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Ansia e stress
Lo stress rappresenta, per la maggior parte delle persone, una delle componenti più abituali della vita contemporanea, al punto da essere accettata come una delle realtà inevitabili della nostra esistenza. In un certo senso questo è sostanzialmente vero. Le ricerche condotte fin dagli anni Trenta hanno conferito a questo fenomeno quelle caratteristiche di universalità che gli sono propri e ne hanno sviscerato le sue molteplici implicazioni per la psicologia e fisiologia umana. Ciò nondimeno è evidente a tutti come lo stress oggi produca seri disagi a una parte notevole della popolazione dei cosiddetti "Paesi sviluppati". Disagi che perdurano per molto tempo, talvolta per tutta la vita, causando molteplici di disturbi e complesse patologie che deteriorano in maniera anche drammatica la qualità della vita.
La parola stress è attualmente utilizzata nel gergo comune per indicare una situazione di malessere e tensione. L'essere stressati si associa usualmente a disordini come ansia, insonnia, irritabilità, stanchezza, depressione. In effetti lo stress è sicuramente un fattore importante in grado di influenzare il nostro stato di salute e le ricerche scientifiche moderne dimostrano sempre più quanto siano profondi i suoi effetti sull'organismo umano. Per citare un paio di esempi importanti ricordiamo che è oramai riconosciuto che il nostro stato emotivo e l'efficienza del sistema immunitario possono essere influenzati negativamente dallo stress.
Tuttavia lo stress non è da vedersi sempre come qualcosa da cui rifuggire. Infatti modernamente si tende a distinguere lo stress in positivo detto "eustress ed in negativo detto "distress". Lo stress positivo è rappresentato da tutti quegli stimoli fisici, fisiologici e psicologici, che tutto sommato rappresentano le piccole gioie e dolori della vita e che hanno come risultato quello di mantenerci in buona salute. E' solo quando siamo sottoposti a situazioni stressanti troppo intense o di eccessiva lunga durata che si manifestano dei problemi fisici e psichici. In questo caso infatti i sistemi (sia fisiologici che psicologici), di cui ci ha dotato la natura per riportarci ad una situazione di equilibrio, non sono più sufficienti e ad una situazione di esaurimento sarà indispensabile contrapporre riposo, tranquillità, e recupero delle energia.
Lo stress è una reazione dell'organismo ad uno sforzo estremo o importante.
Generalmente, lo stress attiva un processo ormonale e nervoso basato su uno stato di allerta, ciò spiega l'aumento del ritmo cardiaco e dello stato di vigilanza. A volte, lo stress può rivelarsi benefico (preparazione di un esame, reazione ad una sostanza pericolosa, …) ma può sfortunatamente anche indurre a situazioni nefaste (brutto stress), ciò che può provocare delle ulcere o ancora diversi problemi psichici (stanchezza, turbi del sonno, depressione)
Lo stress riposa, tra l'altro, sull'attivazione del sistema ormonale ipofisario-ipotalamo-ghiandole surrenali che sbocca ad una secrezione importante del cortisolo (formazione a partire dell'ACTH). Il sistema simpatico (un sistema che permette al corpo d'essere sveglio e vicino allo stress), segnatamente con il celebre ormone adrenalina, è ugualmente molto implicato nello sviluppo dello stress.
Ecco delle cause frequenti che possono provocare uno stress:
Sintomi possibili dello stress possono essere:
Prima di intraprendere una terapia, è preferibile ricercare, con l'aiuto del medico specialista, la causa che vi provoca uno stress, cercare di capire bene le situazioni che pongono in stati stressanti e tentare di porci rimedio (per es. diminuendo il sovraccarico di lavoro).
Esistono tuttavia anche dei rimedi contro lo stress, i medicamenti a disposizione per curare lo stress sono :
A . Dei calmanti
Si tratta principalmente di trattamenti naturali a base di piante (per es. la valeriana).
B. Degli stimolanti, dei complementi alimentari o dei ricostituenti
Questi medicamenti sono principalmente utilizzati in periodi di esame o di eccesso di lavoro, si tratta di: vitamine, minerali: principalmente il magnesio, gli omega-3 o ancora gli acidi aminati.
Le piante medicinali seguenti hanno saputo dimostrare un'efficacia per trattare lo stress e la nervosità
Se si preferisce una tisana si può scegliere fra le erbe suelencate quali la Melissa, Passiflora, Biancospino, Lavanda (ad esempio una combinazione in parti uguali di queste 4 è molto efficace) ma anche tiglio, fiori di arancio, luppolo, sono tutte piante da utilizzarsi in infusione, un cucchiaio colmo in una tazza di acqua bollente, infusione 15-20 minuti.
Altre piante medicinali o prodotti naturali possono anche essere utilizzati contro lo stress e la nervosità come per esempio: la petasite o l'estratto d'olio di fegato di merluzzo, soprattutto per la presenza di Omega 3.
La Fitoterapia è, forse, una delle forme di cura più antica inventata dal genere umano, infatti prevede l'uso di piante o estratti di esse per la cura di malattie o per un generale benessere dell'organismo.
In questo contesto le piante cosiddette adattogene risultano quanto mai utili. Infatti il termine stesso di adattogeno fu coniato appositamente per spiegare l'azione di questa interessantissima classe di piante nei confronti dello stress.
Si intuisce quindi che le adattogene sono piante specifiche per combattere gli effetti negativi dello stress. Esse potranno essere utilizzate sia a scopo preventivo che come aiuto per uscire da una situazione di stress già in atto. E' importante associare a queste piante adattogene, che conferiscono maggiore vitalità, anche altre piante i cui principi attivi facilitino e migliorino il recupero delle energie, favorendo il rilassamento. Alcune piante sono particolarmente efficaci nel ridurre lo stato di tensione continua che si accompagna alla condizione di stress (maca, noni, eleuterococco, ginseng, schizandra, aralia, rhodiola rosea).
Stress ed Adattogeni (dal sito scienzanatura.it)
Ansia, angoscia, paura, panico, umore alterato, depressione, sono esperienze universali abituali, spesso quotidiane, talvolta continue. Lo stile di vita moderno induce sempre più ansia, angoscia e depressione, tanto che gli psicofarmaci hanno il primato di vendita in farmacia.
Si parla di depressione quando il tono dell' umore perde flessibilità, si fissa verso il basso e non c'è più nulla di piacevole che riesca a influenzarlo: è come guardare il mondo attraverso cinque paia di occhiali scuri, si vede tutto nero.
La depressione colpisce circa il 10 per cento della popolazione americana ed europea, (sono circa 5 milioni gli italiani che soffrono di disturbi della depressione) e sale addirittura al 23 per cento fra i giovani e gli adolescenti.
Secondo gli ultimi calcoli potrebbe addirittura superare le malattie cardiache come causa di morte entro il 2020 e già oggi è la principale causa delle assenze dal lavoro, con un costo complessivo di 51 miliardi sulla produttività di una nazione. I dati del National Institute of Health americano indicano che un terzo delle donne è depresso, e la percentuale è in continuo aumento.
Un altro elemento messo in luce dagli studi è che le cure anti-depressive risultano efficaci solo per un terzo della popolazione. Molti esperti del campo concordano nel dire che i trattamenti con gli antidepressivi non bastano, e spesso sono necessarie altre forme terapeutiche. Le cause della depressione sono molteplici, includono traumi personali, fattori genetici e effetti di farmaci o droghe sul cervello.
Una vita relazionale sana può tenere lontano gli effetti della depressione e lo stesso possono fare buone abitudini come la meditazione, lo yoga, e il passare un po' di tempo con un animale di compagnia.
Il fattore più importante nella cura della depressione è la ricerca delle radici del problema e per questo è sempre necessario rivolgersi a un esperto medico o psicoterapeuta. Molte persone hanno continui e intermittenti episodi di depressione proprio perché non sono stati ben individuati ancora le origini profonde del trauma. Detto ciò, va anche detto che esistono degli alimenti che possono risultare un valido aiuto nei trattamenti anti-depressivi. Naturalmente neanche questi possono essere assunti alla leggera. Qualsiasi cambiamento o aggiunta nella propria dieta va discussa col medico di base o con il terapeuta.
La depressione è un disturbo diffuso tra la popolazione generale e quindi molto ben conosciuto.
Generalmente chi soffre di depressione mostra un umore depresso, una marcata tristezza quasi quotidiana e tende a non riuscire più a provare lo stesso piacere nelle attività che provava prima. Le persone che soffrono di depressione, si sentono sempre giù, l'umore ed i pensieri sono sempre negativi. Sembra che presentino un vero e proprio dolore di vivere, che li porta non riuscire a godersi più nulla.
Chi soffre di depressione può soffrirne in modo ACUTO (cioè presenta delle fasi di depressione molto acute ed improvvise, che magari tendono a scomparire da sole o con una terapia) oppure soffrirne costantemente, anche se in forma leggera, con alcuni improvvisi momenti di peggioramento. In tal caso si parla di distimia.
Spesso i parenti spronano chi ne soffre a reagire, a sforzarsi. Questo ovviamente in buona fede, senza rendersi conto che ciò tende a far sentire chi ne soffre ancora più in colpa.
L'atteggiamento migliore da tenere è quello di aiutare gradatamente il soggetto a riprendere le proprie attività, ad assumere un'adeguata terapia ed intraprendere una psicoterapia cognitivo comportamentale.
Ma quali sono i sintomi per riconosce la depressione ?
Secondo l' Organizzazione mondiale della sanità, si può diagnosticare uno stato di depressione quando per almeno due settimane sono contemporaneamente presenti 5 (o più) di questi sintomi: umore triste e depresso, aumento o perdita di peso, insonnia o sonno esagerato, agitazione o rallentamento psicomotorio, affaticamento, sensi di colpa, incapacità di pensare e di concentrarsi, pensieri di morte.
Spesso si cerca di spronare chi è depresso a cambiare, gli si chiede di metterci almeno un pò di "volontà". Ma volontà vuol dire energia e a chi soffre di questo disturbo è proprio l' energia che manca. Da soli in certi casi è difficile uscirne.
Molti dei moderni farmaci antidepressivi si basano sull'obbiettivo di alzare i livelli di serotonina nel cervello. La serotonina è un neurotrasmettitore responsabile del sonno, del flusso sanguigno, della fame, della libido e della risposta e dell'elaborazione del dolore. La serotonina si trova in grande quantità nel cervello e anche nelle cellule del sangue e nei tratti gastrointestinali. Una alternativa naturale alla prescrizione degli antidepressivi è il 5-Hydroxytryptophan, detto anche 5 http.
Questo agente è un precursore della serotonina e stimola la produzione di serotonina nel cervello. E' stato dimostrato che piccole dosi di 5-htp migliorano l'umore, riducono l'ansia, rendono più stabile il sonno e aiutano a curare le forme moderate di depressione. Questo elemento si trova nel formaggio e nei gallinacei, ma soprattutto nei semi di una pianta africana chiamata Griffonia simplicifolia.
Il litio è conosciuto come cura delle depressioni bipolari, ma è molto valido, come minerale, per permettere al corpo di aumentare le funzioni cerebrali. E' oggi indicato anche come elemento di prevenzioni dell'Alzheimer, ed ha dimostrato di essere capace di bloccare molti dei canali che causano la demenza. E' un prodotto molto economico e non ha particolari controindicazioni, anche se è consigliabile prendere alcuni grassi acidi per eliminare qualsiasi effetto tossico. La dose consigliata è di 10-20 milligrammi al giorno.
La natura ci offre sempre dei cibi che ci possono aiutare, ma ricordiamo che la depressione è un problema serio. Consultate delle persone esperte, fate delle cure apposite e soprattutto non tenete tutto dentro di voi.
Tra le piante usate nella cura della depressione spicca l''iperico o erba di San Giovanni considerata la pianta ufficiale per curare la depressione. E' stato usato per secoli nei casi di nevralgia o di malattie mentali, e, come sedativo, nei casi di punture di insetti o di malaria. Anche Ippocrate lo cita come medicina. Nuovi studi hanno mostrato la sua efficacia nel trattare lo stato depressivo. Uno studio del 1996 nota che "gli estratti di hipericum sono molto migliori del placebo danno effetti simili agli antidepressivi classici".
E' riconosciuto che 900 mg di estratto secco di iperico al giorno aumentano il livello di seratonina, la molecola del benessere. Gli effetti collaterali sono quasi nulli: in rari casi può esserci mal di stomaco e, ancora più raramente, fotosensibilità (reazione allergica alla luce solare). Se dopo un mese di uso di iperico non ci sono miglioramenti, è meglio passare ai farmaci. I farmaci curano comunque solo i sintomi della depressione, unitamente ai farmaci è bene ci sia un sostegno psicologico da parte di un esperto.
Che l'erba di San Giovanni, o iperico, fosse utile nei casi di depressione lievi o di modesta entità già si sapeva, ma ora una rassegna della Cochrane Library su ben 29 studi clinici dimostrerebbe l'efficacia dell'iperico anche nei casi di depressione grave. Negli studi l'erba di San Giovanni è stata confrontata sia con placebo (farmaco inattivo), sia con farmaci antidepressivi di prima generazione (triciclici) e di più recente introduzione (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, Ssri).
I dati ottenuti su più di 5000 pazienti indicano che questa pianta medicinale non avrebbe nulla da invidiare a triciclici e Ssri, con il vantaggio di essere meglio tollerata e comportare minori effetti collaterali. "L'estratto di iperico contiene sostanze farmacologicamente attive che agiscono sul sistema nervoso. Si tratta di un rimedio di derivazione naturale che funziona anche nelle depressioni più gravi. Il segreto del successo delle cure sta nell'intervenire precocemente e evitare ricadute.
La forma di assunzione più efficace e pratica sono le capsule di estratto secco della pianta, l'estratto per essere sicuramente efficace deve essere titolato in ipericina, la titolazione standard è dello 0,3%, e ogni capsula di solito contiene 300 mg di estratto (è scritto sulla confezione), la dose è di una capsula 3 volte al giorno, ai pasti, è da tenere presente, quella che è la principale controindicazione dell'iperico, cioè la possibilità di causare fotosensibilizzazione, è bene quindi esporsi poco al sole ed eventualmente utilizzare alte protezioni.
Per cominciare ad agire, l'iperico richiede almeno 2-3 settimane, è opportuno poi continuare il trattamento per almeno 2 -3 mesi per avere un risultato più stabile, successivamente si può ripetere specialmente nei periodi critici, di solito l'autunno o anche la primavera. Per accelerare la risposta si può associare un trattamento con oligoelementi, molto valida è l'associazione Rame-Oro-Argento, una dose (una fiala o 6-7 granuli) tutti i giorni per 7-10 giorni, poi a giorni alterni per altri 20 giorni circa, ovviamente insieme all'iperico.
IL MELOGRANO CONTRO LA DEPRESSIONE E LA FRAGILITA' OSSEA (fonte: www. Italiasalute.it)
Gli usi tradizionali del melograno hanno radici molto antiche. Ippocrate ne descrive le proprietà e parla del melograno come di un vero e proprio rimedio medicamentoso. Nell'antica Grecia, infatti, il melograno era prescritto come antielmintico, antinfiammatorio e per combattere i casi di diarrea cronica. Nella medicina tradizionale georgiana, invece, il melograno veniva utilizzato per la cura di emorragie passive, ferite infette e sudori notturni. Diffuse erano anche le applicazioni contro le infezioni parassitarie.
Le numerose proprietà benefiche attribuite dalla tradizione popolare al melograno sono state successivamente confermate dalla medicina ufficiale, la quale ha inoltre individuato altre interessanti potenzialità terapeutiche di questa pianta. Una ricerca condotta in Israele da Michael Aviram, biochimico al Lipid research laboratory del Medical center Rambam di Haifa, ha scoperto che questo frutto ha delle proprietà terapeutiche, e anche antitumorali, perché è ricco di flavonoidi, antiossidanti che proteggono il cuore e le arterie.
Il succo di melograno, secondo la ricerca, è addirittura tossico nei confronti delle cellule cancerose. È adatto soprattutto nei casi di tumore al seno.
Un altro scienziato israeliano, Ephraim Lansky, del Technion Israel institute of technology di Haifa, ha confermato le conclusioni di Aviram. Il melograno è infatti una ricca fonte di acido ellagico, una sostanza recentemente individuata contenuta anche nei lamponi, nelle fragole, nelle noci. L'acido ellagico, secondo l'Istituto del Cancro della Università della Sud Carolina, induce la morte delle cellule cancerose. Il melograno, così come alimenti come vino rosso, liquirizia, zenzero, olio di oliva, contiene i flavonoidi, sostanze in grado di rallentare i processi, tra cui quello ossidativo, alla base dell'aterosclerosi ed altre malattie cardiovascolari. Una nuova ricerca pare aggiungere un'altra proprietà al succo di melograno. Il frutto potrebbe aiutare le donne a combattere alcuni disturbi della menopausa, come la depressione e la fragilita' ossea. Sono i risultati di uno studio giapponese, pubblicato sul Journal of Ethnopharmacology.
I ricercatori della Saitama Prefectural University, effettuano degli studi sui topi, hanno scoperto infatti che il succo di melograno ('Punica granatum'), gia' noto per il suo prezioso contenuto di sostanze estrogeniche, si e' rivelano efficace sugli animali di laboratorio. In collaborazione con la Kureha Chemical Industry Company di Tokyo, i ricercatori hanno studiato un campione di topoline in cui la menopausa era stata indotta dalla rimozione delle ovaie. Meta' sono state trattate per due settimane con succo di melograno e metà con uno sciroppo a base di glucosio. La tendenza alla depressione e' stata valutata con il test del 'nuoto forzato' (i topi vengono messi in una vasca piena d'acqua, priva di 'punti di risalita', se sono depressi rinunciano presto a nuotare e fanno 'il morto a galla'). I risultati hanno mostrato che le topoline trattate con il melograno continuavano a nuotare vigorosamente per cercare un 'approdo' e si 'rassegnavano' molto piu' tardi di quelle di controllo. Inoltre, le radiografie delle zampe mostravano che il melograno aveva anche rafforzato le ossa, contrastando gli effetti 'indebolenti' della menopausa. Infatti, ulteriori analisi indicavano che le ossa degli animali trattati, rispetto a quelli di controllo, avevano un maggiore volume ed erano più dense.
RHODIOLA ROSEA: CARATTERISTICHE ENERGETICO- FUNZIONALI
Cresce spontaneamente nelle fredde zone del nord Europa (Lapponia e Scandinavia) e del nord Asia (Siberia Orientale ed Occidentale) ad altitudini di 3000 / 5000 mt. sul livello del mare ma si può trovare anche sulle Alpi e sui Pirenei ed in estremo Oriente ; può raggiungere un'altezza di 75 cm.
Il suo impiego ha una storia leggendaria: popolazioni antiche siberiane ne tramandavano l'uso di generazione in generazione, considerando la pianta ( di cui utilizzavano le radici sotto forma di tè o altri infusi) un valido aiuto per aumentare la resistenza fisica durante i freddi inverni asiatici oltre che per curare malattie da raffreddamento, depressione e prevenire malori dovuti alle alte quote.
Medici mongoli prescrivevano l'estratto di Rhodiola per il trattamento della tubercolosi e del cancro.
Interessatissimi alle sue proprietà per molti secoli gli imperatori cinesi hanno organizzato numerose spedizioni in Siberia orientale con il compito di reperire i luoghi in cui tale pianta cresceva spontaneamente poiché le popolazioni locali custodivano gelosamente il segreto di queste zone. Solo successivamente si è passati alla sua semina e coltivazione. Della pianta, raccolta nel periodo autunnale all'età di 3-4 anni, si utilizza il rizoma, lavato ed essiccato a temperature di circa 40-50°C
La caratteristica fondamentale che rende unica la Rosea, differenziandola dalle altre 200 specie di Rhodiola, è da attribuire alla presenza di glicosidi fenilpropanoidici: salidroside, rosavin, rosin e rosarin; proprio questi ultimi composti citati fanno di questa forse il più completo adattogeno mai studiato sino ad ora .
A differenza di altri adattogeni quali eleuterococco, ginseng, schizandra ed aralia, contenenti solo salidroside,costituisce un valido aiuto in casi di affaticamento da stress psico-fisico, nella regolazione del peso corporeo, nell'incremento delle prestazioni fisiche e dello stato energetico , nella cura dell'amenorrea secondaria , per il morbo di Parkinson e nelle turbe di memoria ed apprendimento.
Le Alghe Klamath un grande ricostituente in grado di dare all'organismo energia.
Dalle origini della vita il supercibo perfetto per una straordinaria vitalità fisica e mentale
I benefici nutrizionali delle alghe verdi azzurre
Dagli aztechi alle alghe Klamath
Le microalghe verdi-azzurre sono la prima forma di vita del pianeta, e costituiscono la base di tutta la catena alimentare. Le loro proprietà nutrizionali e terapeutiche erano già conosciute da varie popolazioni sia orientali che occidentali.
Le verdi-azzurre sono considerate un importante rimedio nella medicina cinese, mentre è noto che la spirulina costituiva un alimento essenziale dei guerrieri aztechi.
Per secoli la conoscenza di questo straordinario alimento si è persa, e solo negli ultimi decenni è riemersa. Nell'ambito di questo ritorno delle microalghe verdi-azzurre, che ha riguardato in particolare spirulina e clorella (coltivate soprattutto ad oriente), il continente
americano ci ha donato la microalga del lago Klamath, che prende il nome dagli indiani Klamath, abitanti del sud dell'Oregon che già facevano uso di queste microalghe.
A differenza della altre microalghe, che ormai sono coltivate in stagni artificiali con l'aggiunta di fertilizzanti, le Klamath sono le uniche a nascere spontaneamente in un ambiente incontaminato e ricchissimo di minerali. Le verdi-azzurre si riproducono con un ritmo di crescita esponenziale elevatissimo quadruplicandosi ogni quindici minuti e il 99% (meno dell'1% viene raccolto) di esse ricade sul fondo fertilizzandolo ulteriormente. Il lago produce oltre 10 milioni di tonnellate di alghe ogni estate e se pure, cosa impossibile, si potessero raccogliere tutte (sfamando così con il cibo più completo presente oggi sul pianetà praticamente tutta l'umanità) dal fondo del lago, ricchissimo di minerali, si riproddurrebbe la stessa quantità di alghe per almeno altri 6000 anni. La Klamath è considerata la 'regina' delle microalghe verdi-azzurre perché è l'unica specie commestibile per l'uomo che cresce spontanea e rappresenta oggi il cibo selvatico più ricco e nutriente tra tutti quelli conosciuti. La verde-azzurra del lago Klamath, per secoli utilizzata dalla tribù degli indiani locali dal nome omonimo, è non solo il cibo più completo oggi conosciuto, ma anche, grazie alla parete cellulare morbida, che consente di rilasciare e rendere biodisponibili tutti i nutrienti nel nostro organismo, anche il più assimilabile in assoluto.
Grazie alle condizioni ideali in cui crescono selvatiche, le Klamath hanno una dotazione di minerali, vitamine, aminoacidi, antiossidanti e acidi grassi essenziali assolutamente unica. La perfetta sinergia del suo spettro nutrizionale le rende non solo un ottimo tonico ed energetico generale, ma un vero e proprio super-nutriceutico, come testimoniato da numerosissime testimonianze accumulate nel corso degli ultimi 20 anni, e come confermato ora da una serie di studi scientifici che ne iniziano a rivelare importantissime valenze terapeutiche, in particolare sul sistema immunitario, su quello neurocerebrale e sul metabolismo lipidico (colesterolo, trigliceridi). Proprietà nutrizionali Proprio per il suo carattere selvatico e primordiale, le qualità nutrizionali della Klamath sono davvero speciali:
Infine la Klamath ha una parete cellulare priva di cellulosa, che la rende completamente digeribile. Per questo, e per le proporzioni ottimali di tutti i suoi nutrienti, la Klamath è perfettamente assimilabile.
Perché le proprietà nutrizionali e la qualità energetica e vibrazionale della microalga restino integre e la verde-azzurra Klamath possa apportare appieno e realmente tutti i suoi benefici al consumatore, essa deve essere raccolta con cura e rispetto e trattata con metodi che non ne alterino o denaturino i nutrienti più vitali.
Le Klamath di qualità superiore, insieme agli altri fattori nutrizionali primordiali, probiotici e enzimi, costituiscono un programma di riequilibrio nutrizionale-energetico ottimale e completo.
Possono essere impiegate come coadiuvante nelle patologie acute o croniche, in caso di abbassamento del livello energetico, per situazioni di ridotta produzione, blocco e/o mancata utilizzazione di energia da parte dell'organismo.
Le Klamath siano un ottimo ricostituente per tutti i casi di debilitazione e stanchezza e nella riduzione energetica legata all'invecchiamento e allo stress.
Eccellente per i bambini in età pre-scolare e scolare, con problemi energetici e immunitari. Ottimo coadiuvante per tutti coloro che svolgono attività ad elevato dispendio energetico e nervoso come sportivi, studenti, imprenditori, ecc. Sinergico a qualsiasi trattamento terapeutico, rafforza nutrizionalmente l'effetto dei rimedi e ne riduce gli eventuali effetti collaterali.
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Omega 3, i grassi buoni che aiutano
Giocano un ruolo cruciale nella prevenzione dell'aterosclerosi, degli infarti, ma anche della depressione, del cancro, della colite ulcerosa, del diabete 2 e dell'artrite reumatoide. Gli Omega 3 svolgono un'azione importantissima nel metabolismo cerebrale.
Merito del loro valore anti-infiammatorio, che studi attualmente in corso stanno dimostrando. Lo studio greco ATTICA, ad esempio, sta coinvolgendo 1514 uomini e 1528 donne: si è già visto che circa il 90 per cento dei partecipanti mangia pesce almeno una volta al mese, e quelli che si attestano intorno ai 300 g la settimana presentano livelli più bassi (di oltre il 33%) di ben cinque parametri infiammatori rispetto a chi ne mangia di meno.
La Società Italiana di Nutrizione Umana ha stabilito un fabbisogno quotidiano compreso tra 0,8-1,5 g di Omega-3, a secondo dell'età e del sesso. Per raggiungere un benessere psicofisico e per aumentare le prestazioni a livello sportivo i dosaggi sono maggiori: 1-2 g di un complesso EPA/DHA il cui rapporto dovrebbe essere di circa 2:1, meglio se sotto forma di gliceridi naturali. Ancora più elevate le dosi per ottenere benefici terapeutici, ma su indicazioni mediche.
Per saperne di più sugli Omega 3 clicca qui
ZAFFERANO CONTRO STRESS e ANSIA
Noto fin dall’antichità per i suoi effetti benefici sull’organismo, la scienza ha riscoperto in tempi più recenti le innumerevoli proprietà dello zafferano, considerato oggi come uno degli antiossidanti più potenti in natura. In realtà allo zafferano vengono riconosciute anche altre capacità: stimola il sistema immunitario; protegge l’apparato cardiovascolare, attraverso il miglioramento della pressione arteriosa e dei livelli di colesterolo nel sangue; allevia i sintomi di tosse ed asma (al safranale, componente principale dell’olio essenziale, viene attribuita una potente azione rilassante sulla trachea, comparabile a quella esercitata da alcuni farmaci broncodilatatori); riduce i dolori mestruali; migliora la concentrazione.
L’ INTEGRATORE ALIMENTARE NATURALE A BASE DI ZAFFERANO
Se volete godere delle proprietà antiansia e antidepressione dello zafferano (utilissime anche per chi soffre della sindrome premestruale con sbalzi d’ umore), si può assumere lo zafferano sotto forma di integratore, dove le quantità di principi attivi sono standardizzate.
Consigliato: SAFRALYIN integratore allo zafferano: è un mix di principi attivi completamente naturali estratti dallo zafferano (Crocus sativus, tubero originario dell’ Asia minore), utile per combattere stress, ansia, difficoltà di concentrazione e sbalzi d’ umore. Contiene un particolare estratto di stimmi di zafefrano potenziato dalla presenza di vitamina B9 (acido folico), sostanza che può essere carente quando l’ umore “si fa nero”. Se ne prendono due compresse al giorno con un pò d’ acqua.
Per saperne di più clicca qui.
UN AIUTO DAI FIORI
FIORI DI BACH
Grazie ai Fiori di Bach, possiamo ottenere un rapido miglioramento sui problemi arrecati dai disturbi emotivi.
Sia l’ansia che la depressione che lo stress, ma anche disturbi alimentari ed attacchi di panico, possono essere risolti utilizzando Fiori di Bach.
..Proprio nel tempo attuale
è inutile dire
"Non aver paura" o
"Non esser malato".
E' necessario spiegare loro
perchè hanno paura,
perchè sono malati
e dar loro l'antidoto..
(Edward Bach)
Abbracciare Morfeo grazie ai fiori
Una semplice miscela di fiori, acqua e poco alcol. È questo il segreto dei Fiori di Bach, una maniera di curare i più diversi disturbi emotivi, insonnia compresa, in modo dolce. L’uso può essere associato alla fitoterapia e all’omeopatia.
White Chestnut. È l’ippocastano, indicato quando la notte è tormentata da pensieri e preoccupazioni ossessive, con conseguente disattenzione durante il giorno.
Olive. Se l’insonnia dura da parecchio tempo, è questo il fiore da associare a White Chestnut.
Vervain. È la verbena. Ideale per chi soffre di disturbi del sonno dovuti all’incapacità di staccare dai problemi della vita quotidiana, senza riuscire quindi a rilassarsi.
Star of Bethlem. È un tipo di giglio selvatico. Specifico per chi è soggetto a risvegli notturni bruschi, per chi si ritrova nel cuore della notte con gli occhi sbarrati, magari in seguito a un brutto sogno.
AURICOLOTERAPIA E MENOSTRESS
L' AURICOLOTERAPIA è una disciplina terapeutica riconosciuta dall'O.M.S (Organizzazione Mondiale della Sanità) volta alla cura ed al benessere attraverso la stimolazione del padiglione auricolare. É una scienza di antichissima data, infatti già gli Antichi Egizi conoscevano l'utilizzazione del padiglione auricolare a scopo terapeutico.
Dal 1951 in Francia a Lione il dott. P. Nogier ha avuto il merito di aver dato enormi contributi allo studio dell'auricoloterapia. Questa disciplina sottolinea la stretta relazione tra l'orecchio ed il sistema nervoso centrale.
Ogni punto del padiglione auricolare forma un minuscolo complesso neurovascolare attraverso il quale avviene un continuo scambio di informazioni tra orecchio, cervello ed organi. Ogni punto del corpo possiede una corrospondenza nell'orecchio.
É noto oggi alla scienza medica che con l'agopuntura e con l'auricoloterapia stimolando determinati punti dell'orecchio si inducono neurotrasmettitori a produrre endorfine.
Menostress è un’innovativa terapia brevettata che unisce i vantaggi di validi sistemi già utilizzati in auricoloterapia e agopuntura, aggiungendo una tecnologia che sta dando risultati eccellenti NEI TRATTAMENTI PER LA RIDUZIONE DI ANSIA, STRESS E INSONNIA.
È noto alla scienza medica che nella terapia con agopuntura e con auricoloterapia, la stimolazione di determinati punti dell'orecchio induce la liberazione di neurotrasmettitori capaci di determinare IMPORTANTI EFFETTI TERAPEUTICI.
Il sistema MENOSTRESS si avvale di due biomagneti in materiale naturale i quali - posizionati come descritto più avanti - con la loro pressione programmata determinano una efficace stimolazione dei punti auricolari riducendo sensibilmente l ansia e lo stress.
La stimolazione continua nel tempo della terapia MENOSTRESS ha importanti azioni sul comportamento umorale:
I magneti sono ricoperti in oro, metallo nobile e prezioso da sempre noto per le sue capacità conduttive e perché non provoca nessun tipo di allergia (esclusi i soggetti allergici all'oro).
La terapia MENOSTRESS si basa sul posizionamento di 2 magneti 2 volte al giorno, 30 minuti al mattino dopo alzati. Questo vi darà sia più carica sia più sicurezza nell’iniziare la vostra giornata e per 30 minuti la sera,dopo aver finito i vostri impegni, prima di andare a letto. Questo vi darà rilassatezza fisica e mentale per procedere a un sonno riposante e ristoratore.
Come prevenzione metteteli per 30 minuti prima di un evento impegnativo, ad esempio ESAME,COLLOQUIO DI LAVORO,PRIMA DI SALIRE IN AEREO, ecc. ecc. , e toglieteli prima dell’evento
NON SI FORA L'ORECCHIO, ed i magneti rimangono nella posizione corretta autonomamente a causa della loro proprietà attrattiva.
L’operazione va ripetuta tutti i giorni nel primo mese e a seconda della necessità nei mesi successivi.
La reazione indotta sarà quella di una riduzione dell’ansia e della tensione nervosa per affrontare l’evento e la fase depressoria darà la determinazione necessaria per portarla a termine e in questo modo a ridurre la tua ansia, stress e insonnia.
Vantaggi
SEMPLICE è una terapia che puoi fare tranquillamente a casa da solo senza recarti in strutture o centri specializzati.
PRATICA a differenza di altri sistemi non hai bisogno dell'aiuto di altre persone che ti pratichino la terapia.
SICURA non devi ingerire nulla e non ci sono scosse o punture da subire per cui non avrai nessun fastidio o effetto collaterale.
E' UN DISPOSITIVO MEDICO non c’è nessuna controindicazione.
VERSATILE non toglie tempo alle tue occupazioni.
ECONOMICO costa solo 49 euro, che spendi una sola volta perché i magneti sono riutilizzabili in quanto la loro carica dura circa 100 anni.
DISTURBI DEL SONNO E ALZHEIMER
I disturbi del ritmo circadiano (CRD) interessano un quarto dei pazienti con morbo di Alzheimer (AD) durante qualche stadio della loro malattia. Si ritiene che le cause principali siano alterazioni nel nucleo soprachiasmatico e nella secrezione di melatonina. Ne risulta che ne vengono colpiti la normale fisiologia del sonno, l'orologio biologico e la temperatura corporea.
Un'articolo recentemente pubblicato sul Journal of Alzheimer Disease discute in maniera sistematica alcuni dei fattori causali, i sintomi tipici e le opzioni di trattamento per i CRD dei pazienti che soffrono di morbo di Alzheimer.
Si sottolineano anche l'importanza delle terapie ambientali e comportamentali prima del trattamento farmacologico.
Vengono poi riassunte le opzioni farmacologiche al fine di offrire benefici sintomatici ai pazienti e sollievo dallo stress ai famigliari ed eventuali aiutanti professionali. Si nota come ad oggi pochi siano gli studi in questo senso e gli Autori auspicano studi clinici su un campione abbondante di questa popolazione per valutare gli effetti per esempio della terapia luminosa.
Tra i trattamenti non farmacologici considerati, viene riportata la melatonina e descritti i suoi effetti positivi nel riequilibrare un fisiologico ritmo del sonno. Per l'intera trattazione cliccare sul link seguente:
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2939436/?tool=pubmed
Weldemichael DA, Grossberg GT Circadian rhythm disturbances in patients with Alzheimer's disease: a review. Int J Alzheimers Dis 2010 Sep 2;2010.
Le dieci regole d’oro per dormire bene
Ecco tutti i consigli alimentari da seguire e le “cattive” abitudini da evitare assolutamente
L’insonnia è un disturbo in cui il cosiddetto “fai da te” è da bandire.
Troppo spesso infatti si ricorre ai sonniferi senza consultare il medico rischiando, da un lato, fastidiosi effetti collaterali e dall’altro, una rapida dipendenza biologica e psicologica.
Peraltro è possibile ricorrere ad alcuni accorgimenti di tipo alimentare e comportamentale per curare e prevenire questo “antipatico” disturbo:
Le erbe della buonanotte
Biancospino. I fiori e i frutti di questo arbusto ricco di flavonoidi (potenti antiossidanti), sono adatti alla preparazione della tisana serale. È indicato soprattutto quando il disagio legato al sonno ha un’origine nervosa. È in grado di ridurre l’emotività e gli stati di tensione. Questo rimedio è adatto anche ai bambini, per i quali viene prescritto in genere l’estratto fluido, da somministrare in gocce.
Camomilla. Il più classico dei rimedi per conciliare il sonno, i suoi fiori contengono una percentuale elevata di flavonoidi. Ha un effetto blandamente calmante e sedativo, ma l’assunzione di un infuso troppo concentrato può provocare l’effetto contrario.
Escolzia. Ecco una pianta che sembra prediligere il genere femminile: alcuni studi, infatti, rilevano che i suoi effetti sono maggiormente attivi sull’organismo delle donne, tanto che può essere prescritta anche come antidolorifico in presenza di disturbi mestruali, poiché rilassa le fasce muscolari. Uno studio su pazienti che lamentavano insonnia ha dimostrato che favorisce sia la fase iniziale del sonno, sia la sua durata complessiva, assicurando un riposo senza risvegli notturni.
Melissa officinalis. Perfetta per le persone che faticano a prender sonno con una frequenza sporadica, soprattutto quando l’incapacità di rilassarsi deriva da ansie e stress vissuti durante il giorno. Lievemente calmante, migliora anche la qualità del sonno della fase centrale, riducendo le probabilità di risvegli continui.
Passiflora incarnata. Ha un’azione diretta sul sistema nervoso centrale, in particolare a livello della zona che controlla i movimenti e dei centri preposti al sonno.
Utile quando l’insonnia è data da iperattività cerebrale ed eccitazione. Induce un sonno simile a quello fisiologico e, nonostante la sua efficacia sia stata paragonata a quella delle benzodiazepine (farmaci ad azione sedativa), non provoca stordimento.
Tiglio. La sua azione sedativa è particolarmente consigliata alle persone che somatizzano l’ansia a livello di disturbi non soltanto legati alla sfera del sonno, ma anche di tipo intestinale. È la più adatta ai bambini e non provoca sonnolenza durante il giorno.
Valeriana officinalis. I suoi benefici soprattutto come calmante sono noti, e sono massimi nelle persone che soffrono di insonnia iniziale (cioè hanno difficoltà ad addormentarsi) anche a causa di un temperamento ansioso.
Ha un’azione tranquillante in quanto agisce sul sistema nervoso centrale e alcuni studi hanno dimostrato che riduce il tempo necessario per addormentarsi e migliora la qualità delle prime ore di sonno. Si trova sotto forma di preparato per infusione, ma anche di estratto secco.
Si deve ricordare che quest’ultimo è in genere la forma da preferire perché è fortemente concentrata e le dosi di principi attivi sono più controllate e uniformi.
Spesso gli estratti secchi sono utilizzati per fare preparazioni associando più piante (come per esempio, valeriana, melissa ed escolzia) per migliorarne l’efficacia.
INSONNIA E INQUINAMENTO DOMESTICO
SUGGERIMENTI FINALI
Non fatevi la diagnosi da soli. La valutazione di un buon medico è fondamentale per stare in buona salute. Se avete sintomi che suggeriscono una malattia analizzata in questa “categoria”, è bene che consultiate un medico o un altro specialista di medicina naturale.
Se in questo momento state prendendo farmaci su prescrizione medica, dovete assolutamente affrontare il discorso con il vostro medico prima di interromperne l’assunzione. Smettere di prendere un farmaco su ricetta senza supervisione medica può mettere in pericolo la vostra vita.
Se volete provare la strada della medicina naturale, discutetene col vostro medico. E’ molto probabile che il vostro medico non conosca le alternative naturali disponibili, quindi può essere necessario fargli un po’ di “aggiornamento”. Le alternative naturali che vengono raccomandate sono basate su ricerche pubblicate su riviste mediche.
Ricordate che, anche se molte alternative naturali, come i supplementi nutrizionali e le erbe, sono utili anche da soli, diventano più efficaci se si inseriscono in un piano completo di trattamento naturale che punti sulla dieta e sullo stile di vita. Non sottovalutate il valore della dieta e delle abitudini quotidiane.
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