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Informazioni Aminoacidi

Aminoacidi

Gli aminoacidi sono i composti chimici che costituiscono " i mattoni " delle proteine. L'organismo li assimila a partire dalle proteine introdotte con il cibo.

La sintesi proteica può avvenire solo se sono presenti tutti gli amminoacidi, mentre se ne manca anche solo uno si blocca. Per questo motivo tanto più la composizione aminoacidica di una proteina si avvicina a quella del corpo umano, tanto più questa può essere utilizzata (si dice che ha un elevato valore biologico). Al contrario, quando una proteina è carente di un determinato aminoacido, possiede un basso valore biologico (perché viene utilizzata poco efficacemente nella sintesi proteica).

Gli aminoacidi non sono però coinvolti solo nei processi di tipo plastico, cioè di costruzione e ricostruzione, ma anche in quelli di produzione energetica, come le sintesi di zuccheri e grassi. Il nostro organismo è in grado, partendo da aminoacidi diversi, di sintetizzarli, solo alcuni di essi, detti aminoacidi essenziali, devono essere introdotti già precostruiti con il cibo.

La funzione plastica delle proteine può essere esercitata appieno soltanto con la presenza nella dieta quotidiana di tutti gli aminoacidi essenziali nelle quantità appropriate.

Aminoacidi essenziali: leucina, isoleucina, lisina, metionina, fenilalanina, treonina, triptofano, valina.
Aminoacidi non essenziali: alanina, acido aspartico, cistina, acido glutammico, glicina, prolina, serina, tiroxina, cisteina, arginina, istidina.

Le proteine di origine animali (carne, pesce, uova, ecc.) sono complete, mentre quelle vegetali sono incomplete, cioe' sono carenti di alcuni aminoacidi essenziali: per esempio grano, riso e mais sono poveri di LISINA.

In situazioni di alimentazione incompleta o di attività atletica molto intensa (soprattutto quando viene richiesto un lavoro muscolare di forza o di velocità) può essere necessario assumere integratori proteici completi, ovverosia contenenti tutti gli aminoacidi.

Gli aminoacidi (o amminoacidi) sono l'unità strutturale primaria delle proteine. Possiamo quindi immaginare gli aminoacidi come mattoncini che, uniti da un collante chiamato legame peptidico, formano una lunga sequenza che dà origine ad una proteina.
All'interno dello stomaco e del duodeno questi legami vengono rotti ed i singoli aminoacidi giungono sino all'intestino tenue dove vengono assorbiti come tali ed utilizzati dall'organismo.

Dal punto di vista chimico l'aminoacido è un composto organico contenente un gruppo carbossilico (COOH) ed un gruppo aminico (NH2). Oltre a questi due gruppi ogni aminoacido si contraddistingue dagli altri per la presenza di un residuo (R) conosciuto anche con il nome di catena laterale dell'aminoacido.


Classificazione degli aminoacidi
Nella sintesi proteica intervengono
solo venti dei diversi aminoacidi esistenti in natura (attualmente oltre cinquecento). Dal punto di vista nutrizionale questi aminoacidi possono essere a loro volta divisi in due grandi gruppi: quello degli aminoacidi essenziali e quello degli aminoacidi non essenziali.

Sono definiti essenziali quegli aminoacidi che l'organismo umano non riesce a sintetizzare in quantità sufficiente a far fronte ai propri bisogni.
Per l'adulto sono otto e più precisamente: fenilalanina, isoleucina, lisina, leucina, metionina, treonina, triptofano e valina. Durante il periodo dell'accrescimento agli otto ricordati ne va aggiunto un nono, l'istidina, in considerazione del fatto che in questo periodo le richieste di tale aminoacido sono più elevate rispetto alla capacità di sintesi.

Sono considerati aminoacidi
semiessenziali la cisteina e la tirosina, in quanto l'organismo li può sintetizzare a partire da metionina e fenilalanina.

Sono definiti aminoacidi
condizionatamente essenziali (arginina, glicina, glutammina, prolina e taurina) quegli aminoacidi che ricoprono un ruolo fondamentale nel mantenimento dell'omeostasi e delle funzioni dell'organismo in determinate situazioni fisiologiche. In alcune condizioni patologiche questi aminoacidi possono non essere sintetizzati a velocità sufficiente per far fronte ai reali bisogni dell'organismo.

L'arginina sta assumendo notevole importanza, come precursore dell'ossido nitrico, per le tante funzioni che quest'ultimo esplica nell'attività cellulare, nella trasduzione dei segnali biologici e nella difesa immunitaria.



CONTENUTO IN AMINOACIDI ESSENZIALI: si possono definire complete o nobili quelle proteine che contengono tutti gli AA essenziali in quantità e in rapporti equilibrati. In generale le proteine animali sono complete e quelle vegetali sono incomplete. La dicitura nobili associata alle proteine vegetali non è corretta ed è stata introdotta per contrastare il detto secondo il quale "i legumi sono la carne dei poveri". In realtà assumere una discreta fonte di proteine vegetali nella dieta è importantissimo e per valorizzarle ulteriormente questo concetto è stato introdotto impropriamente il termine "nobili". In ogni caso queste carenze possono essere superate semplicemente utilizzando appropriate associazioni alimentari ad esempio PASTA e FAGIOLI. Si parla in questo caso di mutua integrazione perché gli aminoacidi di cui è carente la pasta vengono forniti dai fagioli e viceversa.


AMINOACIDO LIMITANTE: di una proteina o di una miscela proteica è l'aminoacido essenziale carente o del tutto assente che limita l'utilizzo di tutti gli altri aminoacidi anche se presenti in eccesso rispetto ai bisogni. Come abbiamo visto nelle proteine di origine vegetale questo aminoacido non è in genere sufficiente a garantire il fabbisogno e deve essere introdotto tramite l'abbinamento con altri cibi.

INDICE CHIMICO: è dato dal rapporto tra la quantità di un dato aminoacido in un grammo della proteina in esame e la quantità dello stesso aminoacido in un grammo della proteina di riferimento biologica (dell'uovo). Più è alto questo indice e maggiore sarà la percentuale di aminoacidi essenziali.

AMINOACIDI RAMIFICATI: o BCAA sono tre aminoacidi essenziali (Valina, Isoleucina e Leucina) che in particolari condizioni, come l'impegno fisico intenso, vengono utilizzati come substrato energetico ausiliario di grassi e carboidrati.

Assunti prima dello sforzo, aiutano a preservare il tessuto muscolare
Assunti prima dello sforzo, donano energia.
Assunti prima dello sforzo, ritardano l´affaticamento
Presi dopo lo sforzo accelerano la rigenerazione del tessuto muscolare
Presi dopo lo sforzo migliorano significativamente il recupero.

Gli aminoacidi ramificati (BCAA): leucina, isoleucina e valina, sono degli amminoacidi essenziali che non possono essere sintetizzati dall´organismo e che devono essere forniti tramite l´alimentazione. Occupano il terzo posto fra i fornitori di energia dopo gli idrati di carbonio e gli acidi grassi. Sono indispensabili per il buon funzionamento del metabolismo muscolare, basta pensare che essi da soli rappresentano il 35 % del volume muscolare. Alcune ricerche evidenziano come anche un semplice esercizio moderato aumenta il fabbisogno di leucina dell´organismo del 240 %.

A livello muscolare hanno una funzione plastica/strutturale regolando la sintesi proteica in senso anticatabolico e leggermente anabolico. Tale effetto è in parte dovuto alla capacità di modulare la secrezione di importanti ormoni. Inoltre, sempre a livello del tessuto muscolare, gli aminoacidi ramificati rappresentano una fonte di energia alternativa ai carboidrati. Questa funzione energetica inizia con la loro transaminazione, e diviene importante quando il soggetto, dopo sforzo intenso e prolungato ha scarsa disponibilità di carboidrati.

La transaminazione, che permette l´utilizzo energetico dei ramificati è catalizzata dalla vitamina B6, questa è la ragione della presenza di questa vitamina nella formulazione dei prodotti contenenti aminoacidi ramificati. Una terza funzione dei BCAA è la possibilità di mitigare il senso di fatica in soggetti sottoposti ad intenso e protratto sforzo muscolare. Tale effetto deriverebbe dalla possibilità di modulare l´entrata del triptofano dal circolo ematico al cervello.

A livello centrale il triptofano è un precursore della serotonina, una delle amine biogene potenzialmente coinvolte nella percezione della fatica. Nel loro insieme, i citati aspetti fisiologici degli aminoacidi ramificati suggeriscono un loro utilizzo in ambito sportivo per sostenere un intenso sforzo muscolare.
Assunti prima dello sforzo possono rappresentare una fonte di energia alternativa qualora il fisico lo richieda. Contribuisce inoltre a mitigare il senso di affaticamento in atleti non al massimo della forma fisica.

L´assunzione dopo la gara/allenamento garantisce un migliore recupero soprattutto se la sollecitazione fisica ha indotto logoramento e microtraumi a livello muscolare come accade ad esempio nelle gare podistiche di fondo o in serie di esercizi particolarmente impegnativi per le masse muscolari.
Presentano anche degli effetti stimolanti sul sistema immunitario : somministrati a dei triatleti, hanno aumentato la produzione di interleuchina-2 e di interferone dopo svariati sforzi intensi, contrastando l´indebolimento del sistema immunitario indotto dallo stress allenante.

Hanno anche un´incidenza sul metabolismo della glutammina. Gli atleti che assumono dei supplementi nutrizionali con BCAA hanno dei tassi plasmatici di glutammina praticamente identici prima e dopo una competizione, mentre si abbassano del 22,8 % senza integrazione.
I BCAA sembrano anche essere benefici per le persone sedentarie, regolando l´influsso di triptofano nel cervello, il che contribuisce a prevenire la comparsa della fatica centrale.

Funzioni degli aminoacidi

La funzione primaria degli aminoacidi è quella di intervenire nella sintesi proteica, necessaria per far fronte ai processi di rinnovamento cellulare dell'organismo. Oltre a questa funzione, detta "plastica", gli aminoacidi hanno anche una modesta ma non trascurabile importanza nella produzione energetica (aminoacidi ramificati)

Alcuni aminoacidi sono inoltre precursori di composti che svolgono importanti funzioni biologiche.
Dal triptofano si ottengono la niacina (vitamina PP), la serotonina (neurotrasmettitore) e la melatonina (regolatore dei ritmi circadiani ciclo sonno/veglia).

Dagli aminoacidi solforati (metionina e cisteina) si ottiene il glutatione, importante antiossidante utile per combattere i radicali liberi e la cheratina, proteina essenziale per la salute di peli, capelli ed unghie.
Oltre a quelli coinvolti nella sintesi delle proteine, molti altri aminoacidi svolgono funzioni molto importanti. Tra questi i più conosciuti in campo sportivo sono la creatina (utile per incrementare capacità e potenza anaerobica alattacida e lattacida) e la carnitina che facilita il trasporto dei lipidi all'interno del mitocondrio).

Asparagina

Aminoacido non essenziale, presente soprattutto nella carne (la quota assunta con l'alimentazione potrebbe pertanto risultare insufficiente in un alimentazione strettamente vegetariana).
E' coinvolto nel ciclo dell'urea, nella gluconeogenesi e nella sintesi di un importante neurotrasmettetore che migliora le funzionalità cerebrali. Essendo necessaria per il metabolismo dell'alcol, l'asparagina viene impiegata nella preparazione di farmaci per il trattamento dei postumi da ubriacatura.



Acido glutammico

Aminoacido
importante per le funzioni nervose e cerebrali in quanto neurotrasmettitore eccitatorio e precursore naturale del GABA. All'interno del sistema nervoso centrale regola la sintesi proteica e per questo motivo viene utilizzato in caso di affaticamento cronico e nel miglioramento delle funzioni cerebrali (apprendimento, memoria ecc.). Interviene inoltre nella sintesi di acido folico e degli aminoacidi non essenziali.


Acido aspartico

Presente negli alimenti vegetali ed in particolare nei semi germogliati è un aminoacido importante nell'eliminazione dell'ammoniaca, sostanza tossica per l'organismo che può causare disordini cerebrali.
Una carenza di acido aspartico si correla a stanchezza ed affaticamento cronico.





Alanina

E' il più piccolo degli amminoacidi, rappresenta una
importante fonte di energia per il muscolo ed il sistema nervoso centrale, partecipa alla formazione degli anticorpi e in condizioni di ipoglicemia aiuta il metabolismo degli zuccheri convertendosi in glucosio.


Ciclo glucosio alanina
Durante l'esercizio fisico, il ciclo glucosio-alanina rappresenta una via metabolica molto importante, che consente al fegato di ricavare glucosio partendo da un amminoacido, l'alanina, proveniente dal muscolo in attività.
Un intenso e prolungato sforzo fisico porta alla deplezione dei livelli di glucosio nel sangue e ad un aumento della concentrazione ematica di acido lattico. Il muscolo è così costretto ad aumentare l'ossidazione di acidi grassi ed amminoacidi a scopo energetico, in particolare di quelli a catena ramificata (BCAA). Lo scheletro carbonioso di questi ultimi viene utilizzato a livello muscolare per produrre energia tramite il ciclo di krebs, mentre il gruppo amminico viene trasferito dapprima al glutammato e poi al piruvato, con conseguente formazione di alanina. Questo amminoacido viene poi rilasciato nel sangue e veicolato al fegato, che, a sua volta, ne allontana il gruppo amminico ed utilizza il piruvato ciosì ottenuto per formare glucosio, secondo un processo chiamato gluconeogenesi. Il glucosio così ottenuto viene poi rimesso in circolo, con lo scopo di assicurare un apporto costante di zucchero al cervello.
A sua volta, il muscolo può captare il glucosio ematico e metabolizzarlo per ricavare energia; al termine della glicolisi si ottengono così due molecole di piruvato, che possono entrare nel ciclo di krebs od essere utilizzate per sintetizzarne altrettante di acido lattico (in condizioni di anaerobiosi) o di alanina. A questo punto il ciclo può ricominciare.


L'amminoacido alanina, dunque, oltre ad essere un normale costituente delle proteine, funge da trasportatore di azoto dai tessuti periferici al fegato. A questo livello, infatti, il gruppo amminico, che rappresenta la molecola tossica degli amminoacidi, può entrare nel ciclo dell'urea ed essere eliminato con le urine senza creare troppi danni all'organismo.
Nel muscolo scheletrico la sintesi di alanina è direttamente proporzionale alla concentrazione intracellulare di piruvato, che aumenta, per esempio, quando si ha un'elevata degradazione di acidi grassi a scopo energetico, con conseguente rallentamento del ciclo di krebs e formazione di corpi chetonici.
Analogo discorso in condizioni di anaerobiosi: il piruvato, non potendo essere ossidato nel ciclo di krebs, viene convertito in parte ad alanina ed in parte ad acido lattico. Quest'ultimo viene liberato in circolo assieme all'alanina e, similmente ad essa, trasportato al fegato, dov'è utilizzato come precursore gluconeogenetico (ciclo di Cori).

Per tutti questi motivi, il ciclo glucosio-alanina ed il ciclo di Cori, pur avvenendo anche in condizioni di riposo, si attivano in modo particolare durante l'esercizio muscolare intenso.
Il ciclo glucosio-alanina è stimolato anche dall'aumento dei livelli plasmatici di glucocorticoidi (cortisolo) in risposta ad un evento stressante di origine fisica (digiuno, malattia, operazione chirurgica, sforzo intenso) o psichica (ansia da prestazione ecc.).

Arginina
Importante amminoacido che, se assunto ad alte dosi favorisce la produzione dell'ormone della crescita (GH). Le sue funzioni sono analoghe a quelle di questo importante ormone (favorisce il mantenimento del trofismo muscolare, accelera la guarigione dalle ferite, favorisce l'utilizzo di grassi a scopo energetico, migliora l'attività cerebrale e le difese immunitarie, partecipa alla sintesi del collagene). E' pertanto indicata nella cura dell'obesità, nella terapia dell'HIV e come integratore per l'aumento della massa muscolare.
L’arginina è un aminoacido essenziale per i bambini in fase di crescita ma non per gli adulti (dato che può essere sintetizzata dall’organismo, soprattutto a livello renale ed epatico).

Nell'adulto l'arginina rientra comunque nella categoria degli "aminoacidi condizionatamente essenziali" (insieme a glicina, glutamina, prolina e taurina) perché ricopre un ruolo fondamentale nel mantenimento dell’omeostasi e delle funzioni dell’organismo.
In alcune condizioni patologiche l'arginina può essere sintetizzata ad una velocità insufficiente per far fronte ai reali bisogni e proprio a questa sua caratteristica deve l'appellativo di
"amminoacido condizionatamente essenziale".

L’arginina sta assumendo notevole importanza come precursore dell’ossido nitrico per le tante funzioni che quest’ultimo esplica nell’attività cellulare, nella trasduzione dei segnali biologici e nella difesa immunitaria.

Funzioni
Le funzioni dell’arginina sono molteplici: è un precursore della creatina e ne aumenta la velocità di sintesi; tuttavia non si sa ancora se tale proprietà sia in grado di influenzare positivamente la performance atletica. L'arginina interviene inoltre nella sintesi di altri amminoacidi e in quella del glucosio, agendo in tal senso come aminoacido gluconeogenetico (l'arginina può cioè essere catabolizzata per produrre energia quando le scorte di glucosio scarseggiano).
E' un prodotto intermedio del ciclo dell'urea e come tale contribuisce a
detossificare l'organismo. Durante un esercizio fisico l'ammoniaca prodotta deriva principalmente dalla deaminazione dell'AMP (adenosinmonofosfato) nelle cellule muscolari. Dato che l'accumulo di ammoniaca è uno dei fattori che determinano la fatica, il potere detossificante dell'arginina potrebbe essere molto utile anche negli sport di durata (ciclismo, corsa, sci di fondo ecc.).

In uno studio l'infusione endovenosa di arginina ha aumentato significativamente la concentrazione sierica di ormone della crescita e prolattina; per ottenere lo stesso risultato con la somministrazione per via orale i dosaggi di arginina dovrebbero essere elevatissimi, nell'ordine dei 250 mg/kg/die.
Per favorire tale azione viene spesso consigliato di assumere integratori a base di arginina poco prima di coricarsi per il riposo notturno.
Molti degli studi che hanno confermato tali proprietà anche a dosaggi inferiori sono stati condotti su gruppi di soggetti anziani, defedati ed in regime di ricovero, con problemi relativi ad una scarsa alimentazione o difficoltoso assorbimento di nutrienti. Tali risultati non sarebbero pertanto applicabili a soggetti giovani ed in buona salute con un alimentazione varia ed equilibrata.

Deficit di arginina potrebbero invece essere presenti nelle persone che seguono una dieta strettamente vegetariana (dieta vegana), in condizioni di stress psicofisico severo, malattie o traumi.

L'arginina è utilizzata come agente immunostimulante nelle condizioni in cui l'organismo è debilitato (ustioni, traumi e patologie varie)



L'arginina interviene nella sintesi di ossido nitrico, una sostanza che induce vasodilatazione
diminuendo la pressione arteriosa ed aumentando l'apporto di sangue ai tessuti, genitali compresi. Tale effetto contribuisce in linea teorica all'aumento del desiderio e delle prestazioni sessuali ( Disfunzione erettile).

Per queste sue proprietà vasodilatatorie l'arginina potrebbe essere utile anche nella cura delle patologie cardiovascolari (ipertensione, arteriosclerosi, angina ed ipercolesterolemia). Tali ipotesi, per lo più derivanti da ricerche condotte su animali da esperimento, sono ancora in attesa di conferma.






Arginina negli alimenti
Normalmente una persona assume dai 3,5 ai 5 grammi di arginina al giorno soprattutto attraverso carne, frutta secca e alimenti vegetali ricchi di proteine (legumi).

ALIMENTO mg/100g
Arachidi tostate 3736, Nocciole 2824, Fave secche, ceci, lenticchie secche, soia 2000-2200, Carne 1500-2000, Mandorle 1587 Pesce 900-1200, Uovo intero 790, albume 576, tuorlo 1131, Formaggi 540, Cereali e derivati (pasta, pane, riso ecc.) 400-500.

L'utilizzo di arginina è controindicato alle persone soggette a frequenti manifestazioni da herpes virus, dato che tale amminoacido sembra favorire gli episodi di riattivazione del ceppo virale. L'amminoacido lisina, dall'altra parte, parrebbe avere effetti contrari, migliorando il controllo dell'herpes sia labiale che genitale.
Elevate dosi di arginina (oltre i 30 grammi al giorno) hanno provocato anche cefalea, ipotensione e nefrotossicità. Più gravi le reazioni per via parenterale. Per dosi inferiori gli effetti collaterali più comuni si riferiscono ad episodi di diarrea, crampi addominali e nausea.

Carnitina
Facilita il trasporto degli acidi grassi a media e lunga catena nel mitocondrio dove verranno ossidati per produrre energia. Particolarmente concentrata nel muscolo scheletrico e nel cuore viene sintetizzata a partire da lisina e metionina in presenza di ferro, vitamina C, B1 e B6.
Grazie a questo suo importante effetto sul metabolismo dei grassi un'eventuale supplementazione potrebbe essere utile in caso di diabete, obesità e come prevenzione delle malattie cardiovasolari
(grazie alla riduzione dei trigliceridi ematici).

La carnitina è contenuta soprattutto negli alimenti di origine animale come la carne ed i prodotti caseari. Anche l'avocado e il Tempeh (semi di soia fermentati) sono buone fonti di carnitina.
Dato che questo amminoacido viene sintetizzato a partire da altri due aminoacidi essenziali (non sintetizzabili dall'organismo a velocità sufficiente per soddisfare le richieste meteboliche) le persone che seguono una dieta vegana potrebbero manifestare deficit di carnitina.

In campo medico la carnitina viene generalmente somministrata a persone con problemi cardiaci. Il nostro cuore, infatti, consuma prevalentemente acidi grassi per soddisfare le proprie richieste energetiche ed è quindi importante garantire l'efficienza di questo sistema. Diversi studi hanno attribuito a questo amminoacido un'azione stimolante sulla contrattilità cardiaca.
La carnitina aumenta inoltre la vasodilatazione periferica migliorando così il flusso e la distribuzione dell'ossigeno (si è dimostrata utile nel trattamento dei pazienti affetti da claudicatio intermittens (zoppia).

ALTRI POSSIBILI EFFETTI
Altre ricerche suggeriscono che la carnitina potrebbe essere utile nella terapia della sterilità, del diabete di tipo II, nel recupero dopo un ciclo chemioterapico e in alcune malattie renali ed epatiche.

DOSI DI ASSUNZIONE ED EFFETTI COLLATERALI
Sebbene non esista un livello di assunzione raccomandato il dosaggio medio di carnitina varia dai 500 ai 2000 mg al giorno. In particolari condizioni patologiche (ischemia cardiaca e altri problemi cardiocircolatori) sotto stretto controllo medico tale dosaggio può arrivare ai 15000 mg (6-15 grammi di carnitina al giorno). Un sovradosaggio può causare nausea, vomito e crampi addominali.

ACETIL L-CARNITINA
E´ il derivato acetilato dell´aminoacido L-Carnitina.
E´ una forma di carnitina più attiva, perchè assorbita più efficacemente siccome passa più facilmente attraverso le membrane cellulari ed è utilizzata nei mitocondri in modo più efficiente.

  • Mantiene efficace il metabolismo cellulare
  • Migliora le capacità cognitive
  • Riduce i sintomi da depressione
  • Ritarda la degenerazione cognitiva in pazienti malati di Alzheimer
  • Migliora la circolazione cerebrale
  • Ottimizza la produzione naturale di testosterone
  • Ha proprietà anticataboliche
  • E´ uno dei nutrienti più efficaci per conservare un metabolismo cellulare ottimale:


L´ALC contribuisce al miglioramento delle capacità cognitive nell´uomo. (Attenzione, coordinamento visivo, riflessi, rapidità di esecuzione di compiti intellettuali)(Lino e al, 1992)
L´ALC oltre al miglioramento cognitivo, dalla sua assunzione ne trova giovamento chi è alla ricerca di un miglioramento dello stato emotivo ed il comportamento sociale di pazienti colpiti da deficienza mnemonica associata all´invecchiamento (Cipolli e Chiari, 1990). Questi miglioramenti persistono a lungo dopo la sospensione della somministrazione aggiuntiva (vecchi e al, 1991)
Alcuni studi dimostrano che ALC riduce i sintomi della depressione e migliora la percezione della qualità della vita (Bella e al, 1990) (Garza e al, 1990).
L´Acetil carnitina, ritarda il deterioramento cognitivo nei pazienti colpiti dalla malattia d´Alzheimer (questo studio ha utilizzato da 2,5 gr/giorno per un periodo di 3 mesi (Sano e Al, 1992), risultato confermato da diversi altri studi).
L´ALC è in grado di apportare beneficio ai sintomi degenerativi della senilità. (Bonavita, 1986): (Cucinotta e al, 1988) 2 grammi d´ALC/giorno migliorano il comportamento, i test di memoria, l´attenzione e la verbalizzazione (Università di Parma, Passeri ed al, 1990).
L´ALC migliora la circolazione cerebrale nei pazienti colpiti da insufficienza cerebro vascolare (Postiglione ed al, 1990) (Rosadini e al, 1988).

L´ALC è in grado di ridurre la formazione di
lipofucina (il "detrito" cellulare che costituisce le macchie di vecchiaia) e ne diminuisce i depositi esistenti. (Konsomol, 1988) (Amenta e al, 1989).
Se ALC viene assunta insieme all´acido R-lipoico, secondo tre studi recentemente pubblicati dal Dr Ames e una équipe di ricercatori dell´università di California-Berkeley, questa combinazione ringiovanisce i ratti anziani e potrebbe avere gli stessi effetti su gli esseri umani che invecchiano. Dopo un mese di supplementazione, i vecchi ratti letargici erano divenuti pieni di brio. Questo equivale a fare sì che una persona dai 75 agli 80 anni agisca come una persona di età inferiore.

Diversi studi hanno evidenziato che l´acetil carnitina ha il potere d´incrementare la concentrazione di GnRH nell´ipotalamo (l´ormone rilasciante le gonadotropine) di ratti in vivo, ma non in vitro, incrementando conseguentemente il rilascio di LH (ormone luteinizzante) . Uno studio in particolare ha investigato questo meccanismo di azione neuroattiva sottoponendo alcuni ratti a 2 diversi tipi di stress per un periodo di 10 giorni integrando la loro alimentazione con 10mg/day di ALC; al termine sono stati analizzati i valori di GnRH, beta-endorfina e testosterone.

Nei ratti che avevano assunto l´ALC si è riscontrato un minor calo di testosterone che di GnRH e una diminuzione dei livelli di beta-endorfina ipotalamica, prevenendo l´effetto antiriproduttivo di entrambi gli stressor 11 . Il meccanismo è presumibilmente attivato dal gruppo acetilico che, una volta staccatosi dalla L-carnitina, va a legarsi agli oppiodi endogeni (betaendorfina e simili) inattivandoli. È noto che alti livelli di betaendorfina inibiscono il rilascio di GnRH. Gli oppiodi sono però essenziali da un lato a contenere a livello celebrale il senso di appagamento, resistenza alla fatica e il dolore, dall´altro un loro eccesso induce senso di frustrazione e ottundimento (e quindi minor resa cerebrale e quindi anche sportiva, nel senso di determinazione).

E´ emerso da un altro studio che la somministrazione di ALC (2 g/day) per 6 settimane a pazienti affetti da amenorrea ipotalamica ha indotto un considerevole aumento della secrezione di LH; 20 soggetti sono stati inizialmente suddivisi in due gruppi a seconda dei loro valori di LH plasmatici, 10 ipogonadotropici, LH < 3mIU/ml e 10 normogonadotropici LH > 3mIU/ml. Al termine dello studio i pazienti ipogonadotropici hanno mostrato un significante incremento dei livelli di LH, da un minimo di 0.9mIU/ml ad un massimo di 3.5mIU/ml, insieme ad un incremento dei valori di estradiolo e PRL (prolattina, un altro ormone ipotalamico). Meno marcate invece, per non dire nulle, le differenze riscontrate nei pazienti normogonadotropici, che dopo 6 settimane di somministrazione di ALC non hanno ottenuto alcuna variazione della concentrazione plasmatica di ormone luteinizzante.

Questi studi sembrano dare un senso ancora diverso all´utilità dell´ALC in quanto è noto che allenamenti molti intensi generino inequivocabilmente alti livelli di cortisolo e quindi possibili cali del rapporto testosterone/cortisolo; tengo a precisare che il rapporto tra questi due ormoni (T/C) è di fondamentale importanza per valutare lo stato di un atleta proprio nei periodi più duri d´allenamento dove lo stress psicofisico è al massimo: in questi frangenti l´ALC potrebbe metterci una pezza, assicurando un pieno recupero nei tempi previsti e un vantaggio, come detto poco sopra, anche di tipo mentale.

Diverse ricerche indicano che benefici cognitivi apprezzabili risultano dopo pochi mesi di somministrazione aggiuntiva e mettono in evidenza il ruolo neuro protettore dell´ ALC sul sistema colinergico. Chi ricerca una valida formula per ritardare l´invecchiamento cerebrale possono utilizzare questo integratore per raggiungere tali scopi.


Cisteina e cistina


Questi amminoacidi si convertono a vicenda in caso di necessità. Sono coinvolti nella produzione di collagene ed hanno pertanto
azione positiva su capelli e cute (supplementi di questi aminoacidi vengono utilizzati per il recupero da ustioni e nel trattamento dell'artrite reumatoide). La cisteina combatte i radicali liberi (precursore del glutatione) e contribuisce a proteggere il corpo dai danni delle radiazioni ionizzanti (utilizzata in associazione ad alcuni trattamenti anti-cancro) e dell'invecchiamento cellulare. La cistina, in presenza di un difetto congenito del rene, porta alla formazione dei calcoli renali.




Citrullina


Esplica le sue funzioni soprattutto nel fegato
. Come altri amminoacidi, la citrullina è coinvolta nel ciclo dell'urea, favorisce l'eliminazione di ammoniaca ed è coinvolta nella funzionalità delle difese immunitarie. E' infatti il precursore dell'aminoacido arginina.





Fenilalanina
Viene utilizzata dal cervello per produrre alcuni importanti neurotrasmettitori che, oltre a migliorare l'umore, allevare il dolore e migliorare la funzionalità cerebrale, riducono la fame e l'appetito favorendo il senso di sazietà. Migliora inoltre la funzionalità tiroidea partecipando alla sintesi della tirosina.

La fenilalanina è un aminoacido aromatico contenuto nella maggior parte delle proteine animali e vegetali.

Considerata la sua incapacità di sintetizzarla a partire da altri amminoacidi, per l'organismo umano la fenilalanina è considerata un
amminoacido essenziale;
La fenilchetonuria è una condizione patologica su base ereditaria dovuta all'incapacità di metabolizzare la fenilalanina. L'organismo delle persone colpite da questa malattia non riesce a convertire questo amminoacido in tirosina, che abbiamo visto essere importante, tra l'altro, per la sintesi di catecolamine, ormoni tiroidei e melanina (il pigmento responsabile del colore della pelle). La carenza di melanina si manifesta con ipopigmentazione cutanea generalizzata. Oltre a questo difetto estetico, a causa dell'impossibilità di metabolizzarla, la fenilalanina si accumula nei tessuti dando origine a gravi disturbi a livello cutaneo e neurologico.

Fenilalanina negli alimenti

La fenilalanina assunta con la dieta deriva perlopiù dagli alimenti proteici, come la
carne, il pesce, le uova ed i legumi. Questo amminoacido è presente anche nell'aspartame, una sostanza di natura proteica (precisamente è un dipeptide costituito da acido aspartico e fenilalanina esterificata con metanolo all'estremità carbossilica) con un potere dolcificante circa 200 volte superiore a quello dello zucchero.
Per questo motivo chi soffre di fenilchetonuria dovrebbe stare molto attento a non assumere i prodotti dolcificati con aspartame, soprattutto le bibite. Per avvertire questi individui del rischio derivante dal loro consumo, sulle etichette di molte bevande è riportata la dicitura "contiene una fonte di fenilalanina".
Indipendentemente da questa sua caratteristica, negli ultimi tempi, sulla scia di studi che ormai da decenni continuano a metterne in dubbio la sicurezza alimentare soprattutto per i bambini, l'impiego dell'aspartame si è sensibilmente ridotto.

Glicina e Prolina





Sono due aminoacidi importanti nella sintesi di collagene, insieme alla vitamina C o acido ascorbico, Sono quindi importanti nella rigenerazione cutanea, delle strutture
tendinee e cartilaginee.






Glutammina
Ha funzioni simili all'acido glutammico, dal quale viene sintetizzata. È pertanto importante nel regolare le funzioni nervose e cerebrali e nella sintesi di amminoacidi non essenziali.

La glutammina e' l'amminoacido piu' abbondante del corpo umano. La sua sintesi avviene principalmente nel tessuto muscolare a partire dagli aminoacidi arginina, ornitina e prolina.

La glutamina interviene:


nella detossificazione da ammoniaca:
è un vero e proprio trasportatore di gruppi amminici, non tossico, che può attraversare le membrane cellulari. La glutammina entra nel circolo sanguigno e raggiunge il fegato. All'interno dei mitocondri epatici la glutammina libera il suo gruppo amminico che viene convertito in NH4+ o ione ammonio.
Lo ione ammonio è tossico per le cellule del corpo ed in particolare per il cervello. Nel fegato l'NH4 + viene incorporato nella molecola atossica dell'urea. L'urea prodotta dal fegato viene trasportata attraverso il sangue ai reni per l'escrezione urinaria;
nell'attività immunitaria, dove ha un ruolo di supporto energetico nelle cellule in rapida moltiplicazione come linfociti e macrofagi .
Se da un lato l'esercizio moderato aumenta la resistenza ad infezioni di vario tipo quello esaustivo, specie se abbinato a regimi alimentari ipocalorici, aumenta la sensibilità ad infezioni virali e batteriche;
nell'attività cerebrale, dove svolge un'attività stimolante. La glutammina è in grado di penetrare la barriera emato-encefalica ed entrare nel cervello dove viene convertita in glutammato, il più importante e diffuso neurotrasmettitore eccitatorio del sistema nervoso centrale. La glutammina è altresì precorritrice del GABA, un neurotrasmettitore che ha effetti inibitori sulla trasmissione nervosa;
nell'aumento di volume delle cellule muscolari favorendo l'ingresso nelle cellule di acqua, aminoacidi ed altre sostanze. Tale attività, secondo alcuni ricercatori, stimolerebbe la sintesi proteica favorendo l'aumento di massa muscolare;
nella sindrome da sovrallenamento, esiste infatti una relazione tra il calo permanente dei livelli plasmatici di gultammina e la comparsa dei sintomi del sovrallenamento (stanchezza cronica, calo di peso, perdita di appetito, comparsa di infezioni di lieve entità, nausea, depressione, apatia, aumento della frequenza cardiaca a riposo e diminuzione della frequenza cardiaca di allenamento) .Secondo alcuni ricercatori la somministrazione di gultammina ed aminoacidi ramificati sarebbe quindi utile nei periodi di allenamento intenso per ridurre i rischi di sovrallenamento;
nel recupero dopo uno sforzo: alcuni studi dimostrano un ruolo della glutamimina nel favorire l'aumento delle scorte di glicogeno muscolare durante il recupero, probabilmente a causa dell'aumentato ingresso di acqua all'interno delle cellule (ricordiamo a tal proposito che l'acqua è essenziale nella glicogenosintesi in quanto per ogni grammo di glicogeno prodotto si legano ad esso circa 2.7 g di acqua);
nello stimolo di secrezione dell'ormone della crescita, se assunta in condizione di bassi livelli di glicemia la glutammina sembra, secondo alcuni studi, stimolare la secrezione del GH. Per ottimizzare questa azione la glutammina andrebbe assunta prima di coricarsi
nell'azione disintossicante e nella regolazione del pH ematico e urinario;
nell'azione antiossidante: interviene nella formazione del glutatione, un potente antiossidante esogeno costituito da glicina, cisteina e acido glutammico. Quest'ultimo può essere ricavato dalla glutammina per cessione dello ione ammonio.

Isoleucina



Uno dei tre aminoacidi a catena ramificata (gli altri sono leucina e valina),
aumenta la resistenza muscolare, rallenta la decomposizione delle proteine strutturali e favorisce il recupero da uno sforzo prolungato. Partecipa alla formazione di emoglobina e alla sintesi dell'ormone della crescita. L'isoleucina supplementare dovrebbe essere unita sempre con leucina e valina con un rapporto rispettivo di 1:2:1.




Istidina



Aminoacido abbondantemente presente nei
globuli bianchi e rossi di cui regola la sintesi. Partecipa alla formazione della guaina mielinica che protegge le cellule nervose e garantisce l'ottimale conduzione dello stimolo nervoso. Precursore dell'istamina, questo importante aminoacido collabora alla funzionalità del sistema immune e all'insorgenza del desiderio sessuale. Nei bambini è considerato essenziale. Partecipa insieme alla B-alanina alla sintesi di carnosina.





Leucina

Ha funzioni simili all'isoleucina. E' un aminoacido essenziale perché il corpo umano, non essendo in grado di sintetizzarla, necessita di un suo apporto costante attraverso la dieta. Come tutti gli amminoacidi, la leucina è contenuta soprattutto negli alimenti proteici di origine animale ma, a differenza di altri, è ben rappresentata anche nei legumi e nei cereali.

La leucina è importante per la crescita e per la resistenza muscolare, stimola la sintesi proteica e sostiene il metabolismo nei periodi di digiuno (ha attività chetogenica).

Dal punto di vista chimico si tratta di un amminoacido apolare a struttura ramificata (il suo gruppo laterale è un isobutile).
Insieme ad altri due amminoacidi essenziali, chiamati isoleucina e valina, va a costituire un pool aminoacidico particolarmente utilizzato in campo sportivo, dov'è noto con la sigla BCAA (
brain chain aminoacids o amminoacidi a catena ramificata).

Leucina, valina ed isoleucina costituiscono circa il 20% degli amminoacidi assunti attraverso l'alimentazione e sono particolarmente concentrati a livello muscolare. Nelle persone sane, un aumentato fabbisogno, tale da richiederne un'integrazione, è giustificabile solo nei casi di intensa attività sportiva. Gli amminoacidi ramificati costituiscono infatti un'importante fonte di energia alternativa, a cui l'organismo accinge in maniera importante solo durante sforzi molto intensi e prolungati (in condizioni normali non avrebbe motivo di consumare i propri muscoli, la cui funzione non è energetica ma strutturale).

Due sono, essenzialmente, le categorie a cui si rivolgono i prodotti a base di leucina, isoleucina e valina:
sportivi di resistenza (ciclisti, maratoneti, sciatori di fondo ecc.). Tali supplementi vengono assunti per accelerare il recupero e limitare le perdite muscolari (catabolismo), la percezione della fatica e la tolleranza all'acido lattico.
Culturisti / bodybuilder, questa volta i BCAA vengono assunti con lo scopo primario di stimolare al massimo la sintesi proteica per aumentare le masse muscolari.

Talvolta vengono anche consigliati ai vegetariani e a chi segue diete dimagranti particolarmente restrittive (in modo da limitare la perdita di massa muscolare ed il conseguente calo del metabolismo).
Per assicurare all'organismo un adeguato apporto di leucina, i BCAA andrebbero assunti nei 30-60 minuti che precedono l'attività fisica intensa (sportivi di resistenza) ed entro un'ora dal termine dello sforzo (boybuilders e sportivi di resistenza). Come alternativa agli integratori di amminoacidi ramificati, subito dopo lo sforzo, è possibile consumare uno snack proteico a basso contenuto di grassi (barrette, yogurt magro, carne di pollo, fiocchi di latte o un frullato proteico).

Lisina
Aminoacido di cui sono carenti i cereali. Favorisce la formazione di anticorpi, ormoni ed enzimi ed è necessario allo sviluppo e alla fissazione di calcio nella ossa.
La lisina è importante anche come precursore di una importante vitamina, chiamata niacina, vitamina B3 o PP. La carenza di niacina, frequente nel periodo postbellico a causa di un'alimentazione quasi esclusivamente incentrata sul consumo di polenta, è conosciuta come pellagra.
I capelli sono costituiti prevalentemente da proteine ed in particolare da due aminoacidi, la lisina e la cisteina (entrambi contenuti nella cheratina). Per questo motivo la lisina è presente in numerosi integratori per capelli ed in prodotti dedicati al trattamento dell'alopecia androgenetica.
L'utilizzo della lisina è stato anche proposto per prevenire la riattivazione dell
'herpes simplex, virus responsabile degli episodi ricorrenti di herpes labiale.
Per decarbossilazione (generalmente operata dai batteri, come quelli intestinali o vaginali), la lisina si trasforma in cadaverina, una molecola putrefattiva il cui nome è tutto un programma (oltre ad un odore particolarmente sgradevole è dotata di proprietà tossiche; si forma nel colon in caso di dieta iperproteica e povera di fibre, nonché per per modificazioni della flora batterica intestinale).

Metionina


Grazie alla presenza di zolfo
combatte i radicali liberi. Diminuisce i livelli di colesterolo nel sangue incrementando la sintesi epatica di lecitina. Aiuta nella disintossicazione da metalli pesanti e rafforza i capelli.




Ornitina


Favorisce la sintesi dell'
ormone della crescita ed interviene nella disintossicazione da ammoniaca. Favorisce la cicatrizzazione delle ferite, migliora le difese immunitarie, l'attività cerebrale, l'accumulo di massa muscolare e lo smaltimento del tessuto adiposo in eccesso.




Prolina


Importante per la rigenerazione dei muscoli e delle strutture tendinee. È consigliabile l'assunzione con vitamina C.




Taurina
Contrasta il processo di invecchiamento grazie alla sua azione anti-radicali liberi. Una carenza di zinco e di taurina può alterare la visione. E' importante nella funzionalità cardiaca ed è usata nella terapia diipertensione, aritmie cardiache, epilessia e distrofia muscolare.
La taurina è presente in uova, pesci, carne e latte, ma non negli alimenti di origine vegetale. Può essere sintetizzata da cisteina e da metionina in presenza di sufficienti quantità di Vitamina B6.
La taurina è un amminoacido
condizionatamente essenziale che viene aggiunto in molti integratori e bevande energizzanti. Dal punto di vista biologico la taurina si differenza dai venti alfa aminoacidi che formano le proteine per la presenza di acido sulfonico (SOOOH) al posto del tradizionale gruppo carbossilico (COOH).
La taurina
svolge un ruolo fondamentale nella sintesi degli acidi biliari; questi acidi, prodotti nel fegato ed incorporati nella bile, derivano dal colesterolo e ne facilitano l'eliminazione. La bile è inoltre essenziale per la digestione dei grassi e per l'assorbimento delle vitamine liposolubili.
Insieme allo zinco, la taurina è importante anche per la visione e per la salute degli occhi
La taurina è particolarmente concentrata a livello dei globuli bianchi, dei muscoli scheletrici, del cuore e del sistema nervoso centrale (regolarizza la trasmissione degli impulsi nervosi e stabilizza le membrane cellulari).
In campo medico viene impiegata nel trattamento dell'epilessia, sfruttando le sue moderate proprietà sedative.

La taurina è presente in
uova, pesci, carne e latte, ma non negli alimenti di origine vegetale. Nell'organismo adulto la taurina può comunque essere sintetizzata nel fegato a partire da cisteina e da metionina (altri due aminoacidi) in presenza di sufficienti quantità di vitamina B6.
L'integrazione di taurina potrebbe pertanto essere utile nei vegetariani, anche se i due aminoacidi precursori (cisteina e metionina) si trovano in discrete quantità anche nei legumi.
I neonati non riescono invece a sintetizzare autonomamente la taurina che ricavano dal latte materno che ne è particolarmente ricco.
In campo estetico viene utilizzata per ridare forza e vitalità ai capelli.
Altre possibili applicazioni della taurina in campo medico sono: malattie cardiovascolari, infertilità maschile (dovuta alla scarsa motilità degli spermatozoi), ipercolesterolemia, epilessia, diabete, degenerazione maculare, Morbo di Alzheimer, disordini epatici, alcolismo e fibrosi cistica.
Viene utilizzata in dosi da 2 a 8 grammi al giorno (spesso distribuite in tre assunzioni giornaliere). Solitamente si trova negli integratori in associazione con altre sostanze come antiossidanti, calcio, magnesio e un buon mix di vitamine.


Tirosina


Deriva dalla fenilalanina e promuove il corretto funzionamento delle tiroide, dell'iisi e delle ghiandole adrenergiche. Sopprime l'appetito,
aiuta a ridurre il grasso corporeo e sembra avere un effetto benefico sulla riduzione di ansia, depressione, emicranie e nella cura del morbo di Parkinson.È un precursore del neurotrasmettitore dopamina e degli ormoni surrenali, norepinefrina ed epinefrina.
La L-tirosina è in grado di combattere lo stress da stanchezza, grazie alle sue proprietà di controbilanciale la fatica. Poiché la L-tirosina è un precursore della dopamina, l´integrazione di può aumentare l´attenzione, la concentrazione e il senso di benessere diminuendo la fatica.


  • Aumenta lo stato di vigilanza.
  • Promuove la sensazione di benessere.
  • Lenisce la fatica fisica e mentale.
  • Protegge dallo stress
  • Aumenta il metabolismo e coadiuva il dimagrimento
  • Stimola il rilascio dell´ormone della crescita.
  • Aiuta negli stati di depressione e di ansia.
  • Produce la norepinefrina, un soppressore dell´appetito.
  • Gioca un ruolo importante nelle funzioni della ghiandola surrenale, dell´ipofisi e della tiroide.
  • Aumenta la quantità di globuli rossi e bianchi.
  • Migliora lo stato d´animo.


E´ stata testata su umani in uno studio che ha evidenziato la sua capacita´ di aumentare la di sopportazione della fatica fisica e psichica (Avraham et al. 2001)
I soggetti che possono giovare dall´utilizzo di L-tirosina sono: gli sportivi, le persone obese o sovrappeso e le persone anziane. Gli atleti che si sottopongono ad allenamenti molto intensi potranno trarre giovamento dall´assunzione di integratori di Tirosina in quanto contribuiscono a bilanciare la fatica e lo stress.

Le persone che soffrono di depressione hanno frequentemente bassi livelli di questo aminoacido nel sangue, possono quindi trarre giovamento dagli integratori di L-tirosina.
La L-tirosina è utile anche per proteggere l´integrità della pelle. Infatti la melanina, una sostanza che agisce come protettivo della pelle quando l´epidermide viene esposta ai raggi ultravioletti è un derivato della L-tirosina.

Nel caso in cui si verifichi una carenza di melanina nel corpo (dovuta alla carenza di L-tirosina), le difese della pelle potrebbero venire compromesse. La melanina, che deriva dalla L-tirosina, reagisce chimicamente alla luce del sole per creare uno schermo protettivo per gli strati più profondi dei tessuti della pelle.

L´integrazione di L-tirosina ha effetti benefici per le persone obese.
La tiroide è responsabile della produzione delle cellule-T. La L-tirosina influenza proprio la produzione di tiroxina (cellule-T) che, a sua volta, bilancia il tasso di metabolismo basale. Per questa ragione questo aminoacido può risultare efficace anche per la perdita di peso.



Infine,
la tirosina e´ considerato un ottimo antiossidante,che reagisce all´attacco dei radicali liberi che danneggiano la cellula.
Non sono ancora state definite direttive precise per un corretto dosaggio, pertanto è bene procedere con una tecnica che preveda una "scala di tolleranza".
Iniziare con un dosaggio limitato per una settimana annotando gli effetti positivi e gli effetti collaterali; aumentare progressivamente il dosaggio fino a quando i benefici ottenuti raggiungono il loro livello massimo con un minimo di effetti collaterali. Si arriverà al momento in cui le due valutazioni convergeranno e, a questo punto, si sarà raggiunto il dosaggio ottimale. Questo processo è simile a quello della "mappatura dei ricettori" utilizzato dai culturisti che fanno uso di insulina e di steroidi.


Treonina



Importante per le
funzioni digestive, per la salute mentale e per la sintesi di collagene ed elastina.






Triptofano


Aminoacido che funzione da rilassante naturale alleviando l'insonnia, l'ansia e la depressione (è infatti il
precursore di melanina e triptofano).
Utilizzato con successo nella cura dell'emicrania, dell'ipercolesterolemia e del sovrappeso è contenuto soprattutto nel cioccolato e in banane, datteri, latte e derivati ed arachidi.



5-HTP (5-Idrossitriptofano o 5-Idrossi-l-triptofano) è una particolare forma dell´aminoacido triptofano, precursore dell´ormone serotonina.
La serotonina è un importante neurotrasmettitore che influisce sull´umore,
sul comportamento, sull´appetito e sul sonno. La serotonina è nota come 5-HT, o 5-Idrossitriptamina e si trova in molte parti del corpo, in particolare nel cervello, nel sistema gastrointestinale e nelle cellule ematiche.
Il 5-HTP, nella sua forma naturale,
si trova nei semi della pianta africana Griffonia simplicifolia. Questi semi sono in grado di aumentare in modo efficace il livello della serotonina nel cervello senza, tuttavia, presentare quegli effetti collaterali propri dei farmaci noti come "Inibitori della ricaptazione selettiva della serotonina" come il PROZAC, offrendo, così un´alternativa davvero naturale.

  • Diminuire l´appetito;
  • Migliorare il sonno;
  • Mitigare il senso di ansia;
  • Attenuare i sintomi SAD (Disturbi Affettivi Stagionali);
  • Alleviare e prevenire le cefalee emicraniche;


Le ricerche hanno dimostrato che alcune persone che hanno assunto il 5-HTP hanno notato un miglioramento del loro umore, una riduzione dello stato di ansia, una diminuzione dell´appetito e hanno dichiarato di dormire meglio.

Appetito: Il 5-HTP può aiutare a frenare l´appetito e portare quindi a una perdita di peso. Molte persone che hanno usato 5-HTP hanno costatato una diminuzione del senso di appetito. Se questa sostanza viene inserita in combinazione ad un regime alimentare controllato e ad uno stile di vita sano e attivo, può essere usata nel lungo termine come un soppressore temporaneo dell´appetito per ottenere una perdita di peso sana e duratura.

Nel 1975 è stata effettuata una ricerca sui ratti che erano stati precedentemente sovralimentati e che erano diventati obesi. Ai ratti è stato somministrato 5-HTP e il risultato è stato una significativa diminuzione dell´assunzione di cibo. Questi ratti erano grassi a causa dei bassi livelli di attività di un enzima che converte il triptofano in 5-HTP e, successivamente, in serotonina. Sostanzialmente, erano geneticamente determinati a non smettere mai di mangiare e a consumare più cibo dei ratti normali.
Esistono prove scientifiche che alcuni esseri umani sono geneticamente portati all´obesità. Si ipotizza che il meccanismo osservato nei ratti sia sostanzialmente il medesimo di quello degli esseri umani.
Quindi, alcune persone sono sovrappeso poiché hanno un minore tasso di conversione del triptofano in 5-HTP, tale situazione determina più bassi livelli di serotonina e di conseguenza un iper stimolo dell´appetito.
Il 5-HTP può aiutare a sopprimere il senso di appetito portando di conseguenza ad una minor assunzione di cibo e successivamente ad una perdita di peso. Comunque non tutti coloro che hanno assunto 5-HTP hanno notato una diminuzione del senso di appetito.

Depressione: Sono state svolte delle ricerche per studiare come 5-HTP possa influire sulle persone depresse. È provato che potrebbe essere un valido agente antidepressivo. Uno studio particolarmente eccezionale ha coinvolto 99 pazienti che soffrivano di depressione, è da sottolineare che tali soggetti non rispondevano ai comuni farmaci antidepressivi. Ad essi è stata somministrata una media giornaliera di 200 mg di 5-HTP. Come risultato si è visto che 43 dei 99 pazienti hanno mostrato un completo recupero e per altri 8 si è osservato un sensibile miglioramento.

Cefalea: 5-HTP può anche aiutare alcuni soggetti che soffrono di cefalee emicraniche. Chi soffre di cefalea ha nei propri tessuti bassi livelli di serotonina.
Alcuni ricercatori si riferiscono a questo stato con il termine di sindrome da bassa serotonina. Sono stati condotti alcuni studi che hanno utilizzato 5-HTP per la prevenzione delle cefalee, sia di tipo emicranico che di tipo tensionale.

I risultati ottenuti da tali studi sono davvero sorprendenti! I vantaggi offerti sono considerevoli grazie al fatto che 5-HTP non presenta effetti collaterali. In definitiva si può usare il 5-HTP per il miglioramento del proprio umore, comportamento, senso di appetito o di sonno.

I sintomi di bassi livelli di serotonina comprendono la depressione, l´obesità, forte desiderio di carboidrati, bulimia, insonnia, narcolessia, apnea nel sonno, cefalea emicranica, cefalea tensionale, cefalea quotidiana cronica, sindrome premestruale e fibromialgia.

Si consiglia di iniziare con 50 mg tre volte al giorno. Se dopo due settimane non si osservano effetti o se questi sono minimi, si può aumentare il dosaggio a 100 mg per tre volte al giorno. Si raccomanda di seguire questo schema di dosaggio che aiuta a ridurre il rischio di sintomi di media gravità come la nausea, spesso osservata nel corso delle prime settimane di assunzione. 5-HTP può essere assunta durante i pasti, ma se la si sta utilizzando per perdere peso, si consiglia di assumerla 20 minuti prima dei pasti.

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