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Colesterolo
Il colesterolo è un grasso (o lipide) importantissimo per la vita. È, infatti, un componente strutturale della membrana di tutte le cellule. Ma non solo: è un componente essenziale della guaina mielinica che avvolge le cellule nervose, dove funge da isolante e permette all'impulso nervoso di trasmettersi senza disperdersi. E ancora: serve all'organismo per produrre gli ormoni sessuali e quelli steroidei, entra a far parte degli acidi biliari necessari alla digestione dei grassi, ed è il precursore della vitamina D, indispensabile per regolare il metabolismo del calcio e mantenere in buono stato ossa e denti.
Il colesterolo, dunque, è essenziale alla vita, tanto che il nostro organismo è in grado di sintetizzarlo anche quando esso viene a mancare completamente nella dieta.
L'organo che di più ha bisogno di colesterolo è il cervello.
Il colesterolo è una scoperta del patologo tedesco Mailer nel 1775. Mailer dimostrò che nelle arterie umane indurite e ristrette era presente una sostanza untuosa e gialla: il colesterolo.
Nel 1932 venne definita chimicamente la struttura del colesterolo. Per capire il valore del colesterolo si fa un prelievo di sangue, con cui verrà ricaverà la presenza del colesterolo totale, l'HDL (detto colesterolo buono) ed i trigliceridi.
Il viaggio del colesterolo
La maggior parte del colesterolo presente nell'organismo viene prodotto dal fegato, mentre il resto è introdotto con gli alimenti. Entrambi, tuttavia, si ritrovano nell'intestino.
Il colesterolo alimentare, una volta assimilato, viene trasportato attraverso il sangue dall'intestino al fegato. Da qui, insieme alla maggior parte del colesterolo prodotto dal fegato stesso, ritorna nell'intestino attraverso la bile, la cui funzione è rendere le sostanze contenute negli alimenti meglio assimilabili dall'intestino.
Questo "viaggio" del colesterolo si può ripetere più volte, tanto che si parla di "ricircolo" del colesterolo stesso.
I due tipi
Occorre distinguere tra LDL (cattivo): lipoproteine a bassa densità che veicolano tra il 60% e l'80% del colesterolo serico. Presentando molta affinità con le cellule dell'endotelio delle arterie, liberano il colesterolo sulla parete dei vasi; viceversa HDL (buono) le lipoproteine svolgono la funzione opposta, rimuovendo il colesterolo dalle arterie e riportandolo al fegato.
Incerto è invece il significato del colesterolo presente nelle lipoproteine VLDL.
In parole semplici, le LDL distribuiscono il colesterolo alle cellule. E questa funzione è positiva. Purtroppo durante questa funzione, parte del colesterolo LDL si deposita sulle pareti interne delle arterie formando le placche. Le lipoproteine HDL rimuovono l'eccesso di colesterolo dalla parete delle arterie e lo riportano al fegato.
E' evidente che l'HDL non "distrugge" l'LDL, ma le lipoproteine HDL riportano il colesterolo al fegato. Avere il colesterolo HDL alto consente di diminuire l'effetto negativo dell'LDL nella formazione delle placche.
Oggi, per una valutazione migliore della situazione, si considera l'indice di rischio cardiovascolare, cioè il rapporto fra colesterolo totale e colesterolo buono HDL; tale indice per un soggetto sano deve essere inferiore a 5 per l'uomo e a 4,5 per la donna. (colesterolo totale/HDL)
L'importante è capire che: il valore del colesterolo totale ha scarsa rilevanza.
In Italia il valore della colesterolemia nella popolazione italiana è in media di 205 mg/dl per gli uomini e di 207 mg/dl per le donne. Il 21% degli uomini e il 25% delle donne ha il valore della colesterolemia totale uguale o superiore a 240 mg/dl, oppure è sotto trattamento specifico, mentre il 62% degli uomini e il 61% delle donne ha un livello elevato di colesterolo LDL (maggiore cioè di 115 mg/dl). Inoltre, il 36% degli uomini e il 33% delle donne è in una condizione borderline, con un valore di colesterolemia totale compresa fra 200 e 239 mg/dl.
Questi valori salgono ulteriormente nella popolazione anziana, dove il 33% degli uomini e il 39% delle donne ha un valore di colesterolemia totale uguale o superiore a 240 mg/dl, oppure è sotto trattamento specifico. Un eccesso di colesterolo LDL si riscontra nel 62% degli uomini e nel 70% delle donne. Fra gli anziani, sono inoltre in una condizione borderline il 33% degli uomini e il 24% delle donne.
Per quanto riguarda il trattamento, a qualunque età, l'84% delle donne e l'81% degli uomini affetti da ipercolesterolemia non è sottoposto ad alcun trattamento farmacologico; mentre, rispettivamente, il 6% e il 5% non viene trattato in modo adeguato (il valore della colesterolemia totale rimane superiore a 240 mg/dl).
Si parla di ipercolesterolemia quando il colesterolo totale (LDL più HDL) è troppo alto. Valori desiderabili sono i seguenti:
Il colesterolo viene introdotto nell'organismo attraverso alcuni alimenti, ma endogenamente il corpo umano è capace di produrla all'interno del fegato e nella corteccia surrenale, per almeno 2 grammi al giorno. In realtà il nostro corpo produce colesterolo sufficiente per coprire il fabbisogno, per questo chi assume grandi quantità di alimenti ricchi in colesterolo, corre il rischio di aumentare i livelli normali di questo grasso nel sangue, producendo danni alle arterie e malattie cardiovascolari.
L'ereditabilità gioca un ruolo fondamentale nella produzione e nel metabolismo del colesterolo. Molte persone sono infatti predisposte dalla nascita a soffrire di dislipidemia (aumento di grassi in sangue), proprio per un fattore ereditario.
Nella dieta quotidiana, l'apporto di colesterolo non dovrebbe superare quindi i180 - 200 mg/dl , e si raccomanda inoltre di controllare il consumo di alimenti ricchi di colesterolo: Burro, formaggi, Edam fresco, Emmenthal, Gruviera, Mascarpone, Pecorino Romano, Provolone, animelle, cervello, cuore, fegato, gallina, pancetta, rognone di vitello, trippa, molluschi, cannoli con crema, merendine farcite, savoiardi, tuorlo d'uovo, uovo, maionese, ketchup, pelle di pollo, affettati.
L'accumulo di colesterolo nel sangue non provoca disturbi evidenti, anche se alcune persone che presentano alti livelli di colesterolo nel sangue possono avvertire piccoli disturbi come mal di testa, giramenti di testa o nausea, ma tanti altri non presentano sintomi e possono scoprire il problema solo attraverso un esame del sangue.
Il colesterolo è per questo un nemico nascosto, perchè attacca e danneggia il nostro corpo ma noi non riusciamo ad accorgercene subito.
Il principale danno che il colesterolo porta al nostro organismo è l'arteriosclerosi, una malattia delle arterie e delle vene (vasi sanguigni). Nei soggetti con arteriosclerosi, i vasi sanguigni si induriscono e si riduce lo spazio nel diametro interno per il passaggio del sangue, motivo per il quale si soffre anche di ipertensione, un'altra patologia cardiovascolare.
Nei casi più cronici e seri, il soggetto può essere colpito da infarto al miocardio o da trombosi cerebrale. Per questo è cosi importante stare sempre attenti e combattere il colesterolo, poiché tutti siamo potenzialmente a rischio.
Per prevenire le malattie cardiocircolatorie, tenerle sotto controllo ed evitare le conseguenze più serie possono essere utili alcuni semplici accorgimenti, primo fra tutti tenere d'occhio e controllare quello che costituisce il più importante fattore di rischio per il loro insorgere, il colesterolo. Essenziale per la vita, il colesterolo può infatti mostrare un volto del tutto diverso e trasformarsi in una vera minaccia alla nostra vita. Per evitare che ciò avvenga è importante conoscerlo, sapere come e quanto invitarlo alla nostra tavola, e che cosa fare quando i suoi livelli diventano eccessivi.
Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, una vita sedentaria fa raddoppiare il rischio di malattie cardiache, di diabete mellito di tipo II, di obesità e mortalità per cause cardiovascolari e ictus, e aumentare del 30 per cento il rischio di ipertensione e di cancro.
Secondo i dati del ministero della Salute, in Italia ben il 20 per cento degli uomini e il 24 per cento delle donne sono ipercolesterolemici, ossia hanno livelli di colesterolo nel sangue superiori alla norma.
La situazione è aggravata dal fatto che sono diffuse, e appaiono in aumento, alcune patologie come il diabete e l'obesità, legate in parte anch'esse agli stili di vita, che aggravano il quadro di chi soffre di una iperecolesterolemia.
In Italia, nella popolazione adulta il valore della colesterolemia è di 205 mg/dl negli uomini e 206 mg/dl nelle donne. Il valore medio della HDL-colesterolemia è di 49 mg/dl negli uomini e 59 mg/dl nelle donne. Il 21% degli uomini e il 23% delle donne sono ipercolesterolemici. Il 37% degli uomini e il 34% delle donne è in una condizione border line.
I dati riportati si riferiscono alla popolazione generale, uomini e donne di età compresa fra 35 e 74 anni, esaminati tra il 1998 e il 2002. I dati sono standardizzati per età, secondo la popolazione standard europea, utilizzando la stessa distribuzione per uomini e donne.
I dati seguenti sono organizzati secondo la divisione geografica per macroaree (Nord Est, Nord Ovest, Centro, Sud e Isole). Per una più chiara comprensione dei dati, consulta la guida alla lettura dei grafici (pdf 56 kb).




Nord Est: negli uomini il valore medio della colesterolemia è 204 mg/dl, nelle donne è 202 mg/dl. Negli uomini il valore medio della HDL-colesterolemia è di 52 mg/dl, nelle donne di 62 mg/dl. Il 21% degli uomini e il 20% delle donne soffre di ipercolesterolemia, mentre il 38% degli uomini e il 37% delle donne è in una condizione border line.
Nord Ovest: negli uomini il valore medio della colesterolemia è 212 mg/dl, nelle donne 214 mg/dl. Negli uomini il valore medio della HDL-colesterolemia è di 52 mg/dl e nelle donne è 62 mg/dl. Il 25% degli uomini e il 28% delle donne soffre di ipercolesterolemia, mentre il 38% degli uomini e il 35% delle donne è in una condizione border line.
Centro: negli uomini il valore medio della colesterolemia è 203 mg/dl, nelle donne è 207 mg/dl. Negli uomini il valore medio della HDL-colesterolemia è di 45 mg/dl, nelle donne di 56 mg/dl. Il 19% degli uomini e il 22% delle donne soffre di ipercolesterolemia, mentre il 37% degli uomini e delle donne è in una condizione border line.
Sud e Isole: negli uomini e nelle donne il valore medio della colesterolemia è 202 mg/dl. Negli uomini il valore medio della HDL-colesterolemia è di 50 mg/dl, nelle donne di 55 mg/dl. Il 18% degli uomini e il 22% delle donne soffre di ipercolesterolemia, mentre il 36% degli uomini e il 31% delle donne è in una condizione border line.
COLESTEROLO E ALIMENTAZIONE
Il colesterolo viene in parte prodotto dal nostro organismo, in particolare dal fegato, e in parte viene introdotto con gli alimenti di derivazione animale, soprattutto carne, burro, uova, ecc.
Le cause di una ipercolesterolemia possono essere sia una predisposizione ereditaria, sia una dieta troppo ricca di cibi ad alto contenuto di colesterolo. Secondo le linee guida internazionali, il colesterolo introdotto con il cibo non dovrebbe superare i 300 mg al giorno nel caso di soggetti in buona salute. Tale limite però deve scendere a 200 nei casi in cui si è accertato un eccessivo livello ematico di lipidi e in chi è affetto da patologie cardiache. Un effetto benefico nei casi di ipercolesterolemia è dato anche dal consumo di fibre vegetali. Queste infatti sono in grado sia di ridurre i livelli ematici di colesterolo, sia di legarsi con i sali biliari che contengono colesterolo, il quale in tal modo viene più facilmente eliminato con le feci.
IN CUCINA
Stabilita l'efficacia di una dieta bilanciata per abbassare i livelli di colesterolo, la sfida è di riuscire a integrarla nelle abitudini alimentari di ciascuno. La dieta infatti non deve essere vissuta come una costrizione e un sacrificio poiché in tal caso verrà presto abbandonata. Fondamentale è, pertanto, imparare a cucinare in modo fantasioso, mantenendo il piacere della tavola grazie ad alcuni accorgimenti di semplice attuazione. In primo luogo è importante il metodo di cottura: sono da evitare quelli, come la frittura o la rosolatura, che necessitano di oli o grassi, soprattutto quelli di origine animale (burro, strutto, lardo). Preferibili quindi la cottura al vapore, al forno, al microonde, allo spiedo, alla piastra e ai ferri e, ovviamente, la bollitura. Di grande aiuto sono le padelle e le piastre con il fondo antiaderente, che rendono del tutto superflua l'aggiunta di oli e grassi.
Un secondo "trucco" consiste nell'imparare a insaporire le pietanze senza utilizzare il sale, per evitare di alzare la pressione, eliminando così un fattore di rischio concomitante per le patologie cardiovascolari. Spesso l'aggiunta di alcune spezie ed erbe aromatiche permette di farne tranquillamente a meno.
UN ESERCITO DI SOSTANZE NATURALI CONTRO IL COLESTEROLO
Un recente studio ha verificato che l'approccio non farmacologico all'ipercolesterolemia prevede cambiamenti dello stile di vita e l'assunzione di capsule di riso rosso fermentato e di olio di pesce che riduce il colesterolo LDL in modo simile a quanto avviene con la terapia con simvastatina. Fitosteroli, riso rosso fermentato e tè verde sono in grado di ridurre sia la produzione che l'assorbimento dei grassi nel sangue. Lo dimostra uno studio del CNR di Roma che ha testato la combinazione vincente su persone a basso rischio cardiovascolare
Il riso rosso fermentato è un prodotto tradizionale cinese ottenuto dalla fermentazione del riso ad opera di un lievito chiamato Monascus purpureus. Sono state ampiamente dimostrate le sue proprietà benefiche nei confronti dell'abbassamento del colesterolo. L'azione è nata dall'osservazione che la popolazione asiatica presenta generalmente valori di pressione arteriosa, trigliceridi e colesterolo più bassi rispetto alla media della popolazione occidentale.
La motivazione di ciò non può essere ricondotta solo a una sostanziale differenza dello stile di vita o dell'alimentazione, ma è legata alla presenza di un particolare ingrediente ricavato dal riso che spesso accompagna i cibi nelle tavole orientali, presente in molti liquori, aceti, vini, condimenti, salse, insaccati. Alla fine degli anni '90 diversi studi hanno evidenziato l'efficacia del Riso fermentato Monascus Purpureus era dovuta in modo particolare alla presenza tra i suoi componenti di un'inibitore della HMG-CoA-reduttasi, enzima epatico responsabile della produzione di colesterolo, era in grado di ridurre la sintesi epatica di colesterolo.
In USA, recentemente sono stati reclutati 74 soggetti con livelli di colesterolo LDL tra 160 e 210mg/dl. Ad un gruppo di 37 soggetti è stata prescritta la terapia con simvastatina (40mg/die), insieme ad alcune indicazioni comportamentali, ad un altro gruppo di 37 soggetti è stato consigliato di prendere capsule di olio di pesce + riso rosso fermentato. Settimanalmente i pazienti si sono incontrati per ribadire l'importanza dei cambiamenti dello stile di vita. Dopo dodici settimane di distanza i risultati mostravano una riduzione significativa dei livelli di colesterolo LDL: -42.4% con l'approccio non farmacologico e -0.96% con statine.
L'estratto di riso rosso fermentato potrebbe dunque costituire una valida opzione terapeutica alternativa per i pazienti che rifiutano l'opzione con le statine e che si dimostrano molto motivati nell'adottare cambiamenti dello stile di vita. Va però tenuto conto del rischio di effetti avversi anche per sostanze naturali, soprattutto nel caso di assunzioni di quantità rilevanti di principio attivo prolungate nel tempo o di interazioni con altri trattamenti.
Nel mondo occidentale e soprattutto in Europa, la dieta porta all'assunzione di discrete quantità di omega-6, presenti negli oli vegetali, ma di scarse quantità di omega-3, contenuti soprattutto nei pesci e nei crostacei, nelle mandorle e nelle noci, nonché in alcuni alimenti poco "frequentati" alle nostre latitudini come il tofu (formaggio di soia), l'olio di semi di lino, l'olio di colza e l'olio di nocciole e di noci. Secondo la letteratura, il rapporto omega-6/omega-3 ottimale è approssimativamente pari a 4:1.
Per raggiungere o avvicinarsi a questo valore, la stragrande maggioranza della popolazione dovrebbe aumentare l'assunzione di omega-3, sia con la dieta, sia con gli integratori alimentari. Gli studi effettuati in anni recenti hanno dimostrato la grande importanza degli omega-3 per la salute cardiovascolare, per le funzioni cerebrali e per quelle visive, in particolar modo per prevenire o contrastare patologie quali la degenerazione maculare, nonché come ausilio in alcune forme di depressione. I loro acidi grassi EPA e DHA, infatti, consentono di migliorare la fluidità del sangue e di controllare in modo fisiologico le dislipidemie. Effetti benefici sono stati documentati anche nei confronti del sistema immunitario e di conseguenza gli omega-3 hanno un ruolo positivo nei casi di artrite reumatoide, asma, lupus, malattie renali e tumori. Gli alimentaristi consigliano, pertanto, di aumentare l'assunzione di omega-3 attraverso gli alimenti, soprattutto pesce che ne contiene una discreta quantità.
L’olio di semi di colza contiene Omega 3, 6 e 9, noti per contrastare il colesterolo e mantenere il cuore in salute, per le loro proprietà benefiche su tutto l’organismo e per mantenere la mente attiva.
Aglio e carciofo hanno un meccanismo d'azione simile a quello delle statine (inibizione dell'attività dell'HMG-CoA reduttasi, l'enzima che catalizza la reazione chiave nella sintesi di colesterolo endogeno a livello del fegato).
Poco conosciuta in Italia, la Gynostemma è ben più popolare in oriente col nome di Jiaogulan, dove è stata ribattezzata “pianta dell’immortalità”. Tale onorevole appellativo è dovuto alla ricchezza di principi attivi che la contraddistingue, tanto da essere considetrata 4 volte più potente del ginseng. E sembra faccia bene a tutto, proprio a tutto.
Grazie alle sue proprietà antiossidanti rallenta i processi d’invecchiamento, aiuta a tenere sotto controllo il colesterolo e, come il Ginko Biloba, aiuta la memoria. Inoltre, stimola il metabolismo dei grassi, ed è quindi indicata per chi segue una dieta dimagrante.
Frutta a guscio può ridurre il colesterolo LDL, perché contengono fibre, e fitonutrienti antiossidanti come vitamina E e selenio, insieme con steroli vegetali e grassi monoinsaturi e polinsaturi. Tutti questi componenti sono noti per abbassare il colesterolo LDL.
La lecitina, che è una sostanza grassa presente negli alimenti e il più abbondante dei fosfolipidi, è utile nel caso si verifichi un aumento del livello di colesterolo. Ha la capacità di “rompere” il colesterolo nelle particelle sue più piccole. Fonti ricche di lecitina sono il tuorlo dell’uovo, oli vegetali, cereali integrali e soia.
I semi di girasole sono molto efficaci come rimedio naturale per il colesterolo alto. Contengono una quantità sostanziosa di acido linoleico, che serve a ridurre i depositi di colesterolo dalle pareti delle arterie.
I fitosteroli (contenuti soprattutto in oli, cereali e frutta) e il tè verde agiscono riducendo l´assorbimento intestinale del colesterolo, il riso rosso fermentato (contenente mevinolina, una statina naturale al dosaggio di soli 3 mg) e i policosanoli (estratti dalla canna da zucchero) agiscono inibendo la sintesi epatica del colesterolo. I policosanoli sono sostanze capaci di ridurre fortemente il colesterolo totale e quello LDL (cattivo) e di aumentare notevolmente il colesterolo HDL ( buono), con un’efficacia vicina a quella delle statine, che sono i più potenti farmaci oggi disponibili per abbassare il colesterolo. Il loro effetto sui trigliceridi è invece modesto, come del resto accade anche per le statine.
L'OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA (composto in prevalenza da acido oleico, monoinsaturo) non abbassa il colesterolo totale, ma aumenta la presenza nel sangue delle proteine HDL, che sono in grado di impedire la deposizione di colesterolo sulla parete interna dei vasi sanguigni e di avviarlo all'eliminazione. GLI ACIDI GRASSI MONOINSATURI sono quindi particolarmente PREZIOSI.
La Caigua é nota in America Latina quale equilibratice di colesterolo e trigliceridi, 800 mg al giorno di estratto secco di questa pianta consentono la riduzione del 33% del colesterolo-LDL quello contenente detto cattivo e, fatto ancor più importante, il contemporaneo aumento del 33% del colesterolo-HDL quello comunemente chiamato buono.
Con l'assunzione della Caigua in dosi corrette sarà quindi possibile raggiungere facilmente un equilibrio ottimale del profilo lipidico in soli due tre mesi, conseguendo la diminuzione del 22% del colesterolo sierico e simultaneamente la riduzione dei trigliceridi di circa il 30%. Recenti ricerche confermano la validità dell'uso dell'estratto secco di questa pianta nel periodo della menopausa, quando, in seguito alla minore produzione di estrogeni, la donna é maggiormente esposta ai rischi alle coronarie a causa del noto squilibrio lipidico tipico del periodo.
Garcinia: il frutto della pianta produce notoriamente benefici effetti sul tessuto adiposo e sul fegato. L'idrossicitrato contenuto nella buccia del frutto di Garcinia Cambogia è capace di ridurre, regolare, colesterolo e trigliceridi fino al 27%. Questo principio attivo è molto importante, sia perché combatte l'accumulo dei grassi, sia perché fornisce all'organismo l'immediata energia derivante dalla demolizione completa degli zuccheri.
La demolizione degli zuccheri, delle proteine e dei grassi che avviene nei mitocondri, attraverso il ciclo di Krebs, ha l'importante proprietà di ridurre drasticamente l'appetito e produrre un piacevole senso di sazietà.
Il Ginseng oltre a essere una pianta dalle virtù tonificanti ed energizzanti può essere considerato a giusta ragione un rimedio efficace contro l’ipercolesterolomia. Dopo una cura di Ginseng, le arterie si dilatano rallentando la formazione delle placche di ateroma, le piastrine si aggregano molto più lentamente e la pressione arteriosa si stabilizza. Il risultato è un abbassamento del tasso di colesterolo nel sangue e un aumento del colesterolo buono. Il Ginseng inoltre essendo un anti-stress aiuta il nostro organismo a gestire un fenomeno, lo stress appunto, che favorisce la produzione di colesterolo cattivo oltre che le patologie cardiovascolari.
Guggul: cresce nel nord-est dell'India e in Pakistan, possiede una spiccata attività ipolipemizzante e soprattutto ipocolesterolemizzante, essendo in grado di ridurre significativamente il colesterolo totale e il colesterolo LDL.
Questa azione è dovuta in parte ad un aumento del numero dei recettori per il colesterolo LDL posti sulla superficie delle cellule del fegato e forse anche ad un aumento del legame colesterolo/recettore. In questo modo il colesterolo viene tolto dal sangue ed eliminato poi attraverso la bile. Alcuni studi hanno dimostrato che la polvere di guggul per via orale riduce significativamente la colesterolemia causata da una dieta molto ricca di grassi e che tale polvere ha un’azione inibitoria sull’ossidazione delle LDL, che è la causa scatenante dell’aterosclerosi.
I legumi (i fagioli, in particolare) hanno effetti benefici a livello del sistema cardiovascolare. Sono ricchi di lecitina, che come è noto, facilità l’emulsione dei grassi, favorendo così la riduzione del colesterolo LDL. I fagioli, e più in generale i legumi, sono poi ricchi di fibra vegetale, che è l’ideale per favorire la peristalsi intestinale, normalizzare la glicemia e indurre il senso di sazietà.
Il rafano nero è conosciuto da tempo per le sue proprietà stimolanti la formazione ed il flusso della bile, nonché per la sua blanda attività lassativa. Il rafano nero ha un'azione tonica sull'intestino e sulla cistifellea, ed è consigliato in casi di difficoltà di digestione dei grassi accompagnata da stipsi.
Aldilà delle proprietà diuretiche universalmente note, il tarassaco - ed in particolare il suo rizoma e la radice - aumentano la produzione della bile ed il suo deflusso dal fegato all'intestino (proprietà rispettivamente definite colagoghe e coleretiche). I suoi estratti vengono pertanto utilizzati come purificanti, decongestionanti e disintossicanti epatici. Al tarassaco vengono attribuite anche proprietà antinfiammatorie, ipoglicemiche, stimolanti l'attività pancreatica ed ipocolesterolemizzanti (promuove l'eliminazione biliare del colesterolo in eccesso e ne riduce l'assorbimento grazie alla ricchezza in fitosteroli e fibre solubili).
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