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Cosa Sono i fitoterapici

Fitoterapici

La vita dell'uomo si svolge all'ombra degli alberi. La storia ha visto l'avanzata del cemento, l'avvento della tecnologia, l'artificiosità di alcune esistenze, nonostante tutti questi cambiamenti sono ancora gli alberi a scandire i ritmi della nostra vita...


Un vecchio e saggio proverbio afferma che "per ogni malattia c'è sempre una pianta.."

Sono medicinali quelle piante che possiedono proprietà terapeutiche. L´uso delle piante come terapia per le varie malattie è antichissimo, probabilmente risale alla preistoria, periodo in cui l´uomo cibandosi di bacche e radici spontanee, sperimentò casualmente i loro effetti curativi o al contrario i loro effetti tossici.

Testimonianze dell´uso di specie vegetali a scopi terapeutici, sono presenti in numerose parti del mondo, ad esempio in Egitto, dove è stato ritrovato il papiro di Ebers, datato 1500 a.c. che presenta la descrizione d´alcuni medicamenti a base d´erbe.
Nell´antichità l´utilizzo delle piante era associata a riti magici o religiosi, infatti, spesso la loro raccolta, preparazione e somministrazione era riservata a varie figure rilevanti all´interno della comunità come streghe, maghi, anziani, sacerdoti, le cui conoscenze derivavano da una lunga tradizione orale.
L´associazione erbe medicinali - magia - religione, è provata dal fatto che alle piante erano conferite proprietà magico-religiose, ad esempio con il ramo corbezzolo, pianta sacra per i romani, le dee guarivano i bambini o allontanavano il malocchio, inoltre molte specie erano usate come ingredienti di varie pozioni magiche.

Frequente è anche l´unione con la mitologia, nelle leggende erano spesso presenti piante curative, mentre altre sono ricordate dai nomi delle stesse (es. nomi d´erbe che derivano da leggende mitologiche: il nome dell´Achillea deriva dall´uso che Achille ne faceva per la cura delle ferite). Molte rimedi fitoterapici sono utilizzati ancora oggi secondo le indicazioni fornite dalla medicina popolare.

La prima classificazione scientifica di piante medicinali è stata fatta dal greco Ippocrate (460 a.c.), che ha descritto più di 200 specie vegetali; Dioscoride ne catalogò nel "De Materia medica" circa 600; Plinio il vecchio ne elencò mille; Galeno, medico e filosofo greco, ne descrisse un migliaio con le rispettive proprietà.

Nel Medioevo, queste conoscenze furono conservate per opera dei monaci, inoltre la Scuola Salernitana diede un notevole contributo con l´opera Flos medicinae (Fiore della medicina) scritta in latino. Nel rinascimento grazie anche agli scambi con l´Oriente e all´importazione di nuove varietà, fino ad allora sconosciute in Europa, vi fu in notevole interesse per il settore erboristico, con particolare attenzione anche per le spezie e gli aromi da usare per la cura del corpo.
In seguito Paracelso (1493-1541) pose la sua attenzione sulla "dottrina delle segnature", secondo cui le caratteristiche morfologiche di un vegetale suggeriscono la malattia che è in grado di curare, ma fu anche il primo studioso che sostenne l´uso delle sostanze chimiche in terapia.

Dal settecento in poi, la sintesi di farmaci chimici portò gradualmente fino ai giorni nostri ad un minore interesse verso le erbe, usate soltanto per l´estrazione di principi attivi singoli o precursori per sintesi chimiche di farmaci.

Soltanto negli ultimi decenni, vi è stata una riscoperta della fitoterapia, sia per la cura che per la prevenzione di numerose malattie. Il progresso della scienza, ha permesso lo sviluppo di nuove tecniche estrattive e di analisi che hanno permesso ai ricercatori di trasformare l´interesse per le piante terapeutiche, in una disciplina vera e propria, basata su evidenze scientifiche.

La fitoterapia moderna, che spesso prende spunto dalla tradizione popolare, ha come obiettivo l´utilizzo di piante, sicure, efficaci e con scarsi effetti collaterali attraverso una serie di studi sperimentali che ne individuano ed isolano i principali costituenti chimici, il loro effetto, meccanismo d´azione e tossicità.

Oggi, i prodotti fitoterapici oltre ad essere esenti da contaminanti (pesticidi, metalli pesanti, sostanze tossiche), devono avere concentrazioni di principi attivi costanti, in modo da garantirne l´efficacia.

Questo risultato può essere ottenuto attraverso un processo di standardizzazione del fitoterapico ed un rigoroso controllo di qualità durante tutto il processo produttivo, dalla coltivazione delle piante sino al confezionamento del prodotto finito.

La fitoterapia non deve essere considerata come una medicina priva di rischi, solo perchè di origine naturale, infatti, non tutto ciò che è naturale è innocuo.


Le piante medicinali presentano proprietà terapeutiche importanti, ma anche effetti collaterali, controindicazioni e interferenze con altre cure farmacologiche (un esempio è l´interazione del Ginkgo con anticoagulanti, che se somministrati insieme aumentano la fluidità del sangue con maggiore rischio di emorragie).
Per questo motivo è sempre consigliato consultarsi con il proprio medico, in modo da sfruttare al meglio le loro potenzialità, riducendo i pericoli per la salute.

In linea generale e salvo diversa indicazione medica, l´uso di piante curative è sconsigliato ai bambini piccoli sotto i due anni, alle donne in gravidanza o allattamento e vanno somministrate con precauzione ai soggetti allergici.


I vantaggi della fitoterapia


Le preparazioni fitoterapiche agiscono in virtù della presenza di principi attivi: flavonoidi, tannini, alcaloidi, oligoelementi….Tuttavia viene attribuito un interesse crescente al fitocomplesso, considerato come un’entità biochimica unitaria e dinamica che agisce grazie all’azione complementare e di potenziamento reciproco dei singoli costituenti.



In tal modo il fitocomplesso esplica sull’organismo un’azione armonica, dolce e non violenta. Così la fitoterapia si propone nei confronti dei farmaci tradizionali come metodica terapeutica originale basata sull’impiego dei fitocomplessi che riducono il rischio di tossicità e assuefazione. La ricchezza delle piante medicinali, la varietà delle indicazioni terapeutiche che deriva dal patrimonio delle osservazioni del passato, la ridotta tossicità delle piante medicinali, rappresentano i principali aspetti favorevoli della fitoterapia.

La fitoterapia è in grado di preparare trattamenti più specifici, svolgendo una notevole azione drenante a livello degli organi di eliminazione (drenaggio). Può inoltre essere utilizzata come complemento di altre terapie. Indipendentemente dalla possibile associazione tra fitoterapia e altre metodiche terapeutiche, i fitocomplessi utilizzati da soli spesso consentono il raggiungimento di risultati terapeutici favorevoli.


Nutrizione e salute
Come disse Ippocrate, e come riconfermano oggi i ricercatori nutriceutici, il cibo è, per bene oper male, il nostro farmaco quotidiano. Ma decenni di agricoltura chimica intensiva hanno distrutto i terreni, e radicalmente impoverito gli alimenti che da tali terreni sono prodotti, privandoli di quelle vitamine, minerali, acidi grassi essenziali, e tutta l'ampia gamma di nuttienti indispensabili al mantenimento della salute. Negli ultimi 20 anni, si è avuta una diminuzione dei nutrienti essenziali negli alimenti di cui ci cibiamo fin all'80%: mentre le carenze di tali nutrienti nelle popolazioni occidentali hanno raggiunto proporzioni endemiche.


A questo va aggiunto che gli alimenti sono genetalmente resi ulteriormente dannosi dall'ampio uso di pesticidi, fertilizzanti, metalli pesanti, ormoni, antibiotici, OGM, etc.; e che l'ulteriore trattamento industriale dei cibi, che completa la distruzione dei pochi nutrienti rimasti, aggiunge tutta una serie di ingredienti (conservanti, coloranti, grassi artificiali ed esaltatoti di sapidità) che, in sinergia tra loro e con le sostanze tossiche già immesse dall'agricoltura chimica, finiscono per trasformare i cibi in veri e propri strumenti di progressivo avvelenamento dell'organismo.

L'uso di alimenti biologici ci preserva almeno da quest'ultimo tipo di danno, ma solo in minima parte riesce a compensare le carenze nutrizionali prodotte dal radicale deperimento dei terreni.

Il prezzo che noi tutti paghiamo a questa produzione di cibo "malato" è altissimo!



Il "terreno costituzionale", in altre parole l'imprinting energetico, metabolico, immunitario e fondamentalmente psicosomatico che costituisce la base della salute di ciascun individuo, è oggi molto compromesso.

Ciò significa che la capacità di risposta dell'organismo ai sempre maggiori attacchi ambientali alla salute è radicalmente diminuita; così com'é diminuita la capacità di autoguarigione dell'organismo, su cui da sempre si basano tutti gli approcci naturali alla salute e alla terapia.




INTEGRATORI

Si ricorre così agli
integratori alimentari di sintesi (multiminerali, multivitaminici) i quali sembrano, però, avere un impatto molto discutibile sulla salute dei consumatori.

Tali inregratori non sono riconosciuti dal nostro corpo come alimento, sono scarsamente assimilati, nella peggiore delle ipotesi finiscono per generare veri e propri effetti negativi. Ad esempio,
si è scoperto che gli integratori di betacarotene sintetico o isolato sono addirittura ossidanti, e che solo i caroteni presenti naturalmente negli alimenti possono essere veramente antiossidanti.' In un importante studio dell'Università di Oxford, l'integrazione per cinque anni, su oltre 20.000 partecipanti, di elevati quantitativi giornalieri di vitamine di sintesi (600 mg. di vit. E; 250 mg. di vit. C; 20 mg. di B-carotene) non ha prodotto alcun beneficio nella prevenzione delle patologie cardiovascolari.

Recentemente, si è dimostrato che la vitamina E isolata e/o sintetica di nuovo ha effetti ossidanti3 mentre è noto da sempre che il calcio carbonato, il principale integratore per l'osteoporosi, è assimilato solo attorno al 4% (e non è chiaro dove vada a finire il restante 96%)!

Ci troviamo dunque stretti dentro ad un dilemma senza precedenti e senza apparente via d'uscita: i cibi sono privi di nutrienti ma, gli integrarori sintetici utilizzati per sopperirne le carenze, sono scarsamente assimilabili, al punto che le stesse autorità sanitarie ci dicono di assumere i nutrienti dai cibi i quali, però, come detto, non li hanno.

E allora?

Un modo efficace di superare tale dilemma è quello di introdurre nella dieta nutrienti primordiali dotati di una tale carica nutritiva ed energetica da poter ricostituire in maniera adeguata il terreno costituzionale degli individui:

a) i supercibi verdi selvatici, in particolare le microalghe verdi-azzurre selvatiche, che in quanto batteri fotosintetici sono la prima e più primordiale forma di vita del pianeta, nonché ancora oggi la base di tutta la catena alimentare;

b) i potenti probiotici ed enzimi digestivi tipici del tratto gastrointestinale umano, organismi attivi sin dai primordi della vita e, in quanto adattatisi nel corso dell'evoluzione all'organismo umano, capaci di restaurare quella corretta funzionalità gastrointestinale che è alla base di ogni vera salute.






Gli Integratori: dosaggi terapeutici e uso razionale

Cominciamo con le sigle:
RDA: (USA) Recommend Daily Allowance) o
LARN: (Italia) raccomandazione giornaliera

Esempio: vitamina A - 800 mcg = 1000/o dosaggio giornaliero consigliato

Originato in America per stabilire i valori minimi per evitare malattie serie dovute a deficienze nutritive.
Esso non è uno standard per ogni singola persona e i suoi bisogni biologici inviduali, specialmente in caso di bisogni nutrizionali straordinari come nel caso di malattie, stress, carenze nutritive, intossicazione da farmaci, convalescenza, anziatà o altri fattori.

Risulta pertanto totalmente irresponsabile che l’RDA venga utilizzato come tavola preferenziale per limitare le persone nell’assunzione di vitamine, minerali ed altri ingratori, ma è esattamente questo metodo che viene utilizzato negli ambienti medici farmacisti, e anche per spaventare sui possibili pericoli per overdose”.

Negli USA si è introdotto un NUOVO STANDARD chiamato OBA (Optimal Daily Allowance o dosaggio giornaliero ottimale che si presenta come standard medio cui la gente dovrebbe attenersi non per prevenire le malattie dovute una salute efficiente, avere un buon sistema immunitario e la capacità di resistere allo stress e a certi livelli di inquinamento ed avvelenamento.

Molti già considerano questo standard eccessivamente cautelativo in caso di malattie gravi, per anziani e per persone che necessitano particolari attenzioni nutritive: questo è il campo delle TERAPIE NUTRIZIONALI ove si adottano veri dosaggi terapeutici. Va evidenziato l’esistenza di continue campagne disinformative da parte dei media sugli integratori dicendo che essi potrebbero causare serie patologie come il cancro, problemi circolatori ed altri ancora per spaventare tutte quelle persone che non hanno l’energia mentale o il tempo per studiare le diffuse documentazioni disponibili al fine di provare i cittadini della propria libertà di cura e di scelta.

Anche quando è stato scientificamente dimostrato che alti dosaggi di vitamina E riducono le complicazioni nei pazienti diabetici, che trattamenti intensivi di vitamina C salvano i pazienti affetti da cancro, che la vitamina B3 può eliminare tantissimi sintomi dell’artrite reumatoide -soltanto per citare qualche esempio- diventa un crimine non permettere ai singoli individui di curarsi e di alleviare i propri problemi dl salute con metodi naturali.

Gli integratori alimentari funzionano se i dosaggi sono alti altrimenti non hanno nessun effetto.
Non possiamo pensare che esistano integratori con un dosaggio di solo 200 ml. di vitamina C e 60 ml. di vitamina E, tanto per portare un esempio. Non farebbero niente neanche al gatto. Basterebbe vedere ricerche fatte, prendendo in considerazione la vitamina C da Linus Pauling, Matthias Rath, e altri, per farci un’ idea.

Comunque sia possiamo dire con certezza che: state attenti a quello che prendete, guardate effettivamente se ne avete bisogno, e soprattutto cosa comprare, i dosaggi e i modi di lavorazione ed estrazione.


Purtroppo proprio in questo momento di stesura di questo libro il parlamneto europeo sta decidendo l'approvazione di una "direttiva sugli integratori alimentari" che potrebbe togliere ai consumatori europei la possibilità di ottenere circa 250-300 tipi di vitamine e mineraili perchè divverrà illegale la produzione, la vendita, l'acquisto ed il consumo.

Staff Medicine Tradizionali Dr. Babbolin Giovanni in MARCO RHO, la soluzione totale, Eco salute, Genova, 2009 pag. 159-161





GEMMOTERAPIA

La gemmoterapia è un metodo terapeutico basato sulla assunzione di tessuti freschi vegetali allo stato embrionale, come gemme o giovani germogli, i cui principi attivi sono estratti mediante un solvente appropriato.
Agli inizi degli anni '50, Pol Henry, medico belga, sviluppando l'intuizione di Paracelso, studia l'effetto terapeutico delle gemme e dei tessuti embrionali di arbusti ed alberi. Egli sperimenta i singoli gemmoderivati annotando le modificazioni che essi sono in grado di indurre negli animali. In tal modo Pol Henry riesce a cogliere l'attività terapeutica specifica di ciascun gemmoderivato. Dopo studi accurati Pol Henry propone la gemmoterapia come metodo terapeutico originale che mette a frutto in maniera sistematica le proprietà proprie di ogni gemmoderivato.

Pol Henry  si è dedicato, per primo, allo studio sistematico e alla sperimentazione dei gemmoderivati.

Egli infatti ha preconizzato l'uso di questi preparati basandosi sul presupposto che le piante, nel loro primo sviluppo, contengano sostanze con caratteristiche uniche sia per la qualità che per la quantità. I suoi studi, in seguito, sono stati approfonditi, sia da un punto di vista clinico che da un punto di vista sperimentale, da studiosi francesi, tra cui ricordiamo: Martin, Paqualet, Netien, Tetau,Bergeret. In particolare, al professor Netien dell'Università di Lione, si devono i rigorosi controlli di laboratorio sui gemmoderivati e l'indagine per la ricerca e il dosaggio di alcuni principi attivi. Sono stati evidenziati nei tessuti embrionali vegetali dei componenti come le auxine e le giberelline, dei fattori di crescita, degli enzimi; delle proteine e degli acidi nucleici (DNA, RNA). Infatti, sperimentalmente, si è potuto constatare che molti principi attivi, contenuti in notevole quantità nelle gemme, si ritrovano, spesso, solo in tracce nelle parti adulte delle piante.

Le proprietà dei gemmoderivati hanno avuto un riscontro sia sperimentale che clinico. E' stato possibile, per esempio, evidenziare l'attività stimolante sul sistema reticolo-endoteliale, da parte delle gemme di Betula pubescens (betulla), capaci di indurre l'eliminazione più rapida di sostanze tossiche dal sangue.
Un altro studio ha messo in evidenza la diversa composizione chimica delle gemme di Ribes nigrum (ribes nero) nei confronti delle foglie della pianta adulta. Si è in tal modo dimostrato che le gemme sono molto più ricche in aminoacidi, vitamina C ed eterosidi. Si è potuto stabilire che le gemme di Ribes nigrum sono dotate di un'azione stimolante sulla corteccia delle ghiandole surrenali e manifestano un'azione inibitrice sui processi infiammatori (test di resistenza al freddo, test dell'edema plantare con formolo, test di Burcek).
Un altro studio ha dimostrato che il gemmoderivato ottenuto da Tilia tomentosa (tiglio) potenzia del 20 % l'attività del Thiopental. La somministrazione contemporanea di Tilia tomentosa in topi cui è stato somministrato Pentobarbital a dosi ipnotiche, raddoppia la durata del sonno.

Va sottolineato che i trattamenti fitoterapici non possono e non vogliono assolutamente sostituire le cure mediche e farmacologiche; possono benissimo affiancarle e, a volte, precederle, specialmente quando il disturbo è tale da sconsigliare l'assunzione di farmaci. Il fine è il mantenimento della salute, o il suo recupero, attraverso un ripristino delle condizioni di equilibrio interno in cui l'organismo si trova naturalmente.



Come può essere somministrato un fitoterapico?
Un fitoterapico può essere somministrato in diverse formulazioni:



Estratto secco: si parte dall'estratto fluido, facendo evaporare il solvente. Il risultato è una polvere finissima che viene incapsulata. Grazie a questa sua concentrazione e purezza, è possibile procedere alla titolazione, che consiste nel valutare, con tecniche particolarmente sofisticate, non solo la presenza del o dei principi attivi ricercati, ma anche di determinarne esattamente la quantità. In questo modo si ottiene un prodotto di tipo farmaceutico, poichè è possibile determinare  le sostanze in esso presenti e di misurarne con precisione la quantità, ottenendo così un rimedio standardizzato e quindi sempre uguale in ogni lotto utilizzato.

La dimensione molto piccola dei suoi granuli lo rende molto biodisponibile, perché ne facilita sia l'assorbimento sia l'utilizzazione da parte dell'organismo. Oggi l’estratto secco titolato e standardizzato è considerato il prodotto fitoterapico migliore. L’estratto secco è dotato di un’azione curativa ottimale. È di gran lunga il metodo da privilegiare perché garantisce la più elevata concentrazione del fitocomplesso.


Tintura madre: ottenuta facendo macerare nell'alcool etilico la pianta fresca appena raccolta. L'elevata diluizione ne riduce l'efficacia terapeutica. Come tutte le forme liquide, va assunta diluendola in poca acqua non gasata a temperatura ambiente e tenuta in bocca per almeno un minuto, allo scopo di favorire l'assorbimento attraverso la mucosa della bocca. Gli svantaggi della tintura madre sono rappresentati dal suo elevato contenuto di alcool e dal fatto che i principi attivi in esso contenuti sono notevolmente diluiti dalla soluzione di alcool e acqua che costituisce la quasi totalità del preparato. Le tinture madri hanno un’azione curativa piuttosto blanda.

Succhi di pianta fresca:
sono preparati ottenuti meccanicamente per pressione della pianta fresca, preventivamente frantumata, e sono costituiti dai liquidi presenti nei tessuti vegetali. Essi sono commercializzati sotto vuoto senza l'aggiunta di coloranti o conservanti, e sono una forma molto semplice di somministrazione delle piante medicinali, che può essere paragonata alle polveri. Su queste hanno però il vantaggio di non aver subito l'essicamento, capace di provocare alterazioni enzimatiche di alcuni componenti. Questo prodotto è però facilmente deperibile, per cui viene commercializzato sotto vuoto e, una volta aperto, deve essere consumato nel più breve tempo possibile e conservato al freddo. I succhi hanno un’azione curativa discreta




Olio essenziale
: è fortemente concentrato e va utilizzato per uso interno solo con molta precauzione. Gli oli essenziali sono lipofili, cioè capaci di penetrare anche in tessuti contenenti elevate quantità di sostanze grasse, generalmente liquidi, non solubili in acqua ma solubili nei solventi dei grassi come alcool, etere, cloroformio e nei grassi stessi come olio di mandorle, olio di oliva e/o di semi ecc.


La loro lipofilia ne consente la penetrazione nel sangue in quantità significative anche se usati per via esterna. E' necessario accertarsi che gli oli essenziali usati siano purissimi e prodotti quindi da officine farmaceutiche, poiché quelli sofisticati e quelli sintetici possono essere molto più tossici. Recentemente sono stati messi a punto i cosiddetti oli essenziali microincapsulati, che si presentano come una polvere nella quale gli oli essenziali vengono fatti assorbire a particelle di materiali inerti. Gli oli essenziali hanno un’azione curativa ottimale, ma possono essere facilmente tossici se usati in modo non corretto.





Macerato glicerinato:
la pianta fresca viene posta a macerare in una miscela di acqua, alcool e glicerina. Come tutte le forme liquide, va assunto diluendolo in poca acqua non gasata a temperatura ambiente e tenuta in bocca per almeno un minuto, allo scopo di favorire l'assorbimento attraverso la mucosa della bocca. Gli svantaggi del macerato glicerinato sono rappresentati dal suo elevato contenuto di alcool e dal fatto che i principi attivi in esso contenuti sono notevolmente diluiti dalla soluzione di alcool e acqua che costituisce la quasi totalità del preparato. Nonostante questo i macerati glicerinati hanno un’azione curativa discreta.






Tisane:
miscele di piante essiccate. La loro capacità medicamentosa in taluni casi può risultare piuttosto limitata perché contengono solo piccole quantità di fitocomplesso. Possono essere preparate sotto forma di decotto o di infuso.





Nel decotto la miscela di erbe viene posta in un certo quantitativo di acqua. Quindi viene portata all'ebollizione. Si lascia raffreddare, si filtra e si beve il liquido risultante eventualmente zuccherandolo. Generalmente si adoperano da due a cinque grammi di pianta essiccata per preparare 1 kg. di decotto. Tale metodica di preparazione non deve mai essere applicata a piante contenenti principi attivi volatili.






Nell'infuso si versa dell'acqua bollente sulla miscela di erbe. Si lascia in infusione per un periodo di tempo variabile (in genere intorno ai 10 minuti), si filtra e si beve.


Il controllo qualità delle piante medicinali in fitoterapia (da www.fitoterapia.it)

La rivalutazione che recentemente sta interessando la fitoterapia è da attribuirsi alle reali attività medicamentose degli estratti ottenuti dalle piante medicinali e al continuo espandersi delle conoscenze scientifiche sui loro effetti sugli organismi umani ed animali.
Purtroppo però troviamo molto spesso, tra i prodotti fitoterapici, preparazioni fortemente criticabili, immesse sul mercato sotto la spinta di esigenze di carattere unicamente commerciale e non medico-scientifico. L'Organizzazione Mondiale della Sanità definisce pianta medicinale ogni vegetale contenente, in uno o più dei suoi organi, sostanze che possono essere utilizzate per fini terapeutici. La fitoterapia può trovare una giusta collocazione scientifica solo se può disporre di estratti vegetali tecnicamente validi e il più possibile standardizzati. La Farmacopea Ufficiale Italiana prevede tutta una serie di criteri di qualità, che vanno tutti rispettati perché il prodotto finale possa essere considerato di buona qualità.
Già l'esame visivo e quello microscopico consentono al tecnico di laboratorio di identificare la specie e di scoprire eventuali sofisticazioni e inquinamento da parte di insetti, muffe e corpi estranei.
L’identificazione della specie è molto importante, poiché possono esserci diverse forme botaniche della stessa specie, ma in genere una sola viene considerata come la più dotata di attività medicamentosa, grazie alla sua composizione chimica. Ad esempio vi sono svariate forme botaniche della Liquirizia (Glycyrrhiza), ma solo la Glycrrhiza glabra è riconosciuta come realmente utile. Per effettuare un'approfondita analisi delle caratteristiche chimiche della pianta in esame la metodica più moderna e più usata oggi è l'HPLC (High power liquid chromatography) o cromatografia liquida ad alta risoluzione, che consente analisi molto accurate, riproducibili e automatizzabili, con l'unico difetto del costo elevato.
Un criterio fondamentale per definire se un estratto ottenuto da una pianta medicinale è di buona qualità è quello della titolazione. In pratica la titolazione consente di valutare con precisione non solo la presenza ma anche la quantità di uno o più componenti del fitocomplesso ritenuti più importanti ai fini terapeutici. Tale quantità non deve essere inferiore al livello minimo fissato dalle Autorità sanitarie, altrimenti l'estratto non può avere un'adeguata attività terapeutica. Grazie alla titolazione è possibile standardizzare il prodotto, in modo che esso sia sempre uguale a se stesso, con grandi vantaggi per la costanza e la riproducibilità dell'effetto medicamentoso.
L'Allegato 5 della Farmacopea Ufficiale della Repubblica Italiana pone dei limiti precisi alla presenza nelle piante medicinali delle seguenti sostanze contaminanti:
1.carica batterica, per la quale si richiede l'assenza di alcuni germi particolarmente pericolosi dal prodotto e si ammette la presenza di altri considerati meno pericolosi, ma comunque in quantità non superiore al limite stabilito
2.aflatossine, che sono sostanze tossiche prodotte da particolari microfunghi, la cui quantità non deve superare i limiti stabiliti
3.metalli pesanti, in particolare piombo, cadmio e mercurio, per i quali dovranno essere rispettati i limiti di accettabilità stabiliti
4.radioattività, particolarmente importante per prodotti provenienti da zone potenzialmente a rischio, per la quale dovranno essere rispettati i limiti di accettabilità indicati
5.pesticidi usati in agricoltura durante la coltivazione delle piante, per i quali dovrà esserci il rispetto delle quantità massime di residui tollerate nei prodotti destinati all'alimentazione
L'Organizzazione Mondiale della Sanità dà la definizione di fitomedicine.
"Sono da considerarsi fitomedicine i prodotti medicinali finiti, provvisti di etichetta, che contengono come principi attivi esclusivamente delle piante o delle associazioni di piante allo stato grezzo sotto forma di preparati. Comprendono anche succhi, gomme, frazioni lipidiche, oli essenziali e tutte le altre sostanze di questo genere. Le fitomedicine possono contenere oltre ai principi attivi anche degli eccipienti." Quindi secondo questa descrizione non sono da considerarsi fitomedicine i prodotti che contengono uno o più principi attivi purificati, anche se isolati dalle piante, poichè in questo caso non è più rispettato il concetto di fitocomplesso. Pertanto le fitomedicine devono rispondere a precisi requisiti di efficacia, sicurezza e qualità. La qualità delle piante medicinali può dipendere da molti fattori: la raccolta nel tempo balsamico non corretto, l’inquinamento con specie botaniche simili e/o con altre sostanze chimiche nocive o radioattive, la lavorazione industriale non corretta e l’inadeguata stabilità nel tempo di alcuni principi attivi. Deve essere garantita la titolazione e la costanza nel tempo del contenuto quantitativo dei principi attivi. Pertanto ogni prodotto a base di piante medicinali dovrebbe fornire, per poter essere considerato realmente medicamentoso, almeno le seguenti informazioni:
Nome botanico in latino della o delle piante utilizzate, seguito dal nome volgare nella lingua in uso in quel paese.
Forma farmaceutica utilizzata nel prodotto e sua quantità espressa in milligrammi (mg).
Nome del o dei principali principi attivi.
Titolazione dello o degli stessi.
Dose giornaliera, modo e durata della somministrazione.
Scadenza del prodotto.


La fitoterapia ed i bambini

Riportiamo un elenco di piante che possono tranquillamente essere utilizzate per i bambini:



Propoli: mal di gola, tosse, influenza

Echinacea: difese immunitarie, raffreddore, influenza, mal di gola, convalescenza

Timo: mal di gola, faringite, raffreddore

Rosa canina: vitamina C, anemia, raffreddore, influenza, ma di gola

Finocchio: aerofagia, digestione difficile

Tiglio: sedativo, aerofagia

Fibra Acacia: sovrappeso

Glucomannano: sovrappeso

Fieno Greco: stanchezza, disappetenza, convalescenza, stanchezza fisica e mentale

Eleuterococco: stanchezza fisica e mentale

Pappa Reale: convalescenza, disappetenza, stanchezza fisica e mentale


La fitoterapia e gli anziani


Ginko Biloba: circolazione cerebrale, invecchiamento precoce

Aglio: colesterolo alto, ipertensione

Biancospino: ansia, insonnia, tachicardia, ipertensione

Ortsfon: diuretico, sovrappeso, ritensione di liquidi, ipertensione

Equiseto: remineralizzante, osteoporosi

Artiglio del Diavolo: antidolorifico, antireumatico, artrosi

Carciofo: epatoprotettore, digestoione difficile, fegato pigro, colesterolo alto

Ginseng: convalescenza, mancanza di appetito

Eleuterococco: convalescenza, stanchezza fisica e mentale

Pappa Reale: anemina, mancanza d'appetito, stanchezza fisica e mentale

Escolzia: insonnia, nervosismo

Valeriana: ansia, insonnia, nervosismo

Passiflora: ansia, nervosismo, stress

Iperico: depressione

Le informazioni riportate in questa pagina sono solo a scopo informativo, tratte da un'ampia sitografia presente in internet. L'unica finalità è quella di mantenere il valore e la natura della rete: la facile reperibilità di informazione.
Le informazioni sui principi attivi dei singoli componenti dei prodotti e sui prodotti stessi, desunte tutte da un'ampia sitografia presente in rete, e dai siti delle ditte fornitrici, non intendono trattare, curare alcuna malattia o patologia. Queste potrebbero, inoltre, riportare errori e/o omissioni. Pertanto ogni utilizzo improprio è a proprio rischio e pericolo. Si ricorda, altresì, che gli integratori alimentari non sono prodotti curativi e pertanto non possono vantare alcuna proprietà terapeutica. Le indicazioni, presenti sul sito, fanno riferimento all'impiego per il sostegno dell'organismo in periodi particolarmente difficili.


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