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Informazioni circolazione e varicose

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L'insufficienza venosa cronica (IVC) ha una vasta diffusione nei paesi occidentali. Nei paesi avanzati in media il 30% della popolazione maschile e il 50- 55% di quella femminile ne soffre; in Italia, quindi, 9 milioni di uomini e 16 milioni di donne sono colpiti da questa patologia. Le malattie varicose, inoltre, coinvolgono 4,5 milioni di maschi italiani, mentre si arriva quasi a 10 milioni per le femmine. Secondo una ricerca condotta nei paesi occidentali e pubblicata su Angiology, l'avanzare dell'età rappresenta un fattore decisivo per l'insorgere del problema: oltre i 60 anni quasi il 60% delle donne lamenta disturbi, mentre la percentuale degli uomini si attesta intorno al 35%. È sufficiente osservare un range di età inferiore, dai 35 ai 40 anni, per comprendere come siano soprattutto le persone più mature a soffrire di varici. In questo intervallo di età il 40% delle donne lamenta questo disturbo, mentre la percentuale maschile scende a circa il 20%.

In base agli studi effettuati nei Paesi avanzati e pubblicati sulle più prestigiose riviste specializzate, anche l'ereditarietà risulta essere un fattore chiave per l'insorgenza delle varici. Si è infatti dimostrato che in soggetti che presentano fattori ereditari l'incidenza delle varici è circa del 50%, mentre è inferiore al 40% se assenti. Avere dei figli comporta anche un maggior rischio di soffrire di varici in età avanzata.

Circa il 35% delle donne che hanno avuto più gravidanze ne soffre, mentre solo il 15% delle donne senza figli lamenta disturbi analoghi. Secondo la ricerca condotta da un centro di Stoccarda, quasi il 50% delle persone sovrappeso presenta problemi di varici, che invece interessano il 30% dei soggetti con un peso normale.

La circolazione sanguigna nelle gambe e la formazione di varici

E', in ogni caso, nella stazione eretta propria dell'uomo, che va cercata la causa della debolezza strutturale che espone la specie umana al rischio di contrarre questa malattia. Le vene costituiscono un sistema di vasi con la funzione di trasportare il sangue verso i polmoni per arricchirlo d'ossigeno. Il cuore, successivamente, spinge il sangue verso tutti gli organi, attraverso le arterie, con una pressione che è in grado di mandarlo nei punti più lontani del corpo. Nelle vene, la forza propulsiva trasmessa dalla contrazione cardiaca, si è quasi del tutto esaurita, e per questa ragione il sangue fa fatica a continuare il proprio cammino.

Negli arti inferiori, poi, questo percorso è particolarmente difficoltoso, poiché il sangue deve "salire" contro la forza di gravità. Nell'uomo, infatti, a differenza degli altri mammiferi quadrupedi il cuore si trova ad un livello più alto delle gambe. La progressione del sangue è, di conseguenza, difficoltosa e lenta ed è resa possibile solo dall'azione dei muscoli del polpaccio che, contraendosi durante la marcia, spremono le vene. Il sangue è poi obbligato ad andare verso l'alto da valvole disseminate lungo le vene.

Questo meccanismo è molto efficace, ma interessa solo il sistema venoso profondo. Negli arti inferiori ci sono, infatti, due sistemi venosi, formati da complessi intrecci di vasi, localizzati rispettivamente nella profondità dell'arto e in superficie. Il sistema profondo è circondato da muscoli e, perciò, il sangue vi scorre agevolmente, mentre in quello superficiale, costituito dalla vena grande e piccola safena che si trovano subito sotto la pelle, il flusso ematico ha gran difficoltà ad avanzare per la mancanza dell'azione di spremitura muscolare.

I due sistemi si collegano, tramite vene, dette perforanti , che, in condizioni normali, portano il sangue dalla superficie in profondità, cioè verso il sistema più efficiente.




Inoltre, la grande safena s'immette, poco sotto la piega inguinale, nel sistema profondo, all'altezza della cosiddetta cross safeno-femorale , provvista di valvola, che consente il passaggio del sangue dalla superficie alla profondità. Il cedimento della parete venosa, che è alla base della comparsa delle varici, provoca la dilatazione della vena e, in queste condizioni, le valvole non si chiudono più in modo regolare, perdono, perciò, la loro funzione. Accade, allora, che il sangue anziché andare dalla superficie in profondità, inverte il senso del flusso e va dal sistema profondo a quello superficiale. Questo fenomeno, chiamato reflusso, porta ad un ingorgo delle vene superficiali che si dilatano ulteriormente. Le safene, allora, diventano serpiginose e, in più, si dilatano anche dei rami venosi che non appartenendo né alla grande, né alla piccola safena sono chiamati extrasafenici e sono responsabili delle cosiddette varici reticolari.


Siamo così giunti alla formazione delle varici. Il ristagno di sangue provoca l'imbibizione acquosa dei tessuti, l'edema, con infiammazione e dolore. Gli scambi tra il sangue ed i tessuti si alterano e, col tempo, la pelle e il sottocute vanno incontro a fenomeni regressivi con indurimento, assottigliamento pigmentazione, lezioni eczematose ed ulcere.

La paziente lamenta irrequietezza e dolore alle gambe, crampi muscolari e senso di gonfiore. Le varici si definiscono quindi come dilatazioni permanenti delle vene degli arti inferiori e costituiscono un problema sintomatologico (pesantezza, dolori, crampi, irrequietezza, prurito, edema) ma anche un serio pericolo per le complicanze legate alla loro presenza (flebiti, trombosi, embolie polmonari, emorragie, ulcere). Anche i capillari si dilatano, fino a formare grosse ragnatele che spesso sono sede di dolori e bruciori.


Le vene varicose si formano soprattutto dopo i quarant'anni, sono molto diffuse tra le donne e spesso i fattori ereditari giocano un ruolo importante nella comparsa di quest'inestetismo. I soggetti più a rischio sono coloro che passano molte ore in piedi, dato che le gambe di queste persone devono sopportare una pressione sanguigna molto alta, ma possono essere causate anche dall'eccessiva obesità, da disturbi circolatori e dalla gravidanza.

I sintomi premonitori delle vene varicose sono la comparsa di
macchie bluastre ed una sensazione di stanchezza e pesantezza degli arti inferiori che talvolta, nei casi più gravi e dopo alcuni anni, possono degenerare in flebiti o emorragie.

Nei casi meno gravi, gli inestetismi causati dalla comparsa delle varici possono essere eliminati attraverso alcune precauzioni o cure naturali. Per quanto riguarda l'alimentazione, va ridotto drasticamente l'apporto di grassi a vantaggio del consumo di frutta e verdura e andrebbe incrementato il tempo da dedicare ad attività fisiche come il nuoto e le passeggiate (a piedi ed in bicicletta). Altri rimedi utili per cura delle varici sono i bagni alternati d'acqua calda e successivamente d'acqua fredda ed un massaggio delicato degli arti inferiori (consigliato dopo i bagni).

La medicina naturale consiglia l'utilizzo di piante come la
piantaggine e la salvia da applicare direttamente sulla pelle e degli infusi di ortica bianca.

Gambe gonfie e pesantezza sono disturbi che colpiscono il
50% delle donne e il 40% degli uomini.

Una recente indagine condotta su circa 4000 donne di età superiore a 21 anni dimostra che quasi nel 70% dei casi chi soffre di disturbi venosi evita di sottoporre il problema al medico. Basterebbe invece una maggiore attenzione ai segnali iniziali (come edema e gonfiore ai piedi) per intervenire con un adeguato trattamento.
Ci sono sostanze, come i bioflavonoidi, la cui efficacia è ormai provata; tra questi l' oxerutina, derivata dalla rutina estratta dalle foglie e dai fiori della Sophora japonica.


RIMEDI NATURALI CONTRO GAMBE E PIEDI GONFIE


Un toccasana per la circolazione sono i
bioflavonoidi sostanze preziose per il benessere dei vasi sanguigni e per la circolazione. Ne troviamo in buona quantità in tutti i frutti di bosco da inserire nell' alimentazione: mirtillo, ribes, mora ma anche nell' uva e nel tè verde. Ma si può anche passare in erboristeria e acquistare estratti per infusi da fare a casa per migliorare la circolazione delle gambe e limitare il gonfiore e la ritenzione idrica.

Eccone alcune:

- Tè Aromatico: si ottiene da un infuso di foglie di rovo mescolate con foglie di lampone
- Infuso di mirtillo: in un litro di acqua bollente mettete in infusione per 15 minuti 20 grammi di foglie di mirtillo. Filtrare e bere due tazze al giorno per 15 giorni.

Oltre a questi infusi, sono molte le piante che possono essere utili per combattere la ritenzione idrica, la cattiva circolazione, da sole o in associazione fra loro: Betulla, Orthosiphon (detto anche The di Giava), Pilosella, Ortica, Equiseto, Edera, Tarassaco, Ippocastano, Amamelide, Centella asiatica e Rusco. Si trovano in erboristeria sotto forma di tintura madre, compresse, o essiccate per la preparazione di infusi e tisane.



Pediluvio alle erbe contro la stanchezza delle gambe:
preparare una miscela di erbe composta da camomilla romana, foglie di amamelide, fiori di lavanda, foglie di rosmarino. Portare ad ebollizione circa 2 litri d'acqua, versare una manciata di erbe, lasciar riposare coperte per circa cinque minuti. Filtrare e unirla alla bacinella dove si intende fare il pediluvio.
Impacchi per combattere il gonfiore delle gambe:
Far bollire per 15 minuti, 100 grammi di foglie d'edera in un litro d'acqua. Con il decotto ottenuto fare impacchi caldi.


L'omeopatia propone un quartetto di sostanze utili sia per attenuare i disturbi che per prevenirli. Per gambe gonfie e dolenti c'è Hamamelis virginiana 5CH, dalla spiccata azione vasotonica, mentre le varici possono essere curate efficacemente con l'ippocastano, o Aesculus hippocastanum 5 CH. Le flebiti superficiali, invece, si riducono con Vipera redi 7 CH, mentre per il gonfiore e l'arrossamento tipici delle donne in gravidanza è perfetta la pulsatilla 7 CH. In ognuno di questi casi, sono sufficienti cinque granuli una o due volte al dì per ottenere risultati efficaci e completamente sicuri. In più, per dare sollievo a gambe e piedi dopo una lunga giornata, si possono applicare degli impacchi freschi di Willow, un fiore di Bach indicato anche in caso di flebiti, oppure massaggiare le estremità con una crema a base di mirtillo.




Un caso diverso è quello delle difficoltà circolatorie che vanno e vengono, cioè che compaiono solo nei momenti di tensione emotiva. L'ideale per questa situazione è la floriterapia. Si parte con un rimedio himalayano, il fiore Down to Earth, che agisce sugli arti inferiori rendendo la circolazione più fluida. Due gocce del rimedio puro, cinque volte al giorno per una settimana, daranno i primi risultati. Poi si potrà passare a un rimedio più mirato con i fiori australiani: Purple Flag Flower e Damperia per un massaggio drenante che scioglie gli edemi, abbinati ai californiani Sagebrush e Rosemary per agire sulle vene dall'interno. In caso di varici vere e proprie, si può anche fare ricorso a Bleeding Heart e Willow, che agiscono a livello delle gambe evitando la dispersione delle energie, sia a livello fisico, rafforzando le pareti venose, che a livello emotivo.

VITE ROSSA

Il motivo per cui i vendemmiatori francesi non soffrivano quasi mai di disturbi delle vene rimase a lungo un mistero, finché qualcuno non scoprì che durante la vendemmia i vignaioli erano soliti raccogliere le foglie di vite rossa per farne infusi e impasti. Gli infusi di foglie venivano assunti regolarmente in piccole dosi, mentre gli impasti venivano applicati sulle gambe per alleviarne il gonfiore e il dolore di una giornata di lavoro sui campi. Fu così che si tramandò il segreto dell'utilizzo di questa preziosa pianta officinale nel trattamento dell' insufficienza venosa cronica degli art inferiori.

La vite è un arbusto rampicante, appartenente alla famiglia delle vitaceae, molto sfruttata nell' omeopatia, e nella medicina alternativa in genere, per i suoi principi attivi contenuti soprattutto nelle foglie, ma anche nei tralci, nelle radici, nelle gemme e nella linfa dei rami. Tali principi sono i flavonoidi, i tartrati, gli acidi organici (tartarico e malico), le pectine, i glucosidi, le vitamine e i sali minerali (bitartrato di potassio e di calcio). Il colore rosso sangue delle foglie della varietà tinctoria nel periodo autunnale è dovuto alla ricca presenza di tannini antociani, elementi dello stesso tipo della vitamina P, che agiscono contro le sostanze ossidanti che alimentano le pareti vascolari favorendo l'infiammazione e l'edema. Per l'elevata presenza di tannini le foglie dell'uva hanno una proprietà vaso protettrice sia a livello delle arteriole che delle venule.

Il microcircolo (soprattutto il retinico) si rafforza grazie alla diminuzione della permeabilità dei vasi e all'aumento della loro resistenza.



Utilissima dunque la vitis vinifera in tutte le patologie ove sia necessario un miglioramento del circolo arterovenoso:

  • affezioni venose ( varici, emorroidi, eritrosi, geloni)
  • malattie cardiache
  • arteriosclerosi
  • emorragie retiniche
  • alterazioni del circolo degli arti inferiori ( flebiti e ulcere)
  • disturbi della menopausa ( metrorragie)
  • fragilità capillare ( couperose del viso e piccoli ematomi sulle gambe)
  • regole dolorose
  • dissenteria
  • oliguria
  • cellulite.











La vite è quindi un'ottima soluzione per le persone costrette a rimanere in piedi per parecchie ore consecutive, in quanto previene i sintomi dei problemi circolatori, quali pesantezza e gonfiore alle gambe, dolori, formicolio e crampi. Oltre alle note proprietà diuretiche, rinfrescanti, dietetiche e antinfiammatorie, le foglie e i viticci raccolti durante l'estate sono ritenuti un ottimo depurativo del sangue, particolarmente adatto ai sofferenti di gotta e artrosi, mentre i fiori e i frutti spesso sono utilizzati per aromatizzare le tisane.




Emorroidi e e rimedi naturali

Parlando di problemi circolatori non possiamo non parlare di emorroidi. Sono gruppi di vene a livello del retto che perdono la loro sede abituale, scivolano verso il basso e si gonfiano in eccesso, fuoriuscendo dallo sfintere anale e provocando sintomi molto fastidiosi.

Le cause di tutto questo possono essere la
vita sedentaria, la stitichezza, l'abuso di alcolici, l'abuso di alimenti piccanti, la gravidanza.

Si sà per certo che si tratta di una delle più diffuse patologie che colpiscono il genere umano. Sembra che un adulto su tre ne sia colpito, con un'incidenza maggiore tra i 40 e i 60 anni e una leggera prevalenza per il sesso femminile.

Probabilmente le stime sono ancora basse poichè molti tendono a minimizzare il problema o a non parlarne col medico per vergogna.
Le emorroidi possono essere asintomatiche; si possono avere periodi di benessere alternati a periodi in cui si ha uno scatenamento della crisi con i tipici disturbi:

- bruciore e prurito
- dolore alla defecazione
- perdita di sangue
- difficoltà a mantenere la posizione seduta



Spesso chi soffre di emorrodi soffre anche di stitichezza. Un primo passo per la prevenzione di questo disturbo sta nel cambiare l'alimentazione; un'alimentazione ricca di fibre, soprattutto di frutta, verdura e cereali integrali, insieme a molta acqua, eviterà di ricorrere all'uso di lassativi.
I lassativi infatti favoriscono l'emissione di feci irritanti che possono provocare l'infiammazione emorroidaria.
Anche il fumo e lo stress possono scatenare crisi emorroidarie.

Le piante che ci aiutano a combattere questo sgradevole disturbo sono le stesse che abbiamo visto in precedenza, in particolare rusco e ippocastano.

Sono efficaci anche la Tintura Madre di peonia officinalis, 15 gocce tre volte al dì in mezzo bicchiere d'acqua lontano dai pasti, per ridurre la congestione emorroidaria, o il macerato glicerico di sorbus domestica, 50 gocce al dì, nelle emorroidi recidivanti.


Anche in questo caso è bene utilizzare creme locali più volte al dì per ridurre il prurito e ammorbidire le parti doloranti.
Molto importante è anche l'igiene. Evitare saponi aggressivi e usare acqua tiepida.

Un rimedio molto naturale è il cataplasma di cipolla fresca: si pesta la cipolla, si mescola con il burro e si applica.

Prevenire le emorroidi

Considerando l'impossibilità di determinare con certezza una causa univoca, per le emorroidi non è possibile parlare di una vera e propria opera di prevenzione primaria. Per allontanarne l'insorgenza è quindi sufficiente seguire dei consigli di carattere generale, utili per migliorare la funzionalità dell'intero organismo e proteggerlo al tempo stesso da molte altre malattie.

Per prevenire le emorroidi è quindi molto importante condurre una vita attiva, svolgendo attività fisica con regolarità ed evitando fumo ed alcolici. Sport come jogging, ballo, marcia o ginnastica dolce per la terza età migliorano le funzionalità corporee rinforzando al tempo stesso la regione pelvica.

L'alimentazione ha invece un ruolo importantissimo sia nella prevenzione primaria, sia in quella secondaria (dopo la comparsa delle emorroidi). Una dieta equilibrata, ricca di acqua e fibre, aiuta infatti a regolarizzare le funzioni intestinali, allontanando uno dei principali fattori di rischio.

Un'accurata igiene personale, non solo previene le emorroidi ma anche altre malattie molto fastidiose, come le ragadi anali o le fistole. Anche la scelta della biancheria intima è molto importante poiché tessuti permeabili come il cotone "lasciano respirare la pelle" evitando il ristagno di calore ed umidità.


Le informazioni riportate in questa pagina sono solo a scopo informativo, tratte da un'ampia sitografia presente in internet. L'unica finalità è quella di mantenere il valore e la natura della rete: la facile reperibilità di informazione.
Le informazioni sui principi attivi dei singoli componenti dei prodotti e sui prodotti stessi, desunte tutte da un'ampia sitografia presente in rete, e dai siti delle ditte fornitrici, non intendono trattare, curare alcuna malattia o patologia. Queste potrebbero, inoltre, riportare errori e/o omissioni. Pertanto ogni utilizzo improprio è a proprio rischio e pericolo. Si ricorda, altresì, che gli integratori alimentari non sono prodotti curativi e pertanto non possono vantare alcuna proprietà terapeutica. Le indicazioni, presenti sul sito, fanno riferimento all'impiego per il sostegno dell'organismo in periodi particolarmente difficili.


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