fonte: http://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/olio-di-krill.html





Negli studi scientifici fatti sull'uomo prima della sua commercializzazione, l’olio di Krill ha normalizzato o migliorato la funzione cardiovascolare, i tassi sanguigni dei lipidi e del glucosio, la produzione di energia, la funzione epatica e le performance sportive.

In uno studio in doppio cieco, ha anche calmato significativamente gli sbalzi di umore, i crampi e i rigonfiamenti associati a sindromi premestruali.

I fosfolipidi integrati agli acidi grassi Omega 3 riducono la produzione di prostaglandine di tipo imfiammatorio che provocano l'irritazione e conducono all'acidificazione dei grassi delle membrane cellulari.



Omega
Olio di Krill è notevolmente stabile in ragione del suo tenore naturalmente elevato di antiossidanti, astaxantina e vitamina A .
L'olio di krill contiene uno degli antiossidanti naturali più potenti, l'Anstaxanthin, un carotenoide che dà al crostaceo il caratteristico colore rossastro distintivo e lo protegge da radiazione solare.

L'Astaxantina è equilibrante per il sistema immunitario, è un anti-cancerogeno e antinfiammatorio. Previene malattie cardiache e protegge il derma.

Secondo gli ultimi studi, l’astaxantina è molto più efficace del beta-carotene contro i radicali liberi. Tutela particolarmente bene le fragili membrane cellulari e mitocondriali («Astaxantina è molto più attiva della vitamina E, beta-carotene e luteina bloccando il processo di perossidazione causato dai radicali liberi ») Miki W. et al, 1991.)
Altri studi in vitro e in vivo, negli animali e nell’uomo, dimostrano l’efficacia antiossidante dell’astaxantina e la sua utilità nel prevenire le malattie neurovegetative derivate dallo stress ossidativo.

Prove di laboratorio hanno stabilito che l’olio di krill è 300 volte più potente come antiossidante che le vitamine A ed E e 47 volte più potente dell'olio di pesce e della luteina.




Poiché il Krill è al 100% biodisponibile per l'organismo umano, viene assorbito prontamente nelle nostre cellule e il contenuto di antiossidanti naturalmente presenti nel Krill impedisce all'olio irrancidirsi ed assicura la protezione cellulare verso i danni dai radicali liberi.



OMEGA 3 GUMMIES BIMBI - 60 caramelle
Prezzo: € 20,00

Omega 3 gummies sono un prodotto nuovo della Jamieson utile per fornire gli omega 3 sotto forma di gustose caramelle gommose.

Gli acidi grassi essenziali servono alla struttura e alla costruzione delle membrane cellulari.


Gli omega 3 ed in particolare i DHA si trovano abbondantemente nel sistema nervoso centrale perchè fanno parte delle membrane cellulari, nel cervello e nei nervi.
NON CONTIENE: sale (cloruro di sodio), glutine, lattosio
MODO D’USO:
2 caramelle gommose al giorno








Salmon Oil Omega 3 - 90 perle
Prezzo: € 19,00

L’olio di salmone è una risorsa di acidi grassi omega 3. Gli acidi grassi che si trovano nell’olio di salmone sono stati clinicamente dimostrati atti ad abbassare i trigliceridi del plasma e la densità di lipoproteine di colesterolo, i quali possono entrambi portare all’aterosclerosi o malattie cardiovascolari.

Senza zucchero, amido, sale, glutine e lattosio.

Posologia:
da 1 a 3 perle al giorno durante i pasti principali. Consultare il medico prima di usare il prodotto se si è in stato di gravidanza o allattamento.

Ingredienti:
1000mg di oli di salmone(90%),sardina, acciuga Rivestimento ingredienti: gelatina, glicerina.

Indicazioni:
- Riduce i livelli di trigliceridi del plasma ed il colesterolo LDL, aiuta a prevenire e trattare disturbi cardiovascolari. - Riduce le infiammazioni associate all’artrite reumatoide e altre condizioni infiammatorie.





Omega 3 Salmon oil - 200 perle
Prezzo: € 39,00
Offerta Speciale € 30,00

L’olio di salmone è una importante fonte di acidi grassi essenziali della serie omega 3 (EPA, DHA).


Omega 3 Salmon oil di Jamieson contiene olio di salmone dei mari freddi dell’Alaska; è farmaceuticamente testato per garantire la piena efficacia e la totale purezza.
L’olio di pesce viene purificato attraverso un processo di distillazione molecolare così da rimuovere ogni traccia di mercurio ed altri microcontaminanti ed è certificato privo di PCB (polychlorinated biphenyl, contaminante tossico), DDT e metalli pesanti (piombo, mercurio, cadmio).

NON CONTIENE: zucchero, amido, glutine, sale (cloruro di sodio), lattosio.
MODO D’USO: 2 perle al giorno durante i pasti principali, o prima di coricarsi.






Omega-3 select - 150 perle
Prezzo: € 36,00

Farmaceuticamente puro. Prodotto tramite processo di distillazione molecolare. Ricavato da sardine, acciughe e sgombri. Ogni compressa da 1000mg contiene il 30% di EPA (300 mg) e il 20% DHA (200 mg).

L'olio di pesce contenente acidi grassi Omega 3 è in grado di
abbassare sensibilmente i trigliceridi del plasma e la densità di lipoproteine di colesterolo. Un livello eccessivo di queste sostanze può portare all'aterosclerosi o a malattie cardiovascolari di varia natura. Senza zucchero, amido, sale, glutine e lattosio.
Posologia: Assumere 2 capsule al giorno durante i pasti principali

Ingredienti:
Olio di pesce estratto da sardine, acciughe e sgombri; vitamina E.
NON CONTIENE AMIDO-GLUTINE-LATTOSIO-ZUCCHERO-SALE
Indicazioni: - Ottimo coadiuvante per abbassare il livello di colesterolo e trigliceridi - Per migliorare la circolazione - Per combattere l'artrite - Indicato come valido supporto alla dieta a zona.

Approfondimento





Omega-3 Complete 80 Perle
Prezzo: € 29,00

Prodotto a base di oilo di pesce farmaceuticamente puro e libero da contaminanti. Ricavato da sardine, acciughe e sgombri. Ogni compressa da 1000mg contiene il 40% di EPA (400 mg) e il 20% DHA (200 mg).

L'olio di pesce contenente acidi grassi Omega 3 è in grado di abbassare sensibilmente i trigliceridi del plasma e la densità di lipoproteine di colesterolo. Un livello eccessivo di queste sostanze può portare all'aterosclerosi o a malattie cardiovascolari di varia natura.

Posologia: Assumere 1-2 capsule al giorno durante i pasti principali
Ingredienti:
Olio di pesce estratto da sardine, acciughe e sgombri; vitamina E.

NON CONTIENE AMIDO-GLUTINE-LATTOSIO-ZUCCHERO-SALE


Indicazioni:
- Ottimo coadiuvante per abbassare il livello di colesterolo e trigliceridi - Per migliorare la circolazione - Per combattere l' artrite.





Omega Protect™ 3-6-9 80 PERLE
Prezzo: € 30,00

La catena completa dei tre Omega: 3, 6 e 9.

L'Omega Protect puro di Jamieson è ottenuto da spremitura a freddo di semi di lino e borragine coltivati biologicamente e da pesce di acque profonde. I composti attivi (omega) di questi supplementi nutrizionali sono stati scientificamente approvati e clinicamente indicati per prevenire e curare diversi disturbi.
Il prodotto contiene Omega 3 (acido alfa linoleico (ALA), Eico sapentenoico (EPA) e Docosaesenoico (DHA)), Omega 6 (acido linoleico, acido gamma linoleico), Omega 9 (acido oleico).

Posologia:
da 1 a massimo 3 perle al giorno durante i pasti.
Ingredienti:
Olio di lino, Olio di borragine, Olio di pesce, vit. E, Rivestimento ingredienti: Gelatina, glicerina, acqua purificata.
NON CONTIENE AMIDO-GLUTINE-LATTOSIO-ZUCCHERO-SODIO
Indicazioni: - Ottimo coadiuvante per abbassare il livello di colesterolo e trigliceridi - Per migliorare la circolazione - Per combattere l'artrite oper migliorare le funzioni cerebrali e cognitive o nella terapia delle malattie della pelle e del cuoio capelluto.

Approfondimento




CLA 95™
Prezzo: € 26,00

Formula altamente assimilabile e concentrata al 95% in
acido linoleico coniugato.
Il CLA di Jamieson è ricavato da semi di cartamo no OGM.

Durante la produzione il CLA non è esposto a temperature elevate e ciò elimina la possibilità di formazione di acidi grassi trans e la perdita dei principi attivi. Il prodotto è privo di pesticidi e residui di petrolio; si presenta in perle molto piccole facili da inghiottire.

Indicazioni:
coadiuvante per ridurre il grasso corporeo ed aiutare l’incremento della parte magra. Il CLA viene infatti usato per rassodare e definire la massa corporea definendo la parte muscolare. Una gestione ideale della quantità dei nutrienti durante una dieta o un allenamento atletico; consigliato in abbinamento a diete ipocaloriche.

NON CONTIENE: zucchero, glutine, sale (cloruro di sodio), lattosio, amido.

MODO D’USO: 1 o 2 perle al giorno durante i pasti.


CLA (l’acido linoleico coniugato) è un ingrediente che è arrivato a ricevere una considerevole importanza nella gestione del peso corporeo. CLA è un Omega 3 acido grasso essenziale.

La ricerca mostra che il CLA agisce come un agente di divisione, riduce il grasso corporeo e promuove la tonicità della massa muscolare. In uno studio i ricercatori della Norway hanno dimostrato che il CLA era altamente efficace nella riduzione del grasso corporeo e nell’aumento della tonicità della massa muscolare in 60 persone in sovrappeso in 3 mesi di ricerca/studio. Metà delle persone avevano assunto un placebo e l’ altra metà il CLA.

Il gruppo CLA aveva riscontrato una riduzione della pura massa grassa di kg 1.7 in 12 settimane, mentre il gruppo placebo al momento erano aumentati kg 1 di massa grassa”. Assumere 3.4 grammi di CLA ogni giorno è sufficiente per dare gli effetti desiderati, se preso per almeno 12 settimane, dice il Dott. Ola Gutmundsen, direttore dello studio (rif. The Globe and Mail-Tuesday ottobre 24/2000). I laboratori Jamieson introducono un brevetto di alta qualità del CLA. Il CLA 95th Jamieson è una formula efficace per aiutare la riduzione del grasso corporeo e per promuovere la tonicità della massa muscolare. Questa formula brevettata è prodotta con purezza chimica assoluta.

Due delle strutture isomeriche del CLA, cis 9, trans 11 e trans 10, cis 12 sono stati dimostrati essere isomeri in grado di convertire l’acido linoseico in CLA attraverso il sistema digestivo, così essi devono introdurlo attraverso la dieta. Il CLA riesce ad ottenere, la ripartizione delle proprietà, perciò esso è in grado di ridistribuire l’energia nel corpo attraverso la bruciatura/eliminazione del grasso, costruendo e aumentando la massa muscolare e controllando gli enzimi che stimolano il rilascio del grasso invece di trattenerli e farne provvista. Il CLA Jamieson procura in proporzione uguale isomeri attivi. Ciò è importante perché è molto simile alla natura, permettondo al proprio corpo di riconoscerlo come un alimento essenziale.


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Le informazioni sui principi attivi dei singoli componenti dei prodotti e sui prodotti stessi, desunte tutte da un'ampia sitografia presente in rete, e dai siti delle ditte fornitrici, non intendono trattare, curare alcuna malattia o patologia. Queste potrebbero, inoltre, riportare errori e/o omissioni. Pertanto ogni utilizzo improprio è a proprio rischio e pericolo. Si ricorda, altresì, che gli integratori alimentari non sono prodotti curativi e pertanto non possono vantare alcuna proprietà terapeutica. Le indicazioni, presenti sul sito, fanno riferimento all'impiego per il sostegno dell'organismo in periodi particolarmente difficili.


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