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Fitoterapici > ERBAVITA
Un sollievo naturale al dolore
Artidol capsule
60 capsule da 450 mg cad. Blister
Prezzo € 12,50
Per dolori intensi, cronici e costanti.
Indicato per:

Ingredienti: Estratti secchi di Artiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens) radice (1% di arpagoside), Boswellia serrata, al 95% di acidi boswellici, Noni (Morinda citrifolia) frutto (40% di polisaccaridi), Salice bianco (Salix alba) corteccia (3% salicina), Spirea ulmaria (Filipendula ulmaria) sommità (0.2% acido salicilico), Uncaria (Uncaria tomentosa) corteccia (3% di alcaloidi ossindolici totali), Ribes (Ribes nigrum) foglie (D/E=4:1), Acerola (Malpighia punicifolia) bacche (25% vitamina C). Involucro: gelatina naturale.
Modo d'uso: si consiglia l'assunzione di 2 capsule, 2 volte al giorno, lontano dai pasti. Per ottimizzare il trattamento si consiglia l'assunzione in sinergia con gli altri prodotti della LINEA ARTIDOL.
Cartidol capsule
60 capsule da 650 mg cad Blister
Prezzo € 13,90
Per l'integrità del tessuto cartilagineo.
Indicato per:
Ingredienti: Glucosamina solfato, estratto secco di Artiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens) radice (1% di arpagoside), Cartilagine di squalo, estratto secco di Noni (Morinda citrifolia)frutto (40% di polisaccaridi), Condroitin solfato, MSM (Metil sulfonilmetano), Perna canaliculus. Involucro: gelatina naturale.
Modo d'uso: si consiglia l'assunzione di 2 capsule al giorno, lontano dai pasti. Per ottimizzare il trattamento si consiglia l'assunzione in sinergia con gli altri prodotti della LINEA ARTIDOL.
Vedi anche la pagina ANTIDOLORIFICI
Indicazioni salutistiche: Il prodotto è utile per favorire un fisiologico rilassamento e attenuare le tensioni muscolari del collo e della testa, legate a stanchezza e a periodi di intenso lavoro.
Ingredienti: Estratto secco di Partenio (Tanacetum Parthenium) parti aeree, titolato al 0.5% in partenolidi, estratto secco di Salice bianco (Salix alba) corteccia, titolato al 3% in salicina, Magnesio ossido, estratto secco di Ginkgo biloba (Ginkgo biloba) foglie, titolato al 24% in ginkgoflavonoidi, cellulosa, antiagglomerante: magnesio stearato, Piridossina cloridrato (Vitamina B6), Riboflavina (Vitamina B2). Involucro: gelatina naturale.
Modo d'uso: Si consiglia di assumere 1-2 capsule al giorno, secondo necessità, con abbondante acqua.
Avvertenze: Se si stanno assumendo farmaci anticoagulanti o antiaggreganti piastrinici, consultare il medico prima di assumere il prodotto. Si sconsiglia l’uso del prodotto in gravidanza e durante l’allattamento.
Tenere fuori dalla portata dei bambini al di sotto dei 3 anni. Non superare la dose giornaliera consigliata. Gli integratori non vanno intesi come sostituti di una dieta variata.
EMICRANIA
Cos’è il mal di testa?
Mal di testa, più correttamente cefalea, è un termine generico con il quale si possono descrivere cefalee, emicranie e nevralgie dei nervi cranici. La cefalea costituisce il problema più comune nel mondo: si stima infatti che almeno il 64% della popolazione maschile e il 78% di quella femminile ne soffra in modo cronico e ricorrente.
Si distinguono numerose forme di cefalea. Nella maggior parte dei casi si tratta di cefalea di forma primaria, nella quale non è possibile individuare una causa precisa, mentre sono molteplici le cause di cefalea secondaria. Il mal di testa nella sua forma più comune insorge generalmente al mattino e raggiunge il picco dell’intensità in circa mezz’ora. Se non viene bloccato al suo esordio, può durare anche fino a 1-2 giorni. Spesso il riposo è un utile rimedio per porre fine ai sintomi dolorosi.
Quali tipi?
L’emicrania è la forma più grave di cefalea e colpisce il 12% delle persone, in particolar modo le donne. L’ipotesi più attendibile che spiega l’insorgenza dell’emicrania è l’eccessiva contrazione di un’arteria della testa, con la conseguente riduzione del flusso sanguigno nelle aree cerebrali. A questa fase ne segue una di forte dilatazione delle arterie, con la comparsa del dolore. Il 60% delle donne che soffre di emicrania assiste al riacutizzarsi degli attacchi in corrispondenza del ciclo mestruale. Nell’emicrania, inoltre, si è evidenziato il ruolo delle intolleranze alimentari nei confronti di numerosi alimenti. I più comuni sono latte di vacca, frumento (in particolare il glutine), cioccolato, uova, agrumi, formaggi fermentati, pomodori e altri.
Oltre all’emicrania, esistono altre tipologie di mal di testa: la cefalea di natura tensiva, molto comune e scatenata per lo più da situazioni di stress eccessivo e la cefalea a grappolo.
La cefalea tensiva o muscolotensiva
Si presenta con un dolore che interessa tutta la testa e ha un andamento continuo, in alcuni casi sembra che il cranio venga compresso. Generalmente il dolore non è molto intenso e, anche quando è forte, non impedisce le normali occupazioni, per esempio mangiare, bere, lavorare e persino guardare la TV (cosa invece raramente possibile nel corso di un attacco di emicrania). E’ invece possibile che renda difficile addormentarsi o continuare a dormire. Anche nell’ambito della cefalea tensiva si distinguono diverse forme. Una delle distinzioni più interessanti è tra forma episodica e forma cronica. Si parla di cefalea tensiva cronica quando si ha mal di testa per più di 15 giorni al mese e per più di 6 mesi l’anno.
La cefalea a grappolo
E’ caratterizzata da un dolore molto intenso, capace di svegliare nel cuore della notte il paziente e di indurlo a camminare reggendosi fronte e collo con le mani. Il dolore si presenta sempre nella zona della fronte e dell’orbita, e sempre nello stesso lato, mentre nell’emicrania può variare, fortunatamente non dura più di tre ore. La definizione "a grappolo" è dovuta al fatto che gli attacchi si raggruppano nel tempo; infatti, la cefalea a grappolo può presentarsi magari per un mese di seguito ma solo due volte l’anno, e tende a ripresentarsi sempre nello stesso periodo dell’anno. Nella maggioranza dei pazienti questa cefalea si presenta per uno o due mesi continuativamente, con uno o due attacchi al giorno.
Per ridurre i sintomi del comune mal di testa è necessario riposo, assenza di stimoli visivi e uditivi ridurre al minimo situazioni fonti di stress.
Come e Perchè
Che cosa scatena gli attacchi?
Per l’emicrania si distinguono diversi fattori scatenanti:
Dietetici, ormonali e sistemici:
Alcuni alimenti e additivi alimentari (cioccolato, formaggio, glutammato di sodio)
Alcol
Eccesso di caffeina, astinenza dalla caffeina
Mestruazioni
Rialzo della pressione arteriosa
Uso di contraccettivi orali
Mal di denti e altri dolori localizzati al volto
Stress emotivi (ansia, forti emozioni, depressione…)
Stress fisici (viaggi faticosi, eccessivi sforzi o superallenamento, privazione del sonno)
Stimoli esterni (cambiamenti climatici e di altitudine, odori intensi, luci e rumori molto forti)
Spiegare le cause del mal di testa non è semplice, anche perché solo recentemente sono stati accettati alcuni "punti fermi". Una cosa però è certa da tempo: non sono né il cervello né le ossa del cranio a dolere, in quanto sono prive delle terminazioni nervose (nocicettori) nelle quali si genera il particolare segnale nervoso che interpretiamo come dolore. Questi nocicettori sono invece presenti in altre strutture anatomiche circostanti il cervello, per esempi le meningi.
Emicrania
La spiegazione più antica si basava sull’alterazione del flusso sanguigno nel cervello, quindi su fenomeni di costrizione e dilatazione dei vasi. Successivamente ci si soffermò invece sull’attività nervosa, basandosi sul riscontro che in occasione delle crisi si assiste a una alterazione dell’attività nervosa della corteccia cerebrale, che a sua volta avrebbe provocato altri cambiamenti chimici nel cervello, che a loro volta avrebbero coinvolto i vasi sanguigni dando luogo a diversi sintomi. Infine, le due teorie, nel 1987 sono state unificate, ipotizzando che sarebbero le interazioni tra il nervo trigemino e i vasi delle meningi a determinare il disturbo. In seguito si è invece pensato a un fenomeno infiammatorio, poi all’esistenza di una particolare struttura nervosa, battezzata "generatore dell’emicrania". Quando questa struttura va incontro a irregolarità di funzionamento si presenta l’attacco. In realtà molti problemi rimangono aperti (per esempio, come po’ uno stimolo esterno produrre la vasocostrizione cerebrale, o l’alterarsi dell’attività nervosa). Una delle acquisizioni più recenti, e immediatamente pratiche, è l’identificazione del ruolo della serotonina nella meccanica dell’emicrania e proprio sul ruolo della serotonina si basano gli ultimi farmaci. La serotonina è un neurotrasmettitore coinvolto nei processi cerebrali e, quindi, in molti disturbi (per esempio la depressione), e nel caso dell’emicrania agirebbe sulla funzionalità dei vasi cerebrali.
Cefalea tensiva
In questo caso sembra che a entrare in gioco siano i muscoli che fanno capo al cranio (pericraniali) e quelli del collo. Il crearsi di una tensione continua di questi muscoli farebbe scattare il dolore. A sua volta, la contrazione muscolare potrebbe essere attivata da diverse cause, anche di tipo psicologico: in reazione allo stress o all’ansia si assume spesso postura scorretta delle spalle e del collo. Un'altra causa può essere la cattiva occlusione dentaria, che tiene sempre in contrazione la regione della mandibola e del collo e altro ancora. Vero è che attualmente si riconosce che possa esserci cefalea tensiva anche senza contrazione muscolare rilevabile, quindi probabilmente di sola origine psicologica.
Cefalea a grappolo
Valgono in parte le stesse spiegazioni fornite per l’emicrania, anche se l’accento viene posto proprio sulle alterazioni nella produzione/smaltimento della serotonina.
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