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Magnetoterapia Informazioni

Magnetoterapia

Il benessere in salute è equilibrato dalle nostre scelte di vita. Alimentazione, salute fisica e mentale sono i fattori principali che regolano i nostri campi magnetici nel corpo. La magnetoterapia è un metodo per riequilibrare tali energie.

La qualita’ della vita non deve essere un privilegio per pochi, ma un diritto per tutti: difendiamola facendo una scelta intelligente

Elettromagnetoterapia, magnetoterapia per patologie infiammatorie articolari , per lo stress , per le difese immunitarie , per rigenerazione delle cellule e per patologie infiammatorie organiche ...per stare meglio!

La magnetoterapia è una forma di fisioterapia che utilizza l’energia elettromagnetica. E’ indicata nei casi in cui è necessario stimolare la rigenerazione dei tessuti dopo eventi lesivi di varia natura. Situazioni esemplari sono:

· il risanamento di fratture ossee,
· la cura di ulcere cutanee di origine vascolare (nei diabetici ),
· il recupero anatomico e funzionale di nervi lesi,
· la riduzione di cicatrici cutanee deturpanti.

Buoni effetti della magnetoterapia sono stati riscontrati anche nel trattamento di contusioni, distorsioni articolari e in tutti i piccoli traumi muscolo-articolari.
Potenzia le difese dell’organismo con ripolarizzazione elettrica delle cellule.

Produce un’azione antistress, rigenera le cellule lese migliorando la cinetica enzimatica e ripolarizzando le membrane cellulari. Agendo sui radicali liberi, sugli oligoelementi e sulle sostanze ferromagnetiche dell’ambiente intracellulare risulta essere di importanza fondamentale per l’equilibrio omeostatico della cellula; così come una eventuale esposizione ad un campo alterato può comportare ripercussioni di incalcolabile entità per la cellula stessa.

La magnetoterapia promuove quindi un’accelerazione di tutti i fenomeni riparatori con netta azione biorigenerante, antinfiammatoria, antiedematosa, antalgica senza effetti collaterali.
Tecnicamente chiamata elettromagnetoterapia pulsata in alta frequenza questo sistema è nato dalla constatazione che le cellule danneggiate vanno incontro ad alterazione del loro potenziale di membrana per un modificato flusso ionico, pertanto inducendo particolari campi elettromagnetici è possibile ristabilire il naturale potenziale elettrochimico cellulare. La magnetoterapia, oggi largamente utilizzata anche dalla medicina, non ha nessun effetto collaterale ed alcuna controindicazione, tranne quelle riportate. Particolarmente indicata nelle affezioni dolorose localizzate, ha inoltre la proprietà di accelerare la rigenerazione tissutale (osseo, epiteliale, ecc.), migliorare lo stato del sistema nervoso, neurovegetativo e vascolare; ridurre la viscosità del sangue; aumentare l'ossigenazione; attenuare i dolori e gli stati infiammatori; produrre una notevole azione sedativa. L'azione benefica della magnetoterapia è effettuata in modo graduale, senza aggressioni violente ed effetti collaterali nocivi. L'utilizzo della magnetoterapia non da luogo a dipendenza, ad assuefazioni secondarie dannose.

COME AGISCE L' Elettromagnetoterapia :

E’ noto che la cellula è racchiusa da una membrana che

o regola i rapporti tra i compartimenti,
o regola gli scambi,
o aderisce ad altre cellule,
o è la sede della specificità immunologica,
o partecipa ai movimenti e alla divisione (mitosi),
o reagisce agli stimoli meccanici, chimici ed elettrici.

La membrana protegge la cellula e regola le funzioni di assorbimento, escrezione e riconoscimento cellulare; permette la selettività nei confronti della permeabilità e della diffusibilità; con gli enzimi di superficie partecipa ai processi metabolici.

La Magnetoterapia è in grado di influenzare i vari processi che regolano le funzioni vitali della membrana cellulare che controllano ciò che viene introdotto nella cellula e che producono sostanze adatte a combattere tutto ciò che non sia compatibile. La magnetoterapia , quale particolare tipo di terapia strumentale, utilizza diversi tipi di apparecchii con diverse procedure. L’effetto dei campi magnetici sugli organismi si svolge a livello di regolazione neuro-vegetativa e metabolica cellulare. Sappiamo che i biopolimeri e le membrane cellulari sono in pratica delle minuscole batterie di cui è stato possibile misurare la tensione erogata.

Più precisamente, nelle cellule nervose sane, si misura tra il nucleo interno e la membrana esterna una differenza di potenziale di 90 millivolt,nelle altre cellule questa tensione si aggira intorno ai 70 millivolt.

Quando queste minuscole batterie presenti nel nostro corpo si scaricano, l’organismo ne avverte le conseguenze sotto forma di dolori , processi infiammatori, ferite che non rimarginano. Quando queste cellule si ammalano, per una infezione o un trauma, o qualsiasi altra causa, perdono la loro riserva di energia, cioè si scaricano, quindi un cellula che da sana dovrebbe avere una tensione di 70 millivolt, ammalata ne misura soltanto 50-55.

Se questa tensione scende sotto ai 30 millivolt si ha la necrosi, cioè la morte della cellula.
Lo scopo della MAGNETOTERAPIA è quello di ricaricare e rigenerare le cellule prive di forza vitale.

La magnetoterapia è una disciplina che sta a metà fra il convenzionale e l'alternativo (è stata riconosciuta a livello nazionale come terapia omeopatica e naturopatica). Questa situazione già evidenzia come risulti complesso il parlarne con cognizione di causa, senza lasciarsi andare a facili ottimismi o ad affrettate stroncature.

Il campo magnetico
Una definizione "accettabile" di campo magnetico probabilmente è un buon test per un laureando in fisica; infatti è possibile usare diverse definizioni che, curiosamente, ripercorrono la storia della fisica degli ultimi 200 anni. In questa sede cerchiamo una sintesi divulgativa, comprensibile a tutti.
Innanzitutto iniziamo con il dire che la parola campo indica semplicemente una regione dello spazio (con certe proprietà).
Un campo magnetico è una regione dello spazio dove agiscono delle particolari forze; queste forze possono essere generate da un magnete, da una corrente elettrica o da un campo elettrico che varia nel tempo.
È per esempio nota a tutti la forza attrattiva di una calamita sulla limatura di ferro. Meno noto è il fatto che una tale forza magnetica possa essere generata anche da una corrente elettrica. Storicamente il fisico inglese Maxwell riunì elettricità e magnetismo in un'unica teoria (cardine della quale erano appunto le equazioni di Maxwell) che collegava i due campi, elettrico e magnetico (elettromagnetismo). Albert Einstein dimostrò poi che in realtà i campi elettrico e magnetico sono due aspetti dello stesso fenomeno.


Gli effetti biologici del campo magnetico

A livello terapeutico si usano ovviamente campi magnetici a bassa intensità.
Nota - L'unità di misura del campo magnetico nel sistema cgs (centimetro, grammo, secondo) è l'oersted, ma quasi tutti gli strumenti danno l'indicazione in gauss (G); il gauss è l'unità di misura della densità del flusso magnetico nel sistema cgs, mentre nel sistema mks (metro, kilogrammo, secondo) è il tesla: 1 T=10.000 G. La confusione "fisica" è poi aumentata dal fatto che i produttori chiamano "potenza" dello strumento la densità di flusso prodotta dal loro apparecchio.

Genericamente parlando, un campo magnetico può agire sulle cellule (in particolare quelle del sistema osseo), aiutando a ristabilire la normale funzione biologica, senza particolari effetti collaterali. Esistono terapie (ved. per esempio la tecarterapia) che associano campi magnetici ad altri fattori terapeutici, mentre la magnetoterapia classica utilizza solo campi magnetici.




Tre tipi di magnetoterapia
Se non vi siete persi nella spiegazione della locuzione "campo magnetico", dovrebbe essere chiaro che possono esistere diverse forme di magnetoterapia, a seconda della sorgente del campo magnetico. Ne possiamo definire tre:

  • statica;
  • a bassa frequenza;
  • a radio frequenza (o ad alta frequenza).

La magnetoterapia statica utilizza magneti da applicare alla parte da trattare, è la più semplice.
La magnetoterapia a bassa frequenza utilizza campi variabili con frequenze da 10 a 200 Hz (cicli al secondo) e densità di flusso da 50 a 300 gauss.
La magnetoterapia ad alta frequenza utilizza frequenze radio (da 18 a 900 MHz), quindi notevolmente più alte rispetto a quelle della strumentazione a bassa frequenza (1 MHz significa un milione di Hz).

Funziona?
Ovviamente per utilizzare al meglio la terapia è necessario generare il campo in modo opportuno, facendo in modo che la sua azione sia veramente riparatrice.
Questa attenzione è sicuramente usata nella strumentazione, ma è veramente ottimistico sperare che un magnete "statico" applicato alla parte malata possa interagire con essa nel miglior modo possibile. La magnetoterapia statica deve perciò ritenersi al di fuori di una visione scientifica dell'arte medica.
Negli altri due tipi di magnetoterapia esiste un problema di fondo: la durata del trattamento. Ricerche serie dimostrano che la magnetoterapia è in grado di dimezzare i tempi di guarigione di patologie a carico del sistema scheletrico con applicazioni di diverse ore al giorno per diverse settimane.
Appare pertanto privo di spessore scientifico il tentativo di guarire una patologia con un'applicazione di 10 minuti 3 volte alla settimana (si sfrutta l'effetto tempo). Non a caso, per avere qualche risultato pratico, è ormai possibile affittare la strumentazione ed eseguire il trattamento a casa propria.

Un trattamento serio deve avere queste caratteristiche:

  • seduta compresa fra 30 e 90 minuti;
  • due sedute al giorno (con una pausa di almeno due ore fra una e l'altra);
  • se non si avvertono particolari fastidi, utilizzare il selettore di frequenze alla massima frequenza prevista.


Il ricorso all’uso della magnetite è rintracciabile sin dall’antichità da parte di molti popoli: Egizi, Caldei, Cinesi, Arabi, Romani. Aristotele e Plinio decantavano le proprietà terapeutiche del magnete, che veniva impiegato in particolare per purgare, contro la gotta, le malattie degli occhi, ma anche con indirizzo apotropaico, per preservare dai malefizi.


Il magnetismo in natura

Negli ultimi anni, i biologi hanno scoperto che molti animali si orientano grazie a cellule speciali sensibili ai campi magnetici. Alcuni batteri che vivono nell’acqua sono influenzati dai campi magnetici, e nel loro organismo sono presenti piccoli cristalli di magnetite; tale sensibilità viene denominata magnetotattismo o magnetotassia. Questi batteri sono delle vere calamite biologiche, tanto che anche da morti si dispongono nella direzione Nord-Sud come l’ago della bussola. Non soltanto i batteri presentano questa particolare attitudine, ma anche molti altri animali, tra cui gli insetti, gli uccelli, i tonni e i delfini; tutti questi esseri hanno nel loro corpo delle cellule magnetiche: i magnetosomi.
D'altronde la natura intera è immersa nel campo geomagnetico terrestre, ed è ovvio quindi, che abbia dato la possibilità alle sue creature di utilizzare questa risorsa.



Il magnetismo nell'uomo
L’uomo è anche un essere biomagnetico e come tale sensibile alle carenze, agli sbalzi e fluttuazioni del magnetismo terrestre. La Terra perde ogni anno lo 0,05% del suo magnetismo, e per molti questa carenza può rappresentare uno squilibrio magnetico, con conseguenti disturbi.

Da ricerche fatte, pare che anche l’età sia legata all’insufficienza di magnetismo, e si è rilevato quanto segue:

  • tra i 20 e i 30 anni perdita del 3%
  • tra i 30 e i 40 anni perdita del 9%
  • tra i 40 e i 50 anni perdita del 28%
  • tra i 50 e i 60 anni perdita del 45%
  • oltre i 60 anni perdita del 15%


Le deficienze magnetiche possono essere di due tipi:
1. squilibrio interno dovuta alla natura biochimica cellulare del proprio organismo.
2. squilibrio esterno dovuto all’ambiente di vita e alla natura geofisica del luogo.

Ricordiamo che l’uomo, allo stesso modo della cellula, è un essere bioelettro-chimico-magnetico, e come tale sensibile al biomagnetismo, anche se questo risulta di bassa entità. Secondo alcuni scienziati, anche la riflessopressione e l’agopuntura agiscono sfruttando i campi elettromagnetici presenti nel corpo. Due ricercatori statunitensi, Burn e Becker, sostengono che nel corpo umano sono presenti dei campi elettromagnetici a frequenza molto bassa sia ad emissione continua (CC) che alternata (AC). Secondo questi ricercatori il campo biomagnetico si propaga dall’alto verso il basso e viceversa, e dal centro del corpo verso la periferia e viceversa.

Applicazioni

Quando un organo è ammalato, si rilevano delle anomalie nei campi elettromagnetici, ed attraverso la riflessologia e l’agopuntura si opera direttamente su centri energetici particolari, in grado di trasformare le cariche elettromagnetiche dell’organismo. Questo mutamento porta ad un riequilibrio non solo di tipo magnetico, ma anche biologico, promuovendo la variazione di alcune sostanze chimiche. Alcuni ricercatori parlano di un futuro nel quale l’elettromagnetismo sostituirà in parte i farmaci e le operazioni chirurgiche, ed è già stato appurato che un campo elettromagnetico pulsante facilita la saldatura delle ossa fratturate.
Da qualche tempo anche in Italia vengono venduti nei negozi specializzati dei piccoli magneti sinterizzati muniti di un cerotto autoadesivo, che devono essere applicati nei punti del corpo in cui sono presenti dei dolori. Ad esempio dolori muscolari, mal di schiena, dolori alle braccia, ai piedi, alle gambe, ecc.
Questi cerotti magnetici devono essere lasciati in loco per alcuni giorni. La loro azione curativa (di tipo magnetico) si ricollega alle antiche conoscenze della magnetoterapia in uso in tutti i paesi del mondo, e della quale Paracelso prima e Mesmer dopo, furono i precursori. magneti da utilizzare in genere erogano un campo magnetico di 2000 – 2500 gauss.
La loro dimensione è proporzionale alla vastità della zona del corpo umano sulla quale si vuole agire.


La Magnetoterapia è un metodo perfetto per creare un bilanciamento organico e mentale; consiste nell’uso dei magneti ovvero calamite di varie dimensioni e potenza magnetica posti su aree diverse del corpo (opportunamente protetti da uno strato di plastica atossica). Il magnete è un metallo magnetizzato con un polo positivo e uno negativo. Il potere dei magneti si misura in Gauss o in Tesla soprattutto quelli di grande dimensione. Intensità magnetica molto bassa 100-300 Gauss; bassa 300-700 Gauss; media 1000-2500 Gauss; alta 3000-6000 Gauss; massima 7000-12300 Gauss. Anche le dimensioni determinano la potenza.

Il campo negativo agisce inibendo e controllando il dolore, aumenta l’alcalinità tessutale, aumenta il numero degli ioni negativi e la presenza di ossigeno nelle cellule, regola lo yang dei tessuti, può diminuire la massa grassa incoraggiando la secrezione ormonale pituitaria.
Il campo positivo aumenta il numero degli ioni positivi e diminuisce indirettamente l’ossigeno nelle cellule, fa esattamente il contrario del negativo, migliorando le condizioni yin o ipo. Campo bipolare negativo e positivo su entrambe le superfici.

L’azione della calamita impregna varie sostanze di influsso magnetico ovvero eccita ed ordina gli elettroni delle medesime per cui i tessuti del corpo, sensibili a questa azione, vengono stimolati. Tali sostanze sono soprattutto il Ferro contenuto nel sangue in misura del 5% rispetto alla massa dello stesso e come secondo l’Ossigeno. Anche i Gas infatti possono essere sensibili all’azione magnetica anche se meno dei metalli. Il flusso magnetico penetra nella pelle almeno tra i 2-5 cm, per cui un effetto è indiscusso.


Pochi sanno che addirittura nel nostro corpo ci sono moltissimi cristalli di una sostanza definita magnetite biogenica ovvero dei microcristalli ad azione magnetica prodotti dal nostro corpo. Importante ricordare la potenzialità magnetica del Rame, si vuole ricordare la teoria dell’oscillazione cellulare dell’ing. Gorge Lakhovsk che permise di mettere a punto gli attuali apparecchi terapeutici usati in ogni centro di cura ed ospedaliero. Egli dice che
in natura tutto è vita perché tutto è vibrazione.

La vita è nata da vibrazioni, è mantenuta da vibrazioni, sparisce in caso di squilibrio elettrico.

La cellula vivente è un piccolo oscillatore e risonatore elettrico per cui può svolgere il ruolo di un ricetrasmettitore di onde radioelettriche. La vibrazione del circuito oscillante mantenuta dall’energia radiante delle onde E:M: telluriche e soprattutto cosmiche, ogni corpo può essere definito da una vibrazione che gli è propria e che dipende dalla materia, dalla forma e persino dal colore di cui è composto.

Magnetoterapia a Bassa e ad Alta Frequenza

BASSA FREQUENZA O ALTA FREQUENZA

La differenza tra magnetoterapia a bassa frequenza (BF) e magnetoterapia ad alta frequenza (HF) è sull’emissioni di basse frequenze per la prima ( nell’ordine di centinaia ) e di alte frequenze ( nell’ordine di migliaia ) per la HF . In particolare deve ritenersi un apparecchio per magnetoterapia a bassa frequenza qualunque dispositivo che generi una corrente alternata variabile avente una frequenza di variazione compresa tra pochi Hertz e alcune centinaia di Hertz . Il campo magnetico prodotto ha la stessa frequenza della corrente che lo ha generato .

Nei dispositivi a bassa frequenza la corrente alternata viene inviata direttamente al diffusore che la trasforma in campo magnetico.

Negli apparecchi di magnetoterapia ad alta frequenza ,in particolare ,i generatori di frequenze sono due: uno che genera una “portante” a frequenze che vanno dai 5..6 Mhz (milioni di Hz) in su e destinata ad essere inviata al diffusore di campo magnetico, e un altro che genera una serie di frequenze più basse come nei dispositivi di bassa frequenza.

Il risultato finale è una serie di impulsi di alta frequenza brevissimi (di circa 100 microsecondi di durata) emessi dal generatore di HF e che si ripetono alla frequenza stabilita dal generatore di BF in relazione alla patologia da trattare . Pertanto , l’alta frequenza ha una capacità di penetrazione nei tessuti superiore alla bassa frequenza, per cui è possibile utilizzare potenze molto ridotte per ottenere una notevole efficacia. Di contro , negli apparecchi a bassa frequenza si può controllare l’uscita in Gauss (l’intensità del campo magnetico che può raggiungere anche alcune centinaia di Gauss.)

Nella magnetoterapia ad alta frequenza in HF il campo magnetico generato è molto debole, pari ad una frazione piccolissima di Gauss. Tuttavia l’attività terapeutica delle alte frequenze è data dalla maggio penetrazione nei tessuti da trattare.

Quindi ,
Bassa Frequenza = maggior potenza in Gauss
Alta Frequenza = maggior penetrazione nei tessuti

La scelta tra i due dispositivi deve essere lasciata all’esperienza del medico che deve consigliare la bassa o l’alta frequenza in relazione alla patologia da trattare . L’attuazione delle terapie è di estrema semplicità , per cui gli stessi paziento possono effettuare le applicazioni di AF o BF.
E’ doveroso ricordare e consigliare di fare riferimento ad apparecchi certificati dal Ministero della Salute come dispositivi medici .




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